Ebook, fan fiction, esperimenti letterari e autopubblicazione

Fino a un po’ di tempo fa, l’autopubblicazione era vista come un crimine nei confronti della letteratura.

Autopubblicarsi era visto come un gesto di arroganza da parte di scrittori troppo presuntuosi per accettare il fatto che il rifiuto da parte di altri editori di stampare e distribuire il loro libro dipendeva dalla poca qualità dello scritto. Questi scrittori, dopo aver elencato varie teorie complottiste sugli editori istituzionali, che pubblicano solo gli amici o che impiegano editor incapaci di riconoscere un bel libro quando ne vedono uno, ripiegavano sull’autopubblicazione. Pagavano un editore (che in questi termini è più un tipografo) per stampare il libro, direttamente o tramite accordo di acquisto di un certo numero di copie, riempivano magazzini di libri invenduti e poi sparivano nel nulla.

Ora, non condivido il giudizio tranciante su chi ha scelto la strada dell’autopubblicazione. E’ vero che spesso è un gesto di arroganza (sapete quanti scritti si sono visti rifiutare scrittori celebri prima che qualcuno pubblicasse il loro primo racconto?), ma è vero anche che ci sono mille storie dietro ogni persona, alcune a lieto fine.
Condivido il giudizio sugli editori che offrono la pubblicazione a pagamento.

Poi sono arrivati gli ebook. La possibilità di autopubblicarsi facilmente in digitale e questa è stata salutata come la più grande figata dell’universo mondo: un vantaggio per autori, editori, lettori. Meglio della Nutella calda spalmata sul pane fresco.

Cosa è cambiato? Dobbiamo credere che il cambio di formato, da carta a ebook, modifichi la qualità delle opere?

No, assolutamente.

L’autopubblicazione in ebook non innesca meccanismi qualitativi, ma quantitativi. Come dice Leo Sorge, al giorno d’oggi è folle pagare per autopubblicarsi su carta quando si può pubblicare gratis o quasi in formato digitale o print on demand. Non solo: tramite i vari social network gli autori possono pensare anche alla promozione.

Quindi tutti quelli che hanno un romanzo nel cassetto, che siano bravi autori o no, hanno la possibilità di pubblicare il proprio libro. Certo, questo vuol dire molti più romanzacci sul mercato. Ma vuol dire anche maggiori possibilità per autori di talento. E’ quanto sta avvenendo nel mondo della musica e del cinema.

Un inciso: se pensate che il mestiere dello scrittore sia scrivere e basta, fareste meglio a leggere qui. E prima di fare qualsiasi obiezione, chiedetevi come mai autori che non avrebbero bisogno di pubblicità, come Neil Gaiman o William Gibson, fanno tour estenuanti per presentare i loro nuovi romanzi (e prima di obiettare che non vi piace Masali e che Svevo ha capito tutto della vita, cercate di capire il concetto espresso in quell’articolo, andando oltre la superficie).

Sapete che c’è gente che si è autopubblicata su Amazon e ha venduto oltre un milione di libri? In formato elettronico? E solo dopo aver venduto oltre un milione di libri qualcuno ha offerto loro un contratto per pubblicare su carta? Ma intanto loro hanno venduto oltre un milione di libri? Vi presento John Locke e Amanda Hocking.

Non sono i soli che hanno realizzato il loro desiderio con successo. E Amazon non è l’unico canale per autopubblicarsi in ebook.

Ai vantaggi del formato (poco o nessun investimento richiesto per pubblicare e distribuire il libro) si aggiunge la possibilità di sperimentare. Di inventarsi modi per raccontare. Di rischiare e di fallire perché tanto, quando costa, costa poco.

Provare, fallire e riprovare: la ricetta per il successo degli imprenditori e degli scrittori.

Dedicherò un altro articolo ai modi e ai canali per pubblicare le proprie opere in ebook (ho già iniziato a studiare).

Intanto vi propongo un esempio di canale alternativo ad Amazon e un esempio di esperimento di scrittura, entrambi grazie a una vecchia conoscenza risalente agli anni del newsgroup di Guerre Stellari su Usenet. Un’altra era geologica, in termini di Internet.

La Morte è soltanto il principio è un romanzo ispirato ai film della serie La Mummia pubblicato (e venduto all’irresistibile prezzo di gratis, quindi scaricatelo e leggetelo) su Smashwords, una piattaforma per la presentazione e vendita di ebook alternativa ad Amazon. Sicuramente non ha la visibilità di Amazon, ma scorrete in fondo alla pagina: offre il libro in praticamente ogni formato possibile, abbattendo le barriere del formato proprietario. Il lettore può leggere il libro usando lo strumento che preferisce.
Anche se il Kindle è ubiquo, essendo disponibile oltre che come oggetto anche come software per PC, MAC, iPhone, iPad, Android, è sbagliato presumere che tutti abbiano un Kindle. E anche se convertire file da un formato di ebook all’altro è banale, è sbagliato supporre che tutti siano in grado di farlo o abbiano voglia di farlo. Smashwords risolve questo problema.

Deserto Rosso invece è un esperimento. Vi rimando a questo articolo per i dettagli, ma sottolineo il fatto che, come esperimento, è reso possibile dalla tecnologia attuale. Chi pubblicherebbe altrimenti un romanzo a puntate oggi? Che successo potrebbe avere un romanzo a puntate oggi? Forse nessuno. Dipende da quanto è brava a scrivere (e a promuoversi) Rita. Ma è un esperimento che vale la pena fare, perché il costo è nullo, scrivere fa comunque sempre bene e se va male lei avrà imparato qualcosa.

Un altro elemento della ricetta del successo per gli scrittori e gli imprenditori è fare, non stare a parlare e lamentarsi di <inserire lamentele a scelta>.

Rita ha fatto. Voi che aspettate?

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