Appunti di scrittura – le 36 infinite trame

Come si passa da Guerre Stellari a Harry PotterOk, avete avuto la vostra idea:

sedie mutanti da un’altra dimensione vogliono sostituirsi alle poltrone dei potenti del mondo per influenzare le loro menti e dominare il pianeta.”

Ma sì, dai, perché no?
E adesso?
Adesso scrivete.

Un blocco tipico che incontra chi vorrebbe scrivere è la paura di sbagliare, di scrivere qualcosa che non vada bene, che non sia originale, non sia mozzafiato.
Avere questi timori è legittimo, che questi timori impediscano di scrivere, no.
Se aspettate che la storia in ogni dettaglio e sfumatura sia bene delineata nella vostra testa, per scriverla subito, una sola volta, quella buona state sbagliando.
E’ solo scrivendo che la storia prende forma, che capite dove va a parare, che vedete se tutti gli appunti scritti fino a quel momento su fazzoletti di carta e biglietti dell’autobus (non so voi, io non uso moleskin) vanno bene o sono da buttare, se ci sono troppi o troppo pochi personaggi, se il tono è giusto, se il ritmo funziona.

Quindi scrivete senza paura di sbagliare: tanto dovrete comunque buttare tutto.
Hemingway diceva che “la prima stesura è merda”. Buttare per buttare, tanto vale scrivere subito, buttare velocemente e ricominciare, facendo meglio, subito. Quindi non vi preoccupate. La vostra paura di scrivere una schifezza è fondata, ma è anche inevitabile. Quindi, sotto con la storia.

Già, la storia. Una storia è un oggetto complesso, formato da varie elementi: idea, intreccio, genere, ambientazione, personaggi.
L’idea delle sedie mutanti è, appunto, un’idea. Non ci dice niente della storia: è una storia comica? Horror? Fantascientifica? Comico-horror-fantascientifico? Ambientata nel presente? Nel futuro? Nel passato? Il protagonista si oppone all’invasione delle sedie? O la sua storia si svolge sullo sfondo dell’invasione? Il protagonista è una sedia? E poi che succede? Ricordate le domande poste nel primo articolo?
Oppure potrebbe esserci il problema inverso: avete idea di scrivere un racconto comico-horror-fantascientifico, ma non sapete di cosa parlare, quali personaggi far agire (vi regalo l’idea delle sedie mutanti, se volete).

Non fatevi prendere dal panico e iniziate a scomporre il problema grande in problemi più piccoli.

Partiamo con l’intreccio. Naturalmente voi volete scrivere la storia più originale che sia mai stata scritta, sorprendente, imprevedibile. Una storia con un intreccio mai visto prima.

Ed ecco una buona notizia: non potete.

Il numero di intrecci e schemi narrativi è finito. Nel senso che è enumerabile: è un numero preciso. Anche basso. Trentasei.
Fin dagli albori della narrativa c’è sempre stato qualcuno che ha provato a contare tutte le possibili storie che si possono raccontare. E sono stati fatti molti numeri, tra duecento e uno.
L’elenco più noto e, secondo molti, più accurato, è quello redatto da uno scrittore francese, Georges Polti. Nel 1895 pubblicò un volume intitolato Le 36 Situazioni Drammatiche, riprendendo gli studi del drammaturgo italiano Carlo Gozzi. Potete trovare su Ocula.it un saggio di Daniele Barbieri, in PDF, che elenca le 36 situazioni e fa interessanti considerazioni.

Perché ho detto che è una buona notizia il fatto che non potete inventare una storia con un intreccio mai visto prima? Per vari motivi.

  • Il primo è che ora sapete che non ha senso perdere tempo a pensare a un intreccio mai visto prima.
  • Il secondo è che leggendo le 36 situazioni avete a disposizione schemi e intrecci che possono aiutarvi a sviluppare la vostra idea in una storia.
  • Il terzo è che dimostra che “come” raccontate è importante tanto quanto il “cosa” raccontate.

Cliccate sull’immagine in alto: è la trama di Guerre Stellari modificata con nomi presi da Harry Potter e La Pietra Filosofale. Un gioco che gira su internet, ma un gioco importante. Come vedete, cambiando i nomi senza toccare l’intreccio siamo passati da una storia all’altra. Questo vuol dire che Harry Potter è copiato da Guerre Stellari? No! Vuol dire semplicemente che le due storie sono costruite sullo stesso schema (uno schema chiamato il viaggio dell’eroe, su cui tornerò in seguito).
Questi schemi vengono chiamati struttura, è un termine che mi vedrete ripetere spesso. L’originalità non è nella struttura, è altrove, è nello sviluppo dell’intreccio: è nella storia.

Ora che vi ho tranquillizzati potete spulciare le 36 situazioni, farvi ispirare da qualche intreccio e scrivere la prima stesura della vostra storia, che già sappiamo sarà merda. Ma merda importante, perché è da qui che iniziate a realizzare la vostra opera. Adesso andate a dare libero sfogo alla vostra creatività.

Nei prossimi articoli vi parlerò di struttura, genere, personaggi e tutti gli altri elementi che compogono una storia. Non regole per imbrigliare e soffocare la creatività, ma strumenti per darle ispirazione,  senso, ritmo e direzione.

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