Real Steel – Cuori d’Acciaio

14 ottobre 2011
Nel 2020 i robot da combattimento hanno ormai sostituito gli umani nella nobile arte della boxe. L’ex stella nascente del pugilato Charlie Kenton (Hugh Jackman) tira avanti alla bell’è meglio come manager-pilota di seconda categoria negli scontri tra macchine umanoidi, ha pericolosi debiti di gioco, una passione insalubre per l’alcool e vive un rapporto sentimentale altalenante con la bella meccanica Bailey (Evangeline Lilly, “Lentiggini” da Lost), figlia del mentore di Kenton, che cerca di vedere in lui l’uomo che dovrebbe essere.
Quando la fidanzata di un tempo muore improvvisamente l’ex pugile si ritrova a dover gestire per due mesi il brillante e determinato figlio undicenne Max (Dakota Goyo, “il giovane Thor”) che non ha mai realmente conosciuto ed assumersi le responsabilità da genitore che non ha mai voluto. Grazie all’obsoleto robot Atom, rubato da un deposito di ferrivecchi, Charlie e Max avranno l’opportunità inaspettata di scalare le classifiche del Real Steel e affrontare il campione mondiale Zeus, guidato dall’arrogante Tak Mashido (Karl Yune).
Prendete la saga di Rocky, aggiungete una spruzzata di Over The Top, placcatelo con il metallo dei Transformers ed avrete qualcosa di molto, molto vicino a Real Steel.
Basato sul racconto di Richard Mathewson “Steel” del 1956 (dal quale è stato tratto anche un episodio di “Ai Confini della Realtà” del 1963) Real Steel ne è una versione in qualche modo alleggerita.
Le citazioni e gli omaggi della saga di Rocky, più o meno sottili, sono copiose: dai capelli stile mohawk del robot Midas che ricordano quelli di Mr. T al nome di Zeus, riferimento trasversale ad Apollo Creed, sino al feroce combattimento finale, replica fedelissima dell’incontro con Ivan Drago.
Di certo Jackman non ha avuto esitazioni nel plasmare il suo corpo per questa parte: allenato da Sugar Ray Leonard (titolato boxeur del decennio 1980) l’attore sembra più dinamico e flessibile del solito senza ricorrere a facili escamotage in CG ma è il giovanissimo Goyo a rubare spesso la scena: l’entrata del ragazzino nello stadio a passo di street dance e del robot che lo imita è memorabile.
Gli avvincenti combattimenti sono ottimamente coreografati usando la motion capture su pugili reali: limitando gli scontri a dei ring più o meno ampi ed evitando l’uso di armi il fastidioso effetto di blur da alta velocità tipico dei film di Emmerich qui è fortunatamente assente e si riesce a seguire l’azione costante.
La trama di Real Steel è prevedibilissima sin dalle prime battute: le scene sono telefonate con minuti di anticipo, la riscossa del perdente e la redenzione morale del protagonista attraverso il legame che si andrà a forgiare col figlio, rappresentata dalla “evoluzione” del robot Atom, è più che scontata e le uniche sorprese sono il rapporto imprevedibilmente “soft” tra Jackman ed i futuri genitori adottivi di Max (la sorella della madre del ragazzo ed il suo ricco marito) e la mancanza di qualsiasi tentativo di sabotaggio di Atom da parte di allibratori sleali ma non è alla fin fine importante: il regista canadese Shawn Levy (Una Notte al Museo) mantiene le due ore di divertimento leggero che promette il trailer e lo mantiene onestamente e senza sbavature.
Il sequel è previsto per il 2014.
Il trailer italiano:


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