E parliamo di Pacific Rim

7 agosto 2013

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Ci ho messo tanto a scrivere questa recensione di Pacific Rim perché in effetti l’avevo già scritta dopo aver visto il film, appena è uscito nelle sale. Ma era un lunghissimo sfogo di nerdrage per il doppiaggio orrendo.

Ora che ho smaltito la rabbia, posso parlare dei meriti e demeriti del film tra cui, nella versione italiana, un doppiaggio orrendo.

Il pippone di nerdrage lo trovate in fondo.

Mi aspettavo tanto da questo film, tant’è che è stato lo spunto per una riflessione nostalgica chiusa con la nota positiva del siamo nell’era dei nerd, evviva!

Speravo di trovarmi davanti un nuovo Matrix: il film onesto ma furbetto che mette a sistema un sacco di pulsioni che sono nell’aria e propone in maniera mai vista prima cose familiari. E lo è, eh! Il paragone ci sta. Però non mi ha fatto esplodere il cervello e salire la scimmia come Matrix, che è la speranza che avevo entrando al cinema. Ma per fortuna, è in gran parte il film che speravo di vedere mentre scrivevo quel post.

Purtroppo, se l’emozione di vedere i mecha che prendono a navate in faccia i Kaiju c’è ed è tanta, i momenti dedicati ai personaggi vanno dal generico meh all’equipaggio cinese e russo: dimmi di più su di loro adesso! ai Guillermo, ma perché?!? della sottotrama con i due scienziati.

Un po’ mi ricorda Avatar di Cameron, con tutto che è meglio di Avatar: una parte tecnica fenomenale, per la serie gli effetti speciali da oggi li facciamo così e questo è bene, una parte di trama che boh. Per dire, non mi viene in mente nessuna frase con il potenziale da citazione epica tramandata nei secoli. Forse giusto “Chiamami Newt” e “Primo, non mi tocchi. Secondo, non mi tocchi.” Ma pure quella insomma, dai, fa tanto personaggio cazzuto standard. Anche tutto il flashback sull’incontro tra Mako e Pentecost è molto ben fatto. Poi molto trama paint by the numbers, per dirla all’americana, e un buon lavoro sui personaggi.

Con gli amici giocatori di ruolo giudichiamo i film sulla presenza dei momenti MACOSA (credo se la sia inventata Leo Ortolani nelle sue recensioni questa cosa), ovvero quei momenti che tirano giù il livello del film con scene che macosacavolostovedendo, macosacavolostannofacendo, macosacavolostannodicendo.

Ecco, Pacific Rim non ha momenti MACOSA, è un unico momento MACOSA di 131 minuti. Ma ne è consapevole, come il primo Die Hard o Arma Letale 2. Quindi va benissimo! Purtroppo ha pure i suoi bei momenti macheccazzo.

Pacific Rim l’ho visto paragonare in negativo a Evangelion, da gente che sostiene che è tutto copiato da lì, e in positivo a Guerre Stellari, dicendo che sarà il Guerre Stellari di questa generazione.

Per il primo paragone i miei due commenti sono HAHAHAHAHAHAHAHAHA e magari prima di dire cosa è copiato da cosa potresti rivederti, che so, tutti gli anime robotici da Mazinga Z in poi? Sicuramente del Toro lo conosce Evangelion e ce l’ha tra le ispirazioni. Ma copiato da lì, beh, no.

Per il secondo i miei due commenti sono chi fa questa affermazione ha tirato un fallimento critico su “conoscenza: cinema” talmente grosso che ha inflitto danno a tutti i membri del suo gruppo in un raggio di due quadretti da lui (tiro salvezza su volontà per dimezzare) e guarda, può pure essere, ma non lo possiamo dire ora se ispirerà le generazioni future come ha fatto Guerre Stellari. Il world building c’è e depone a suo favore, la mancanza di materiale da citazione epica non depone a suo favore. Vedremo. Fra qualche anno.

Mi rendo conto che a questo punto vi state chiedendo ma insomma? Bello? Brutto? Meh?

Bello. Il problema, che è un problema tutto mio, è che io speravo fosse bello bello bello in modo assurdo e non lo è. Poi va da dire che il doppiaggio orrido ha fatto il suo per non farmelo piacere. Sono uscito dal cinema con un mal di testa allucinante. Spero che a fine agosto salti fuori in qualche cinema in versione originale, perché voglio rivederlo, va visto al cinema, non va visto in italiano.

Tra l’uscita del film e ora del Toro ha già iniziato a parlare di un sequel. Per me ok!

E ora, il pippone nerdrage sul doppiaggio scritto appena tornato a casa dal cinema.

Prima di continuare a leggere, guardate questo video.

Che c’entra questa parodia di luoghi comuni di telenovele con il film di robottoni contro mostri giganti di Guillermo del Toro?

In teoria niente, purtroppo molto.

Pacific Rim è un bel film, ma è devastato da un doppiaggio terrificante: pare una telenovela brasiliana degli anni ’80 più che un film ispirato agli anime di quegli anni.

Tutte le persone a cui l’ho detto hanno commentato “Ok, ma che si dovranno dire in un film del genere? Non ci sono concetti complessi da esporre, no?”

No. Ma non è un problema di cosa dicono*, ma di come lo dicono.

Ogni battuta del film viene pronunciata con la quantità di enfasi eccessiva e mal riposta di un attore alle prime armi che si cimenta con l'”Essere o non essere” di Amleto, pensando che caricare ogni singola parola dia profondità ed emozioni alla battuta (ESSEREH… OH NOHN… HESSEREHHH…)

Quando scrivo “ogni battuta” intendo ogni battuta, da abbiamo le patate a pranzo a non abbiamo mai visto prima un Kaiju di quelle dimensioni.

Questo crea vari problemi.

Quando sono 120 minuti che ogni battuta è pronunciata come Oh mio Dio! È il boss di fine livello! quando si arriva al boss per davvero, la cosa è priva di pathos.

Un film ha un ritmo, momenti di tensione e momenti di calma che vanno in crescendo. Quando ogni battuta viene pronunciata con pathos ed enfasi a cannone, il tono è monocorde e il ritmo va a farsi benedire, con tanti saluti al lavoro fatto dal regista in fase di riprese e montaggio.

Infine, Pacific Rim non è un film perfetto, ha qualche piccolo problema e due grosse contraddizioni a un certo punto. Ma sarebbe roba che passerebbe in secondo piano, se la recitazione enfatica non ci piazzasse sopra un faro.

Anche la sospensione di credulità necessaria per godersi il film subisce un grosso colpo. La trama del film, a grandi linee è “arrivano i mostri di Mazinga, allora noi costruiamo i Gundam e poi facciamo l’attacco alla Morte Nera”.
Recitato in maniera seria, è un film che voglio vedere.
Recitato tipo “HARRIVANOH… I MOSTRI DI… MAAAAAAZINGAAAAAH! ALLORAH NOI…COSTRUUUUIAMOOOOOH I… GUNDAM! (DUN DUN) E POOOI FACCIAMOH… L’ATTACCOH! ALLA! MORTE! NEEERAAAAAH!” pare una parodia alla Scary Movie che sinceramente no, grazie.

Ecco, il problema è questo. Sono andato a vedere un film d’azione caciarona ma con il cuore di un Labirinto del Fauno e qualcuno in sede di adattamento e doppiaggio ha pensato che no, doppiamolo come se fosse una parodia.

Come sapete, avevo molte aspettative per questo film. Il fatto che il doppiaggio sia l’unica cosa a cui riesco a pensare, non agli effetti magnifici, ai colori sgargianti, all’azione mirabolante, alle musiche, al mondo pienamente sviluppato, al messaggio ottimista, ma al doppiaggio, dovrebbe farvi capire quanto mi ha rovinato l’esperienza.

Io pensavo, speravo, che la recitazione sopra le righe fosse solo un problema del trailer. No, è tutto così. Potete rendervene conto da soli con un confronto diretto.

Mi rendo conto che forse è solo un problema mio, spero che sia solo un problema mio. Spero che per voi il film sia un’esperienza meravigliosa. Perché se, secondo me, chi dice che Pacific Rim è il nuovo Guerre Stellari esagera, intuisco che questo è un bel film che merita di essere visto, più volte, sul migliore schermo della vostra città**.

Ma il mio problema è che il doppiaggio mi ha talmente rovinato l’esperienza che quando mi chiedono se il film mi è piaciuto, faccio fatica a rispondere convinto di sì.

 


*Non è che ci siano chissà che concetti, ma “handshake” è un termine tecnico nelle telecomunicazioni, che senso ha la traduzione “stretta di mano neurale”? E d’altra parte, rabbit vuol dire banalmente coniglio e “non seguire il coniglio” è un chiaro riferimento ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Che senso ha non tradurlo e usare una battuta come “non seguire il rabbit”? Cioè, due cose potevano sbagliare e due ne hanno sbagliate.

**In lingua originale. Ma mi rendo conto che può essere difficile. Per esempio a Roma, non Borgo Tre Case provincia di Stocazzo, ma a Roma vedere un film in lingua originale al cinema è sempre più difficile.

Un commento

  • Antonio 25 settembre 2016a16:07

    …carissimo amico…anche se con tre anni di ritardo ti posso assicurare che è solo un problema tuo!!!
    In tutta onestà, come film Pacific Rim non mi è per niente dispiaciuto, anzi è molto meglio di tanti altri polpettoni che il cinema propone in questi ultimi tempi.
    Davvero non capisco che fastidio ti diano “stretta di mano neurale” o “inseguire il rabbit”, perché se devi spiegarti il motivo per cui i registi usano una frase in un loro film….caro amico….sei proprio messo male!!!
    Ti consiglio di farti un bel bagno di umiltà e non pensare che commentare film su un sito ti autorizzi ad essere così stronzo come hai dimostrato di essere.
    Non sei ne Fellini o Kubrick da pensare che le tue parole siano legge. Sorridi e la vita ti sorriderà!!!
    E giusto per stare in tema….si trasforma in razzo missile con circuiti di mille valvole…tra le stelle sprinta e va…..

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