E’ morto Terry Pratchett

12 marzo 2015

I aten't deadQuando mia madre mi telefono dall’ospedale, una mattina dell’aprile del 2000, per dirmi che mio padre era morto mi sentii come vi potete immaginare.
Ora che leggo che è morto Terry Pratchett mi sento uguale.

La prima reazione è di dolore e rabbia e incomprensione: perché? Perché proprio lui? Perché così presto? Non è giusto.

Il dolore è giusto. Da comprendere non c’è niente. La rabbia è inutile. Quello che mi aiutò a sopportare, reagire, andare avanti allora come ora sono proprio le parole di Terry Pratchett. Il significato che c’è, o che io ho trovato, nei suoi libri. La vita e la morte e la Morte così come le ha descritte lui.

E’ morto a 66 anni, la sua furia lo ha fatto andare avanti fin qui. Come disse un’altra Morte famosa, quella del suo amico Neil Gaiman, ha vissuto quanto tutti gli altri: una vita intera.

Gli era stato diagnosticato un principio di Alzheimer. O come lo chiamava lui “The Embuggerance”. La Rottura di Palle.

Non aveva paura di morire, gli dava solo fastidio il modo: dimenticando, senza poter più parlare o scrivere o pensare, senza dignità. Questo gli è stato risparmiato.

Nel 1998 venne nominato ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. Nel 2009 ha ricevuto il titolo di Cavaliere. Per questo, poiché ne aveva diritto, si disegnò uno stemma araldico (e già che c’era si forgiò una spada con metallo meteorico).

Ecco la sua araldica. Il motto dice “non temete il mietitore“.

Terry_Pratchett_COA

Questo basta. Anche perché scrivere tra le lacrime e squassato dai singhiozzi e dal pianto è proprio difficile.

Grazie Terry.

 

 

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