Recensione di MirrorMask

12 aprile 2016

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E .. se i vostri sogni prendessero vita?
Se il vostro inconscio vi mettesse d’avanti enigmi che solo voi potete risolvere?
Se vi trovaste faccia a faccia con la vostra parte ribelle cosa mai gli direste?
Nel 2005 esce, direttamente in dvd, MirrorMask, un lungometraggio fantasy onirico, ricco dell’inconfondibile tocco di Dave McKean e scritto dalla geniale penna di Neil Gaiman.
La storia coinvolge Helena (Stephanie Leonidas) un adolescente che lavora come giocoliere nel circo di famiglia, intrappolata in questa realtà che non condivide, “il sogno di tuo padre” dice la madre Joanne (Gina McKee) rinunciando così ad una vita normale.
Helena sprigiona la sua fantasia disegnando una città immaginaria, dove i pesci nuotano nell’aria e le persone del suo mondo reale appaiono nel sogno del tutto trasformate con maschere e costumi bizzarri. Si tratta di un mondo di luce e buio; la Regina della Luce (interpretata sempre da Gina McKee) è in uno stato di trance, e a quanto pare tocca a Helena avventurarsi nel mondo oscuro e tornare con la “MirrorMask” per risvegliare la regina.
Il mondo fantastico di questo film ha una bellezza inquietante. All’inizio la visuale porta con se una certa meraviglia che può ad un certo punto della visione pesare sulla fruizione della pellicola che verso la fine può costare qualche sforzo per via delle immagini poco chiare e sempre cerchiate di nero come se fosse un vero sogno, di quelli che Sognipedia aiuta a interpretare con il suo libro dei sogni.

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La storia assomiglia a ciò che accade in Bernard Rose di “Paperhouse” (1988), in cui una ragazza disegna una casa in un altro mondo, si ammala, ed entra magicamente in quel mondo. Nel film di Rose, le immagini sono chiare. In “MirrorMask”, con l’artista Dave McKean come regista e scenografo, le immagini sono sfocate e nebbiose ed Helena incontra uno scenario strano dopo l’altro, in un mondo dove la logica sembra senza senso, clonato dal paese delle meraviglie.
Le avventure più pericolose di Helena si verificano dopo il passaggio al lato oscuro, dove è scambiata per la sua immagine speculare, una ragazza oscura e sinistra che incarna tutti gli aspetti sinistri del suo subconscio. La Regina delle Ombre (McKee di nuovo) scambia l’Helena buona per l’Helena cattiva, mettendo l’Helena buona in pericolo, il vantaggio è che da questo scambio, Helena riesce ad avere alcune informazioni che l’aiuteranno nella ricerca della MirrorMask .
Jason Barry ha un ruolo importante come San Valentino, un giocoliere che diventa consigliere di Helena in questo universo alternativo dove sono presenti innumerevoli e molto strane creature, alcune delle quali con le scarpe al posto della testa, altre più strane che sembrano di Hieronymus Bosch. Uno per uno, fotogramma per fotogramma, queste invenzioni sono notevoli.
Sotto una chiave immaginaria e con un pizzico di tensione, tra sogno e realtà, vi chiederete fin da subito se Helena riuscirà a salvare i due mondi e riabbracciare sua madre; non perdetevi la risposta!

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