<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Racconto: Il Cavaliere demoniaco dalle ali angeliche</title>
	<atom:link href="http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/</link>
	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Sep 2010 15:45:51 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Colombi</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1884</link>
		<dc:creator>Leonardo Colombi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 09:56:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1884</guid>
		<description>Ciao, grazie feanor per il commento lasciato: mi fa piacere che ti sia piaciuto.
Provvederò a contattarti via mail ma premetto che, per quel che ne so, il racconto non è contenuto in alcun libro. Semmi è stato proposto in qualche portale letterario simile a questo, oltre che sui miei siti personali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, grazie feanor per il commento lasciato: mi fa piacere che ti sia piaciuto.<br />
Provvederò a contattarti via mail ma premetto che, per quel che ne so, il racconto non è contenuto in alcun libro. Semmi è stato proposto in qualche portale letterario simile a questo, oltre che sui miei siti personali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: feanor</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1880</link>
		<dc:creator>feanor</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 16:25:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1880</guid>
		<description>bellissimo davvero non mi sono soffermato molto sul tipo di scrittura o i tempi che hai usato vorrei solo sapere se questo racconto ce in qualche libro e che mi piacerebbe molto saperne di più :D la mia email e giuseppe.culiers@alice.it  mi farebbe piacere se m contatti cosi magari mi dai la possibilità di rivolgerti varie domande leonardo ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo davvero non mi sono soffermato molto sul tipo di scrittura o i tempi che hai usato vorrei solo sapere se questo racconto ce in qualche libro e che mi piacerebbe molto saperne di più <img src='http://www.magrathea.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  la mia email e <a href="mailto:giuseppe.culiers@alice.it">giuseppe.culiers@alice.it</a>  mi farebbe piacere se m contatti cosi magari mi dai la possibilità di rivolgerti varie domande leonardo ^^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ancos</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1122</link>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 09:49:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1122</guid>
		<description>Per le aspettative vale la premessa del mio ultimo commento: non sono un vincolo e, comunque, tu le hai rispettate.
Se non sono un vincolo, possono comunque essere una fonte di ispirazione e vanno in ogni caso tenute presenti. Nel momento in cui annunci al lettore che parlerai di elfi, vampiri, lupi mannari, samurai... secondo me è legittimo, anzi quasi necessario, che tu gli presenti la tua interpretazione dell&#039;archetipo, ma non dovresti presentargli qualcosa di completamente diverso, che dell&#039;archetipo ha solo il nome. 
Pensa alla figura del vampiro nella letteratura. C&#039;è il vampiro di Bram Stocker, ci sono quelli di Anne Rice, ora quelli di Stephenie Meyer. Ciascun autore ha creato la sua versione del vampiro, senza lasciarsi vincolare da chi ne ha scritto prima di lui (anche Stocker aveva dei predecessori) e le differenze tra le creature dei vari scrittori sono nettissime. Ma tutte le creature condividono alcuni elementi comuni che permettono al lettore di riconoscerle come vampiri e affermare: &quot;mi è stata proposta una storia di vampiri e, in effetti, queste creature sono vampiri.&quot; Nei fatti, appunto, non solo nel nome che gli attribuisce l&#039;autore.
Questo è quello che intendevo dire parlando di aspettative. Spero che il discorso sia più chiaro. Se non lo è sarò felice di approfondire, perché è un tema molto importante (e in effetti penso che meriti un approfondimento in uno degli &lt;a href=&quot;http://www.magrathea.it/category/appunti-di-scrittura/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;appunti di scrittura&lt;/a&gt;).
E come ho detto, tu l&#039;aspettativa la soddisfi: nel racconto annunci che parlerai di un demone, descrivi una creatura che ha delle caratteristiche precise che rientrano nell&#039;idea che comunemente si ha del demone, quindi va bene. In effetti, e mi rendo conto di non essere stato chiaro, col mio commento volevo dire di essere d&#039;accordo con la risposta che hai dato all&#039;osservazione di Massimo :)

Il fatto che noti tu, che alcuni lettori abbiano delle aspettative così forti e radicate da decidere a priori cosa è canonico e cosa no, al punto da non accettare deviazioni da quello che loro considerano il modo &quot;giusto&quot; di rappresentare qualcosa, è sicuramente vero. Ma secondo me è più un problema loro che dello scrittore. Contro le chiusure mentali c&#039;è poco da fare :)

Quanto all&#039;immedesimazione: tu citi le evocazioni di Final Fantasy, che sono un ottimo epsediente narrativo in storie generalmente ben realizzate come sono quelle della saga di Final Fantasy. Ottima osservazione e ottima fonte di ispirazione. Ma facci caso: tu ti rendo conto della forza delle evocazioni proprio perché la confronti con quella del tuo gruppo di personaggi, che ti dà il &quot;punto di vista umano&quot;, il termine di paragone per valutare la potenza distruttiva dell&#039;evocazione.
Anche quello del punto di vista e dell&#039;umanizzazione, che non sono necessariamente la stessa cosa del protagonista, sono elementi importanti che sarò felice di approfondire e su cui varrebbe la pena scrivere un appunto di scrittura :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per le aspettative vale la premessa del mio ultimo commento: non sono un vincolo e, comunque, tu le hai rispettate.<br />
Se non sono un vincolo, possono comunque essere una fonte di ispirazione e vanno in ogni caso tenute presenti. Nel momento in cui annunci al lettore che parlerai di elfi, vampiri, lupi mannari, samurai&#8230; secondo me è legittimo, anzi quasi necessario, che tu gli presenti la tua interpretazione dell&#8217;archetipo, ma non dovresti presentargli qualcosa di completamente diverso, che dell&#8217;archetipo ha solo il nome.<br />
Pensa alla figura del vampiro nella letteratura. C&#8217;è il vampiro di Bram Stocker, ci sono quelli di Anne Rice, ora quelli di Stephenie Meyer. Ciascun autore ha creato la sua versione del vampiro, senza lasciarsi vincolare da chi ne ha scritto prima di lui (anche Stocker aveva dei predecessori) e le differenze tra le creature dei vari scrittori sono nettissime. Ma tutte le creature condividono alcuni elementi comuni che permettono al lettore di riconoscerle come vampiri e affermare: &#8220;mi è stata proposta una storia di vampiri e, in effetti, queste creature sono vampiri.&#8221; Nei fatti, appunto, non solo nel nome che gli attribuisce l&#8217;autore.<br />
Questo è quello che intendevo dire parlando di aspettative. Spero che il discorso sia più chiaro. Se non lo è sarò felice di approfondire, perché è un tema molto importante (e in effetti penso che meriti un approfondimento in uno degli <a href="http://www.magrathea.it/category/appunti-di-scrittura/" rel="nofollow">appunti di scrittura</a>).<br />
E come ho detto, tu l&#8217;aspettativa la soddisfi: nel racconto annunci che parlerai di un demone, descrivi una creatura che ha delle caratteristiche precise che rientrano nell&#8217;idea che comunemente si ha del demone, quindi va bene. In effetti, e mi rendo conto di non essere stato chiaro, col mio commento volevo dire di essere d&#8217;accordo con la risposta che hai dato all&#8217;osservazione di Massimo <img src='http://www.magrathea.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il fatto che noti tu, che alcuni lettori abbiano delle aspettative così forti e radicate da decidere a priori cosa è canonico e cosa no, al punto da non accettare deviazioni da quello che loro considerano il modo &#8220;giusto&#8221; di rappresentare qualcosa, è sicuramente vero. Ma secondo me è più un problema loro che dello scrittore. Contro le chiusure mentali c&#8217;è poco da fare <img src='http://www.magrathea.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quanto all&#8217;immedesimazione: tu citi le evocazioni di Final Fantasy, che sono un ottimo epsediente narrativo in storie generalmente ben realizzate come sono quelle della saga di Final Fantasy. Ottima osservazione e ottima fonte di ispirazione. Ma facci caso: tu ti rendo conto della forza delle evocazioni proprio perché la confronti con quella del tuo gruppo di personaggi, che ti dà il &#8220;punto di vista umano&#8221;, il termine di paragone per valutare la potenza distruttiva dell&#8217;evocazione.<br />
Anche quello del punto di vista e dell&#8217;umanizzazione, che non sono necessariamente la stessa cosa del protagonista, sono elementi importanti che sarò felice di approfondire e su cui varrebbe la pena scrivere un appunto di scrittura <img src='http://www.magrathea.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Colombi</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1105</link>
		<dc:creator>Leonardo Colombi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 20:38:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1105</guid>
		<description>Uhm...sto discorso delle aspettative però è relativo, a mio parere. Cioè, è comprensibile da un lato ma molto spesso quando leggo i commenti a racconti e testi di autori nei vari portali letterari ho spesso e volentieri l&#039;impressione della ricerca d&#039;altro. Come se i lettori &quot;non&quot; leggessero, ecco, ma decidessero a priori cosa dev&#039;esserci e quanto scritto diventa secondario. Mi riferisco qui al discorso del &quot;dovere&quot; che, secondo me, vale fin là. Della serie, Tolkien ha scritto di elfi e non ha mai parlato di elfi oscuri per cui non si puote inventare personaggi come Drizzt perchè le aspettative sono altre...
Capisco poi il punto di vista che mi indichi, quello umano, per l&#039;immedesimazione. Pure qui è condivisibile. Rimane che il riferimento a cui il mio personaggio si rifa è quello delle note. Qualcosa di simile a quel che accade, per dire, in Final Fantasy con le evocazioni. Quando l&#039;ho scritto a quello pensavo ma non nego che quel che dici possa essere punto di partenza per miglioramenti e ampliamenti del testo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm&#8230;sto discorso delle aspettative però è relativo, a mio parere. Cioè, è comprensibile da un lato ma molto spesso quando leggo i commenti a racconti e testi di autori nei vari portali letterari ho spesso e volentieri l&#8217;impressione della ricerca d&#8217;altro. Come se i lettori &#8220;non&#8221; leggessero, ecco, ma decidessero a priori cosa dev&#8217;esserci e quanto scritto diventa secondario. Mi riferisco qui al discorso del &#8220;dovere&#8221; che, secondo me, vale fin là. Della serie, Tolkien ha scritto di elfi e non ha mai parlato di elfi oscuri per cui non si puote inventare personaggi come Drizzt perchè le aspettative sono altre&#8230;<br />
Capisco poi il punto di vista che mi indichi, quello umano, per l&#8217;immedesimazione. Pure qui è condivisibile. Rimane che il riferimento a cui il mio personaggio si rifa è quello delle note. Qualcosa di simile a quel che accade, per dire, in Final Fantasy con le evocazioni. Quando l&#8217;ho scritto a quello pensavo ma non nego che quel che dici possa essere punto di partenza per miglioramenti e ampliamenti del testo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ancos</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1104</link>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 19:36:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1104</guid>
		<description>Ciao.

Riguardo alle due frasi: non sono sbagliate in sé, per la visione che danno, nel senso della descrizione. Ma sono scritte in un tempo diverso dal presente, che hai usato nel resto del racconto. Un cambio di tempo narrativo può confondere il lettore.

Per il punto di vista umano, non intendo dire che &quot;devi&quot; usare un umano come protagonista. Il tuo protagonista va benissimo.  :) 
Quello che ti segnalo io è diverso: manca un fattore umano nel racconto, un punto di vista nel quale si possa identificare il lettore e che lo aiuti a rendersi conto di quanto è terribile, potente, invincibile il tuo protagonista. 
Tu descrivi una potenza devastante, ma io nel racconto non la vedo, perché mi manca un termine di paragone per poterla valutare. Un punto di vista umano che mi permetta di capire quanto sia disumano e invincibile il demone.
Mancando questo punto di vista (che, ripeto, non c’entra niente col chi sia il protagonista del racconto), il testo risulta freddo, didascalico. Leggo di un massacro, ma non provo niente. Non provo sgomento davanti a questo essere terribile e invincibile, non provo pena per i soldati senza speranza.
Pensa a quando in un telegiornale vedi gli effetti di un evento naturale devastante: un tornado, un’eruzione, un terremoto, un’inondazione. Vedere quelle immagini di distruzione, i morti, i feriti, la gente che vaga impaurita dopo il disastro, ti colpisce, ti suscita emozioni. Il “protagonista” della notizia è l’evento catastrofico, ma è il fatto che siano coinvolte persone che ti colpisce: sei una persona anche tu, quindi per empatia riesci a capire il loro dolore, la loro paura, l’impotenza davanti alla natura, l’angoscia per aver perso amici, parenti, la propria casa. Riesci a capire gli effetti della distruzione, anche se tu non sei lì.
Il punto di vista umano che, secondo me, manca nel racconto, è proprio quello necessario a far scattare questa forma di empatia e quindi delle emozioni nel lettore. 
Sono d’accordo che il tuo protagonista sia una figura aliena e che siano aliene le sue motivazioni. Ma le sue azioni non lo sono: sono azioni che gli uomini capiscono bene e sono azioni che colpiscono degli uomini. Quindi dovresti darmi modo di valutarle, di paragonarle a qualcosa che conosco. L’unico momento in cui mi rendo conto della potenza del demone è quando combatte contro Sigfrid. Perché lì descrivi un uomo e mi dai un’informazione che mi permette di valutare la potenza del demone: dici che Sigfrid è “il cavaliere indomito che non è mai stato sconfitto”. Il racconto acquisterebbe forza e capacità di emozionare aggiungendo altri momenti come questo, descrizioni di uomini, punti di vista umani.

Infine, il tema del racconto. Io non credo che esistano canoni immutabili. Esiste un ricco filone narrativo che parla di angeli, demoni e creature simili. Ma non penso che uno scrittore debba sentirsi vincolato da quanto è stato scritto prima. Quindi, secondo me, hai fatto bene a descrivere la tua versione di queste creature, senza preoccuparti di cosa abbiano scritto scrittori ed esoteristi che hanno già trattato il tema. 
Se è vero che non ritengo necessario rispettare i canoni, è però vero che se decidi di utilizzare creature così note e tipizzate come angeli e demoni, devi tenere conto del fatto che i lettori hanno certe aspettative, certe idee preconcette. Io credo che queste aspettative e queste idee tu le rispetti. Quindi il tema va bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao.</p>
<p>Riguardo alle due frasi: non sono sbagliate in sé, per la visione che danno, nel senso della descrizione. Ma sono scritte in un tempo diverso dal presente, che hai usato nel resto del racconto. Un cambio di tempo narrativo può confondere il lettore.</p>
<p>Per il punto di vista umano, non intendo dire che &#8220;devi&#8221; usare un umano come protagonista. Il tuo protagonista va benissimo.  <img src='http://www.magrathea.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Quello che ti segnalo io è diverso: manca un fattore umano nel racconto, un punto di vista nel quale si possa identificare il lettore e che lo aiuti a rendersi conto di quanto è terribile, potente, invincibile il tuo protagonista.<br />
Tu descrivi una potenza devastante, ma io nel racconto non la vedo, perché mi manca un termine di paragone per poterla valutare. Un punto di vista umano che mi permetta di capire quanto sia disumano e invincibile il demone.<br />
Mancando questo punto di vista (che, ripeto, non c’entra niente col chi sia il protagonista del racconto), il testo risulta freddo, didascalico. Leggo di un massacro, ma non provo niente. Non provo sgomento davanti a questo essere terribile e invincibile, non provo pena per i soldati senza speranza.<br />
Pensa a quando in un telegiornale vedi gli effetti di un evento naturale devastante: un tornado, un’eruzione, un terremoto, un’inondazione. Vedere quelle immagini di distruzione, i morti, i feriti, la gente che vaga impaurita dopo il disastro, ti colpisce, ti suscita emozioni. Il “protagonista” della notizia è l’evento catastrofico, ma è il fatto che siano coinvolte persone che ti colpisce: sei una persona anche tu, quindi per empatia riesci a capire il loro dolore, la loro paura, l’impotenza davanti alla natura, l’angoscia per aver perso amici, parenti, la propria casa. Riesci a capire gli effetti della distruzione, anche se tu non sei lì.<br />
Il punto di vista umano che, secondo me, manca nel racconto, è proprio quello necessario a far scattare questa forma di empatia e quindi delle emozioni nel lettore.<br />
Sono d’accordo che il tuo protagonista sia una figura aliena e che siano aliene le sue motivazioni. Ma le sue azioni non lo sono: sono azioni che gli uomini capiscono bene e sono azioni che colpiscono degli uomini. Quindi dovresti darmi modo di valutarle, di paragonarle a qualcosa che conosco. L’unico momento in cui mi rendo conto della potenza del demone è quando combatte contro Sigfrid. Perché lì descrivi un uomo e mi dai un’informazione che mi permette di valutare la potenza del demone: dici che Sigfrid è “il cavaliere indomito che non è mai stato sconfitto”. Il racconto acquisterebbe forza e capacità di emozionare aggiungendo altri momenti come questo, descrizioni di uomini, punti di vista umani.</p>
<p>Infine, il tema del racconto. Io non credo che esistano canoni immutabili. Esiste un ricco filone narrativo che parla di angeli, demoni e creature simili. Ma non penso che uno scrittore debba sentirsi vincolato da quanto è stato scritto prima. Quindi, secondo me, hai fatto bene a descrivere la tua versione di queste creature, senza preoccuparti di cosa abbiano scritto scrittori ed esoteristi che hanno già trattato il tema.<br />
Se è vero che non ritengo necessario rispettare i canoni, è però vero che se decidi di utilizzare creature così note e tipizzate come angeli e demoni, devi tenere conto del fatto che i lettori hanno certe aspettative, certe idee preconcette. Io credo che queste aspettative e queste idee tu le rispetti. Quindi il tema va bene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Colombi</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1099</link>
		<dc:creator>Leonardo Colombi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 13:57:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1099</guid>
		<description>Ciao,
ringrazio entrambi per i commenti e le critiche lasciate al mio racconto.
Per quanto riguarda errori di ortografia o di verbi, faccio il mea culpa e provvederò a rivederli. Non ho capito invece le considerazioni in merito alle due frasi che mi indica &quot;ancos&quot;: non sono proprio attaccate e non ho capito dove sta l&#039;incidente di visione.
Per quanto invece riguarda la caratterizzazione, rimando alla nota al termine del racconto. La mia idea era proprio quella di descrivere un essere dotato di una potenza devastante, contro cui non c&#039;è speranza. E in relazione a questo obbiettivo ho scritto e proposto il testo di cui sopra (del 2003), con al centro un personaggio che si ispira a delle fonti che ho citato e che ricrea la medesima atmosfera che si può rivedere in alcuni videogame, anime e fumetti. Niente velleità di descrivere realtà trascendentali con l&#039;intento di riportare verità che non conosco. Cosa che forse, leggendo il commento da parte di Massimo, credo sia stata fraintesa. Che poi non possano esistere esseri a metà tra l&#039;angelico o il divino, che gli angeli e i demoni possano fare certe cose piuttosto che altre...questo non lo so. Non sono un esperto di esoterismo nè era mia intenzione professare alcuna verità spirituale. Cose che per altro non ci sono e, a mio avviso, non andavano cercate nel testo. Mi spiace quindi se ho disiulluso aspettative, anche in merito alla caratterizzazione degli eserciti: quest&#039;ultima considerazione magari è un qualcosa che potrei utilizzare per un&#039;eventuale rivisitazione del tetso, il &quot;dovere&quot; invece di usare un essere umano come protagonista invece, mi spiace, ma ne dubito fortemente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
ringrazio entrambi per i commenti e le critiche lasciate al mio racconto.<br />
Per quanto riguarda errori di ortografia o di verbi, faccio il mea culpa e provvederò a rivederli. Non ho capito invece le considerazioni in merito alle due frasi che mi indica &#8220;ancos&#8221;: non sono proprio attaccate e non ho capito dove sta l&#8217;incidente di visione.<br />
Per quanto invece riguarda la caratterizzazione, rimando alla nota al termine del racconto. La mia idea era proprio quella di descrivere un essere dotato di una potenza devastante, contro cui non c&#8217;è speranza. E in relazione a questo obbiettivo ho scritto e proposto il testo di cui sopra (del 2003), con al centro un personaggio che si ispira a delle fonti che ho citato e che ricrea la medesima atmosfera che si può rivedere in alcuni videogame, anime e fumetti. Niente velleità di descrivere realtà trascendentali con l&#8217;intento di riportare verità che non conosco. Cosa che forse, leggendo il commento da parte di Massimo, credo sia stata fraintesa. Che poi non possano esistere esseri a metà tra l&#8217;angelico o il divino, che gli angeli e i demoni possano fare certe cose piuttosto che altre&#8230;questo non lo so. Non sono un esperto di esoterismo nè era mia intenzione professare alcuna verità spirituale. Cose che per altro non ci sono e, a mio avviso, non andavano cercate nel testo. Mi spiace quindi se ho disiulluso aspettative, anche in merito alla caratterizzazione degli eserciti: quest&#8217;ultima considerazione magari è un qualcosa che potrei utilizzare per un&#8217;eventuale rivisitazione del tetso, il &#8220;dovere&#8221; invece di usare un essere umano come protagonista invece, mi spiace, ma ne dubito fortemente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ancos</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1021</link>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 13:48:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1021</guid>
		<description>Grazie per il tuo racconto Leonardo.

Ti consiglio di rivedere i tempi della narrazione. Inizi con &quot;I due eserciti si stavano preparando per la battaglia che da lì a poco sarebbe infuriata [...]&quot;, ma poi passi al presente e lo tieni per tutto il racconto, tranne che in &quot;Uniranno le forze e vinceranno la morte.&quot; Avere tempi coerenti semplifica la comprensione. In più, in un racconto tutto al presente, fatto di frasi secche che sono istantanee della vicenda, quei due periodi al passato stonano.

Due frasi contengono delle descrizioni contrastanti: &quot;Siede in silenzio e con un flauto suona&quot; e &quot;Per un poco rimane ad osservarla, indugiando a lungo con lo sguardo su di lei&quot;. Il senso di quello che vuoi dire è chiaro, ma la descrizione contrastante fa inciampare l&#039;occhio: non si capisce subito se è una specie di &quot;effetto speciale&quot; o è proprio una contraddizione. Potresti voler rivedere questi passaggi.

Il tripudio di morte e distruzione che descrivi mi lascia un po’ indifferente. Questo perché il protagonista della tua narrazione, il centro, è il demone inumano. La sua violenza colpirebbe molto di più il lettore se tu gli dessi qualcuno in cui identificarsi, qualcuno attraverso i cui occhi vedere il massacro.

Se tu volessi rivedere il racconto, potresti espandere la breve descrizione che dai in apertura del testo. Avvicinando la telecamera ai soldati, trasformandoli da eserciti in persone, otterresti un maggior coinvolgimento del lettore. L’unica persona/personaggio che nomini è Sigfrid, ma appare per così poco e così di punto in bianco che la morte di questo eroe non ha nulla di diverso rispetto a quella degli anonimi soldati di cui parli prima e dopo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo racconto Leonardo.</p>
<p>Ti consiglio di rivedere i tempi della narrazione. Inizi con &#8220;I due eserciti si stavano preparando per la battaglia che da lì a poco sarebbe infuriata [...]&#8220;, ma poi passi al presente e lo tieni per tutto il racconto, tranne che in &#8220;Uniranno le forze e vinceranno la morte.&#8221; Avere tempi coerenti semplifica la comprensione. In più, in un racconto tutto al presente, fatto di frasi secche che sono istantanee della vicenda, quei due periodi al passato stonano.</p>
<p>Due frasi contengono delle descrizioni contrastanti: &#8220;Siede in silenzio e con un flauto suona&#8221; e &#8220;Per un poco rimane ad osservarla, indugiando a lungo con lo sguardo su di lei&#8221;. Il senso di quello che vuoi dire è chiaro, ma la descrizione contrastante fa inciampare l&#8217;occhio: non si capisce subito se è una specie di &#8220;effetto speciale&#8221; o è proprio una contraddizione. Potresti voler rivedere questi passaggi.</p>
<p>Il tripudio di morte e distruzione che descrivi mi lascia un po’ indifferente. Questo perché il protagonista della tua narrazione, il centro, è il demone inumano. La sua violenza colpirebbe molto di più il lettore se tu gli dessi qualcuno in cui identificarsi, qualcuno attraverso i cui occhi vedere il massacro.</p>
<p>Se tu volessi rivedere il racconto, potresti espandere la breve descrizione che dai in apertura del testo. Avvicinando la telecamera ai soldati, trasformandoli da eserciti in persone, otterresti un maggior coinvolgimento del lettore. L’unica persona/personaggio che nomini è Sigfrid, ma appare per così poco e così di punto in bianco che la morte di questo eroe non ha nulla di diverso rispetto a quella degli anonimi soldati di cui parli prima e dopo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2009/06/il-cavaliere-demoniaco-dalle-ali-angeliche/comment-page-1/#comment-1019</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 12:02:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.magrathea.it/?p=349#comment-1019</guid>
		<description>Quando si affrontano temi di questa importanza è necessario avere, almeno un poco, le idee chiare sul significato di termini come Bene e male. Naturalmente, come per i concetti di salute e malattia è impossibile, per l&#039;uomo, definire esattamente confini che sono in movimento e che, per questo, rendono possibile l&#039;inversione dei poli di entrambi, al punto che entrambi possono sovvertire la valenza di ciò che rappresentano e il Bene diventare male, come il contrario. Tuttavia, per fare uscire il racconto dall&#039;angusta recinzione riservata solo a emozionare il lettore, ottenuto attraverso l&#039;esclusione del senso profondo che è sempre, necessariamente, centrale alla storia, occorre non incentrarla sull&#039;impossibilità, altrimenti piacerà solo ai bambini. Un essere &quot;non umano&quot;, demoniaco o angelico che sia, rappresenta una qualità energetica, e non è possibile una commistione di Bene e male, perché sul versante inferiore della manifestazione della realtà relativa gli esseri di tenebra non hanno accesso né consapevolezza della sfera spirituale, anzi , è proprio perché la negano che stanno in basso nella solidificazione. Per inversione analogica gli esseri angelici sono modi di concentrazione di energie qualitative e spirituali e vivono nello spirito. Se volevi stare nel mezzo tra questi due principali stati dell&#039;essere dovevi scegliere l&#039;uomo, non un semidio impossibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si affrontano temi di questa importanza è necessario avere, almeno un poco, le idee chiare sul significato di termini come Bene e male. Naturalmente, come per i concetti di salute e malattia è impossibile, per l&#8217;uomo, definire esattamente confini che sono in movimento e che, per questo, rendono possibile l&#8217;inversione dei poli di entrambi, al punto che entrambi possono sovvertire la valenza di ciò che rappresentano e il Bene diventare male, come il contrario. Tuttavia, per fare uscire il racconto dall&#8217;angusta recinzione riservata solo a emozionare il lettore, ottenuto attraverso l&#8217;esclusione del senso profondo che è sempre, necessariamente, centrale alla storia, occorre non incentrarla sull&#8217;impossibilità, altrimenti piacerà solo ai bambini. Un essere &#8220;non umano&#8221;, demoniaco o angelico che sia, rappresenta una qualità energetica, e non è possibile una commistione di Bene e male, perché sul versante inferiore della manifestazione della realtà relativa gli esseri di tenebra non hanno accesso né consapevolezza della sfera spirituale, anzi , è proprio perché la negano che stanno in basso nella solidificazione. Per inversione analogica gli esseri angelici sono modi di concentrazione di energie qualitative e spirituali e vivono nello spirito. Se volevi stare nel mezzo tra questi due principali stati dell&#8217;essere dovevi scegliere l&#8217;uomo, non un semidio impossibile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
