I Tre Moschettieri

In seguito al fallito furto dei piani di una macchina da guerra inventata da Leonardo da Vinci causato dal tradimento di Milady () i moschettieri Athos (Matthew Macfadyen), Aramis (Luke Evans) e Porthos (Ray Stevenson) sono costretti a dimettersi dal servizio per ordine del Cardinale Richelieu (Christoph Waltz). La loro imposta pausa  si conclude un anno dopo quando il guascone D’Artagnan (Logan Lermar) giunge a Parigi ispirato dal padre con lo scopo di divenire lui stesso moschettiere. Dopo una colossale rissa con le guardie del Cardinale il gruppo viene reclutato segretamente dalla regina per recuperare dal crudele e viziato Duca di Buckingam () una preziosa collana di diamanti, parte di un intrigo politico che potrebbe determinare le sorti dell’Europa.

Ci rendiamo conto sin dalle primissime scene che si tratta di un film di Paul Anderson: Milla che fa completamente e indebitamente sua l’azione, improbabili trappole à la Mission Impossible e combattimenti slow-motion. Fortunatamente, con l’aiuto postumo di Dumas, la trama, per quanto alterata e semplificata  rispetto al romanzo originale, in qualche modo regge o perlomeno non collassa su se stessa al primo soffio di vento. Rispetto ad  Resident Evil Afterlife il passo in avanti  è indubbio.

Nonostante i dialoghi legnosi gli attori fanno il loro mestiere con dignità sebbene i loro personaggi risultino lievememente estremizzati nelle loro personalità  rispetto alle precedenti versioni cinematografiche, o forse così risulta per il breve tempo loro concesso sullo schermo rispetto a Milady e Buckingam, che risultano nucleo centrale del film.

Gli anacronismi proto- (wind-punk? sail-punk?) abbondano: le navi aeree (il cui scopo è unicamente prendere parte del pubblico dei Pirati dei Caraibi con i loro scontri ad alta quota) e le improbabili tenute da ninja-palombaro che paiono estratte a forza da un capitolo di Assassin’s Creed si vanno ad integrare stranamente senza fallo con i costumi d’epoca e con gli splendidi scenari : se da una parte i puristi ne rimarranno comprensibilmente orripilati il pubblico di settore  potrebbe apprezzare.

La coreografia delle scene d’azione merita un plauso: anche non si dimostrino particolarmente originali o innovativi i combattimenti di cappa e spada sono indubbiamente pensati per essere spettacolari. Purtroppo a parte ciò questo ennesimo remake non offre spunti di rilievo.

I è un film accettabile per un sabato sera con gli amici e dimenticabile subito dopo l’uscita dalla sala.

Il trailer in italiano: