Resident Evil Retribution (2012)

16 ottobre 2012

 

Regista Paul W.S. Anderson
Con Milla, Sienna Guillory e Michelle Rodriguez

Catturata dagli agenti Umbrella dopo aver apparentemente eliminato il
perfido Wesker Alice si ritrova ancora una volta imprigionata in un
centro di detenzione della spietata corporazione.  La nostra eroina
viene rapidamente liberata da una sensuale agente del redivivo Wesker che le spiega come la Regina Rossa abbia preso il
controllo della Umbrella…

Riuscire a comprendere questo Resident Evil è arduo, non per
complessità o profondità ma per la totale, irrispettosa mancanza di
una qualsivoglia trama o di qualcosa che dignitosamente possa passare
per essa. Appare come un gioco privato e personale del regista ed al
pubblico è concesso di sbirciare rimanendo  confuso.

Se dal secondo al quarto film della serie la storyline globale era vaga e gli
elementi che la componevano palesemente contraddittori qui si
raggiunge l’apice della pochezza, della vuotezza, della nullità. Non
si guarda più, pur sbadigliando, un film da popcorn ma un episodio di
un franchise, non più fine a se stesso, una puntata riempitivo di una
serie composta da puntate riempitivo dove la già non eclatante
qualità, rappresentata per intero dal primo film, è diluita dalla
quantità dei titoli.

Anderson si autogloria degli eye-candy che la tecnologia può offrire
dimenticandosi dell’importanza vitale dei dialoghi e della sospensione
del dubbio che deve essere meritata e non sfidata con infantile astio
da effetti digitali e poco altro: in questo egli rappressenta il
pericolo maggiore per i film di azione moderni hollywoodiani al pari
di un Roland Emmerich.

Non migliorano i cameo dei personaggi dei videogiochi inutili e fuori
luogo, i ritorni inspiegabili e comunque mal spiegati (la Regina Rossa e
Wesker), le numerose domande lasciate senza risposta e tantomeno
convince la “missione” esposta con semplicismo disarmante.  Il finale
con l’ennesimo combattimento non all’altezza e con il forzato e
risibile ritorno delle capacità di Alice (che porta a ricordare i
fumetti dei supereroi dove i poteri vengono persi e riacquistati a
seconda degli umori degi sceneggiatori) danno il colpo conclusivo ad un
film senza anima e senza voglia di esistere.

L’unico merito di Retribution è nel far comprendere come un film ad
alto budget possa essere realizzato controvoglia o peggio ancora, di
come cercando di avvicinare la trama ai gusti del target, qui
ovviamente adolescenziale, si arrivi a sguazzare nell’approssimazione,
nell’incompletezza e nell’insoddisfazione.

Da evitare.

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