Dragon Trainer 3D: finalmente un bel cartone dalla DreamWorks

30 marzo 2010

dragon_trainerGrazie alla solita mirabolante capacità organizzativa delle Geek Girl romane, ieri ho potuto assistere a una proiezione speciale di Dragon Trainer 3D presso la sede romana della Universal. Si tratta dell’ultima fatica animata della DreamWorks ed è tratto dal libro di Cressida Cowell How to Train your Dragon.

Sapete che secondo me il 3D è ancora più un trucco che una tecnica narrativa sviluppata e forse non sapete che secondo me i film d’animazione della DreamWorks sono tutti terribili. Tutti. A partire da Shrek. Soprattutto Shrek.

Quindi ero andato più per ascoltare il seminario sul 3D di Davide della Casa di Screenweek che per il film, da cui non mi aspettavo molto.

E invece è bello! Posso usare le parole “cartone animato”, “DreamWorks” e “bello” nella stessa frase. Avevo perso le speranze.

La storia è semplice, ma efficace: i vichinghi e i draghi sono in lotta da sempre. Hiccup, il giovane figlio del capo villaggio, mingherlino e più dedito al pensiero che all’azione con gran delusione del padre, cerca di diventare cacciatore di draghi per conquistare il rispetto del villaggio. Ma fa amicizia con un drago, scopre che tutte le opinioni e conoscenze del suo popolo sui rettili sputafuoco sono sbagliate e libera draghi e vichinghi dal nemico comune che li costringeva a combattere tra loro.

Il tutto raccontato in maniera ora poetica, ora emozionante, ora avvincente, ora spettacolare. Si vede la mano dei registi Chris Sanders e Dean DeBlois, che avevano già raccontato una storia simile in Lilo & Stitch.

A differenza dei precedenti cartoni della Dreamworks, non si regge tutto sul richiamo degli attori famosi chiamati a doppiare i personaggi e sull’abuso di citazioni e battute da film ed eventi popolari nei mesi precedenti all’uscita della pellicola. Qui c’è una storia vera, strutturata e avvincente.

Il 3D da me tanto criticato, viene usato in Dragon Trainer in maniera intelligente. Non per cercare l’effetto speciale dell’oggetto che esce dallo schermo, ma per sottolineare con la profondità alcune scene importanti e per portare lo spettatore dentro la pellicola, anziché la pellicola dentro la sala.

E’ questa la strada per usare il 3D nel cinema? Non lo so. Ma per la prima volta dopo UP ho visto la terza dimensione usata come ulteriore tecnica narrativa a disposizione del regista per raccontare la storia.

Intendiamoci, siamo ancora lontanissimi dalla capacità di emozionare che ha un qualsiasi film della Pixar: la sceneggiatura era così prevedibile che si poteva fare il conto alla rovescia tra un momento narrativo e l’altro, la trama è un mix tra le classiche storie di rivincita dei perdenti e bambino e il suo cane, il finale, nonostante una scelta coraggiosa e sorprendente, è il classico super lieto fine DreamWorks.

Ma Dragon Trainer 3D, oltre ad essere un bel film in sé, è finalmente un passo in avanti per la divisione animazione di DreamWorks.

Promosso a pieni voti. Andate a vederlo in 3D.

Nota finale sul seminario di Davide della Casa: interessantissimo. Chiaro nello spiegare lo stato della tecnologia e le prossime evoluzioni, onesto nel riconoscere che il 3D è un nuovo linguaggio che deve ancora essere sviluppato, sensato nello spiegare quanto fondamento c’è nell’allarme occhialetti che è stato lanciato nel nostro paese (nessuno, per chi se lo stesse chiedendo).

Ecco il trailer di Dragon Trainer:

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