Intervista con Marco Menozzi, autore de Il Re Nero

3 giugno 2010

re neroContinuiamo il ciclo di interviste con autori esordienti. Stavolta è il turno di Marco Menozzi, autore dell’originale Il Re Nero, edito da Fazi editore. Il Re Nero è un libro particolare: è uno dei pochi romanzi fantasy che ha un protagonista di colore. Le risposte di Marco sono particolarmente interessanti: come vedrete il libro nasce da un ciclo di partite di gioco di ruolo. Non è il primo romanzo ad avere un’origine simile: le barriere tra le varie forme di narrazione, compresa la narrazione partecipativa dei giochi di ruolo, sono sempre più permeabili.

Prima di lasciarvi all’intervista con Marco Menozzi, vi segnalo un’iniziativa di Fazi per promuovere Il Re Nero. Si tratta di un concorso che mette in palio ogni settimana un abbonamento per il prossimo Lucca Comics & Games. Per partecipare è sufficiente riempire il form che si trova sul sito di Fazi Editore.

Ed ecco l’intervista:

La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure questa è la prima volta che scrivi?

Questa è la mia prima esperienza nel campo della scrittura. Fin da bambino sono stato un lettore appassionato, e quindi per me scrivere è un’esperienza davvero emozionante.

Come ti è venuta l’idea di scrivere Il Re Nero?

Per anni io ho giocato di ruolo insieme ad un gruppo di amici, ritrovandoci una o più volte la settimana. Uno di questi ragazzi, Pierdomenico Baccalario,è diventato uno scrittore affermato, e a distanza di anni mi ha proposto di scrivere le avventure che narravo. Mi ha convinto, e così è nato il Re Nero.

Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama?

La scintilla da cui è nato Valdar, il mondo che io ho creato, mi venne quasi venti anni fa leggendo il Silmarillion di Tolkien. Egli era riuscito a creare un mondo del tutto nuovo, dotandolo di leggende, miti, eroi nati dalla sua fantasia, e perfettamente coerenti. Mi resi conto che volevo provare a fare qualcosa di anche vagamente simile, e così iniziai a lavorare su Valdar.

Si vede che hai fatto un grande sforzo per costruire un mondo originale. Che lavoro c’è dietro? Hai effettuato delle ricerche? Se sì, di che tipo?

Sono sempre stato un grande appassionato di mitologia ed epica di ogni tipo. I miti e leggende dei popoli antichi sono una grandissima fonte di ispirazione, che ho cercato di modellare sulle caratteristiche di Valdar. Spero di essere riuscito a creare una cosmogonia interessante e con qualche elemento originale, un lavoro difficile, e che ancora ora porto avanti.

Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?

I personaggi del Re Nero nascono dalle partite di Gioco di ruolo. Molti dei personaggi che si possono leggere erano quelli che usavano i miei amici. Creati seguendo gli spunti da me dati, e modellati dalla loro fantasia. A loro tutti devo un eterno ringraziamento. Senza la loro passione e amore per le storie e le ambientazione da me create Valdar non sarebbe quello che è oggi.

C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?

Sinceramente mi sono affezionato un po’ a tutti! Sirasa comunque è quello che ha il carattere più simile al mio, brontolone e burbero, sempre con qualcosa da protestare. Maugis e Jagred sono quelli che più mi sono divertito a scrivere.

La scelta di avere un protagonista di colore è originale. Come nasce questa decisione?

La razza dei Warantu, di cui Manatasi è parte, la creai ispirandomi alle storie e alle leggende africane. Quella del Re Nero era una storia che partiva da queste ispirazioni. Fu Pierdomenico a rendersi conto della particolarità di avere un protagonista di colore, una cosa che, stranamente, non ha praticamente precedenti nel fantasy.

Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?

Tolkien, Gemmel e Martin. Veri maestri del fantasy, che tramite le loro storie mi hanno spinto a creare Valdar.

Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?

Ho voluto seguire le varie vicende dei personaggi, seguendo di volta in volta il punto di vista personale di molti di loro. Ho potuto così seguire la vicenda da diverse angolazioni, dando maggiore completezza.

Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?

Il Re Nero era una storia che feci giocare ai miei amici quattordici anni fa. Naturalmente per scriverla ho dovuto adattarla, ma avevo tutto ben chiaro in mente.

Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?

Una sola.

Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?

In origine il Re Nero avrebbe dovuto di essere di 280 pagine circa. Come si può vedere mi è un po’ sfuggito di mano! Se avessi dovuto seguire il mio istinto sarebbe stato ben più lungo, ma ho dovuto eliminare qualcosa. Ho tagliato alcuni capitoli e personaggi.

Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?

Circa quattro mesi.

C’è qualche aneddoto legato alla scrittura de Il Re Nero che vorresti raccontare?

Nella prima settimana mi si sono bruciati due computer! Mi dissi: “Meglio non scriverlo questo libro, oppure mi brucia la casa!” Per fortuna casa mia non è ancora bruciata e il libro è già uscito.

Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?

Tutto merito di Pierdomenico. Lui mi ha proposto di scrivere il Re Nero e mi è stato vicinissimo in questi difficili passi. E’ stato lui a proporre il progetto. E qui colgo l’occasione di ringraziarlo ancora una volta.

Intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure con altre ambientazioni?

Valdar ha davvero molte storie da narrare, e mi piacerebbe farne conoscere il più possibili.

Stai già scrivendo un altro libro? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Dico solo che il Re Nero lascia aperto qualche spunto, e più di un personaggio (Audatia ed Amon, tanto per citarne due) ha interrogativi rimasti senza risposta. Sto lavorando ad un seguito.

Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti…)?

Sono un grande appassionato di fumetti, ma visto come disegno faccio un favore al mondo e li leggo e basta! A parte gli scherzi devo ancora imparare a scrivere prima di pensare ad altro.

Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?

Dico solo che se una storia è bella prima o poi si farà strada. Bisogna solo saper essere pazienti.


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