Fritz Leiber: La Guerra del Cambio

La copertina di ChangewarIl Grande Tempo di Fritz Leiber è un romanzo, o meglio racconto lungo, fenomenale.

La storia si sviluppa con un forte impianto teatrale, Leiber era figlio di attori shakespeariani e attore anche lui, al punto che la vicenda si apre con la presentazione delle dramatis personae.

I personaggi sono bloccati in una struttura sospesa nello spazio e nel tempo e non fanno quasi altro che parlare, ma le loro parole descrivono e mostrano vivido agli occhi del lettore un mondo complesso ed eccitante, ricco di azione, avventura, pericolo e morte. Il mondo della Guerra del Cambio, la guerra combattuta dalle due misteriose fazioni dei Ragni e dei Serpenti che ha come campo di battaglia lo spazio e il tempo. Ragni e Serpenti saltano avanti e indietro per cercare di modificare la storia a proprio favore.

Sì, sembra la noiosa trama di un patetico telefilm. No, il romanzo è del 1958. Indovinate chi ha copiato?

La mia edizione italiana de Il Grande Tempo, un Urania del ’95, è composta dal racconto lungo Il Grande Tempo e dal breve Non E’ Affatto Un Miracolo, ma i racconti del ciclo della Guerra del Cambio sono una dozzina in totale. Tolti questi due ne rimangono dieci che ho sempre desiderato leggere.

Finalmente, grazie al meraviglioso servizio Marketplace di Amazon sono riuscito a mettere le mani su una copia usata di Changewar, la raccolta del 1983 che riunisce in un volume sette delle storie del ciclo della Guerra del Cambio. Uno dei racconti è No Big Magic, ovvero Non E’ Affatto Un Miracolo. Ma gli altri sei racconti sono sei succose novità. Quando ho trovato il pacchetto marrone proveniente dall’Inghilterra poggiato sulla mia cassetta delle lettere non sono riuscito a resistere: il mondo ha dovuto andare in pausa fino a che non ho finito di gustare l’ultima parola dell’ultima frase dell’ultimo racconto.

Nei racconti Leiber mostra differenti aspetti dello scontro tra Ragni e Serpenti: azioni di guerra compiute da agenti esperti ed effetti del Vento del Cambio visti da chi non sa nulla della guerra, innocenti coinvolti in agguati tesi da creature misteriose ed esperti ufficiali che si fronteggiano in territorio neutrale ricorrendo all’astuzia, non potendo usare le armi.

Il tutto nello stile ipnotico, musicale e avvolgente di Leiber, che riesce come pochi a creare atmosfere horror, umoristiche e sensuali e a passare dall’una all’altra agilmente, o a mescolarle abilmente. Il piacere della lettura di questo libro è stato prima viscerale, per la maestria dell’autore di dipingere immagini vivide con le parole, poi intellettuale per le trame delle storie.

Fritz Leiber non è uno scrittore molto conosciuto qui in Italia, nonostante il ciclo fantasy di Fafhrd e Gray Mouser (o l’Acchiappatopi Grigio, come è chiamato in qualche traduzione) goda di un certo successo e nonostante sia stato considerato dalla critica e dai suoi pari uno dei padri della letteratura, non solo horror e fantasy, del secolo scorso.

Non so se le storie della Guerra del Cambio possano essere le migliori per avvicinarsi a questo autore per chi non lo conosce. La struttura teatrale del romanzo è decisamente inusuale nella fantascienza (del resto geni e maestri quello fanno: qualcosa di mai fatto prima).

Ma, per l’amor di Dio, se non avete mai letto niente di Fritz Leiber andate in libreria adesso!

4 risposte a “Fritz Leiber: La Guerra del Cambio”

  1. In Italia i racconti, se puo’ interessare, sono stati pubblicati a piu’ riprese nella ‘vecchia’ serie di Robot, nello special Spazio, Tempo e Mistero (Mondadori, un’alternanza di racconti e saggi ‘in tema’ con i racconti stessi)e nella raccolta Il meglio di Fritz Leiber, con ottima prefazione di Poul Anderson,1979,SIAD Edizioni, Milano.Le traduzioni, purtroppo, appaiono piuttosto surrettizie (vedi proprio come e’ stato tradotto No big magic) e il racconto piu’ celebre e premiato (nonche’ quello che preferisco), Gonna roll the bones, diventa un improbabile Le ossa devono rotolare. Dovendo consigliare da dove iniziare a leggere Leiber, proporrei il semplice, ma acuto e sempre attuale, The Silver Eggheads. Il fatto che avesse Shakespeare ‘nel sangue’ appare evidente nel breve, splendido saggio su H. P. Lovecraft, A literary Copernicus, in cui elabora un elogio non privo di sensate critiche… proprio come Marcantonio nel celebre discorso funebre in Giulio Cesare.

  2. Grazie per il commento Massimo.

    Le Argentee Teste d’Uovo è un libro eccezionale. E secondo me molto attuale, visto che in questi tempi di passaggio da editoria tradizionale a editoria elettronica, i ruoli di scrittori e case editrici vanno ripensati.

  3. Forse il romanzo che mi ha piu’ deluso (troppe sequenze ‘slapstick’, per i miei gusti) e’ Circumluna chiama Texas… tornando pero’ ai cicli Leiberiani, duole dire che, in alcuni casi, e’ stata usata anche la traduzione Gatto Grigio, sinceramente piatta e riduttiva per ‘Il primo spadaccino dell’universo’ come ebbe a definirlo R. H. Heinlein in La via della gloria, retrocedendo umilmente al secondo posto il suo Evelyn Cyril ‘Scar’ Gordon e riconoscendo la superiorita’ dell’eroe creato da Leiber.

  4. Circumluna chiama Texas non mi è dispiaciuto, ma mi è parso tropo autoreferenziale: un attore improvvisatore sorprendentemente simile allo stesso Leiber contro i bamboccioni americani.

    Il Gray Mouser è senza dubbio un’icona fortissima nel panorama fantasy e il suo rapporto con Fafhrd è alla base di una serie di coppie di eroi che ha superato i confini del fantasy. Sicuramente tradurlo come Gatto Grigio sminuisce la cura che Leiber ha messo nell’ideazione del nome del personaggio. Nella maggior parte dei vecchi libri della Nord ho visto una traduzione in linea di massima accettabile.

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