The Mongoliad, un possibile futuro dell’editoria elettronica

11 ottobre 2010

The Mongoliad è un esperimento letterario lanciato da Neal Stephenson, Greg Bear e altri autori, intenzionati a esplorare sistemi di creazione e distribuzione dei contenuti differenti dai canali tradizionali. Si tratta di un ecosistema all’interno del quale gli autori intendono realizzare una serie di storie ambientate in un mondo condiviso, da pubblicare come applicazioni per iPhone, iPad, Android e come ebook.

Il progetto è nato in seguito all’insoddisfazione di Stephenson per il livello di autenticità e correttezza dei combattimenti con spada medievale che ha descritto nel suo Ciclo Barocco. Stephenson riunì un gruppo di appassionati di arti marziali occidentali e storici della scherma per studiare e capire meglio queste forme di combattimento. Alcuni membri del gruppo scrissero dei racconti per mettere su carta le loro esperienze. Gli autori decisero che il progetto non doveva limitarsi alla forma del romanzo tradizionale e pensarono a come raccontare la storia su media diversi, pur mantenendo il livello di qualità a cui avevano abituato i loro lettori.

Da queste riflessioni è nato il Foreworld, una Europa del tredicesimo secolo alla vigilia dell’invasione degli Unni. Il romanzo The Mongoliad è la prima esplorazione di questo mondo.

Lo scopo di Stephenson e Bear è di creare un’ambientazione e una serie di storie aperte e condivise. The Mongoliad viene rilasciato in capitoli settimanali e a ogni capitolo del libro vengono associate discussioni, grafici, film, musiche, approfondimenti e sistemi che permettono ai lettori di interagire con gli autori. Il progetto prevede la possibilità per il pubblico di partecipare alla creazione del mondo e dell’opera, contribuendo con racconti, illustrazioni, fumetti e musica ispirata alla storia del Foreworld, dando suggerimenti e opinioni sul forum e contattando gli autori su Twitter e Facebook. Il racconto di The Mongoliad non si limita quindi alla parola scritta, ma si articola anche in rappresentazioni grafiche, animazioni, filmati, dibattiti.

Oltre alla storia, gli autori mettono a disposizione un wiki editabile da tutti gli utenti registrati per realizzare un’enciclopedia del mondo.

Tutti i contenuti generati dal progetto vengono distribuiti in forma elettronica, pubblicati come ebook per le principali piattaforme, senza DRM (perché gli autori li considerano una sciocchezza, capito editori?).

Il modello economico è quello dell’abbonamento. Ci sono un certo numero di contenuti gratuiti, il wiki è aperto a tutti gli utenti registrati, ma per fruire di tutti contenuti è necessario abbonarsi. Se un lettore deciderà di non rinnovare l’iscrizione, avrà comunque accesso a tutti i contenuti rilasciati fino al momento della scadenza del suo abbonamento. Inoltre, quando sarà terminato The Mongoliad verrà anche venduto come libro stampato.

L’idea di Stephenson, Bear e soci non è nuova. Come precedente di contenuto non narrativo che estende l’ambientazione della storia possiamo pensare alle appendici del Signore degli Anelli. Spin off su vari media, libri di illustrazioni e videogiochi sono ormai la norma per molte opere. Come esempio di opera collaborativa multimediale possiamo citare l’italiano Mahayavan delle Edizioni Scudo. Infine, il primo esempio che mi viene in mente di personaggio e ambientazione messi liberamente a disposizione di altri artisti dall’autore è il Jerry Cornelius creato da Michael Moorcock nel 1968.

La novità sta nel fatto che tutto il contenuto principale e supplementare del libro, viene riunito in un unico sito. Nel fatto che a lanciare e portare avanti l’iniziativa ci sono dei pesi massimi della scrittura. Nel fatto che il modello economico è diverso da quanto visto fino a ora.

E’ una buona idea? Avrà successo? Rappresenta il futuro dell’editoria?

E’ difficile rispondere, visto che il progetto è appena partito.

Sicuramente il successo o l’insuccesso dipenderanno dalla qualità di The Mongoliad e dei romanzi successivi. Al di là del modo in cui è proposta l’idea, alla fine si tratta di un romanzo. Se il romanzo non è valido, i lettori non lo comprano. E viceversa, se il romanzo è buono, i lettori potrebbero accettare anche questa forma di fruizione diversa dal solito, pur di continuare a leggerlo. Per cui, i destini di Mongoliad e della piattaforma con cui viene distribuito il romanzo e creato il mondo del Foreworld sono strettamente incrociati. Quindi sarà difficile scindere meriti (o demeriti) di un elemento dall’altro. Di certo, in questo periodo in cui l’editoria elettronica e i nuovi modi di narrare sembrano essere sulla soglia di una rivoluzione, questo è un progetto da seguire e studiare con attenzione.


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