Star Wars: Il Potere della Forza

22 novembre 2010

Star Wars Il Potere della ForzaLa Guerra dei Cloni è conclusa da anni, la Repubblica non è più. L’Impero domina i pianeti con pugno di ferro, attraverso la paura ed il feroce esempio. I suoi pochi oppositori sono divisi. Palpatine regna incontrastato.

Ma il suo adepto Darth Vader sembra avere altri piani: in segreto il Signore dei Sith ha addestrato un apprendista forte nelle vie del Lato Oscuro, un individuo senza passato denominato Starkiller. Dopo aver eliminato imperiali traditori e fastidiosi criminali Starkiller riceve da Vader la sua ultima prova: eliminare tre Jedi sopravvissuti alla Purga prima di dedicarsi all’abbattimento di Palpatine e alla conquista del trono.

Tradito dal suo maestro, ingannato, considerato morto dall’Imperatore, Starkiller assieme al suo letale droide da addestramento PROXY e all’ex pilota imperiale Juno Eclipse si muove attraverso la galassia nascondendo la sua identità alla ricerca di alleati con i quali poter abbattere finalmente l’Imperatore. Ma il suo scopo è realmente la vendetta o qualcosa di più sinistro?

Come Shadows of the Empire nel 1996 Star Wars: Il Potere della Forza (titolo originale: Force Unleashed) è un evento multimediale che partendo dal videogioco omonimo si ramifica in fumetti, audiobooks e giocattoli: la novelizzazione è ad opera dell’australiano Sean Williams, che ha al suo attivo settanta racconti e ventisette romanzi tra i quali Force Unleashed II e Old Repubblic – Fatal Alliance, prossimamente proposti in Italia dalla Multiplayer.com. Force Unleashed è risultato il primo libro in classifica tratto da un videogioco nella lista dei bestseller del New York Times.

Sebbene l’energia cinetica della storia sia innegabile la trama del libro è semplice e lineare, senza effettivi sviluppi trasversali o paralleli degli eventi dal videogioco. Sono assenti approfondimenti delle scene con eventuali dialoghi addizionali di qualche rilevanza. Globalmente parlando la trasposizione, a parte alcuni momenti come il combattimento tra Starkiller e PROXY su Raxus Prime, è di certo fedele al videogioco e le varie conclusioni dello stesso vengono mostrate come visioni dei possibili futuri che Starkiller sperimenta.

Come spesso accade le ingenuità del videogame, necessarie per permettere agli sviluppatori l’uso di certi personaggi e location, risultano palesi nella versione cartacea in quanto il lettore non è assorbito in prima persona dall’azione: ad esempio la necessità di Starkiller di un pilota spaziale, l’esistenza di una replica del tempio Jedi su un pianeta discarica abitato da criminali e peggio ancora Bail Organa noto come ribelle prima di Episodio IV.

Come ogni spin off di Star Wars ci ritroviamo a ripercorrere luoghi già visti, ad incontrare alieni già noti: da Kashyyyk occupata all’interno dell’Executor in costruzione. Ma era realmente necessario il salto sulla Città delle Nuvole di Bespin laddove il setting ci permetterebbe centinaia, migliaia di luoghi altrettanti fantastici e di certo più originali? E’ vitale affrontare i sempre presenti rancor ed un sarlacc fuori misura su un pianeta inquinato dal Lato Oscuro?

Nonostante lo studio del canon da parte degli autori, la location del finale, la prima Death Star in costruzione, sebbene spettacolare, è una forzatura dal punto di vista logico e cronologico così come lo è la presenza dell’Imperatore, dei capi della futura Alleanza Ribelle catturati e la sonora sconfitta di Vader ad opera di Starkiller.

E forse questo è il problema principale del romanzo.

Si rivela immediatamente palese è che Starkiller, da avatar dei giocatori, è potente, tanto potente da essere completamente fuori dalla scala dei personaggi ai quali siamo abituati
: giusto per rimarcare il punto di quanto Starkiller sia possente nelle Vie della Forza l’autore lo costringe ad affrontare e vincere con relativa facilità diverse incarnazioni degli Jedi che non potrebbe conoscere, da repliche droidi del Consiglio alle olografie di PROXY che includono Anakin Skywalker, Obi-Wan Kenobi, Qui-Gonn Jin e Darth Maul. Momenti esaltanti per i videogiocatori, meno per i lettori più esigenti. Le sue capacità sono anni luce avanti rispetto a qualunque Jedi o Sith della trilogia classica, al Luke di Dark Empire, e persino oltre gli atletici, superumani Jedi di Clone Wars. La scena della deviazione dello Star Destroyer che precipita è emblematica. Starkiller in effetti non è un Sith od uno Jedi: é semplicemente un supereroe.

Le sequenze di azione sono, ovviamente, il punto focale del libro con continui scontri all’arma bianca contro Jedi fuggiaschi che cadono sotto i colpi di Starkiller con inquietante facilità, cosa perdonabile con gli Jedi creati ad hoc per il gioco ma fine ingloriosa per Shaak Ti, una delle Jedi più astute ed abili con la lightsaber delle Guerre dei Cloni.

Putroppo anche i questi scontri, nonostante le citazioni degli stili di combattimenti Jedi, sono poco dettagliati ed in alcuni casi troppo brevi. Ai combattimenti di massa viene dato persino meno spazio ed allo sterminio di intere squadre nemiche viene dedicata una mezza frase mentre Starkiller annoiato le elimina con i fulmini di Lato Oscuro.

I personaggi del romanzo che non scompaiono dopo poche pagine risultano bidimensionali, ma non fastidiosamente artificiali: Juno Eclipse (nome previsto per il personaggio della Ventress di Clone Wars), il cui ruolo doveva essere originariamente preso da una giovane Leia, riceve l’arduo compito di offrire la necessaria sottotrama romantica che esplode tardivamente e senza anticipi solo nel finale. Più interessante è il droide PROXY, robotico Cato Fong, programmato per uccidere Starkiller se questi non si dimostra sempre pronto e contemporaneamente figura paterna e momento comico. Lo Jedi ribelle Rahm Kota, prima avversario e poi mentore di Starkiller (ruolo inizialmente pensato per il fantasma di Qui-Gon Jinn), è la trasposizione quasi perfetta dell’archetipo dello Jedi Fallito nel gioco di ruolo della West End Games: purtroppo, probabilmente per giustificare le ultime parole di Yoda morente, l’autore decide che con la cecità causata da Starkiller il legame di Kota con la Forza viene reciso, andando contro gli insegnamenti fondamentali di Kenobi sui limiti della vista.

Il dubbio rimane sulla figura di Starkiller: nonostante la sua crescita distorta sotto il Signore dei Sith non si percepisce nei suoi pensieri il cieco egoismo di un Imperatore o di un Darth Vader, o la cieca ferocia di un Darth Maul. L’ambizione di Starkiller è solo un riflesso infantile del suo bisogno di essere apprezzato e lodato ed anche negli assassini che opera non vi è reale crudeltà od odio, solo un militaresco senso di obbedienza. Starkiller infine si redime, ma senza che aver abbracciato pienamentente il Lato Oscuro.

Potenzialmente Force Unleashed aveva infiniti sviluppi, sociali, politici e persino economici, per gestire la nascita dell’Alleanza Ribelle come già accennato nella Trilogia di Han Solo. Purtroppo la narrazione stessa del racconto è limitata ad un quasi continuo massacro e non potrebbe essere diversamente: un compito svolto da Williams in modo sufficiente e, dato il target di lettori, persino adeguato.

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