Appunti di scrittura – le idee

Definire quello che sto scrivendo un manuale di scrittura sarebbe eccessivo.
Chiamiamolo appunti, idee, spunti, riflessioni.

Da dove cominciare? Dall’inizio, sembra una buona idea.
E di solito si comincia con un’idea.

Dove trovi le idee? E’ una domanda popolare da porre a uno scrittore.
Le idee sembrano cose evanescenti e misteriose, donate dalle muse solo a pochi fortunati, miracolati.

Bene, cominciamo con una buona notizia: avere un’idea è facile. Davvero, lo posso dimostrare.
Tutte le volte che cercando un libro da leggere vi dite “mi piacerebbe leggere una storia in cui…“, quando uscite dal cinema pensando che “il film sarebbe stato meglio se…“, quando vedete o immaginate un’immagine che vi ispira una storia, o vi fa chiedere “chissà come mai…” state avendo un’idea. Potenzialmente un’ottima idea per una splendida storia. O forse no. Ma quella è un’idea.

Affrontare il discorso del processo creativo qui sarebbe eccessivo. Ma vi basti sapere che a grandi linee uno scrittore è uno che trova le idee come tutti gli altri, ma ci fa più attenzione. Le riconosce quando gorgogliano nella sua mente. O si fa le domande giuste per farsele venire.

Quali sono queste domande giuste? Beh, ogni domanda va bene in effetti, perché ogni domanda si tira dietro una risposta, che è una storia o il germe di una storia. Ricordate che un’idea per una storia non è la trama della storia. E’ qualsiasi cosa vi spinga a farvi altre domande e scrivere. Quindi, sì, può essere la trama, ma può essere un personaggio che vi piacerebbe utilizzare, una situazione che vi piacerebbe esplorare, una frase, un’emozione, un luogo.

Ma voi vorrete sapere quali sono le domande.

“E se…”
Domanda fondamentale.
E se i nazisti avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale? E se i gatti fossero una razza di parassiti alieni che sfrutta il fatto di essere carina e coccolosa per farsi accudire? E se Giulietta si fosse svegliata in tempo? E se Romeo fosse stato una donna travestita da uomo?
Cambiare le carte in tavola, immaginare uno status quo palesemente o segretamente diverso da quello che conosciamo, immaginare una catena di eventi diversa da quella che ci si aspetta è un punto di partenza.
“E se” permette anche di immaginare curiose associazioni di eventi già visti. Se un vampiro morde un uomo, lo vampirizza. Se un lupo mannaro morde un uomo, lo licantropizza. E se un vampiro mordesse un lupo mannaro? O se fosse il licantropo a mordere il vampiro?
E se raccontassimo la storia di Giulio Cesare, ma ambientata nello spazio? E se l’Amleto di Shakespeare fosse ambientato nel consiglio di amministrazione di una multinazionale?

“E che succede dopo?”
Altra ottima domanda. Importantissima, perché aiuta anche a fare il passo successivo dopo aver avuto la prima idea.
Ok, abbiamo un vampiro mannaro. Forte! E che succede dopo?
Ma è anche una grande fonte di idee. Cosa succede dopo una storia, reale o immaginata, conosciuta?
Nel romanzo “Il Verde Millennio” Firtz Leiber immagina che l’umanità accetti pacificamente di lasciarsi invadere da una razza di gatti alieni in grado di proiettare felicità. Di fronte alla possibilità di essere sempre contenti, non avere più guerre e conflitti, non sentirsi più depressi e tristi, le grandi potenze accettano volentieri di arrendersi. L’ho riletto ultimamente e all’improvviso mi sono chiesto: “e che succede dopo?” Magari, venti anni dopo i fatti narrati nel romanzo si forma la Lega per il Soccorso della Depressione (LSD), un manipolo di umani che lotta per cacciare gli alieni, convinti che la tristezza sia un diritto e la felicità abbia maggior valore se provocata da eventi reali e non sparata nelle nostre menti da  palle di prozac ambulanti, pelose e psioniche. L’LSD avrebbe contro gli alieni, ma anche la maggior parte degli umani, consapevoli di essere schiavi e incapaci di comprendere il beneficio dell’alzarsi inferociti di lunedì mattina.
E che succede dopo il “e vissero tutti felici e contenti”?

“Mi domando…”
Mi domando perché Luca porti i pantaloni lunghi anche d’estate (perché è un satiro mandato nel futuro da Zeus per risvegliare le muse, affinché ispirino gli artisti del mondo a creare opere che stimolino in un certo modo la fantasia degli umani e creino un ambiente favorevole al ritorno degli dèi greci sulla terra).
Mi domando cosa faccia quella ragazza: sta tutto il giorno dentro casa ed esce solo per andare a prendere un caffè al bar.
Mi domando cosa avesse in mente quando ha fatto quello che ha fatto!
Direi che avete capito, no?

L’idea può essere la domanda giusta, o la risposta alla domanda. In ogni caso è qualcosa che fa venire in mente altre domande e altre risposte e quindi una storia.

Dove trovare gli elementi sui cui porsi le domande? Beh, ma questo è facile! Ovunque!
I nazisti sono nei libri di storia, ci trovate dentro anche molte altre cose interessanti. Le persone sono tutte intorno a voi e i gatti pure. Articoli di giornale, riviste, telegiornali, film, libri, fumetti. Anche vecchie filastrocche e il sogno sconclusionato che sta cercando di raccontare vostro nipote.
Uno scrittore è una spugna, assorbe notizie, spunti, idee. Poi li elabora e sputa fuori una storia. Uno scrittore che non si espone mai al mondo difficilmente avrà mai buone idee o storie. Emilio Salgari non ha mai visto i luoghi in cui ha ambientato le sue storie. Ma aveva studiato una montagna di libri. La documentazione, libri, appunti, ritagli di giornale, note, registrazioni, foto, brandelli di conversazioni, note su pensieri e riflessioni… è fondamentale per un autore. Dentro ci sono domande, risposte e storie.

Questi sono solo spunti, ma fidatevi: vi ho detto molto e non è che ci sia un gran segreto da rivelare. Sul serio, le idee sono la parte facile della scrittura.

Sarebbe buona creanza chiudere con una nota positiva, ma io non sono molto simpatico.
Ho detto che avrei cominciato con una buona notizie e l’ho fatto, chiudo con una cattiva: è proprio vero che le idee sono la parte facile della scrittura.
Una volta arrivata l’idea inizia il lavoro vero, quello duro e pesante. Elaborare l’idea, farla crescere, chiedersi che succede dopo e dopo ancora e dare una risposta che sia ben scritta, interessante, sensata e originale. Se serve, riconoscere che bisogna buttare tutto e ricominciare.  Stare seduti davanti al computer e scrivere parola dopo parola, pagina dopo pagina, finché non sono state scritte tutte le parole e tutte le pagine.

Fortunatamente esistono sistemi e strumenti per semplificarsi il lavoro e avere buone possibilità di arrivare in fondo e scrivere una storia che valga la pena di essere letta.

Nei prossimi giorni vi parlerò di questi sistemi e di questi strumenti.
Dopotutto sono simpatico.

3 risposte a “Appunti di scrittura – le idee”

  1. Grande articolo!
    Suggerisco una lettura “On Writing” di Stephen King.
    Anche se non ti piace come scrittore di fiction, la sua spiegazione di come si ispira e’ illuminante…
    Personalmente a me le idee vengono correndo 🙂

  2. Grazie per l’apprezzamento ^_^

    On Writing è una delle mie bibbie 🙂 Penso che sia una lettura fondamentale per chiunque voglia scrivere, o faccia un lavoro creativo. Quindi, in un certo senso, per chiunque 😛

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