Eserciti di Warhammer – Re dei Sepolcri

Re dei SepolcriDuemilacinquecento anni prima della fondazione dell’Impero ad opera di Sigmar le terre a sud del Vecchio Mondo videro fiorire la gloriosa civilta di Nehekhara: all’ombra di maestose piramidi eserciti vestiti d’oro e armati di bronzo si affrontavano in nome dei loro regnanti mentre i Re Sacerdoti cercavano di sfuggire alla presa traditrice della morte grazie agli incanti del tetro Culto Funebre. Lo splendore di questa epoca si concluse improvvisamente col giungere di Nagash, spietato e geniale sommo sacerdote della città di Khemri, che combinando i rituali del Culto Funebre alla tenebrosa magia degli Elfi Oscuri portò orrore e disperazione in tutta la landa. Solo l’intervento murrino degli infidi Skaven impedì all’ultimo momento a Nagash di divenire assoluto signore di un impero di nonmorti ma il suo rituale nefasto, pur violentemente interrotto, generò comunque un terribile risultato facendo risorgere in macabra parodia di vita i Re Sacerdoti mummificati e le loro mute schiere sepolcrali. Da allora intere dinastie di Re dei Sepolcri, maledetti da quell’immortalità un tempo anelata, si fanno guerra l’un l’altro e contro le altre razze mossi da infinita cupidigia e brama di potere.

A lungo atteso (la prima e unica edizione successiva alla separazione dai Conti Vampiro è del 2003) il secondo Libro degli Eserciti dell’Ottava Edizione di Warhammer – Il Gioco delle Battaglie Fantasy Re dei Sepolcri mantiene l’impostazione grafica di Orchi e Goblin (un volume di 96 pagine interamente a colori con copertina rigida) ma laddove Orchi e Goblin si poneva essenzialmente come un aggiornamento della vecchia lista dell’esercito alle nuove regole Re dei Sepolcri vede una pesante e più che mai necessaria ristrutturazione dell’army list.

La cronistoria e la geografia del libro sono come sempre eccessive nel loro gigantismo (concetti come “infinite schiere” e “vecchio oltre la memoria umana” abbondano), improbabilmente monolitiche, inverosimilmente titaniche e qualche volta contraddittorie sui particolari non solo da capitolo a capitolo ma da pagina a pagina. Poco male, non è la coerenza quel che l’acquirente del libro in genere cerca.

Assieme alle versioni aggiornate delle vecchie truppe (scheletri più economici, Guardie del Sepolcro con una nuova opzione d’arma, carri più devastanti in carica ecc.) viene introdotta una pletora di nuovi costrutti: i Cavalieri delle Necropoli e i Cacciatori dei Sepolcri sono in grado di emergere dalle viscere della terra al pari degli Sciami e degli Scorpioni delle Tombe (sebbene ora non possano più caricare il nemico appena appaiono sul campo), le possenti Sfingi da Guerra dall’alito di fiamma e dalla coda velenosa utilizzabili anche come cavalcature per i Re e le terribili Necrosfingi in grado di abbattere qualsiasi mostro nemico. Gli Ushabti vengono forniti ora di potenti archi e armi addizionali mentre i Giganti di Ossa sono stati divisi in Colossi Necrolitici (che ufficializzano una serie di interessanti opzioni d’arma apparse su White Dwarf) e Ierotitani (che offrono un supporto magico).

Assieme ai modificati Re e Principi dei Sepolcri e Sacerdoti Liche vengono introdotti i Necrotetti e gli Araldi dei Sepolcri: i primi si occupano di supportare le truppe alle quali si aggregano e potenziare i costrutti mentre i secondi, oltre che fungere da alfieri dello stendardo di battaglia (ruolo nella vecchia edizione affidato ai Principi dei Sepolcri), difendono i Re come utili e non troppo fragili guardie del corpo.

Tra i personaggi speciali assieme alle rivisitazioni di Settra (che può includere all’interno del suo esercito Sacerdoti Liche) e Khalida (che ora Odia i Conti Vampiro) abbiamo Arkhan il Nero (presente solo nell’ormai venerabile Armybook Undead) con una serie di alternative per il suo carro, Nekaph l’Araldo (ottimo per le Sfide), il Principe Apophas (un ammazzapersonaggi indipendente), Ramhotep il Visionario (un Necrotetto che potenzia ulteriormente i costrutti) e il Sommo Ierofante Khatep.

La vecchia magia rituale dei Sacerdoti Liche pensata all’epoca come meno potente ma più affidabile rispetto a quella usata dalle altre razze e divenuta con la nuova edizione pesantemente sottopotenziata è stata completamente ripensata ed integrata con il nuovo sistema: ora i maghi liche sono soggetti come i loro equivalenti mortali ai fallimenti e agli effetti dei successi critici e possono usufruire del Sapere della Morte, della Luce e quello specifico di Nehekhara (che ha la funzione fondamentale di potenziare e rimpolpare le truppe nonmorte al pari della Necromanzia dei Conti Vampiro).

La vetrina ci mostra una serie di palette di colori utilizzabili per armi e armature delle legioni scheletriche, nonchè disegni di possibili stendardi e scudi: purtroppo non vengono mostrate le unità più peculiari accennate nel libro (scheletri placcati d’oro e armate decorate con le pelli degli Uomini Lucertola). L’estetica delle miniature si conferma ancora una volta come la rielaborazione di quella de La Mummia e La Mummia – Il Ritorno (le primissime Guardie dei Sepolcri in metallo erano tanto simili ai servi di Imhotep che non vennero mai prodotte dalla GW che temeva comprensibilmente una denuncia per infrazione di copyright) ma distanziandosi ulteriormente da quella egizia “classica” con una enfasi ancora più marcata, se possibile, verso l’elemento funerario.

Tra le nuove miniature abbiamo la Guardia del Sepolcro (dettagliata ma troppo statica), gli Ushabti con l’arco (dalle teste eccessivamente cartoonesche e dal corpo identico per tutti), il Principe Apophas composto da scarabei (dal concetto interessante ma dalla realizzazione non completamente soddisfacente), il Necrotetto (non eccelso) e il doppio kit Cavalieri della Necropoli/Cacciatori dei Sepolcri che dividono gli appassionati. Purtroppo a parte la possente e dettagliatissima Sfinge da Guerra/Necrosfinge, la qualità raggiunta dalla defunta Rackham è ancora un sogno distante.

Rimangono immutate le miniature degli Ushabti, degli Scorpioni e degli Sciami dei Sepolcri, dei Re dei Sepolcri, delle Gettateschi Urlanti, dell’Arca delle Anime, dell’Alfiere del Sepolcro e dello sproporzionato Sacerdote Liche: purtroppo anche gli ormai obsoleti e vetusti scheletri di plastica (fanti, cavalieri e aurighi) non sono stati sostituiti da controparti più moderne e dettagliate al pari di quelli dei Conti Vampiro. Non sono state mostrate le miniature dello Ierotitano/Colosso Necrolitico (che si incarneranno probabilmente nella seconda ondata in un singolo kit di plastica multicomponente), di Nekaph, di Ramhotep e di Kathep.

Globalmente Re dei Sepolcri non è di certo un passo indietro innanzi a Orchi e Goblin ed anzi mantiene alta la qualità della serie nonostante il prezzo eccessivo. I generali dovranno di certo impadronirsi delle peculiarità della nuova lista e modificare in modo sostanziale il loro stile di gioco.

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