L’Invincibile Robot Grikon V

copertina grikon_solo_grikon_blueGrikon è un romanzo di fantascienza di Marco Casolino, ed è un po’ il Codice Da Vinci di chi è cresciuto con i cartoni animati di robottoni degli anni ’70 – ’80.

Codice Da Vinci, quindi Grikon no!“, penserete voi.
Invece Grikon sì.

Grikon V è un anime che si colloca nella scia dei super robot di Go Nagai: cinque veicoli comandati dai cinque personaggi archetipali del genere, che si combinano per formare l’invincibile robot Grikon V e fronteggiare l’invasore alieno.
Andato in onda sul finire degli anni ’70 in Giappone, Grikon non ebbe successo. Da un lato era da poco andato in onda Gundam, che aveva lanciato la moda dei robot realistici a discapito dei super robot. Dall’altro, i temi della storia, duri, realistici, con colpi di scena, tradimenti e morti inaspettate avevano reso la serie pesante da seguire, oltre a far infuriare i fan per alcuni sviluppi particolarmente sorprendenti.

Nel corso degli anni Grikon è assurto a serie di culto: gli aspetti della trama più respingenti per i bambini si sono rivelati intriganti per un pubblico più maturo e in grado di apprezzare la storia poco convenzionale e molto distante dal format dei robottoni. All’apprezzamento per la cura maniacale dei dettagli e della qualità del disegno e dell’animazione, con un livello di produzione quasi cinematografico, giudicati già positivamente all’epoca della messa in onda, si è aggiunta la nuova considerazione per lo stile.
Ritenuto “strano” per gli anni ’70, è stato in seguito riconosciuto come estremamente raffinato e innovativo. Oltre all’aspetto tecnico e narrativo, Grikon ha conquistato un posto nel cuore degli appassionati per la sua storia travagliata. La produzione degli episodi fu burrascosa, a causa dall’ossessione per la qualità del regista e del capo disegnatore della serie e dal loro rapporto sempre più teso con la produzione per via delle scelte estreme nello sviluppo della trama, e sfociò nel dramma quando i due autori furono barbaramente trucidati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Insieme a loro finì nella tomba l’ultimo episodio della serie, che si interruppe bruscamente sul colpo di scena al termine del penultimo episodio. Lo staff non aveva ancora iniziato a lavorare sull’ultimo episodio e non aveva idea di come i due creatori della serie avessero intenzione di concludere la storia.

1397453_1415880105312224_1313088759_oDopo la prima messa in onda Grikon V non fu più riproposto in televisione e rimase materia per gli otaku e per i collezionisti di merchandising e memorabilia, soprattutto disegni di fondali e lucidi utilizzati in produzione.

A questo punto alcuni di voi saranno perplessi: “Grikon V? Mai sentito nominare! La mia enciclopedia degli anime non dice niente e non ne parla neppure Wikipedia. IMDB e Fanpop hanno giusto il minimo sindacale di informazioni!

E infatti, io ho parlato di Codice Da vinci.
Adriano, studente di storia in trasferta in Giappone per completare la sua tesi, entra in possesso di una cartella di disegni di Grikon dopo una misteriosa esplosione blu e da qui inizia la sua avventura in cui luoghi ed eventi reali della storia del Giappone e dell’animazione di fine anni ’70, quella che ha costituito l’avanguardia dell’invasione giapponese arrivata da noi, si mescolano con i misteri di Grikon e con teorie e nozioni reali di fisica delle particelle.

Per chi, come il protagonista del romanzo, non è stato sedotto dalle serie tv negli anni dell’infanzia e da adulto non distingue un Goldrake da un Jeeg, non è semplice capire quali serie sono state realmente trasmesse e quali sono frutto della fantasia di Casolino, dato che tutte quelle che sono nominate vengono trattate con la stessa cura, verrebbe da dire lo stesso affetto, quando si parla della trama, dei significati, delle storie e aneddoti sulla produzione e trasmissione.

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Per chi non ha una grande conoscenza della storia e della cultura pop del Giappone, è complesso capire se cose come la famigerata Unità 731, responsabile di indicibili atrocità durante la Seconda Guerra Mondiale, e i Maid Cafè sono reali o no. Per la cronaca, sono entrambi reali.

E questo è il fascino del romanzo. Da una parte il confine tra reale e inventato sfocato e permeabile rende la storia più concreta e realistica, anche quando gli elementi fantastici si fanno preponderanti ed evidenti.
Dall’altro il Giappone appare a volte un luogo alieno e inventato, pure quando ciò che viene descritto è vero.

Per chi, invece, mastica anime e cultura pop, c’è il piacere di vedere trattati con la dovuta competenza e rispetto elementi del nostro immaginario, anime e manga storici, ma pure luoghi simbolo come Shinjuku, Harajuku, le terme (immancabili in ogni anime degno di questo nome), il cosplay e molto altro, tra cui cose che possono sorprendere.
Marco Casolino non ha scritto il suo romanzo prendendo informazioni da Wikipedia, ma traendo ispirazione dalla sua esperienza e dalle sue passioni.

Romanzo dell’anno, quindi?
No. Casolino di mestiere fa il fisico, pure di un certo livello, non lo scrittore e in alcuni punti si vede: troppo infodumping in una parte, passaggi un po’ farraginosi un un’altra, alcuni personaggi che funzionano meno tra i tanti che compongono il cast della storia e un protagonista – punto di vista che non sempre funziona. Ma la storia scorre, il romanzo si legge e la voglia di scoprire il segreto di Grikon accompagna il lettore fino all’ultima pagina del romanzo.

Grikon è uscito qualche tempo fa e da poco è disponibile in formato ebook in una nuova edizione.

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