Embassytown di China Miéville

22 luglio 2016

embassytownSto leggendo Embassytown di China Miéville.

Questa non è una recensione, perché per quella dovrete aspettare che arrivi in fondo al romanzo.

E’ più un primo appunto.

China, ti voglio bene. Ed è per questo che sono faticosamente avanzato attraverso i 5 milioni di pagine che hai infilato tra la copertina e il momento in cui la tua storia ingrana. Una storia che è la tua versione di Snow Crash di Neal Stephenson, una bella e profonda e utile riflessione sul linguaggio che è un virus.

Quando parte, il romanzo è bello e lo sto terminando con passione.
Ma se sono riuscito a superare la prima parte è solo perché sapevo che ne valeva la pena da fonti esterne: recensioni, commenti, citazioni. La parte iniziale poi si capisce perché è scritta così e perché è importante, perché è fondamentale entrare nella testa della protagonista. Ma poi, dopo un sacco di poi, accidenti a te!

Non c’è niente dentro la parte iniziale del racconto che dia un motivo per superare i primi 20 milioni di pagine e non va bene se questi motivi li devo trovare fuori dal romanzo.

E’ come L’Oceano in Fondo al Sentiero di Neil Gaiman. C’è una luuuuunga parte centrale che è bella, ma ti chiedi perché tanti episodi e tanti dettagli, prima che si capisca il perché e il romanzo ti strappi il cuore e ne faccia poltiglia come manco i film della Pixar e ti lasci piegato in due a piangere perché improvvisamente ti sei ricordato cosa voleva dire essere bambino e non lo sei più e sto piangendo di nuovo, dannazione, Neil!

Però lì c’erano i primi capitoli che ti davano un’idea di dove si andasse a parare – ma che non facevano niente, niente!, per prepararti alla botta assassina dritta nei sentimenti.
In Embassytown non c’è nulla. Devi andare avanti fidandoti di elementi che stanno fuori dal romanzo e che ti promettono che lì in fondo, dopo i 100 milioni di pagine introduttive, c’è una storia molto bella che dà un senso a quella prima parte.

Comunque, recensione completa quando finirò di leggerlo.
Hai un fazzoletto?
Dannazione, Neil!

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