Mass Effect – Retribution

12 febbraio 2011

Per amore della figlia autistica e dotata di poteri psichici (“biotica”) Paul Grayson ha tradito Cerberus, una organizzazione terroristica votata al dominio degli umani sugli alieni dell’Alleanza.

Dopo aver lasciato la progenie alle cure del progetto Ascension, Grayson si è nascosto allo sguardo di Cerberus sulla stazione spaziale Omega, dove ha cercato di ricostruirsi una vita, senza reale successo, nel sottobosco criminale.

Ma l’Uomo Misterioso, potente capo di Cerberus, non tollera il tradimento dei suoi operativi ed ha deciso di vendicarsi crudelmente di Grayson usandolo come cavia per un esperimento utilizzante la biotecnologia infettiva dei Razziatori, una antica forma di vita sintetica che minaccia tutti gli organismi senzienti della galassia. Ben presto l’Uomo Misterioso si renderà conto di aver sottovalutato il potere nefasto dei Razziatori.

Drew Karpyshyn ha lavorato come game designer per la Wizards of the Coast e la Bioware. E’ inoltre scrittore con al suo attivo diversi romanzi delle serie Baldur’s Gate, Forgotten Realms e Star Wars.

Terzo capitolo della serie iniziata con Revelation (2007) e continuata con Ascension (2008), Mass Effect: Retribution conclude parte della trama globale ma mantiene aperti diversi spiragli per un eventuale quarto capitolo.

Il libro si apre con una panoramica sull’Uomo Misterioso tanto didascalico-divulgativa da risultare irritante: ogni suo gesto al rallentatore è analizzato sino al torpore, i suoi vasti e complessi piani accennati rivelando la loro terribile ingenuità, la sua (ovviamente bellissima) assistente messa in mostra. Considerata la marcata matrice cospirativa su cui è strutturata tutta la figura dell’Uomo Misterioso, che qui si appare come nulla più del cugino serioso del Dottor Male, la volontà dell’autore di ispirare pretenziosamente timore reverenziale del lettore verso il personaggio purtroppo fallisce miseramente. Peggio ancora il suo killer asiatico, freddo e preciso, è tanto letale da risultare quasi comico.

Probabilmente Grayson, per quello che si evince dalla lettura, ha dato fondo alle sue energie nel romanzo precedente: qui il suo ruolo attivo ha conclusione nell’arco delle prime cento pagine e per le rimanenti si trascina stancamente, pur dovendo risultare la forza motrice degli eventi.

Degli altri personaggi e dei loro rapporti abbiamo solo qualche pennellata non incisiva: si ha la netta impressione che i protagonisti non si muovano secondo ragioni logiche ma piuttosto perchè debbano raggiungere, come topolini in un labirinto con percorsi preordinati, luoghi dove l’azione prevista abbia a compiersi.

Stereotipi, stereotipi e ancora stereotipi come glassa su una trama troppo lineare: il romanzo li cavalca e se ne fa cavalcare senza riuscire a dominarli o a combinarli in maniera tale da offrirci più di un singolo guizzo di reale interesse. Anche l’ambientazione di Mass Effect, realmente vasta nella visione, complessa e sviluppata al punto da far definire la serie di videogiochi il Guerre Stellari di questa generazione, qui viene diluita e ritagliata nei suoi elementi più generici e si rimane con l’idea che la trama poteva essere un poco più corposa e il dettaglio, talvolta inutile, poteva essere integrato in modo funzionale nella struttura narrativa piuttosto che usato come decorazione per una storia che poteva essere collocata senza grandi modifiche in altre ambientazioni. Ed è un peccato poichè Mass Effect offre, senza essere innovativo, una notevole varietà di razze, intrighi, piani diabolici e eroi greater-than-life.

Superati i suoi palesi limiti il romanzo è, perlomeno, di rapida e scorrevole lettura ed è possibile percorrere il libro da copertina a copertina nell’arco di poche ore o al massimo un paio di giorni, senza impegno e con leggerezza.

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