Skyline

7 gennaio 2011

Jarrod, esperto di effetti speciali, viene invitato con la sua ragazza, che lui non sa essere incinta, nell’appartamento extralusso (la vera casa di uno dei registi) del suo amico graffittaro Terry per la festa di compleanno di quest’ultimo. Terry approfitta dell’occasione per offrire a Jarrod un lavoro redittizio a Los Angeles ma prima che la decisione possa essere presa la città viene toccata nel cuore della notte da misteriose luci bluastre che possiedono la mente di chi le guarda: è l’inizio della fine.

Prendete la struttura dell’invasione di Indipendence Day, il mistero delle origini mostro di Cloverfield e l’isolamento dei protagonisti di un qualunque film di zombi/mutanti/zombi mutanti degli ultimi dieci anni e mescolate: che vi piaccia o meno questo è Skyline, un retroclone fuori tempo massimo dei film di Emmerich da parte di Colin e Greg Strause, responsabili di effetti speciali di diversi film con aspirazioni provatamente indebite alla regia. I due registi avevano fatto ben sperare con la realizzazione di un film di fantascienza a basso budget e fuori dai circuiti delle grandi case di produzione. Ma anziché un nuovo District 9, nelle sale è arrivato un clone senza senso di film che di senso ne avevano già poco da parte loro.

Dal punto di vista estetico il film è spesso spettacolare, persino piacevole e la scelta di posizionare i protagonisti su di un grattacielo ci offre una panoramica perfetta, forse troppo pulita, per l’azione che tocca i cieli in un epico scontro tra polipi volanti biomeccanici e droni bombardieri dell’USAF. Gli effetti speciali sono ovviamente chiassosi, in particolar modo le esplosioni sono dettagliate come è prevedibile, ma si nota come queste non abbiano effetti realistici sul circondario (non ultima lo scoppio di una testata nucleare tattica che dovrebbe rendere i protagonisti graziosamente luminescenti e morti a metà film). Altro problema è l’assoluto deserto di Los Angeles poco dopo l’invasione che rende improbabilmente i protagonisti gli unici scampati al rapimento collettivo degli alieni.

Due sono le noti sin troppo dolenti: l’esile trama e la mancanza di empatia che generano i personaggi.

Di certo in un blockbuster parente stretto di 2012 non ci si aspettano dialoghi degni di Guerra e Pace ma un minimo di sforzo per offrire discorsi non da film da tv via cavo e per delineare meglio le personalità poteva e doveva essere auspicabile: i protagonisti, bloccati nel grattacielo, si limitano ad osservare inebetiti il misterioso orrore che si apre innanzi a loro, le azioni incomprensibili (e che rimangono in parte tale, sino alla fine e pronte per essere rivelate in Skyline 2) degli alieni, la vaga e infine vana speranza dell’aiuto proveniente dal coraggioso ma alla fine inefficace esercito americano. In un paio di occasioni Eric Balfour ci fa sperare in un riscatto del suo comatoso Jarrod prima di spegnersi nuovamente, avvolto dal dinamismo delle scene d’azione che la fanno da padrone incontrastate. Si arriva alla fine ed il fato crudele dei personaggi non coinvolge minimamente lo spettatore.

E lo sviluppo degli eventi è, ponendola eufemisticamente, lineare. I personaggi attendono o provano inutilmente a fuggire dal palazzo sino a che non vengono uccisi o catturati dagli alieni che ne usano orribilmente i cervelli ancora vivi e pulsanti come CPU per le loro enormi e ripugnanti macchine da guerra biologiche.

Ringraziando (letteralmente) il cielo i fratelli Strause riescono ad evitare l’abominevole inutilità di un secondo Aliens vs Predator: Requiem ma il film avrebbe potuto guadagnare molto di più (al contrario, diciamo, di L’Horde) anche solo accennando ciò che accade nel mondo esterno durante il violento primo contatto prima del rapido finale.

E’ un vero peccato che qualche aiuto regista non sia stato in grado di avere mano più ferma nel condurre gli Strause oltre il loro ruolo di “effettisti speciali”, poiché le basi per una storia interessante, se non innovativa, ve ne erano in abbondanza: il tradimento ultimo delle aspettative purtroppo aumenta il livello di fallimento globale del film.

Un commento

  • alessandro 18 gennaio 2011a22:26

    una vera delusione. un incrocio tra la guerra dei mondi e indipendence day.effetti speciali discreti

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