Vincenzo recensisce Alan Wake

4 ottobre 2010

Alan Wake è la trasposizione in romanzo, firmato da Rick Burroughs ed edito da Multiplayer.com, dell’omonimo videogioco survival horror per Xbox 360.

Colto da un blocco creativo cronico, lo scrittore di successo Alan Wake viene convinto dalla moglie Alice a prendere una vacanza nella ridente località lacustre di Bright Falls durante il periodo della Festa del Cervo.

Giunto sul luogo Alan si renderà rapidamente conto che a Bright Falls non tutto è come appare e che per salvare Alice dalle inquietanti creature che infestano il luogo dovrà ripercorrere i passi di un altro scrittore, Thomas Zane, scomparso misteriosamente decenni prima.

Aiutato dal suo “agente tuttofare” Berry, Alan dovrà agire rapidamente, prima che l’Oscura Presenza cali su tutto.

Alan Wake ha un indubbio vantaggio rispetto ad altre trasposizioni di videogiochi in quanto il media di origine dalla travagliatissima storia è stato pensato come un survival horror, con uno stile narrativo che si rifà pesantemente a quello Stephen King con spruzzate di Twin Peaks, dalla location che potrebbe essere tranquillamente nel Maine amato dallo scrittore alla metascrittura, che è il nucleo fondante di Nelle Fauci della Follia. E da King abbiamo lo scrittore in crisi (Mucchio d’ossa) che attira su di se interessi di malevoli entità ctonie dormienti da tempo (Shining). Solo il ritmo necessariamente accelerato degli avvenimenti, specialmente verso il finale, rompe la tradizione del Re. Purtroppo è appunto il ritmo che non ci consente di apprezzare appieno i personaggi come il fastidiosamente instabile e quasi caricaturale agente dell’FBI o lo sceriffo, adeguatamente abbozzati da veloci e incisive pennellate nel gioco ma mai realmente esaminati o esplorati nel romanzo. Anche l’Oscura Presenza, che nel gioco possiede l’impatto estetico nelle sue manifestazioni per celare la sua mancanza di originalità di fondo, è alla fin fine soggetta alla legge del “ma alla fine è solo un grosso polpo” di Lovecraftiana memoria.

Come risultato globale Alan Wake è una lettura piacevole, sebbene non originalissima, anche per coloro che non hanno provato il gioco.

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