La Mummiona e altre storie: le avventure della gatta Panino Panino

public-recensioni-immagini-309_la mummionaIn un mercato sempre più dominato dalla narrativa per adolescenti, faccio una passo indietro e leggo La Mummiona e altre storie, un libro di favole di Nicoletta Santini, edito da Prospettiva Editrice.

E sono proprio favole e fiabe i tre racconti che costituiscono il libro. Fiabe moderne in cui appaiono mummie, vampiri e zombie (gatti – zombie, per la precisione), ma con un taglio godibile, perfetto per dei bambini e con una notevole inventiva che permette ai racconti della Santini di creare storie avvincenti, ma non spaventose, per il pubblico a cui si rivolge. Storie interpretate da una comitiva di animali e scheletri parlanti, capitanati dalla gatta Panino Panino (vegetariana e lesta di lingua), che non hanno problemi a comunicare tra loro e a rompere la quarta parete per parlare della scrittrice che sta narrando le loro avventure.

Il volumetto è impreziosito dalle illustrazioni dell’autrice e da citazioni e rimandi letterari effettuati con intelligenza: se è naturale che i bambini cui è destinato il libro non possano conoscere opere come I Promessi Sposi, l’autrice cita passaggi noti e popolari, che possono essere riconosciuti come provenienti da un altro testo. Molti degli episodi richiamano episodi resi familiari ai bambini dalla televisione, e soprattutto dalla pubblicità, come è il caso per le miracolose diete dimagranti al centro di una delle favole. Oppure vengono chiamati in causa direttamente o per assonanza cicli famosi come quello di Rambo o di Harry Potter.

La scrittura è semplice e pensata per un pubblico di bambini: il testo è quasi tutto formato da dialogo diretto tra i personaggi, con battute continue e litigi tra i personaggi, intramezzati da frequenti eventi che catturano l’attenzione dei bambini, proni alla distrazione. Ogni personaggio ha un suo modo di parlare tipico, che lo rende facilmente riconoscibile.

Il ritmo è serrato come quello di un cartone animato, ma non travolgente al punto da far perdere il filo ad un giovane lettore, o a un giovanissimo a cui il libro viene letto. La Santini riesce a mettere nelle sue pagine i ritmi giusti a cui sono abituati i bambini, esposti a programmi televisivi e cartoni per l’infanzia. Ma riesce anche a usare una lingua italiana semplice, ma corretta e raffinata, concedendosi a volte giochi di parole intelligenti che dovrebbero suscitare nei lettori il gusto e l’amore per la lettura.

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