Battlestar Galactica: Il Segreto dei Cyloni

25 febbraio 2011

Venti anni sono trascorsi dalla prima guerra contro i Cyloni: mentre le Colonie ricostruiscono i danni senza un nemico comune, gli antichi asti tornano alla luce. Il giovane Tom Zarek è uno dei molti “recuperatori” che a bordo della nave Lightning si occupano di ritrovare e vendere illegalmente tecnologia cylone. Quando la Lightning entra in contatto con la Stazione Omega, i membri dell’equipaggio scoprono che il laboratorio scientifico dimenticato da decenni contiene al suo interno un improbabile e potenzialmente pericoloso miscuglio di umani e Cyloni. La richiesta di soccorso della Lightning viene raccolta dalla già vecchia Battlestar Galactica, dove il veterano Adama ha ottenuto da poco il ruolo di vicecomandante.

Dagli anni ’80 Craig Shaw Gardner si occupa delle trasposizioni cartacee di film fantasy (Ragazzi Perduti, Ritorno al Futuro II e III, Batman e Batman – il Ritorno) ma è più noto per parodie fantasy sulla falsariga di Terry Pratchett. Non nuovo a lavorare su ambientazioni non sue, il signor Gardner dovrebbe sapere da tempo che impegnarsi in modo professionale in un sequel, un prequel, o una sidestory pone vincoli diversi rispetto, ad esempio, un reboot o un remake o un’opera originale. Di certo in questi casi si ha il vantaggio di lavorare su ingredienti preconfezionati: dettagli elaborati da altri, cronologie degli eventi stabilite che non richiedono ripetizioni, personalità già delineate dei protagonisti. L’effetto collaterale è ovviamente una certa mancanza di libertà, poiché lo sviluppo della trama del tie-in non deve andare a cozzare con la struttura preesistente dell’ambientazione, almeno per rispetto verso il pubblico pagante e spesso costituito appassionati ben preparati.

Gardner evita parte di questi problemi ambientando il romanzo in una continuty alternativa e modificando, in alcuni punti in modo anche pesante, la backstory consolidata della serie TV. Non si tratta quindi di una storia inserita nel canone di Battlestar Galactica. Nel giudicare il libro è importante tenere a mente questo fatto.

Per il lettore che non conosce a fondo la trama complessa e il background di Battlestar Galactica, questo Battlestar Galactica: Il Segreto dei Cyloni è, alla fine, un decente libro di fantascienza generica. Offre alcuni spunti interessanti, sebbene non particolarmente originali. Se il lettore non esige fedeltà agli eventi della serie televisiva o meglio ancora se ignora completamente il nuovo Battlestar Galactica e i suoi prequel, può trovare in Battlestar Galactica: Il Segreto dei Cyloni un certo svago non impegnato, una lettura che lascia trasparire la sensazione di affacciarsi su un universo strutturato e appassionante.

Chi invece conosce bene la serie, si troverà davanti a elementi che constrastano in maniera forte con quanto stabilito fin dalla prima stagione di Battlestar Galactica.

Dall’infanzia di Zarek, qui in palese contrasto con quella che viene rivelata nella serie TV, alla non richiesta e non necessaria interpretazione dell’inizio della ribellione delle macchine, al contatto cronologicamente impossibile con i Cyloni nello spazio umano venti anni prima dell’attacco a sorpresa contro le Colonie.

Il fan di Galactica, attirato dalla copertina vistosa e dal titolo che promette grandi rivelazioni, percorre pagina dopo pagina sperando di trovare nei gusci occupati dagli Ultracorpi una scintilla dei personaggi originali. Per l’appassionato hardcore, soprattutto per quello che si avvicina a questo libro ignorando di trovarsi davanti a un’opera non canonica, la delusione potrebbe essere molto forte e potrebbe impedire di giudicare il romanzo per la storia che racconta e la tecnica con cui è scritto, due elementi che hanno una loro dignità.

Alla fine ci si rende conto che questo non è probabilmente un libro di Galactica, quanto un generico libro di fantascienza, con meriti e problemi, sul quale è stato dipinto il logo della serie. Viene da fare un paragone con Caprica, una serie tv di fantascienza nata con una propria ambientazione, ma realizzata martellandole sopra degli elementi di contatto con l’universo di Battlestar Galactica per sfruttare il successo di quella serie. Riducendola quindi a un prequel, quando poteva essere un ottimo prodotto originale.

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