Heroes e il salto dello squalo

4 giugno 2008

Aggiornamento: ho scritto un lungo elenco di spoiler e anticipazioni per la terza stagione di Heroes, dategli una letta.

Quando gli spettatori videro Fonzie saltare sopra uno squalo con gli sci d’acqua indossando il suo inseparabile giubbotto di pelle, capirono che quello era il punto più basso della spirale discendente in cui si era infilato Happy Days e che non c’era speranza di risalita.

Da quel giorno spettatori e critici iniziarono ad usare il termine “jumping the shark“, saltare lo squalo, per indicare il momento in cui diventa evidente che gli autori di una serie ne hanno completamente perso il controllo creativo, perché si sono allontanati troppo dalle premesse originali, perché pretendono troppa sospensione dell’incredulità o, più semplicemente, perché non sanno più dove stanno andando e non sono più in grado di scrivere storie di qualità.

Heroes, la serie tv sui supereroi, ha saltato lo squalo?

Secondo me sì.

Quando?

Per la versione italiana è facile – e non è neppure colpa degli autori. E’ stato quando Mediaset ha affidato traduzione e doppiaggio della serie ad una compagnia che non ha realizzato un adattamento di qualità. Se potete, guardatela in inglese con sottotitoli realizzati da appassionati. La rivaluterete.

Per la versione originale è più complicato.

La prima stagione di Heroes è stata eccezionale. Vedevo ogni episodio seduto sul bordo del divano, emozionato e rapito. E alla fine di ogni episodio avevo bisogno di vedere quello successivo.

La seconda stagione è stata un buco nell’acqua, al punto che Tim Kring, il creatore della serie, ha sentito il bisogno di scusarsi pubblicamente con i fan per i molti errori compiuti nel realizzare il secondo blocco di episodi. Purtroppo, nonostante il mea culpa, non si è visto un tentativo di sistemare la situazione e lo sciopero degli sceneggiatori non ha aiutato, costringendo il network a chiudere la serie in largo anticipo sul previsto.

Il salto dello squalo. Per me è avvenuto nel peggiore episodio della prima stagione: l’ultimo. Dopo un’intera serie di tensione i vari personaggi sono stati tutti tirati per i capelli in modo da radunarli in un unico punto, per poter combattere, più o meno direttamente contro Sylar. E poi Sylar non muore. L’ultimo episodio è stata una continua sequenza di eventi improbabili, scene forzate e scelte degli autori che hanno lasciato perplessi gli spettatori.

Zachary Quinto è una delle migliori sorprese di Heroes. Ma Sylar doveva morire. O tornare sotto altre vesti, non quelle di cattivo imbattibile (più imbattibile della presunta nuova minaccia della nuova stagione, che non si è rivelata questo gran che, alla fine).

Ora è in preparazione la terza stagione, già girano alcuni trailer.

Quest’anno non c’è tutta la tensione e l’aspettativa trepidante dell’anno scorso: la seconda stagione ha bruciato troppo i fan. I soliti siti di anticipazioni non riportano molte notizie, segno di uno scarso interesse, del fatto che non ci sia molto da dire, del fatto che i produttori stanno lavorando in gran segreto, o forse una miscela delle tre cose.

Di sicuro le aspettative dei fan e della NBC sono state parecchio frustrate.

Lo spin off Origins è stato cancellato prima ancora di partire e qualche idea è stata riciclata per Heroes: Evolution, il webcomic che apparirà sul sito del network prima della messa in onda dei nuovi episodi.

Spero che la terza stagione di Heroes sia al livello della prima, è una serie che mi è piaciuta molto e mi dispiacerebbe vederla sparire. Ma se la terza sarà come la seconda, spero che non ce ne sia una quarta.

Bonus video: Zachary Quinto prima di Heroes


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