Gli Inganni di Locke Lamora: che bello perdersi a Camorr!

2 luglio 2016

gli-inganni-di-locke-lamoraGli Inganni di Locke Lamora è un libro magnifico.

Oh, no, non è il miglior romanzo fantasy mai scritto, la nuova serie a cui appassionarsi al posto del Trono di Spade. Scott Lynch, romanziere esordiente con quest’opera, non è il nuovo Tolkien.
C’è qualche problema di ritmo, ci sono troppi spiegoni gestiti non sempre nel migliore dei modi. Ci sono alcune incertezze tipiche dell’autore alla prima opera seria. I protagonisti hanno questa tendenza ad arrivare a tanto così dal morire dissanguati e salvarsi all’ultimo momento che alla lunga lascia perplessi.

Ma lasciatemelo ripetere: Gli Inganni di Locke Lamora è un libro magnifico.
Nella recensione del Mezzo Re ho scritto che desideravo un romanzo con un’ambientazione in cui perdermi. Forse è per questo che quel romanzo ambientato tra i ghiacci mi ha lasciato freddo. Mentre questo mi ha conquistato anche per l’ambientazione vivida e reale.

Ma andiamo con ordine.

Gli Inganni di Locke Lamora, uscito nel 2006, è il primo libro su una serie pianificata di sette e di cui fin’ora sono usciti tre romanzi: questo, I Pirati dell’Oceano Tosso (Red Seas Under Red Skies), The Republic of Thieves. The Thorn of Emberlain uscirà a settembre e altri seguiranno.
Ho letto solo il primo ed è un romanzo autoconclusivo: non c’è bisogno di aspettare il duemilaeciao per conoscere il destino dei personaggi.

Locke Lamora, il protagonista, è un ladro. Accolto giovanissimo orfano da un ladro, adottato da un altro ladro e cresciuto come ladro, con una predisposizione naturale e una tentazione irresistibile verso il furto e l’inganno. Come dice il Forgialadri, il primo ladro, a Padre Catena, il secondo ladro,

Se Locke avesse un profondo taglio alla gola, ruberebbe ago e filo al medico che sta ricucendo la ferita e morirebbe ridendo.

La trama del romanzo, senza spoiler è un topos abbastanza classico: Locke e la sua banda, i Bastardi Galantuomini, vivono una tripla vita: sotto le spoglie dei sacerdoti di un tempio si nasconde una banda di ladruncoli di strada e piccoli truffatori. Ma sotto quelle spoglie si nasconde una banda di abilissimi truffatori, in grado di ordire inganni complessi per derubare i nobili della città di Camorr. I nobili sono un bersaglio vietato per tutti i ladri in virtù della Pace Segreta conclusa tra il signore di tutti i ladri della città, Capa Barsavi, e il duca Nicovante. Ma per Locke questo non è un problema.
L’arrivo in città del misterioso Re Grigio, che inizia a uccidere gli uomini di Barsavi, manda all’aria lo status quo proprio mentre Locke e i Bastardi Galantuomini sono alle prese con uno dei loro colpi più ambiziosi.
Questo per Locke sarà un problema.

La storia procede rapida e avvincente, il linguaggio è crudo e diretto, l’ironia a volte sfocia nella comicità e rende ancora più forti le scene di violenza, che scoppia all’improvviso e non risparmia nessuno. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e descritti, è facilissimo affezionarcisi.

Se Gli Inganni di Locke Lamora fosse un film, sarebbe opera di Guy Ritchie, quello di Lock & Stock, Snatch e i due Sherlock Holmes con Robert Downey Jr.
Il ritmo lascia senza fiato, le battute sono taglienti, gli stacchi tra una scena e l’altra, tra il tempo presente e i flashback che raccontano la giovinezza dei Bastardi Galantuomini, sono netti e ben gestiti. In effetti, immaginate Ocean’s Eleven diretto da Guy Ritchie in un’ambientazione fantasy e avrete una buona approssimazione di questo romanzo.

Ambientazione fantasy non è abbastanza. Il mondo di Locke è una sorta di Europa a cavallo del 1600-1700, un mondo barocco attraversato da guerre e intrighi, ma anche scoperte e invenzioni, in cui magia e alchimia esistono e nel mare nuotano creature mostruose. Quasi un romanzo di cappa e spada con elementi fantastici, anche se il fatto che il protagonista sia un truffatore e non uno spadaccino non lo rende uno swashbuckler completo.

Il romanzo è ambientato nella città stato di Camorr e Camorr è bellissima.
Entra a pieno diritto nel novero delle grandi città fantasy aperto da Fritz Leiber con Lankhmar, luoghi che non sono solo sfondo del racconto, ma personaggio della storia.
Camorr è Venezia. Una Venezia sospesa tra la modernità barocca e retaggi medievali, come i sanguinolenti spettacoli per le folle in cui qualcuno muore smembrato. Camorr è viva e pulsante. La mappa stampata a inizio romanzo non serve: seguendo Locke e i suoi amici nei loro spostamenti riusciamo a capire la geografia del luogo, cosa c’è a nord o a est di un dato punto, che direzione dovremmo prendere per dirigerci verso un grande parco o un quartiere malfamato da cui in effetti sarebbe meglio stare lontani. La differenza tra le varie parti della città, quella abitata dai nobili, quella ricca e mercantile, le zone borghesi e quelle povere, è organica: Lynch descrive zone, edifici, atmosfere, abbigliamenti diversi, ma tutti parte dello stile di Camorr. E’ una Venezia più misteriosa, in cui operano alchimisti registrati e clandestini all’ombra delle alte torri di un vetro magico, lascito della razza che abitava quei luoghi prima che arrivassero gli umani. Un vetro di cui sono fatti anche alcuni ponti e altre opere architettoniche della città, che si accende di luce propria al tramonto, colorando le acque che scorrono tra i canali della città di molteplici colori.

E’ impossibile leggere il libro e non desiderare di essere lì, in quel mondo così avvincente e ricco e pericoloso, a complottare con i Bastardi Galantuomini, a condividere con loro un profondo senso di amicizia e fratellanza.

Gli Inganni di Locke Lamora non è un libro perfetto, non è un capolavoro. Ma per me, che sono mezzo veneziano e conosco l’aria che respirano Locke, Jean Tannen, i fratelli Sanza, Cimice e gli altri personaggi, è un libro irresistibile e consigliatissimo.

Una volta finito Ebassytown di China Miéville, continuerò a ignorare l’ordine dei libri nella la Torre di Babele e mi rimetterò a seguire le avventure di Locke.

Gli Inganni di Locke Lamora

Gli Inganni di Locke Lamora
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Pros

  • Avvincente
  • Divertente
  • Ambientazione originale e ben sviluppata

Cons

  • Tipiche ingenuità da romanzo d'esordio

In conclusione

Gli Inganni di Locke Lamora

Pros

  • Avvincente
  • Divertente
  • Ambientazione originale e ben sviluppata

Cons

  • Tipiche ingenuità da romanzo d'esordio

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