Racconto: Diplomazia

24 dicembre 2008

La piccola astronave mercantile era ferma nello spazio, una piccola forma scura nell’immensa ombra dell’incrociatore stellare.
Sul ponte di comando due figure discutevano animatamente, lanciando nervose occhiate alla torretta puntata su di loro.
– Ci farai uccidere tutti. Gli Snurg non lasciano scampo. – Stuart era al limite di una crisi isterica.
– Non avevo scelta. – Rispose Goyer, rassegnato. – Noi non siamo in grado di condurre una trattativa.
– E tu fai fare il lavoro a una sintesi olografica!
Era il passatempo preferito degli incrociatori di pattuglia Snurg. Costringere gli equipaggi dei mercantili bloccati nel loro spazio a estenuanti trattative, concludere accordi commerciali capestro e sparare alla prima violazione, che normalmente avveniva dopo non più di un minuto. Un buon modo per apparire civili agli occhi della galassia pur continuando ad essere spietati pirati dello spazio.
– Mentre lui tratta possiamo provare a scappare.
– Vallo a dire al raggio trattore. Perché lui, poi. Di tutti i personaggi possibili…
– E’ l’unico per cui avevo dati sufficienti. Il computer non può sintetizzare una personalità senza dati. Gli ho fatto processare tutti i miei videochip e ha tirato fuori… Lui.
– Ci farai uccidere tutti.

Otto ore dopo.

– Accettate l’accordo? – Goyer rilesse le parole sul monitor. C’era qualcosa di profondamente sbagliato.
– Integralmente. – Sintetizzò il vocoder applicato sul casco del comandante Snurg.
– Questo accordo? Lo accettate? Anche questo punto? E questo?
– Lo riteniamo soddisfacente, entità umana Goyer. La nostra entità regnante lo ha già ratificato. Ne siete vincolati. Non riteniamo le vostre incombenze eccessivamente vessatorie. – Lo Snurg stava cercando di fare dell’ironia. Non si rendeva conto, pensò Goyer, non si rendeva conto.
– Beh… No… Possiamo viverci.

Due minuti dopo.

– Ci uccidono?
– Scappiamo.
– Ci inseguono? Vogliono giocare a gatto e topo?
Goyer spinse Stuart sulla poltrona della console di navigazione, si sedette ai comandi e iniziò le procedure di accensione dei motori. L’ologramma entrò dietro di lui e iniziò a percorrere il ponte a lunghi passi, guardandosi incuriosito intorno.
– No, ci regalano mezza galassia in cambio di una fornitura di sigari. Scappiamo a registrare l’accordo prima che se ne rendano conto.
– Cosa? Cosa fanno? Che cosa gli hai fatto? – Urlò Stuart all’ologramma.
– Li ho ingannati. – Rispose questo con la massima calma. – Se ne sarebbe accorto perfino un bambino di quattro anni. Per fortuna non c’era un bambino di quattro anni in quella stanza.
– Computer, calcolo coordinate per il salto nell’iperspazio. Destinazione: qualsiasi. Velocità: frettaboia. Ringhiò Goyer.
Il 95% delle risorse di sistema sono impegnate per il mantenimento della simulazione olografica Groucho Marx. Il calcolo richiederà 213 ore standard.
– Disattivare simulazione. Eseguire calcolo. In fretta!
L’ologramma smise di camminare su e giù per il ponte, si tirò il sigaro via dalla bocca e roteò gli occhi.
– Come disattivare? Disattivare chi? Bella riconoscenza!
– Zitto Groucho!

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *