Toy Story 3

2 agosto 2010

toy_story_31Arrivo in ritardo, ma arrivo. Ecco la mia recensione di Toy Story 3.

In effetti, non credo valga la pena recensire il film. E’ bellissimo, andatelo a vedere se non lo avete già fatto.

E’ più interessante riconoscere alla Pixar una capacità di raccontare storie che non penso si sia mai vista prima nella storia del cinema. C’è poco da dire sul lato tecnico: sono bravissimi. E quello che rende la Pixar speciale non è tanto questa bravura tecnica, ma il sapere fin dove spingersi con l’eccellenza visiva. Avrebbero potuto realizzare dei personaggi umani fotorealistici. L’hanno fatto? No, non sarebbe servito al film, anzi, avrebbe fatto venire meno l’atmosfera fumettosa di un film sui giocattoli.

C’è molto da dire sulle storie. La Pixar è una compagnia che si avvale di vari sceneggiatori e registi e riesce a ottenere da tutti opere di livello eccezionale. I loro film peggiori, penso a Cars e Ratatouille, sono sempre tra i migliori della stagione. I loro film migliori rappresentano punti di svolta nell’arte di narrare storie. Penso alla tripletta incredibile di Wall-E, Up e questo Toy Story 3. Un film con un protagonista muto e senza dialoghi per la prima mezz’ora, un film in cui un personaggio importante muore nei primi venti minuti e un film talmente equilibrato e ben sceneggiato che se fosse finito trenta minuti prima con la morte di tutti i protagonisti, sarebbe andato bene lo stesso e avrebbe trasmesso il suo messaggio. E invece nell’ultima mezz’ora riesce a rilanciare la posta, concludersi con una nota alta e dare ancora più forza alla storia.

La Pixar, si dice, realizza film per bambini ed è vero. Ma lo fa con un grande rispetto e una grande attenzione per il suo pubblico. Si dice anche che i film della Pixar in realtà sono destinati ad un pubblico adulto. Ed è meno vero secondo me. E’ sicuramente vero che molte situazioni e battute strizzano l’occhio ai genitori che accompagnano i figli in sala. Ma i film sono realizzati per un pubblico di bambini da persone che sanno bene che bambino non vuol dire stupido. Che sanno che i bambini possono capire tanto, ragionare in profondità e anche venire spaventati, se lo spavento serve a crescere, a scoprire che le cose poi possono andare meglio.

G.K. Chesterton ha detto una cosa molto intelligente: “Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.” Realizzare una fiaba, una storia, che svolga questo compito sembra richiedere un certo coraggio oggi. O forse, semplicemente, non c’è rispetto per i bambini. Non so. In ogni caso, molte storie per bambini sono anestetizzate, edulcorate. Passatempi colorati per scimmie da tenere buone con le lucine colorate.

La Pixar ha il coraggio di realizzare le fiabe che insegnano che i draghi si possono sconfiggere. E queste fiabe sono storie eccellenti, in grado di telecomandare le emozioni dello spettatore: ora ridi, ora piangi, ora trattieni il fiato, ora esulta.

Si dice che sia impossibile realizzare il sequel di un bel film e si contano sulle dita i seguiti alla pari, o migliori, degli originali. Toy Story 2 era meglio di Toy Story 1 e Toy Story 3 è migliore dei film precedenti. Questo terzo film chiude alla perfezione un ciclo. Personalmente penso che le cose dovrebbero rimanere così: lasciarsi alle spalle Woody, Buzz e gli altri e non realizzare un Toy Story 4. Ma da quanto ho visto, se la Pixar dovesse mai decidere di realizzare un’altra avventura per il suo gruppo di giocattoli, sono certo che sarà un film fenomenale.

Ecco il trailer di Toy Story 3

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