Terra Nova

Nel ventiduesimo secolo la Terra è al limite del collasso ecologico: l’inquinamento ha fatto svanire la Luna dal cielo e l’aria è divenuta quasi irrespirabile.
L’unica speranza che rimane all’Umanità è la fuga dal pianeta da lei stessa condannato attraverso una frattura dimensionale che conduce ottantacinque milioni di anni nel passato, in un flusso temporale alternativo.
I “pellegrinaggi” attraverso la frattura, possibili solo una volta l’anno, vengono organizzati dal governo e gli umani iniziano il loro graduale esodo.  Al decimo pellegrinaggio partecipa raccambolescamente la famiglia Shannon composta da padre poliziotto, incarcerato per aggressione a pubblico ufficiale ed evaso dalla prigione, madre medico e tre figli.
Giunti sulla verde “Terra Nova” gli Shannon dovranno ricostruire i loro legami famigliari e prepararsi ad affrontare un mondo irto di pericoli.
E’ arrivata infine il 26 Settembre su Fox la prima puntata dell’attesa serie creata da Craig Silverstein e Kelly Marcel e prodotta da Spielberg, anticipata da un intenso battage pubblicitario.
Saltando a piè pari l’inevitabile, comprensibile e giustificata similitudine con Jurassic Park, le citazioni e gli omaggi (al limite del plagio) verso la serie Outcasts e fermandoci a riflettere a mente fredda su questa premiere tanto i lati negativi quanto quelli positivi emergono vigorosamente: l’architettura e l’impostazione stilistica del futuro distopico unita alla propaganda martellante sul “nuovo mondo” (un misto tra l’estetica di Blade Runner e quella del suo tardo derivato Priest) non sono originali ma ugualmente risultano evocative. La CG dei dinosauri non è eclatante nonostante il budget di venti milioni di dollari ma é comunque accettabile e la struttura abitativa di Terra Nova appare (ma questo riceverà conferma più avanti) realistica nelle sue funzioni sebbene le case dei coloni risultino improbabilmente sfarzose. Come impatto visivo iniziale la serie risulta piacevole ma non sconvolgente.
Il problema sorge immediatamente quando vengono rivelati i rapporti interni alla famiglia Shannon, che risultano tanto stereotipati da essere imbarazzanti, e le azioni dei suoi membri appaiono così improbabili (vedi la bigiata dalla lezione di orientamento del figlio maschio appena arrivati su Terra Nova che si trasforma nella prima situazione di emergenza) da essere fastidiose, doppiamente fastidiose se si prova a giustificare le assurdamente ingenue azioni dei protagonisti con il fatto che “i figli sono adolescenti ed il padre é
stato via per due anni in galera”. Il fastidio poi diviene vera irritazione quando si considera il delirante comportamento dei giovani cresciuti su Terra Nova che, senza armi od equipaggiamenti, compiono periodicamente “scampagnate clandestine” oltre il recinto di sicurezza, nelle zone di caccia dei mortali dinosauri noti come “Slasher”.
L’azione esplode immediatamente con verve commerciale, e sin qui la si può accettare con il senso di rimarcare le personalità dei protagonisti, e furbescamente nella seconda metà dell’episodio pilota con un escamotage narrativo che non mi sento di considerare onesto. Lascia perplessi inoltre l’assoluta libertà dei nuovi arrivati, improbabilmente impreparati al nuovo ambiente, nel compound umano: se questa può essere la scelta più semplice degli sceneggiatori per introdurre gli spettatori al nuovo mondo attraverso occhi altrettanto inesperti dal punto di vista logico vi sono pesantissime ed ingiustificabili falle.
Come la moda post-Lost prescrive non mancano accenni di enigmi, i primi misteri, le fazioni con i propri imperscutabili scopi e le cospirazioni, purtroppo sparati come palle di cannone piuttosto che sussurrati nell’orecchio, sebbene riescano a far sorgere qualche sincero interrogativo nello spettatore la loro presentazione è troppo didascalica per essere di reale effetto.
Non tutto è da buttare: Stephen Lang, già visto in Avatar in un ruolo tanto simile da farci immaginare il sorriso sornione di Spielberg, qui indossa il ruolo dell’apparentemente severo-ma-benigno comandante della base le cui reali intenzioni sono avvolte nel mistero mentre la bella Christine Adams, capo dei “sixers“, possiede il seme di un certo fascino ferino.
Possiamo concedere che Terra Nova per ora non sembra soporifero quanto Visitors o dolorosamente fallace quanto Flashforward ma altresì non risulta di certo un progetto innovativo o coraggioso: scorre sui binari ben definiti del “già visto, già sentito” con concessioni al “forse intuibile”: gettandosi su un (letteralmente) estemporaneo dramma famigliare anni ’90 sulla falsariga di The Walking Dead o peggio di Falling Skies la Fox, nota per l’abitudine di cancellare le serie di fantascienza, ha deciso di rischiare eccessivamente puntando su una stagione di tredici episodi come dimostrano gli impietosi indici di ascolto della premiere (tre punti, con una audience media di nove milioni di spettatori).
Probabilmente se si fosse deciso di usare come protagonisti un gruppo di sconosciuti dal passato travagliato uniti dalle circostanze piuttosto che l’ennesima versione della famiglia Robinson il prodotto ne avrebbe giovato.
Il teaser della serie in italiano:

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