R.U.R.: i robot e la loro rivolta cominciano qui

27 maggio 2009

scena_da_rurSta per arrivare nelle sale italiane Terminator Salvation, di cui, viste le critiche che sta ricevendo in patria, non vale la pena occuparsi. O sprecare soldi per andare a vederlo. Basta dire che al botteghino sta venendo fatto a pezzi da Notte al Museo 2 e che ha ricevuto un atroce 33% su Rotten Tomatoes.

Però parliamo della rivolta dei robot, che è sempre un argomento attuale. Da quanto tempo è un argomento attuale? Da dove arriva l’idea dei robot che si ribellano all’uomo?

Arriva dall’inizio. La parola “robot” deriva dal ceco “robota“, che significa “lavoro” o “schiavitù”. Questa parola è stata utilizzata per la prima volta nel 1291 dallo scrittore cecoslovacco Karel Čapek nella sua tragedia R.U.R. (Rossum’s Universal Robots) ed è diventata popolare insieme all’opera teatrale, sostituendo i termini “automa” e “androide” che erano stati usati fino a quel momento.

R.U.R. racconta proprio la storia di questi lavoratori artificiali che un giorno si ribellano ai loro creatori, sterminandoli.

Dopo averla scritta, Čapek si rese conto di aver realizzato una sua versione del mito del Golem, come aveva fatto anche Mary Shelley col suo Frankenstein.

La parola robot e l’idea della rivolta rivolta dunque nascono insieme. R.U.R. ebbe molto successo ai suoi tempi, fu rappresentata con successo in Europa e negli Stati Uniti. Tra il 1938 e il 1948 la BBC inglese produsse un radio dramma e due adattamenti per la TV della tragedia, purtroppo andati perduti.

Quindi, se volete vedere Rossum’s Universal Robots, a meno che qualcuno non lo metta in scena vicino a voi, vi toccherà aspettare il 2011, quando uscirà un film ispirato alla storia di Čapek.

Intanto anziché andare a vedere Terminator Salvation potete leggere la tragedia: il testo – in inglese – è disponibile in licenza creative commons. Ecco a voi R.U.R. (Rossum’s Universal Robots).

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