World Invasion – Battle Los Angeles

20 aprile 2011

Agosto 2011: la Terra viene invasa senza preavviso da forze aliene meccanizzate mimetizzate da meteore che nell’arco di pochi minuti conquistano diverse città, eliminando senza pietà i loro abitanti. Il sergente maggiore Nantz (Aaron Eckhart) sul punto di ritirarsi dall’esercito dopo una missione fallita che ha causato la perdita di diversi suoi uomini riceve l’incarico di recuperare sotto il comando del sottotenente Martinez (Ramon Rodriguez) dei civili intrappolati a Los Angeles prima che l’aviazione bombardi l’area.

Superata l’impressione iniziale del “Black Hawk Down incontra Indipendence Day” Battle Los Angeles si rivela semplicemente per ciò che è: una men che sottile campagna pubblicitaria di reclutamento per l’Orgoglioso, Impavido e Nobile Corpo dei Marines.

Il film di Jonathan Liebesman (regista del remake di “Non Aprite quella Porta“) è indubbiamente rapido ed a parte un breve flashforward/flashback che anticipa le fasi iniziali dell’invasione e che introduce la situazione emotiva di Nantz , gettando le basi del rapporto con i suoi sottoposti e con il suo superiore, l’azione si svolge quasi in tempo reale e senza tergiversamenti scorrendo convulsa al pari di uno sparatutto in prima persona. I movimenti della telecamera sono spesso traballanti e sebbene adeguati all’azione hanno lo svantaggio di generare la nausea dopo pochi minuti di fuga, esplosioni e sparatorie. Il regista cerca di offrire un taglio di realismo militaresco ma cade purtroppo preda di errori e semplificazioni che, pur sfuggendo in genere ai non esperti, dimostra che si è preferito la spettacolarità hollywoodiana al dettaglio tecnico: non necessariamete un male.

Il problema si presenta non appena l’adrenalina comincia a diminuire e fanno capolino le inevitabili domande: come è possibile che una razza aliena abbastanza avanzata da attraversare gli spazi cosmici possieda corazze tanto fragili da essere penetrate da armi da fuoco convenzionali dei “primitivi” terrestri” e come mai gli extraterrestri dalla fisiologia non umana usano tute potenziate umanoidi? La trama, sottile come carta velina, non offre risposte preferendo concentrarsi (poco) sull’elemento umano. Il fatto che si possa indovinare chi andrà a morire ed in quale ordine non offre la possibilità di empatizzare eccessivamente con i protagonisti che sguazzano nel totale cliché razziale/ruolistico.

Se lo spettatore è disposto a digerire la retorica gonfiata con gli steroidi Battle Los Angeles è un film di certo dimenticabile ma non necessariamente orrendo: pur privo di spunti di riflessione e deficitando di una storyline realmente intrigante il film non tocca la compiaciuta inutilità di uno Skyline e per passare un sabato sera meno che impegnativo con amici interessati solo all’azione è quasi perfetto.

Ecco il trailer:

 

Nessun commento

Rispondi