Persi nel Vuoto di Vincenzo Malara

17 agosto 2010

persi nel vuotoA metà tra il genere horror e thriller, fantascienza e mystery, Persi nel Vuoto era stato originariamente pensato come libro formato da cinque racconti indipendenti a tinte forti. In seguito, però, Malara preferisce amalgamare La casa di Rose, Persi nel vuoto, Sam e la voce, Incredibile America e Verso Est – tutti ambientati in USA – in una storia unica, eliminando i titoli e creando continue alternanze tra personaggi e ambienti, con una tecnica quasi cinematografica, interrompendo i racconti nel punto di maggiore trepidazione, così da tenere alta la suspense fino alle ultime pagine, momento in cui tutte le narrazioni giungono a una conclusione.

Un filo sottile unisce i personaggi tra di loro, a testimonianza del fatto che spesso chi incrociamo nel nostro cammino non è

uno sconosciuto, ma una persona già collegata in qualche modo alla nostra vita. Cosa di cui non ci rendiamo nemmeno conto, presi dalle nostre attività quotidiane: «…il segno che ogni uomo intreccia la propria vita con quella degli altri, anche di sconosciuti, sfiorandosi anche senza accorgersene…».

Follia «che mangia dentro come un cancro e alimenta la mente», disagio interiore, inquietudine, disorientamento, impotenza, ricordi e rimpianti sono i tratti caratteristici dei personaggi che vivono in un mondo in cui succedono eventi inspiegabili, straordinari. «A volte», infatti, «le cose succedono senza spiegazioni», al confine con la realtà, e ai protagonisti non resta che l’ira, la vendetta, la punizione, la morte.

Rose Thompson è la prima protagonista che incontriamo: una grassona misantropa, affezionata ad alcuni topi che lei stessa ha allevato e che considera la sua famiglia. Un giorno l’idraulico Kevin Dusdey viene chiamato dalla donna per effettuare una riparazione al lavandino del bagno che, accidentalmente, uccide un topo. L’episodio porterà Rose a una tale follia da desiderare un’agghiacciante punizione per l’uomo a cui ha aperto, in via del tutto eccezionale, la sua casa e parte di sé.

Follia che si ritrova anche nel secondo racconto che vede Sam Starkey perseguitato da una misteriosa e inquietante voce che esce dal buco del lavandino. Mentre la moglie partecipa all’ennesimo presunto convegno di lavoro, quella voce lo mette a conoscenza di un’amara verità: i tradimenti della donna. Perduta completamente la ragione decide allora di andare a cercarla per ucciderla assieme al suo amante. Ma la voce, che lo segue dappertutto, gli riserverà un inaspettato finale…

È il 1969 quando i bambini Paul e Joseph assistono non solo al suicidio del loro amico Tom Ford, ma anche alla morte, dovuta però a uno sparo fortuito, della loro piccola amica Mihana. Rimasti soli e convinti della loro colpevolezza, i due inizieranno una fuga disperata e angosciante attraverso gli Stati Uniti che si concluderà con l’imponente raduno hippy di Woodstock.

Nel quarto racconto Joseph Garry è ormai adulto ed è diventato giornalista di una rivista che si occupa di misteri e paranormale. Alla costante ricerca di sensazionali notizie, viene a conoscenza di un certo Carlito Omerras, detenuto in un penitenziario nel deserto del Nevada, in grado di uccidere la gente con la forza del pensiero. L’intervista all’uomo porterà tuttavia a una svolta inaspettata della sua vita, riportando a galla una terribile verità che lo coinvolge e che credeva esistere solo nella sua mente.

Il personaggio del quinto racconto, Paul Kaine, anch’egli adulto, si perde con l’auto nel deserto e incontra la Gente dell’Est, una strana comitiva di persone che vaga nel nulla, che lo conoscono – come conoscevano Joseph, con cui non sono riusciti a mettersi in contatto – e gli rivelano qualcosa di inquietante sul suo futuro.

Nessun personaggio che esce dalla penna dell’autore è escluso dalla sensazione di essere perso nel vuoto, disorientato e impotente davanti a un destino già prestabilito. E il lettore non può che venire trasportato dall’intensità della trama, dalla profondità psicologica e forza espressiva degli individui, costretto ad arrendersi a quelle che sembrano le uniche soluzioni possibili: la pazzia, la morte o il credere all’irrealtà.

Nessun commento

Rispondi