Be Kind Rewind

C’è un motivo per cui in Italia, spesso, ai film vengono dati titoli o sottotitoli fuorvianti come “Gli Acchiappafilm”? Qualcuno potrebbe pensare che una pellicola intitolata Be Kind Rewind – Gli Acchiappafilm sia una orrenda parodia come Scary Movie unnumeroqualsiasi, Treciento o Shrek 2. Filmetti privi di anima, spessore e senso costruiti unendo con una storiellina irrilevante il rifacimento delle scene clou delle migliori pellicole della stagione precedente.

Invece il film di Michel Gondry è una dichiarazione di amore, un po’ furbetta, al cinema.

Jack Black, che interpreta Jack Black, solo che non si chiama così, si chiama Jerry, ma non importa, perché tanto Black interpreta sempre lo stesso personaggio, ovvero se stesso… Jack Black, dicevo, viene magnetizzato da una scarica elettrica e cancella tutti i nastri del negozio di affitto videocassette del suo amico Mike, Mos Def, il Ford Prefect della guida Galattica per Autostoppisti. Ve lo dico io, così evitate di guardare il film pensando “ma io questo dove l’ho già visto?”

Per poter continuare ad affittare videocassette i due sono costretti a rigirare in fretta e furia, con povertà di mezzi, ma ricchezza di ingenuità e inventiva, i film richiesti dai clienti. Che ovviamente si accorgono che c’è qualcosa che non va, ma vengono rassicurati affermando che le copie affittate dal negozio sono versioni “maroccate” dei film (in originale “svedesizzate”: in originale revisioni artistiche, da noi copie tarocche – non l’ho fatto io l’adattamento del film, purtroppo). I film maroccati diventano un enorme successo, sono richiestissimi dai sempre più numerosi clienti del negozio, finché…

Se Mi Lasci Ti Cancello mi era piaciuto molto. Con Be Kind Rewind Gondry non mi ha deluso, anche se questo film è un passo indietro rispetto all’altro. Il film scorre leggero, con i protagonisti che reinventano pellicole famose con un ingegno che ricorda quello dei pionieri del cinema. L’ultimo film che girano, un originale, ha l’ingenua inventiva dei più spettacolari film muti e le reazioni degli spettatori sono quelle di chi si trova per la prima volta davanti alla magia del cinema.

E questo è uno dei problemi del film: a volte gli elementi che fanno scattare l’effetto nostalgico e sognante sembrano troppo studiati a tavolino. Funzionano, ma hanno un che di artificiale.

L’altro problema è Jack Black. Che è sempre divertente, però qui non si trova nella tipica commedia alla Jack Black e la sua comicità irruenta a volte è in contrasto troppo forte con la leggera eleganza (artificiosa?) del resto del film.

Vale sicuramente la pena di vederlo. E come tutti i bei film, vale la pena di vederlo al cinema con degli amici.

Informazione bonus: Gondry non ha inventato nulla. Prima di lui, nel mondo reale, altre persone hanno rigirato film famosi con povertà di mezzi e ricchezza di ingegno. Potete leggere l’inizio della storia qui: RAIDERS OF THE LOST ARK shot-for-shot teenage remake e la sua conclusione qui: Sometimes, The Good Guys Win!!! RAIDERS OF THE LOST ARK shot for shot filmmakers’ life to be MOVIE!!!

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