Knights of Sidonia

Knights-of-Sidonia-CoversA causa di, o grazie a, un’influenza devastante, ho avuto il tempo di provare un po’ di giochi e leggere un po’ di manga. Quello di cui vale la pena scrivere è Knights of Sidonia. Bello? Bello!

Knights of Sidonia è un manga di fantascienza realistica con mecha di Tsutomu Nihei, autore di Blame!, NOiSE e Biomega, iniziato nel 2009 e ancora in corso.

In un lontano futuro la Terra viene distrutta dai Gauna, una razza di mostri spaziali brutti e cattivi. I sopravvissuti sono in fuga da mille anni su astronavi generazionali. Il Sidonia non ha contatti con altre astronavi da 800 anni, il suo equipaggio e i passeggeri civili potrebbero essere tutto ciò che rimane dell’umanità. I Gauna continuano a inseguirla e a difenderla ci sono i piloti a bordo dei loro mecha, i Guardiani.

knights-of-sidonia-1437099Il protagonista è uno dei piloti, Nagate Tanikaze, e il manga racconta la sua storia, quella dei suoi compagni di battaglia nello spazio e sul ponte di comando e degli intrighi e misteri a bordo dell’astronave.

Insomma, un misto di Macross e Battlestar Galactica (il remake degli anni 2000, non l’originale degli anni ’80).

 

Nelle recensioni positive in genere si mettono in luce prima i pregi e poi i difetti. Io farò il contrario, perché qui i difetti è chiaro che danno fastidio solo a me.

 

La storia è ambientata nel lontano futuro a bordo di un’astronave, le persone a bordo del Sidonia potrebbero essere gli ultimi umani rimasti. Per risparmiare risorse tutte le persone sono state modificate geneticamente per trarre parte del nutrimento dalla fotosintesi. Cloni, riproduzione asessuata e ibridi umano-animale sono comuni (in teoria, in pratica di ibrido se ne vede solo uno). Ci sono tre sessi: maschi, femmine e “intersex” che sviluppano a loro scelta organi maschili o femminili. La tecnologia consente di avere mecha, arti cibernetici.

Eppure, la cultura e la società descritte nel manga sono quelle di quell’indefinibile Giappone sospeso tra fine anni ’70 e inizio anni ’90 descritto nei manga e fumetti con cui si è formata la mia generazione tanti anni fa.

Tolti i mecha, le astronavi, la cibernetica, il setting del fumetto non è il lontano futuro, ma il recente passato.

Nihei non è che fallisce nell’immaginare come può essere la società, la vita quotidiana, in un mondo in cui esistono determinate tecnologie e una determinata situazione. Non ci prova proprio. Non gli interessa.

E quindi, quando non ci sono di mezzo battaglie nello spazio, i personaggi dormono sui futon, mangiano cibo tradizionale giapponese in ristoranti tipici giapponesi, comprano modellini e vanno alle terme. E’ la trappola in cui cade molta fiction di fantascienza e praticamente tutta la design fiction. E’ una trappola così comune che non ci fa caso quasi nessuno.

La storia fa un po’ di fatica a partire. I primi volumetti vanno letti con la speranza che le cose dal punto di vista di ritmo, trama e disegni miglioreranno. Tranquilli, migliorano tanto!

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Parliamo dei pregi.

La storia, pur avendo echi familiari di altre serie, ha quel tocco di originalità che non la fa sembrare troppo derivativa.

Nihei è molto bravo nel gestire il ritmo della narrazione, con tavole ricche di dettagli alternate ad altre estremamente sintetiche per gestire la velocità con cui si girano le pagine. Alcune sequenze di combattimento sono così dinamiche che mi hanno fatto girare pagina a tutta velocità, con ritmi da animazione e fiato bloccato in gola.

I personaggi secondari non sono nulla di eccezionale, ma sono tutti caratterizzati bene, con pochi tocchi efficaci. Quando escono in missione c’è sempre la paura di non vederli tornare.

E’ facile affezionarsi ai protagonisti, anche se nessuno di loro è un novello Amuro Rey o Hikaru Ichijyo (Rick Hunter, per i nostalgici di Robotech).

Gli intrighi e le cospirazioni che avvengono ai “piani alti” e nelle stanze segrete del Sidonia aggiungono un tocco di colore e di profondità alla storia, senza arrivare ai livelli di paranoia di Evangelion.

 

Insomma, Knights of Sidonia mi è piaciuto. Penso piacerà pure a voi.

La serie è disponibile in italiano edita da Planet Manga e quest’anno inizierà ad andare in onda un anime tratto dal manga, il cui teaser trailer potete vedere qua sotto.

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