Libri: ebook vs. carta. Con l’inconsapevole partecipazione di Terry Pratchett

L’elettronica esercita un grande fascino su di me. Per fortuna è un fascino focalizzato: bramo tutto ciò che è elettronico e può rendermi la vita più semplice, comoda, interessante, divertente. Quindi un televisore al plasma (o qualunque sia l’ultima tecnologia disponibile per i televisori perché vengano catalogati “molto fighi”) no, un lettore di ebook sì. Ma tanto sì.

Il passaggio da analogico a digitale di una cosa così importante come i libri non può essere presa alla leggera. Quindi, anche se desidero un lettore da quando il primo Kindle della Amazon ha segnato l’inizio della fase di diffusione degli ebook, non ne ho ancora comprato uno.

Cosa mi ha frenato fino a ora? Il fascino della carta? Il rumore delle pagine? L’odore della colla?

No, se mai dovessi avere uno di questi fetish, penso che userei un bel quaderno, di ottima fattura e con copertina rigida per soddisfarli. No, io i libri li leggo, quindi mi interessano altre cose.

La prima cosa che mi interessa è poterli leggere sempre e quando dico io. Questo non ha a che fare con la maggiore o minore comodità di un ebook reader rispetto a un tascabile, ma con gli standard. Compro un Kindle, compro libri in formato AZW (quello letto dal Kindle), Amazon fallisce, il Kindle muore, io non posso più leggere i miei libri. E’ una questione di obsolescenza digitale molto importante, di cui ho già parlato, che va ben oltre l’importanza dei libri. Mentre un libro – di buona fattura, ben conservato, quindi non un Urania – in teoria potrebbe essere letto tra tremila anni, un documento digitale vuoi per il formato del file, vuoi per il tipo di supporto, potrebbe essere illeggibile tra un anno.

Poi mi interessa la portabilità: se fra un anno compro un nuovo lettore, che utilizza un formato di file differente, devo poter importare tutti i miei libri, senza doverli ricomprare. Uno sbattimento limitato per fare una conversione batch da un formato all’altro è accettabile.

Ultimo, ma non meno importante, leggere su un lettore ebook deve essere comodo quanto, o più, leggere con un libro. Accetto un’esperienza di lettura diversa, non una più scomoda.

Ora, come forse saprete, ho già letto degli ebook usando i lettori software disponibili per il mio telefono, Kindle e Aldiko. L’esperienza è stata positiva, positiva al punto che mi sono divorato tutto, con gusto e grande comodità Temerarire. Ho letto anche Guerreros di William Gibson usando Aldiko. E qui c’è un fatto interessante: ho letto L’Accademia dei Sogni su carta, Guerreros sul lettore del telefono e Zero History su Kindle. Ne parlerò meglio nella recensione della Trilogia Bigend, prossimamente su questi schermi.

Ma aspetta, starete pensando, hai detto Kindle? Sì. L’eccezionale Marco di secondome.com (ma anche di simplicissimus.it) mi ha prestato un paio di lettori di ebook, perché io potessi toccare con mano l’hardware e decidere se la lettura digitale fa per me. Ho deciso che sì, eccome se fa per me. E con il Kindle è stato subito amore (anzi, cliccate qui se me ne volete regalare uno, che Natale si avvicina). Non è questa la sede per spiegare il perché di tanto amore.

E allora ecco cosa penso di ebook ed ebook reader.

Innanzitutto, vorrei che guardaste l’immagine qui accanto, con l’elenco dei vantaggi dei libri elettronici rispetto a quelli di carta e di quelli di carta su quelli elettronici.

L’immagine è bianca.

Lo so.

Perché? Perché che ne so io di cosa è un vantaggio o uno svantaggio per voi? La lettura è un fatto personale, quindi lo sapete solo voi cosa è meglio per voi. Voglio dire, c’è veramente gente che apprezza i libri per quell’odore di carta riciclata (praticamente plastica), colla andata a male, polvere e acaro che assumono dopo che li tenete per sei mesi su uno scaffale (a meno che non siate veramente maniaci della pulizia), c’è gente che non può vivere senza quegli inchiostri instabili dei libri economici, che macchiano le dita, sbavano e dopo tre letture trasformano le pagine in macchie di Rorschach.

Ora, io qui sto facendo del facile umorismo, è vero, ma alla fine, se c’è chi apprezza questo, ha tutti i diritti di dire di no agli ebook. E potremmo anche infilarci nel discorso salviamo la natura. E’ più ecologico un libro o un lettore ebook? Non rispondete, ci sono delle considerazioni economiche molto più complesse di quello che pensate e a me non interessa farle qui.

Qui vi parlo della mia esperienza e delle mie riflessioni. Vi invito a fare le vostre, non dovrebbe essere difficile trovare un amico con un lettore da prestarvi, oppure potreste scoprire che esiste un ebook reader per il vostro telefono. Provate, come ho fatto io.

La mia esperienza con i lettori ebook. Partiamo con il problema tecnico, quello della conservazione e portabilità dei dati, ovvero dei libri. La risposta a questi problemi è un mix di Calibre e backup. Calibre è un software di gestione e conversione di ebook. Immaginate un iTunes per libri digitali in grado di convertire i libri tra i vari formati, soprattutto epub, un formato aperto che può essere usato come base per convertire poi in mobi, AZW o quello che vi serve. Finché ci sarà Calibre o un software come Calibre, non avrò problemi a cambiare lettore. Siccome è frutto di un bisogno diffuso, sono ragionevolmente certo che finché ci saranno gli ebook, ci sarà un software come questo.

Per quanto riguarda il backup, non intendo annoiarvi su come proteggo i miei dati, cercate ”backup” su Lifehacker e troverete mille soluzioni. La short version è che sono abbastanza sicuro che solo un’apocalisse potrebbe farmi perdere i dati, e quindi anche i libri. Quando dico apocalisse, intendo dire qualcosa che farebbe perdere ai libri lo status di priorità. Potreste obbiettare che i libri di carta non richiedono tanta cura. Non è vero, richiedono un altro tipo di cure. E, davvero, leggete l’articolo sul medioevo digitale. E’ importante avere cura dei vostri file.

Per quanto riguarda la comodità d’uso, con il Kindle posso leggere un libro anche in avvitamenti laoocontici, con una mano sola, senza fatica. So che causerò un colpo a molti di voi, ma come usabilità, l’oggetto ebook reader batte l’oggetto libro su quasi tutti i fronti.

E non vi sto a dire la comodità di poter riprendere a leggere nel punto in cui avevo interrotto la lettura, la sincronizzazione dell’avanzamento su tutti i miei dispositivi (Kindle, computer, telefono).

Dove l’ebook reader perde di brutto è nel fatto che scorrere le pagine è più veloce quando sono di carta. Se voglio tornare indietro per rileggere una certa frase o andare avanti per vedere quanto manca alla fine del capitolo, per spegnere la luce e dormire, la carta è più veloce. E’ vero che gli ebook hanno i segnalibri, ma non sempre mi viene in mente di usarli, specialmente se scopro di voler rileggere un passaggio alla luce di qualcosa che ho letto 200 pagine dopo.

La carta dà, ovviamente, la dimensione di ciò che si sta leggendo. I lettori di ebook indicano la posizione come percentuale di avanzamento e numero di “parti” di libro lette, ma avere un’idea di dove ci si trovi valutando il numero di pagine è più semplice. E poi, sapere di essere al 2% di un libro di 200 pagine è diverso dal 2% di un libro di 2000. E per ritrovare punti o passaggi è più facile ricordarsi che erano a circa “tante pagine così” dall’inizio del libro che a una certa percentuale di avanzamento. La fisicità del libro di carta è ancora imbattibile da questo punto di vista. Anche se non dobbiamo dimenticare che gli ebook hanno la funzione di ricerca del testo.

Ora, tutto quello che ho scritto finora è abbastanza generico. Penso che possiate trovare più o meno le stesse considerazioni in ogni articolo sugli ebook. La domanda allora è tu, nel senso di io che sto scrivendo, digitalizzeresti tutta la tua libreria? Compreresti da oggi in poi solo libri in edizione digitale?

Per rispondere a questa domanda mi farò aiutare nientepopodimeno che da Sir Terry Pratchett.

Quella che vedete qui a fianco è la mia collezione di libri di Pratchett. Sono un bel po’. In effetti, lì c’è quasi tutto quello che ha scritto. Sono tanti, sono impolverati e la maggior parte di loro me la sono portata dietro per due traslochi. Alcuni di loro li ho portati in spalla da Londra a qui attraverso mezza Europa durante un intenso interrail. Occupano spazio e sono pesanti. Ma mi piace averli.

Sto attraversando un percorso personale che mi sta portando verso posizioni neominimaliste. Voglio possedere meno oggetti possibile per una serie di motivi. Uno dei quali è che voglio essere definito per ciò che sono, non per l’immagine che gli oggetti che ho attorno danno di me. Ma mi piace che quegli scaffali di libreria urlino “fan di Terry Pratchett.” Mi piace che qualcuno mi domandi “Ma questi libri tutti uguali,” perché si vede che sono parte della stessa collana, “cosa sono?” Perché mi piace parlare di Pratchett e invitare chiunque non lo conosca a leggerlo. Mi piace sapere e far sapere che apprezzo Pratchett al punto che non solo gli ho dati i miei soldi, ma anche spazio nella mia casa e nella mia vita. Qui potremmo infilarci pure un interessante discorso di marketing, lungo forse più di quanto sta venendo lungo questo articolo, ma soprassediamo.

Ora guardate questi due libri. Reaper Man e Hogfather. Stessa edizione, paperback Corgi. Entrambi i libri sono ancora disponibili, se cliccate i titoli andrete alla pagina di Amazon UK su cui è possibile comprarli con un click. Per me Reaper Man è molto più bello di Hogfather, da ogni punto di vista. La storia, lo stile, il ritmo, non c’è paragone.

Se dovessi perdere Reaper Man non farei una piega, cliccherei il link lì sopra e me lo ricomprerei, senza drammi.

Se dovessi perdere Hogfather, allora sì, sarebbe un dramma e ricomprarlo non sarebbe sufficiente a lenire il dolore della perdita.

Perché?

La risposta è in questa seconda foto. Il libro di Hogfather è autografato da Pratchett.

Per questo il libro Reaper Man, inteso come storia più il contenitore della storia stessa, ovvero l’oggetto libro formato da pagine e copertina e parole stampate, è sostituibile. Il libro, inteso come oggetto libro, Hogfather non lo è.

Infine c’è I Shall Wear Midnight, l’ultimo della serie young adult del Mondo Disco con Tiffany Archer come protagonista. Qualche settimana fa la casa editrice ha lanciato un’iniziativa su Facebook che ha permesso a un certo numero di fan di inserire la loro foto sulla copertina di un’edizione speciale. Ci sarà anche la mia e ho già ordinato il libro.

Per questi e altri motivi, non sostituirò i miei libri di Pratchett con versioni ebook e continuerò a comprare le edizioni cartacee. Probabilmente, un po’ per volta, comprerò anche gli ebook, per affiancare, non per sostituire i suoi libri.

Ma come vedete, le mie motivazioni non hanno niente a che fare con la lettura e hanno molto a che fare con i fetish degli sniffatori di libri.

Sono considerazioni che non si applicano al libro in quanto storia, ma al libro in quanto oggetto, indipendentemente dalla storia che c’è scritta dentro.

Sono considerazioni che potrebbero essere riproposte pari pari per i modellini di Gundam o i gadget di Guerre Stellari. Non hanno niente a che fare con l’amore per la lettura, hanno tutto a che fare con il mio rapporto con gli oggetti.

Non ho lo stesso rapporto con altri libri-oggetto e non avrò nessun problema a regalarli e sostituirli con ebook, perché di quelli mi interessa il libro-storia. Anzi, non vedo l’ora di farlo.

Formalmente diversi, sostanzialmente identici: oggetti, ricordi.

E allora, secondo me, ogni posizione assoluta è sbagliata. Va fatta una valutazione caso per caso e va fatta con lucidità: siamo contro gli ebook per qualcosa che ha a che fare con le storie e il modo in cui vengono trasmesse e fruite? O per il nostro rapporto con un oggetto familiare a cui siamo affezionati? Stiamo difendendo i ricordi e le emozioni incarnate in alcuni dei nostri libri-oggetto? Stiamo cedendo a quel lato della natura umana che è diffidente rispetto all’innovazione e al cambiamento?

E d’altra parte, prima di accettare l’ebook così com’è, perché non si tratta altro delle stesse storie trasmesse con un mezzo diverso, non dovremmo chiederci che senso ha accettare che ci vengano proposti file con le stesse limitazioni di un oggetto fisico e quasi nessuno dei vantaggi di un prodotto digitale?

Personalmente penso che l’ebook sia l’inevitabile futuro dell’editoria. Ed è un futuro che accetto volentieri. Ma non è un futuro che inizierà domani ed è un bene, perché ci dà il tempo di riflettere sulla situazione.
Charlie Stross ha scritto che al momento le persone che sviluppano soluzioni per l’editoria elettronica non hanno alcuna esperienza di editoria tradizionale.

Quindi, questo è il momento per dire, come lettori, “noi vogliamo questo”.

Per evitare, editori e lettori, gli stessi errori e gli stessi problemi in cui è caduta – e che ha causato – l’industria della musica.

Per evitare di chiuderci a riccio su una posizione di accettazione supina o rifiuto assoluto, senza aver ben presente di che si parla.

Però bisogna sapere di che si sta parlando. Per cui fatevi un favore e provate un lettore ebook.

E siccome per leggere serve qualcosa da leggere e io sono buono, ecco da dove scaricare ebook gratis.

5 risposte a “Libri: ebook vs. carta. Con l’inconsapevole partecipazione di Terry Pratchett”

  1. Compro libri tradizionali e leggo ebook. L’ebook è più pratico quando sono in giro. Il libro è più caldo quando sono sulla mia poltrona. Sono affezionato sia ai miei libri, sia al mio Kindle. E ogni tanto leggo pure sullo smartphone con Alkido, perché Kindle in certe occasioni è comunque difficile da portare dietro.

    Poi… ultimamente ho cominciato a usare Kindle anche per correggere i miei manoscritti. Meno pagine stampate. E tutte le correzioni scritte su un file… senza però dover leggere i miei manoscritti davanti al monitor del mio Mac. Mica male! 😀

  2. Glutchov, grazie per il commento.
    Il tuo è il caso perfetto. Non ci sono ragioni assolute pro o contro. Ci sono i casi in cui noi, nella nostra esperienza troviamo uno strumento più utile e altri in cui è più utile un altro.

    Poi è interessante il fatto che usi il Kindle per correggere i manoscritti. Un tipo di utilizzo che va oltre le intenzioni dei progettisti.

  3. bellissimo articolo, mi ritrovo perfettamente in quello che hai detto. Anch’io ho dei libri-oggetto a cui sono affezionata… e a cui ancora mi affezionerò in futuro. Ma non sono quella marea di paperback che perdono pagine e che magari non ho neanche finito di leggere che affollano la mia libreria… vorrei meno libri-oggetti, ma che siano significativi. E per il libro-trama, l’ebook reader è molto ma molto più comodo del cartaceo!

    1. Ciao.

      Sono contento che ti ritrovi nella mia esperienza.
      Parlando con degli amici dopo aver scritto l’articolo mi sono reso conto che la maggior parte delle difficoltà che loro trovano nel passaggio da carta a ebook è una questione di abitudine.
      L’abitudine a non distinguere tra libro-oggetto e libro-trama, per esempio.
      E poi l’abitudine a usare l’oggetto in una certa maniera. Mi facevano l’esempio del sottolineare i libri quando si studia. Ma studiare su un libro di carta e sottolineare i passaggi importanti è quello che è sempre stato fatto semplicemente perché finora non c’era alternativa.
      Ora non è più l’unico sistema e non è detto che sia il migliore.
      Di sicuro, per me, leggere e studiare su carta è meglio che sul monitor del computer. Ma l’ebook è più comodo ancora.

      E poi, altra riflessione importante, non è vero che si è *sempre* fatto così. Si legge e si studia nel modo a cui siamo stati abituati fino a ora solo da quando esistono i libri – e per la precisione da quando ne è iniziata la diffusione di massa a costi contenuti, cosa che, storicamente, è successa poche centinaia di anni fa. Nei millenni precedenti c’erano altri sistemi ancora. Negli anni futuri ne verranno fuori altri.

      La storia della lettura non è finita, ma è in divenire, come tutte le storie.

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