Dollhouse su Fox Italia. Riflettiamo sulla fantascienza.

13 settembre 2009
Locandina di Dollhouse

Locandina di Dollhouse

Da un paio di settimane va in onda su Fox Italia, il martedì alle 22, l’ultima creazione di Joss Whedon: Dollhouse, con Eliza Dushku.

Per sapere di cosa tratta la serie, se ancora non avete iniziato a vederla, vi rimando ai due articoli che ho gia scritto a riguardo. Leggete e tornate qui.

Letto? Tornati? Bene.

Quando la serie è andata in onda non ho avuto il tempo di vederla. Ora che è iniziata in italiano ho tirato fuori gli episodi che avevo scaricato e ho iniziato a guardarla. Quindi, non dirò nulla sull’adattamento e doppiaggio: non ne so nulla. Ma vista la tendenza degli ultimi tempi (confermata da Battlestar Galactica su Rai 4: doppiaggio soporifero), non mi aspetto nulla di buono. Spero di essere smentito. Ma se non dovessi essere smentito, peccato: come per tutte le serie di Whedon, uno dei punti di forza è nei dialoghi: dalle battute dei personaggi, all’umorismo, alla scelta delle parole.

Finora ho visto i primi quattro episodi. Lento il pilot, in crescita i successivi. Una delle fortune di vedere Dollhouse ora, con la serie in USA già conclusa, è che sappiamo che la crescita è costante e la qualità delle ultime puntate della prima stagione sarà elevata. Se ora non vi ha convinto, abbiate fiducia: migliorerà. Il formato “missione della settimana” verrà sostituito da una storia più ampia e profonda che si sviluppa di episodio in episodio, molto più di quanto vediamo ora.

Non so se in Italia verrà trasmesso anche il famoso tredicesimo episodio della prima stagione, che ha tra i protagonisti Felicia Day, la donna più amata dai geek. Negli USA sarà disponibile solo su DVD. Avevo letto che probabilmente in Europa verrà incluso nella programmazione regolare. Vedremo. Se volete sapere perché è stato prodotto, ma non trasmesso il tredicesimo episodio, chiedete nei commenti, vi illuminerò.

Che posso dire di Dollhouse, dopo averne visti quattro episodi? Più che della serie, mi viene da scrivere più in generale sulla fantascienza. La fantascienza, come genere, presenta un grande vantaggio. Offre agli autori un poderoso insieme di metafore con cui rappresentare la vita quotidiana e il mondo in cui viviamo. Essendo un genere fantastico, permette di presentare situazioni scomode, difficili e controverse, attenuandone l’impatto attraverso il filtro e il distacco generati dalla trovata fantascientifica alla base della serie. In questo modo l’autore può illustrare un’idea o un punto di vista, stimolare una discussione o una riflessione, in un ambiente asettico, in cui le nostre idee, i nostri valori e preconcetti non scattano subito, all’inizio della discussione. Perché tanto si parla di un mondo fantastico, non del mondo reale, quindi è più facile abbandonarsi a ipotesi. Dollhouse, come Battlestar Galactica, utilizza bene il vantaggio dato dall’essere una serie di fantascienza per affrontare temi spinosi.

Chi è Echo? Chi sono gli attivi? Prostitute, schiavi. Echo si è offerta volontaria per entrare nella Dollhouse, anche se dal primo episodio pare di capire che non avesse molta scelta. Ma alla fine, indipendentemente da quello che prevedono la missione e la sua programmazione, quello è: una prostituta, una schiava. Senza mezzi termini e giri di parole. E forse, è anche peggio di questo: perché una prostituta o una schiava hanno consapevolezza di quello che sono, di ciò che stanno facendo. Echo e gli altri attivi non hanno neppure diritto a questo. Durante la missione sono programmati per amare quello che stanno facendo. Al termine della missione viene cancellato tutto.

Chi sono la DeWitt, Dominic, Topher, la dottoressa Saunders, Langton e tutti gli altri amministratori e dipendenti della Dollhouse? Schiavisti. Persone che lucrano sulla vendita di copri addestrati a svolgere il compito richiesto dal cliente. Non importa quanto questo compito possa essere inaccettabile per la persona che si è venduta come attivo: non sapranno mai cosa hanno fatto, per chi, con chi. La premessa dello show è che si addormentano e cinque anni dopo si risvegliano con cinque milioni di dollari in tasca e nessun ricordo do cosa sia successo dal momento della firma del contratto al momento della scadenza. Ebbene: quanto è diverso questo dal passare una notte ubriachi fradici o drogati, privi di controllo sulle proprie azioni e senza alcun ricordo il mattino dopo? Non siamo responsabili di ciò che è accaduto, anche se non lo ricordiamo? In fondo, abbiamo scelto noi di ubriacarci o drogarci, in fondo, è stata Caroline a scegliere di firmare il contratto con la Dollhouse e diventare Echo.

Quali compromessi sono disposti ad accettare i vari personaggi della serie? Quali giustificazioni si danno per le loro azioni? Per quanto tempo saranno valide queste giustificazioni?

Dollhouse è un ottimo prodotto di fantascienza: dopo quattro puntate spinge i suoi personaggi e noi che li guardiamo a pensare, valutare, farci delle idee, essere scossi e disgustati, affrontare temi, situazioni e interrogativi scomodi e dare una risposta. E come ho scritto sopra, dopo un inizio lento, sarà anche un ottimo prodotto di intrattenimento, con storie emozionanti e ricche di tensione.

3 commenti

  • MArco 17 novembre 2009a16:11

    cos’è sta storia del 13° episodio?

    • ancos 18 novembre 2009a15:50

      Esiste un tredicesimo episodio della prima stagione, intitolato “Epitaph One”, mai andato in onda negli USA. Lo trovi sul DVD o in download da Itunes.
      L’episodio è ambientato in un futuro post apocalittico e mostra quale sarà il destino della Dollhouse e le conseguenze delle sue azioni sull’intero genere umano.

      L’episodio è stato prodotto con un budget ridotto e ha permesso a Whedon di dimostrare alla Fox che era in grado di produrre puntate di Dollhouse con costi molto inferiori rispetto a quelli della prima stagione. E’ uno dei motivi per cui è stata autorizzata la realizzazione della seconda stagione.

      “Epitaph One” è stato girato perché Whedon e la Fox avevano un accordo per trasmettere 13 episodi per la prima stagione di Dollhouse. Visto che il primo episodio originale è stato bocciato e non è stato trasmesso, gli episodi da mandare in onda sono diventati 12. Whedon ha pensato di realizzare questo tredicesimo episodio (di fatto il quattordicesimo girato, contando il pilot mai andato in onda) per soddisfare la sua parte di contratto.
      La Fox, però, ha contato tra i tredici episodi richiesti anche il pilot eliminato. Quindi i dirigenti del canale hanno deciso di non mandare in onda Epitaph One.

      Non so se questo tredicesimo episodio verrà incluso nelle versioni per il mercato estero di Dollhouse e quindi lo vedremo in TV in Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *