Gears of Wars – Anvil Gate

4 febbraio 2011

Dopo anni di guerra le Locuste appaiono infine sconfitte ma per i duri Gears Fenix e Baird il meritato riposo del guerriero non può ancora giungere: mentre il presidente Prescott e il colonnello Hoffman lavorano per radunare sotto la bandiera del COG i superstiti di Jacinto e a ricostruire una parvenza di civiltà su Sera, una nuova minaccia appare dal mare: la misteriosa distruzione di alcuni pescherecci porta il marchio della presenza dei mostruosi Lambent, creature in guerra da tempo con le stesse Locuste. Costretti a venire a non facili patti con gli spietati capi tribali da poco alleati i membri della dirigenza del COG ed i Gears si preparano ad una lotta feroce sia all’interno della fragile coalizione umana quanto contro i letali nuovi venuti.

Tratto dalla serie Gears of War, franchise di notevole successo per l’Xbox che spazia da una serie a fumetti in corso ad un film in produzione, Gears of War: Anvil Gate è il seguito di Gears of War – La Battaglia di Aspho Fields e si colloca cronologicamente a cavallo tra GoW 2 e GoW 3 in uscita per l’Aprile del 2011.

Karen Traviss è l’autrice di cinque romanzi della serie Star Wars: Repubblic Commando (Hard Contact, Triple Zero, True Colors, Order 66, e Imperial Commando: 501st), tre della serie Star Wars: Legacy of the Force ( Bloodlines, Revelation, e Sacrifice) e due romanzi della Clone Wars animata (la trasposizione cartacea del film e No Prisoners) nonché delle serie City of Pearl (Crossing the Line, The World Before, Matriarch, Ally e Judge). E’ previsto che la signora Traviss, dopo aver abbandonato l’universo di Star Wars in seguito ad alcune controversie con i fan, inizi ad espandere l’universo di Halo e continui il suo lavoro con Gears of War nella forma dei romanzi Coalition’s End e la novelization di Gears of War 3, della quale è anche lead writer.

Il background di ex corrispondente della difesa e giornalista TV della Traviss si percepisce pesantemente tanto in Anvil Gate quanto in tutte le sue opere a tema fanta-bellico: sebbene l’azione effettiva sia piuttosto limitata la vita all’interno della struttura militare presente e passata dei Gears e la politica “realistica” (il rapporto tra il COG e gli Indipendenti forzatamente assoggettati ad esso) costruiscono buona parte del corpus dell’opera.

La lettura di Anvil Gate è sorprendentemente scorrevole e persino piacevole grazie anche a un lavoro di introspezione dei personaggi non visibilmente forzato, purtroppo la totale mancanza di qualsivoglia riassunto dei capitoli della saga precedenti o anche solo di un lessico fondamentale rende difficoltoso per un totale neofita capire quale sia effettivamente la situazione o il luogo di svolgimento degli eventi e persino quali siano i protagonisti principali e lo costringe a muoversi tra le nebbie sino a che un panorama non va, troppo gradualmente, a formarsi.

Ironicamente sono proprio il dettaglio offerto e la narrazione “realistica” e “matura” a essere l’ostacolo maggiore per alcuni lettori, magari più giovani, che anelano a battaglie continue contro le Locuste, o mostri equivalenti, o che reputano lo spirito dell’ambientazione in qualche modo violato da scene che sembrano più adeguate ad un war novel sulla situazione in Afghanistan che ad uno spin-off di un pur entusiasmante sparatutto.

Concludendo Anvil Gate è una lettura certamente apprezzabile per gli appassionati di GoW che desiderano approfondire l’ambientazione oltre il videogame: per coloro che si avvicinano per la prima volta a GoW è caldamente consigliabile prima una infarinatura dell’ambientazione e la lettura di Aspho Fields e di Gears of War: i Resti di Jacinto, primo capitolo della serie.


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