Ultramarines: The Movie

Nel Quarantunesimo Millenio non c’é pace o speranza, solo i fuochi della guerra. Bestie aliene, eretici e demoni del Caos minano la sopravvivenza dell’Imperium dell’Uomo: unica difesa contro i nemici più letali sono gli Space Marine, monaci combattenti modificati geneticamente, votati allo sradicamento violento di ogni minaccia.

Ultimato il loro lungo apprendistato, un gruppo di neofiti Space Marines appartenenti al Capitolo degli Ultramarines riceve l’incarico di investigare sugli impulsi di un faro a ripetizione automatica provenienti da una cappella su un mondo desolato, sorvegliata dai loro confratelli del Capitolo dei Magli Imperiali.

Giunti sul luogo i guerrieri di Ultramar scoprono che la guarnigione imperiale è stata ferocemente massacrata dai Marines corrotti dal Caos appartenenti alla terribile Legione Nera: nel monastero sconsacrato i membri della squadra vengono informati dai due Magli Imperiali sopravvissuti miracolosamente che la Legione Nera intende appropriarsi del Liber Mithrus, una reliquia donata dallo stesso Imperatore al Primarca Rogal Dorn millenni prima. La manciata di coraggiosi riesce a farsi strada sino a raggiungere vascello capitolare, portando inconsapevolmente con se il marchio del Caos.

Ultramarines: The Movie è piatto, terribilmente lento, nonché, ovviamente, prevedibilissimo quasi sino alla fine. Il film in animazione CG ispirato al mondo del gioco di miniature Warhammer 40.000 era atteso con ansia dagli appassionati di giochi targati Games Workshop e con curiosità da parte del pubblico di film di , ma, nonostante elementi di prestigio come Terence Stamp che dà la voce al personaggio di Severus, il film delude su tutti i fronti.

Forse non ci si poteva aspettare diversamente dal primo tentativo in tal senso di un tanto poderoso franchise. I personaggi sono abbozzati e sterotipati: il vecchio Apotecario (medico) che cerca di essere la voce della ragione ma che viene scambiato per un codardo, il Capitano mosso dal ferreo dovere che conosce i suoi uomini più di quanto loro si conoscano, il giovane Marine inesperto che vuole guadagnare la gloria rapidamente e che va a maturare lungo la missione. Ma nessuno di loro risulta realmente interessante o ci offre un momento di empatia. Non stiamo parlando di Apocalypse Now o Hamburger Hill ma di certo uno sceneggiatore capace poteva fare molto di più che novellizzare una serie di scontri oltretutto limitati nel numero di truppe coinvolte riempiendo i vuoti solo con i pur sempre apprezzabili motti e preghiere dei Marines.

La trama del film non regge il paragone coi vari romanzi di Warhammer 40.000, alcuni
disponibili anche in italiano, libri onesti che, a confronto, sembrano capolavori della narrativa di fantascienza militare.

E’ pacifico che in realtà tutti i 76 minuti della CG, limitata nel budget come è palese, sono dedicati a soddisfare il voyerismo sanguinario dei giocatori che desiderano la visione di Bolter che fanno piovere fuoco sui nemici dell’Imperium e di tactical armor deliziosamente personalizzate che si frantumano sotto i colpi: in questo il film è onesto e non promette nulla che non può mantenere.

La linearità della trama permette allo spettatore ancora non assopito di gustare le peculiarità dell’ambientazione accennate, dalle scritte sui bossoli (un gustoso «Uccidi l’Eretico») alle litanie per l’Imperatore che in alcuni casi, per ragioni di narrazione e tempo, non vengono spiegate (ad esempio il recupero dei geneseed dai corpi dei Marines caduti, necessari per creare nuovi Marines). Ma anche per l’appassionato puntiglioso vi sono degli spigoli che potevano essere limati: la morte di cento Magli Imperiali è un evento rilevante per tutta l’ambientazione e paragonabile alle perdite di una campagna maggiore e qui assolutamente sottotono per come viene affrontata, il Crozius Arcanum funziona in modo diverso da come viene rappresentato, i Marines della Legione Nera cadono come fili d’erba laddove dovrebbero essere dei macellai instancabili, la gigantesca nave capitolare che dovrebbe avere un minimo di equipaggio è vuota come una tomba.

Altro punto dolente è la qualità bassa della CG che in alcuni punti tocca quasi il livello di quello che poteva offrire la PS1 o al massimo la PS2: in alcuni momenti i poderosi Marines arrancano sotto il peso delle loro corazze integrali e pochi istanti dopo compiono salti superumani. Anche le proporzioni dei Marines, che fanno riferimento alle miniature in scala standard piuttosto che a quelle assai più adatte di Inquisitor, potevano essere studiate meglio.

Come risultato finale abbiamo un film in CG dimenticabile ma non necessariamente brutto: gli appassionati del 40K potranno gustarne i dettagli di ambientazione ma di certo le loro ragazze ed i loro amici non saranno così entusiasti.