Kick-Ass – il film

Dave Lizewski (Aaron Johnson) è il tipico giovane nerd ignorato dalla ragazza della quale è segretamente innamorato e con amici della stessa ghettizzata categoria. Spinto oltre la soglia della normalità dalle sue roboanti fantasie, Dave decide di divenire un vigilante mascherato e con il nom-de-guerre di Kick-Ass inizia a pattugliare le strade di New York. In seguito all’aggressione di una gang e un incidente stradale, Dave si ritrova con le terminazioni nervose danneggiate e perni di acciaio innestati nelle ossa. Dotato ora di un’alta soglia del dolore Kick-Ass continua testardamente la sua opera di giustiziere, venendo filmato durante un’azione di eroismo civile e diventando così inaspettatamente una stella del web. Durante la sua coraggiosa e incosciente missione Kick-Ass entra in contatto con l’ex poliziotto squilibrato noto come Big Daddy (Nicolas Cage) e di sua figlia, la giovanissima Hit-Girl (Chloë Moretz), due vigilantes mascherati in guerra con il boss mafioso Frank D’Amico (Mark Strong): in seguito a questo incontro Dave si renderà conto di quanto sia spietata realtà nella quale si muovono i veri “eroi”.

 

Nato dalla penna di Mark Millar (“Wanted”) e dalla direzione di Matthew Vaughn (“Layer Cake” e “Stardust”) Kick-Ass non è rispettoso di ciò che il pubblico si aspetta, non vuole esserlo e non si scusa di essere ciò che è: satirico e crudele si crogiola consapevole nei cliché e li fa suoi prima di stravolgerli. Kick-Ass non è un film di «supereroi» quanto piuttosto lo scimmiottante ed irriverente figlio che non chiede facile risata di pancia ma stimola l’inevitabile ghigno.

 

La recitazione di tutti gli attori è indubbiamente buona e stavolta Cage (che ha ottenuto il ruolo di Big Daddy dopo che erano stati considerati Daniele Craig e Mark Wahlberg) omaggiando Adam West sembra impegnarsi nel suo ruolo che appare secondario, ma che probabilmente risulta il più incisivo nella sua annichilente sete di vendetta che travia la figlia in modo inquietante ed a suo modo cinicamente esilarante. Ancora più di Cage è la signorina More a brillare per la sua interpretazione, nonostante e forse a causa della sua giovane età.

 

Di certo Kick-Ass non è un piatto per tutti i palati e coloro che si preparano di portare i bambini a godere di un film per famiglie si ritroveranno con una non gradita sorpresa, specialmente verso il finale del film dove Hit-Girl scatena appieno un linguaggio non proprio da piccola lady vittoriana tra giravolte e massacri: purtroppo e come era prevedibile l’edizione italiana ha subito diversi adattamenti nel doppiaggio che vanno a stravolgere le feroci battute ed il linguaggio oltraggiosamente e deliziosamente scurrile.

 

E’ proprio la sua scarsa digeribilità a rendere Kick-Ass un bersaglio di facili critiche da parte di chi, fermandosi alla patina colorata e chiassosa, denuncia l’inesistente piano degli autori di accondiscendere agli istinti più bassi del pubblico per ottenerne il plauso.

 

Forse l’unica vera debolezza del film è il suo continuo cambio di atmosfera: se la prima aggressione ai danni di Dave è crudelmente realistica (facendoci supporre che il tema conducente sia improntato sull’idea millariana degli individui che agendo da eroi da fumetto subiscono le conseguenze dei loro atti in modo non dissimile al malinconico «Defendor» del 2009) e la terribile tortura di Big Daddy ad opera degli uomini di D’Amico non fa che convalidare questa impressione, all’interno del film sono innestate scene da commedia scolastica e si conclude con una violenza tanto smaccatamente tarantiniana da risultare cartoonesca. Se questo sia voluto o accidentale purtroppo il risultato non cambia e rende quello che potenzialmente poteva essere un cult del genere solo un buon prodotto da consumo.

 

In questi giorni stanno uscendo i volumi di Kick-Ass 2. Millar ha dichiarato di aver scritto il fumetto pensando anche alla trasposizione cinematografica. Sentiremo quindi presto parlare di Kick-Ass 2 al cinema.

 

Ecco il trailer di Kick-Ass:

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