La short fiction sta morendo?

15 dicembre 2008

Tra i tanti allarmi che negli ambienti della letteratura fantastica vengono lanciati a intervalli regolari, c’è quello della prossima dipartita del racconto dal panorama della narrativa di fantascienza.

Nel corso della scorsa estate, tra convention e post su blog, se ne è parlato molto negli USA. Il campanello d’allarme è stato suonato dall’inarrestabile calo delle vendite delle riviste specializzate nella pubblicazione di racconti brevi e lunghi fantasy, horror e di fantascienza.

Al termine delle conversazioni generate da queste notizie pare che, più o meno, si sia trovato un accordo su un’analisi della situazione.

Il racconto gode di ottima salute ed è ancora un sistema per entrare nel mercato. Gli editori di riviste (cartacee e digitali) sono sempre alla ricerca di nuovi autori e sollecitano invii di proposte. Vi ricordo che molte riviste pagano, anche bene, i racconti che pubblicano.

Chi gode di pessima salute sono le riviste cartacee.
Da un lato vengono accusate di pubblicare racconti troppo cerebrali e complessi, mentre il pubblico vorrebbe una narrativa più avvincente e d’azione. Dall’altro in molti sostengono che le riviste non siano più il motore dell’innovazione nel campo della narrativa fantastica.
Da più di una parte si sostiene che la regola d’oro “prima di inviarci un racconto, leggete quello che abbiamo pubblicato fino ad ora” abbia limitato la creatività degli autori, che inviano alle riviste racconti che hanno tutti un che di già visto, dato che non si discostano molto, appunto, da quanto già pubblicato in passato.

In più, le riviste cartacee soffrono la concorrenza della distribuzione online dei testi.
Un fatto su cui però in molti si sono detti d’accordo è che il modello della rivista ha ancora importanza. In molti sostengono che è un bene che gli autori affermati possano distribuire direttamente al pubblico le loro opere, pubblicandole sui loro siti internet. Ma sostengono anche che passare per una rivista, e quindi sottoporsi al giudizio, alla critica, ai commenti e ai consigli di un editore, sia un passo formativo molto importante per i nuovi autori.
Chiunque oggi può pubblicare online i propri scritti – e questo è positivo. Ma sottoporsi al vaglio di un editore e superarlo è ancora oggi considerato il modo migliore per farsi le ossa e per acquisire “credibilità” come autore.

Le conclusioni, quindi, sono che il racconto è ancora una forma narrativa importante per il fantasy e la fantascienza. Ma c’è qualcosa che non va nelle riviste cartacee specializzate, che pure hanno fatto la storia della fantascienza e del fantasy. Non pubblicano più racconti innovativi, anzi, tendono a proporre materiale troppo simile a quello pubblicato in passato. Alcune riviste online stanno acquisendo maggior credito delle storiche testate cartacee. Il ruolo dell’editore è ancora considerato importante. Molti lettori preferiscono conoscere nuovi autori e nuovi approcci al genere fantastico attraverso le raccolte di racconti, i tanti best of e antologie che vengono pubblicati ogni anno.

Personalmente sono d’accordo con le conclusioni delle discussioni di questa estate. Il racconto, secondo me, è e sarà sempre un’ottima palestra e un ottimo strumento narrativo. Non penso che pubblicare su carta sia più nobilitante che pubblicare online, ma sono convinto che sia molto diverso pubblicare per conto proprio dall’essere pubblicati da un editore. Il ruolo dell’editore è ancora oggi fondamentale.

Voi leggete racconti di genere fantastico? Dove li reperite? Su internet? Acquistate raccolte?

4 commenti

  • Jacopo Donati 9 settembre 2009a19:54

    Quali sono le riviste che pagano i racconti?

  • ancos 10 settembre 2009a12:03

    Ciao Jacopo.

    A mente ti rispondo: in Italia nessuna. Ho fatto una rapida ricerca su Internet: nessuna. Una volta c’era Macworld, ma mi pare che abbiano chiuso la rubrica dedicata ai racconti. Spero che arrivi qualcuno a smentirmi 🙂

    All’estero invece ce ne sono alcune, sia cartacee che online, che pagano gli autori. Ma, ovviamente, devi sottoporre loro materiale in inglese. Se perte la lingua non è un problema, dimmelo e ti segnalerò i loro indirizzi.

  • JoJo 7 novembre 2009a23:58

    Ciao Ancos!
    Per me l’inglese non è affatto un problema(anzi:),potresti fare sapere pure a me i nomi e gli indirizzi delle riviste che pagano gli autori per favore?
    Grazie in anticipo,
    bye

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