Intervista a Paolo Bruni, autore di Dreamwalker

28 maggio 2010

n224683793415_5506Paolo Bruni è il giovane autore di The Dreamwalker, un romanzo onirico a cavallo tra horror e fantasy.

Gli ho fatto qualche domanda, ecco le sue risposte:

La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure The Dreamwalker è è la tua prima opera?

Ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Fin da piccolo mi divertivo a scrivere brevi racconti di cavalieri e draghi, alimentati da favole e romanzetti per bambini. Poi ho scoperto Dungeons & Dragons e lì la fantasia ha preso piede, permettendomi di far divertire anche i miei amici oltre che solo me stesso. Dopo un lungo periodo di pausa ho ripreso a scrivere cinque o sei anni fa, sono partito da racconti, per lo più horror, fino ad arrivare all’idea di mettermi alla prova scrivendo un romanzo… The Dreamwalker ne è il risultato.

Come ti è venuta l’idea di scrivere The Dreamwalker?

Beh quale modo migliore se non un sogno?

Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama? Che lavoro e ricerche hai svolto per costruirli?

L’ispirazione, come detto sopra, è partita da un sogno, tra l’altro uno dei pochi che mi sia mai ricordato una volta sveglio, da questo sogno ho ricavato buona parte della trama. Invece ho svolto qualche ricerca soprattutto per quanto riguarda i combattimenti, le tecniche di guerra medioevale, la struttura di alcuni edifici…

Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?

Ho cercato di pensare a come quei personaggi si sarebbero comportati realmente. Quindi, e questo è un errore che fanno in molti (io per primo a volte), il problema principale stava nel farli pensare con una loro testa e non con la mia, cercando di tenere a mente tutti gli eventi che li avevano portati fin lì, il loro background in definitiva.

C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?

Sicuramente Damien, ma non aggiungo altro… potrei rovinare la lettura a qualcuno!

Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?

Solo un autore: Howard Philips Lovecraft. Va bene, so che il mio libro non ha nulla a che vedere con l’horror del grande maestro americano, ma la lettura del suo romanzo breve “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” è stata alla base di quel sogno che ha ispirato il mio libro. Strana come cosa se ci si pensa… un libro sui sogni che genera un sogno che da vita ad un altro libro sui sogni… da non dormirci la notte! (ok, scusate il gioco di parole)

Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?

Costanza. Essenzialmente si tratta di quello. Ho cercato di mantenermi sempre legato al mio lavoro, ma senza forzare le tappe. Ovvio che se un’idea non arriva non ci si può fare un granché, ma allo stesso tempo ho sempre evitato di abbandonare la scrittura per periodi troppo lunghi.

Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?

Ho cominciato a scrivere il romanzo pensando, stupidamente, di non aver bisogno di scalette… mi sono ricreduto ben presto! Infatti durante la prima rilettura i capitoli iniziali hanno avuto bisogno di serie modifiche prima di arrivare a una versione definitiva. Una volta buttata giù la scaletta (ero arrivato circa al quarto capitolo nel frattempo) mi era già chiaro come avrebbe dovuto proseguire la storia e quale sarebbe stato il finale. Più o meno.

Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?

Ho ripreso in mano parti del libro un paio di volte. Più che altro i primi per quanto spiegato sopra. Il resto, grazie ad un’accurata scaletta, è stato più veloce da sistemare… piccoli errori qua e là, frasi da sistemare… le solite cose insomma.

Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?

Quello che ha richiesto maggior tempo e impegno è stato la riscrittura del terzo e del quarto capitolo. Le versioni originali erano realmente pessime! Devo dire però che alla fine il libro ha rispecchiato abbastanza fedelmente l’idea di partenza.

Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?

La prima stesura ha richiesto quasi un anno di tempo, poi riletture varie, modifiche e tagli hanno richiesto altrettanto tempo. Tirando le somme, quasi due anni di lavoro.

Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?

Ho perso il conto di quante copie ho spedito alle varie case editrici. È veramente dura riuscire ad arrivare alla pubblicazione. Il modus operandi delle case editrici resta per me un mistero.

Intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure vuoi provare altre ambientazioni?

L’idea originale si basava su quattro libri ognuno composto da una storia auto-conclusiva che avesse Caleb e il Mondo dei Sogni come protagonisti, ma le cose stanno un po’ cambiando nella mia testa. Attualmente sto progettando l’ambientazione per una saga fantasy più matura a sfondo medioevale.

Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti…)?

Sto pensando di ricavare una graphic novel dal mio racconto L’Appeso (online sul sito fantastorie) e se le cose andassero bene avrei già in mente altri piccoli lavori per quell’ambientazione. Per la sceneggiatura ci sto lavorando, ma mi servirebbe un disegnatore… Anzi facciamo che lancio un appello qui per trovarne uno!

Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?

Non posso permettermi di dare consiglio. Sono io stesso, in un certo senso, un aspirante scrittore. L’unica cosa che mi sento di dire è che per scrivere bisogna innanzitutto leggere! Sembra ovvio, ma conosco “scrittori” che rimarrebbero stupiti nel leggere queste mie ultime parole.

Se volete conoscere Paolo di persona, parteciperà al prossimo Parma Fantasy. Ci sarà anche Francesca Angelinelli.

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