EVE: The Empyrean Age

Da tempo incalcolabile l’Umanità si è estesa verso le stelle e da migliaia di anni, in seguito al collasso del gate spaziale dell’EVE, le colonie della galassia di New Eden sono rimaste isolate dalla perduta e quasi mitica Terra. Precipitate nella barbarie e separate l’un l’altra dalle distanze cosmiche le colonie hanno lentamente ricominciato la loro scalata tecnologica sino ad un nuovo, traumatico reincontro tra le stelle. Dopo un periodo di guerre civili, conflitti spaziali, assimilazioni violente e separazioni cruente New Eden ha visto la formazione di cinque grandi alleanze: il teocratico Impero di Amarr, che trova parte del suo potere in una moltitudine di schiavi Minmatar drogati; il corporativo Stato Caldari, che fa del protezionismo commerciale lo scudo contro l’influenza esterna; la liberale Federazione Gallente, secessionista dallo Stato Caldari; la Repubblica di Minmatar ancora etnicamente divisa; i tecnologici Joviani, modificati geneticamente per sopravvivere nello spazio profondo.

A mantenere una pace forzata tra le fazioni vi è unicamente un fragile buonsenso e il potere militare del CONCORD, commistione di pubblica sicurezza e forze armate interplanetarie.

Dopo un periodo di relativo seppur forzato equilibrio un clone senza memoria, l’eterogeneo equipaggio di una nave di recupero, una aspirante imperatrice schizofrenica dotata di poteri apparentemente divini, un pilota di caccia capsulato, due importanti corporativi filantropi, un capo ribelle desideroso di sangue, ed un misterioso e spietato individuo in possesso di innumerevoli corpi replicati diverranno i pezzi di una scacchiera galattica che porteranno cambiamenti epocali nel New Eden nell’arco di brevissimo tempo.

Sorprendentemente EVE: The Empyrean Age, è una lettura piacevole, persino appassionante a tratti. Il libro è ambientato nell’universo del popolare MMORPG Eve Online. Sebbene vi sia poco o nulla di originale (il misticismo fanatico di Amarr è quasi “alla Frank Herbert”, l’equipaggio della Retford ricorda quello della Serenity, l’incapsulamento è figlio del primo cyberpunk di Gibson, gli inseguimenti tra astronavi ed i combattimenti da bar fanno molto Star Wars e così via) la struttura a mosaico degli eventi spinge il lettore a voler sapere cosa accadrà nella pagina successiva e come si muoveranno i personaggi mentre la complessa situazione economica, politica e militare va a mutare traumaticamente coinvolgendo tutti partecipanti in un modo o nell’altro, come testimoni o come motori.

Di certo vi sono dei passi falsi nella narrazione, come la fortuita scoperta di una etnia minmatar creduta sterminata da secoli che da il via al conflitto o il vaccino della droga amarriana che funge bizzaramente e senza spiegazione anche da cura per una degenerazione cellulare di uno dei protagonisti. Inoltre l’archetipica crudeltà e avidità di alcuni personaggi nati per farsi odiare è disarmante (il sadico e pedofilo Ciambellano Karsoth è un perfetto esempio di malvagità involontariamete caricaturale) o l’improbabilissima ingenuità politica dell’ambasciatore Keitan Yun e la sua scelta da parte degli Anziani non sono all’altezza della storia ma globalmente parlando i personaggi sono abbastanza sfaccettati da risultare credibili e l’autore riesce nel frattempo a unificare le diverse trame che apparivano slegate nell’ambientazione di EVE online. Il dubbio rimane sulla figura del Broker, troppo improvvisa nello svanire dalla storia dopo essere sorta a deus ex machina della stessa, che necessita di un ulteriore approfondimento sulle sue motivazioni e origini. Gonzales, qui alla sua prima opera dopo due racconti online, è particolarmente abile nel pennellare in dettaglio i dinamici scontri urbani e le invasioni planetarie ma purtroppo lascia i lettori freddi innanzi all’astronomico numero di vittime del conflitto.

Il finale, pur ponendosi a conclusione del periodo di transizione e a inizio del gioco, viene lasciato volutamente aperto per alcuni personaggi e di certo per tutto il New Eden .

Come risultato finale la prima opera del signor Tony Gonzales è apprezzabilissima e, sebbene non innovativa per il genere, merita di certo qualche sorta di continuazione.

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