Castlevania, la serie animata su Netflix

Come mai scrivere su Castlevania, giudizio meh+, quando potrei parlare di The Expanse, bello?

Il destino si dipana per vie misteriose. Una di queste vie è il fatto che ora ho tempo, questo inverno non ne avevo. E siccome ho visto Castlevania la settimana scorsa, eccoci qui.

Questa serie animata di produzione originale Netflix ha due segni distintivi. Il primo è che è tratta dall’omonima serie di videogiochi di successo – per la precisione si ispira molto al terzo capitolo. Il secondo è che è scritta dallo scrittore di libri e fumetti, saggista, futurologo, conferenziere Warren Ellis, la cui newsletter dovreste proprio seguire.

Il secondo punto mi ha attirato più del primo, quindi ho investito un’ora del mio tempo spalmata su due pause pranzo per vedere i quattro episodi della prima stagione.

Eeeeeeeeeeeeeeee. Beh.

Che gli vuoi dire: onesto. Forse hanno speso più soldi per pagare Ellis e il cast di doppiatori, tra cui spiccano Richard Armitage e James Callis, che per pagare l’animazione, ma insomma, una cosa media.

La prima stagione in realtà è un lungo setup in vista della già annunciata seconda, in cui le cose si dovrebbero fare serie. Nel primo episodio una donna determinata, Lisa, si presenta a Dracula chiedendogli di insegnarle la sua scienza per diventare un medico e curare la povera popolazione della Valacchia. Segue l’ammmmore e segue, qualche anno dopo, un rogo su cui Lisa viene bruciata dalla chiesa con l’accusa di stregoneria. Dracula non la prende bene. Divide gli abitanti della Valacchia in due categorie: quelli direttamente colpevoli della morte della moglie e quelli che avrebbero potuto opporsi all’uccisione. Decide quindi di evocare un’armata dall’inferno e uccidere tutti.

Gli episodi successivi mostrano come si forma il terzetto di personaggi che cercherà di fermarlo: Trevor Belmont, discendente di una casata di cacciatori di mostri scomunicata dalla chiesa; Sypha Belnades, maga appartenente all’ordine nomade degli Oratori e, soprattutto, Alucard, il dampiro figlio di Dracula e Lisa intenzionato a salvare l’umanità dall’ira del padre e tra i personaggi più amati della serie di videogiochi.

La serie, come dicevo, è onesta: bella l’ambientazione, belli gli scenari, un po’ così animazione e character design, buona l’idea di seguire l’esempio dei videogiochi e tenere Dracula nascosto. Molto convenzionale la storia: segue i topos del genere senza discostarsene. Non che sia per forza un male, però dalla penna di Ellis mi aspettavo qualcosa di più originale o un punto di vista diverso su una storia nota, un po’ di sorpresa, insomma. Inoltre, le sue battute fulminanti che su carta funzionano benissimo qui a volte stonano: il ritmo dell’azione spesso si ferma per permettere a un personaggio di pronunciare una battuta bella, ma lunga e articolata.

Vedere Castlevania non è stato uno sforzo, anzi, ma sicuramente il risultato è stato inferiore alle mie aspettative. Si prende una sufficienza e il mio consiglio è, se non l’avete visto, di aspettare che esca la seconda stagione di otto episodi, per guardarne dodici uno dietro l’altro e vedere dove va a parare.

Ecco il trailer della prima stagione di Castlevania

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