Yattaman – Il Film. Recensione della versione italiana

26 gennaio 2011
Yattaman - Il Film

Locandina di Yattaman - Il Film

«Finché esisterà il male andrò ai confini estremi della Terra!»

Grazie a Officine Ubu lo staff di Magrathea ha potuto vedere in anteprima Yattaman – Il Film, la versione italiana del film di Takashi Miike ispirato alla storica serie animata della Tatsunoko, recensito da Andrea al tempo della sua uscita in lingua originale. Ecco la mia opinione su questa versione per il mercato italiano.

Nel lungo scontro tra gli Yattaman ed il trio Drombo un nuovo fattore entra in campo: la graziosa e timida Shoko Kaieda (Anri Okamoto) chiede ai nostri eroi Janet e Gan-chan aiuto per ritrovare suo padre, il dottor Kaieda (Sadao Abe) scomparso misteriosamente durante le ricerche della pietra Dokrostone. Naturalmente Miss Dronio e loschi compagni approfittano dell’occasione per cercare di impadronirsi del frammento in possesso della ragazza.

Inprevedibilmente, a un anno di distanza dalla sua uscita in Giappone, approda anche in Italia l’ultima opera di Takeshi Miike, che ci porta a ben sperare per l’apertura del mercato cinematografico nostrano anche per opere come Uchuu Senkan Yamato.

Gli Yattaman e Yattacan

Il ragazzo terribile Takeshi Miike (The Audition, The Great Yokai War) è per molti un genio perverso. Più semplicemente la visione spesso estrema del “Tarantino d’Oriente” (un soprannome in qualche modo limitante) viene materializzata da un indubbio estro che non può meritare altro che plauso da qualunque pubblico, occidentale o orientale che sia. Si rimane stupiti nel sapere che l’autore del sanguinario e folle Ichi The Killer possiede una tale ecletticità da gestire un simile remake senza sbavature, con precisione e si, anche amore come dimostrano il combattimento iniziale ed il balletto del trio Drombo da manuale.

Yattaman é un prodotto di semplice intrattenimento senza doppi fini, senza profondi messaggi malesposti (secondo e terzo Matrix docet), senza eroi oscuri e tetre controparti (à la Batman Begins): puro divertissement d’autore senza pretenziosità e quasi senza passi falsi. Una rarità di questi tempi.

Il trio Drombo

Stavolta Miike decide, giustificatamente, di non colpire gli spettatori con le sue scene ironicamente e ferocemente splatter (naturalmente i personaggi subiscono terribili impatti, esplosioni, fratture dolorosissime ed elettroshock ma il risultato finale é genuinamente cartoonesco e direttamente ripreso dall’anime originale), preferendo dimostrare il suo estro in una fotografia bizzarra tanto da risultare onirica. Gli effetti speciali e gli scenari si integrano all’atmosfera giocosa e la supportano piuttosto che sostituirsi ad essa: dal semplice sorriso scintillante di Yatta 1 ai movimenti di Yattaking immerso in una rivisitazione dell’OST originale sino agli interni caotici delle macchine del trio Drombo e all’esplosione a forma di fungo-teschio. Abbondano anche le citazioni di altri anime d’annata, dall’Apé Magà all’Uomo Tigre che permettono di apprezzare ulteriormente la passione di Miike per il periodo.

Se effetti speciali sono studiati per essere “realisticamente cartooneschi” il “miikeismo” non può non far capolino in quello che altrimenti potrebbe essere un perfetto film per famiglie nel delirante “scontro sessuale” tra Yattacan e la robotica Virgin Road. Un piccolo eccesso che decidiamo di accettare con buonumore.

Kyoko Fukada nelle ristrette vesti (una rimarchevole tuta in pelle che rivede quella classica in stile burtoniano) di Miss Dronio é semplicemente magnifica, sia come recitazione, che riprende fedelmente in movimenti ed espressioni facciali della Dronio animata, che nello scolpito aspetto fisico. Sho Sakurai (Yatta 1) e Saki Fukuda (Yatta 2) fanno il loro mestiere più che dignitosamente, considerando la difficoltà nel gestire i loro personaggi «perfettini» e puliti ma Kendo Kobayashi nel ruolo di Tonzula é spassoso e Katsuhisa Namase, pura incarnazione del personaggio di Boyakky, brilla di luce propria ed è il cuore del film.

Il paragone con l’altro eroe Tatsunoko che si é fatto letteralmente carne e metallo, Casshern/Kyashan, si dimostra quasi inevitabile: laddove la struttura ed in qualche modo il senso di fondo del vecchio Casshern vengono alterati e nuovi concetti e messaggi vengono innestati, non sempre con risultati positivi (in effetti la critica maggiore del film é la sua ermeticità non sempre necessaria) comunque Yattaman resta fondamentalmente inadulterato nel passaggio sul grande schermo rimanendo leggero, brioso e frizzante.

Le differenze tra serie e film sono in effetti minime: il film potrebbe essere collocato cronologicamente una puntata prima della distruzione di Yattacan e sostituire i successivi episodi sino al finale senza colpo ferire. Lo spirito della serie é mantenuto fedelmente e il design dei costumi viene aggiornato senza essere sconvolto: in effetti l’unica sterzata originale del film é il rapporto sentimentale tra Yatta 1 e Miss Dronio, elemento percepito ma mai pienamente espresso nella serie.

Il doppiaggio è sorprendentemente curato, in stile con quello italiano della serie. E sebbene le voci dell’anime saranno sempre nei cuori dei suoi cultori, i doppiatori moderni possono essere soddisfatti della propria performance. Confesso che ci eravamo scambiati un po’ di messaggi preoccupati: sappiamo bene che il doppiaggio e l’adattamento sono spesso il punto debole di film e serie tv di genere. Ultimamente sembra essere sparita la cura e l’attenzione per cui lascuola di doppiatori italiani era famosa. Ma Yattaman – Il Film ha fugato le nostre paure sin dalle prime sequenze.

Chi non ha mai seguito Yattaman o non ama l’animazione giapponese degli anni ’70-’80 avrà difficoltà ad apprezzare questo film oltre il suo umorismo che si finge bambinesco, ma per tutti coloro che sono cresciuti negli anni ’80 a Nutella e Junior TV una vampata di nostalgia sarà assicurata.

Ecco il trailer italiano di Yattaman – Il Film.


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