Appunti di scrittura – struttura e tema: la mappa e la bussola

La struttura e il tema sono due strumenti che ci aiutano a indirizzare la storia.

La struttura è uno schema, è la successione di eventi che dà forma alla storia.
Potrei dilungami molto a spiegarvi di che si tratta, ma faccio prima con un esempio tratto dalla televisione. Guardatevi due puntate di Dr. House, una dopo l’altra. Al di là delle differenze nelle trame, vi renderete immediatamente conto che la struttura degli episodi è identica:

  • introduzione della trama e sottotrama
  • discussioni tra House e i suoi assistenti
  • prima diagnosi errata e cure
  • altre discussioni tra House e gli altri personaggi
  • emergenza causata dalle cure basate sulla diagnosi errata
  • altre interazioni tra i personaggi che portano avanti la trama o la sottotrama dell’episodio
  • nuova ricaduta del paziente, che lo porta a un passo dalla morte
  • altri dialoghi tra House e altri personaggi che lo portano ad avere un’illuminazione e capire cos’ha il paziente
  • diagnosi finale e cura
  • fine dell’episodio con la risoluzione delle trame e sottotrame.

Basandosi su questa struttura sempre identica gli autori della serie hanno realizzato, fino ad ora, 86 storie diverse. Questa considerazione ci dice subito molte cose: la struttura non è la storia, è la sequenza di momenti tipici che si sviluppano negli eventi che costituiscono la storia. Poi: la struttura non è un ammazza-creatività, come alcuni sostengono – Dr. House: 86 storie diverse inchiavardate sulla stessa struttura di base –, ma uno strumento che permette di scandire meglio la sequenza di eventi, di momenti di calma e tensione, azione e riflessione della storia. Ci dà il ritmo della narrazione e possiamo considerarla una mappa grezza della storia.
Sceneggiatori televisivi, teatrali e cinematografici hanno compiuto degli studi molto approfonditi sulla struttura, che è in effetti la base della sceneggiatura. Alcuni testi arrivano a dire che – premesso che una pagina di sceneggiatura corrisponde a circa un minuto di azione sullo schermo – i vari momenti cardine della storia dovrebbero avvenire entro una certa pagina della sceneggiatura. Senza arrivare a questi livelli, trovo che questa schematizzazione sia necessaria per la sceneggiatura: una sceneggiatura non è un prodotto finito, ma uno strumento che verrà usato da altre persone per realizzare il prodotto finito. Deve essere chiara e in qualche modo tipizzata, per aiutare regista e attori a realizzare il film o telefilm. Per chi vuole scrivere un romanzo o racconto i discorsi scientifici sulla struttura potrebbero essere eccessivi, ma conoscerli non fa male.

Nel precedente articolo ho parlato delle 36 trame di Polti e ho accennato ad una struttura molto nota: il viaggio dell’eroe. Vediamo ora come trama e struttura si combinano. Se ricordate o rileggete l’articolo, vedrete che ho sostenuto col conforto di un’immagine che Guerre Stellari e Harry Potter e la Pietra Filosofale raccontano la stessa storia, ma è più corretto dire che hanno la stessa struttura. Siccome parliamo di scrittura e Guerre Stellari è un film, usiamo un’altra storia famosa come esempio: Il Signore degli Anelli. Va bene uguale: è sempre la stessa struttura.

Domanda a bruciapelo: Il Signore degli Anelli e il primo Harry Potter raccontano la stessa storia? No. Pensateci ancora? Sempre no? Pensateci bene bene bene, no?
No.
Bene giusto. Perché come ho detto, la struttura non è la storia.
Ora andiamo nel dettaglio.
All’inizio del Signore degli Anelli il giovane Frodo viene spinto dal misterioso Gandalf a lasciare la sua felice vita quotidiana nella Contea perché un altro, grande destino lo aspetta.
All’inizio di Harry Potter e la Pietra Filosofale il giovane Harry Potter viene spinto dal misterioso Hagrid a lasciare la sua infelice vita quotidiana perché Hogwarts, dove troverà un altro, grande destino, lo aspetta.
Ora, non è proprio vero, potreste dire voi. I due libri non iniziano così, prima succedono altre cose che introducono i personaggi e le loro vite. E poi, i due protagonisti partono per motivi differenti.
Però, vedendo le cose da un punto di vista generale, la struttura, io vi rispondo che in entrambe le storie vengono presentati i protagonisti, viene descritto il loro status quo e poi arriva una figura guida, che porta loro una notizia che interrompe lo status quo e li invita a mettersi in viaggio. E poi incontrano quelli che saranno i loro compagni di viaggio. E poi i primi avversari. E poi ritrovano la figura guida e altre figure guida e alleati. E poi avversari più grandi. E via così fino alla fine. E’ lo stesso schema di eventi, la stessa struttura.
Mentre all’inizio di questo articolo vi ho mostrato la struttura alla base di due episodi qualsiasi di Dr. House, stessa serie tv, stessi temi in ogni puntata, storie differenti, ora vi ho mostrato come anche alla base di due storie diverse, con temi diversi e scritte in epoche e da autori diversi vi sia la stessa struttura di base.

Ora, dopo tanta teoria vorrete un po’ di pratica: vorrete una struttura con cui iniziare a giocare. Nel prossimo articolo parlerò in dettaglio di una delle strutture narrative più note, il viaggio dell’eroe. Per ora vi lascio con tutta questa teoria e una regola, che è l’unica regola nella collezione di strumenti a disposizione di uno scrittore. Leggete tanto e scrivete tanto. Leggete tanto, pensate a quello che leggete, imparate a riconoscere gli elementi base di una storia, a vedere la struttura dietro la trama. Poi copiate. Copiare non è peccato: un disegnatore impara l’anatomia e la prospettiva copiando, perché non può farlo uno scrittore, copiando un’idea, una trama, una struttura? Come ci dice l’amico Polti, gli intrecci narrativi sono quei trentasei e sono stati già sviscerati tutti un’infinità di volte. Stessa cosa per le strutture: quelle di cui si parla oggi sono quelle di cui parlava Aristotele, dopo opportuna analisi e sistemazione scientifica.

Passiamo ora al tema della storia. Anche qui inizio con una negazione: il tema non è il messaggio. Non infiliamoci nella palude del “La storia deve avere un messaggio sì/no”, non ne usciremo sani. Il tema serve più a noi che al lettore. Se il lettore lo vede tanto meglio, ma non è quello il nostro scopo.
Il tema è una bussola che usiamo per ricordarci in che direzione stiamo andando.
Ricorderete la brillante idea che abbiamo avuto per la nostra storia:

“sedie mutanti da un’altra dimensione vogliono sostituirsi alle poltrone dei potenti del mondo per influenzare le loro menti e dominare il pianeta.”

Decidiamo che la struttura della storia sarà quella del viaggio dell’eroe. Scelta epica, congratuliamoci con noi. Ma di che cosa volete parlare, in ultima analisi? Perché state raccontando questa storia? Cosa pensate e quindi cosa fate pensare ai vostri personaggi? Quali sono le vostre domande, a cui i personaggi cercheranno di dare una risposta? Visto che parliamo di sedie mutanti, potremmo interrogarci su cosa rende umano un essere umano. O un essere che umano non è.
Non c’è bisogno che abbiate un tema in mente quando iniziate a scrivere – probabilmente lo avete già nel vostro inconscio – ma è bene che emerga durante la scrittura o la riscrittura. Bene per voi, perché quando siete bloccati e non sapete come continuare, o quando avete il dubbio che qualche passaggio non abbia senso, non si armonizzi col resto della storia, ripensate al tema e troverete la strada.
Tempo fa iniziai a scrivere un poemetto in forma di dialogo ispirato al viaggio del folle. Si tratta di una metafora per cui ogni carta degli arcani maggiori dei tarocchi rappresenta una fase del viaggio della vita, con i suoi ostacoli e insegnamenti. Incidentalmente, la struttura di una storia basata sul viaggio del folle è inevitabilmente quella del viaggio dell’eroe. All’epoca non lo sapevo.
Iniziai a scrivere e presto mi resi conto che la storia era vuota. Ogni incontro con le figure simboliche era interessante, ma non c’erano scintille nella storia, non c’era spessore. Poi, un dialogo fortunosamente ben scritto mi diede il tema, la bussola che stavo cercando: una storia d’amore. Il protagonista stava intraprendendo quel viaggio per maturare come uomo e potersi presentare alla sua amata come un amante completo, un compagno in grado di dimostrare il suo amore coi fatti, non solo con vuote, ma belle, parole. Dopo questa rivelazione, scrivere divenne facile: sapevo dove stavo andando, sapevo cosa dovevo scrivere, sapevo quali elementi ricorrenti mi sarebbero occorsi per formare il mio tema e li scrissi. E quando il protagonista mi guardava dallo schermo chiedendomi “e adesso che faccio? Dove vado?” io avevo la mia bussola. Non tutte le persone che leggono il poemetto danno importanza alla storia d’amore, molti pensano che sia una sottotrama e non tutto ciò di cui, alla fine dei conti, parla la storia. Ma io lo so e quando ho trovato il tema, ho avuto la storia.

I temi sono come le storie: infiniti. Cosa rende una persona un essere umano? La tecnologia è amica o nemica? Perché la violenza spesso sembra la migliore soluzione, o la prima che viene in mente, anche alle persone più insospettabili? E via così. Il mondo è pieno di temi, ma io non penso che vadano cercati, credo che vadano trovati. I vostri temi li avete già voi: sono le cose che vi interessano, quelle che animano i discorsi con i vostri amici, le riflessioni che vi accompagnano a letto appena prima e appena dopo aver spento la luce.

Un buon modo per trovare i temi che vi appassionano è scrivere senza pensarci troppo. Probabilmente si faranno vivi da soli, scrivendo o rileggendo quello che avete scritto.
Quindi, andate a scrivere.

7 risposte a “Appunti di scrittura – struttura e tema: la mappa e la bussola”

  1. Ciao Blume.

    Grazie a te per il commento.
    Sono contento che quanto ho scritto ti sia stato utile.
    Appena uscirò dal mare di lavoro che ora mi sta sommergendo continuerò la serie di articoli sugli appunti di scrittura.

    Continua a venire a trovarmi!

  2. Ciao Ilaria.

    Sono contento che tu abbia trovato gli appunti utili.
    E’ vero: sono mesi che prometto il prossimo, ma non ho mai il tempo di scriverlo. Ma non ho abbandonato il progetto, devo solo trovare un po’ di tempo libero dal lavoro 🙂

  3. I would like to use the above image of the Mappa Mundi in a lecture at Worcester on 3 March 2010. Please confirm that this would be in order.

    Desiree Chapman

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