I Ragazzi di Anansi di Neil Gaiman

I Ragazzi di Anansi
I Ragazzi di Anansi

Ho letto I ragazzi di Anansi di Neil Gaiman con molto ritardo. E’ del 2005, io l’ho letto tra domenica e lunedì scorsi. Spiego perché.

La prima volta che ho sentito parlare di Gaiman lavoravo da Metropolis, un negozio di fumetti a Roma, e stavano uscendo i primi numeri di Sandman. Io mi occupavo di giochi di ruolo, il ragazzo che si occupava dei fumetti, uno forte, capì subito che Sandman e Gaiman sarebbero stati importanti e mi consigliò di leggerlo. Me lo presentò come un fumetto horror, a me in quel momento non interessava il genere e non seguii il consiglio. Qualche tempo dopo, un amico con gusti molto simili ai miei mi parlò molto bene di Death: l’alto costo della vita. Lo comprai, lo lessi, entrai nel tunnel di Gaiman. Comprai tutto quello che aveva scritto fino a quel momento e tutto quello che ha scritto dopo. La mia collezione di Sandman è la migliore dimostrazione di questa passione improvvisa: è un misto di albi e raccolte della Magic Press, numeri de Il Corvo Presenta, gli ultimi albi originali della DC.
Non vi dico i salti di gioia quando scoprii che i miei due autori preferiti, Gaiman e Pratchett, avevano scritto un libro assieme: Buona Apocalisse a Tutti.
Credo che Gaiman, e Pratchett, mi piacciano così tanto non solo per la loro incredibile capacità come scrittori, ma anche perché scrivono proprio le storie che vorrei scrivere io, molto meglio di quanto io possa mai sperare di poter fare.

Le opere di Gaiman per me sono anche molto legate a una particolare fase della mia vita, che è finita in maniera brutale e stupida nella seconda metà del 2004. Finita quella fase, mi sono preso una pausa da Gaiman. Un po’ per non pensarci, un po’ per uscire dal tunnel e dedicarmi ad altre storie e altri autori. Poi, piano piano, lui e le sue storie sono rientrati nella mia vita. Prima c’è stato il ventennale di Sandman, poi un paio di opere distribuite gratis su Internet (ne parlerò in un altro post). Poi mi è venuta voglia di rileggere Notti Eterne, poi ho riletto Esilio per cercare una citazione che mi serviva per un articolo (e mi sono commosso come sempre leggendolo). L’altra settimana in libreria ho comprato I Ragazzi di Anansi. L’ho letto e mi è piaciuto. Bentornato nel tunnel di Neil Gaiman!

Qualcuno ha detto che gli scrittori scrivono sempre la stessa storia. Non è del tutto vero, secondo me. In questo caso è abbastanza vero. I Ragazzi di Anansi è la solita storia di Gaiman. E’ ambientata nello stesso mondo di American Gods e, anche se non è collegata a quella storia, ha qualcosa di familiare. Però gli scrittori bravi scrivono sempre la stessa storia in modo diverso e Neil Gaiman è bravo. A differenza di American Gods, il tono dei Ragazzi di Anansi è più leggero, meno drammatico. Non è un libro comico, ma il protagonista Ciccio Charlie è un intermezzo comico ambulante e il libro ha lo stesso tono scanzonato e allegro di una storia raccontata da Anansi. Il modo in cui i personaggi vengono riuniti nello stesso luogo per il finale appare un po’ forzato all’inizio, ma in realtà è coerente con lo spirito con cui è stata portata avanti la storia fino a quel momento. Il modo in cui il protagonista Ciccio Charlie completa il suo arco di formazione sembra un po’ brusco e le quattro streghe (o meglio, le uniche due che hanno una personalità) sono più delle antipatiche dilettanti che dei personaggi divertenti.

Lo stile di scrittura è ricco, avvolgente, coinvolgente. Gaiman è un maestro della parola e si vede. E’ anche un maestro della narrazione. Riesce a riversare tutto lo studio e la preparazione che c’è dietro il romanzo nelle pagine del libro con una grande facilità: bastano pochi tocchi, qualche paragrafo e sappiamo tutto di Anansi, della sua leggenda, del luogo da cui viene. Gaiman descrive l’ambientazione della sua storia e ci trascina dentro con facilità disarmante, come un imbonitore che conquista una platea di bambini. E li fa sognare. Ho interrotto la lettura del libro solo per lavorare e l’ho finito tutto d’un fiato lunedì, tirando le 3 del mattino. Non mi capitava da tempo. Ciccio Charlie è quel personaggio impacciato e imbarazzante che ti fa alzare gli occhi al cielo e mormorare “oh dio!” ogni volta che apre bocca o si muove, ma è impossibile non fare il tifo per lui. L’azione è descritta in maniera vivida e cinematografica. E’ un libro affascinante. Come Anansi.

Accidenti, quanto mi era mancato Neil Gaiman. Mi sa che approfitto del week end lungo, vado in libreria e mi compro tutto Jonathan Carroll e tutto il Gaiman che mi sono perso in questi cinque anni. E magari finisco anche Uomini che Odiano le Donne.

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