Prova anche tu la Scherma Storica!

scherma storica a roma

Se siete a Roma, lunedì prossimo potete venire a fare una lezione di prova di scherma storica nella Sala d’Armi Achille Marozzo – sede di Roma. Il luogo è via Sannio 40, il quando è lunedì 8 alle 19. A parte l’iscrizione, tutto il mese di settembre è gratis.

La scherma storica è l’arte marziale che recupera, mette in pratica e trasmette le tecniche di combattimento e gli insegnamenti tramandati da maestri di scherma italiani medievali e rinascimentali nei loro trattati.

Praticare scherma storica significa quindi imparare le tecniche di scherma con spada, ma pure altre armi come pugnali, lance, scudi, usate nei duelli d’onore. E’ una disciplina affascinante che permette di praticare un’arte marziale che affonda le sue radici nella nostra storia.

Detto con meno parole, è una ficata pazzesca.

Se siete nerd duri, puri la scherma storica è praticamente la destinazione naturale della vostra vita, l’evoluzione inevitabile, il salto di livello, un dovere morale. Se non siete nerd è pure meglio. E’ un’arte marziale complessa e affascinante, che vi aprirà gli occhi e vi farà scoprire le arti marziali storiche europee.

Per me questo sarà il quarto anno di corso. E’ amore vero. Venite anche voi.

Se siete di Roma, vi aspetto. Se non siete di Roma, va bene uguale: è molto probabile che ci sia una sala della Sala d’Armi Achille Marozzo dalle vostre parti.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.achillemarozzo.it

Star Wars Day: domenica 4 maggio a Roma – UPDATE post evento

starwarsdayroma

Il 4 maggio è lo Star Wars Day e quest’anno per la prima volta ci sarà una celebrazione ufficiale in Italia.

Si comincia nei Disney Store di Roma e Milano il 3 maggio con il lancio di alcuni nuovi prodotti.

Ma l’evento principale sarà il 4 maggio a Roma, al Colosseo, a partire dalle 10:30.

Sfileranno appassionati in costume, la 501st Italica Garrison, e sarà possibile ammirare una riproduzione a grandezza reale del TIE Advanced X1, il caccia TIE pilotato da Darth Vader.

Oltre alle celebrazioni live, a Roma come nel resto del mondo, ci saranno lanci di nuovi prodotti, come i nuovi set Lego, offerte speciali sui romanzi di Star Wars da parte di Multiplayer.it, la presentazione della nuova serie animata Star Wars Rebel e altro ancora.
Non è escluso che con l’occasione dello Star Wars Day J. J. Abrams non faccia qualche annuncio legato a Episodio VII.

Tenete d’occhio la pagina Facebook di Star Wars per novità e aggiornamenti.

Mi sa che ci vediamo domenica al Colosseo.

UPDATE delle 16 del 4 maggio: bellissimi i costumi e le interpretazioni della 501st e di Rebel Legion nel quadro di un evento totalmente irrispettoso dei fan. E’ stato organizzato solo a beneficio di stampa e blog di settore. Quando vedrete in giro le foto dei costumi magnifici con sfondo magnifico, sappiate che sono state scattate da fotografi che avevano accesso all’area recintata in cui si trovavano TIE e cosplayer. I fan sono stati tenuti fuori dal recinto, in discesa sul pendio di una collinetta scoscesa. Alle 12 era tutto finito. Problemi di autorizzazioni e ordine pubblico, pare. Probabile che a questi siano da imputare la location scomodissima e la fine della giornata a meno di due ore dall’inizio (saranno contenti quelli che sono venuti da fuori Roma), ma è chiaro che l’evento è stato concepito fin dall’inizio per permettere ai professionisti di avere bel materiale da far girare sul web, non per far vivere una bella esperienza ai fan. Se avete voglia di perdere tempo, potete leggervi i commenti negativi che appaiono in vari post della pagina Facebook di Star Wars.
Su Twitter invece il mood è positivo e pare che l’evento sia stato un grande successo. Ma se guardate con attenzione, vedrete che per la maggior parte i commenti positivi vengono dagli account delle testate e blog a beneficio dei quali è stato organizzata la manifestazione. Sono tanti e mandano tanti tweet, quindi schiacciano numericamente i tweet negativi.

UPDATE del 5 maggio: tra siti e blog per i quali era stato concepito l’evento e siti di news che riportano acriticamente una cartella stampa, viene data l’idea che lo Star Wars Day Roma sia stato un grande successo che non ha deluso i fan. Li ha delusi eccome.

Mette un po’ di tristezza leggere dei post in cui si dice che “Grande festa per il primo “Star Wars Day” italiano. La festa è andata avanti fino a sera, con lo spettacolo d luci e musiche, con la celebre colonna sonora di Guerre Stellari e uno spettacolo di video mapping che si è concluso con la scritta “Star Wars” proiettata sul Colosseo.”

Manco la briga di controllare se è andata veramente così.

Ma la cosa triste è che i post sulla pagina Facebook di Star Wars con le critiche (uno, due, tre e quattro) verranno spinti nell’oblio dai nuovi contenuti e i blog minuscoli come Magrathea o quelli meno trafficati, come questo e questo, non hanno i mezzi per competere in visibilità con le testate maggiori e nessuno ha il tempo e la voglia di lasciare commenti ai vari articoli per raccontare come è andata veramente  Quindi passerà alla cronaca e alla storia che il primo Star Wars Day a Roma sia stato un grande successo, apprezzatissimo dai fan. Sigh.

VIEW Awards 2013: se ti occupi di computer graphics, devi partecipare!

La VIEW Conference è uno degli appuntamenti irrinunciabili per chi si interessa di computer graphics.

Uno degli incontri clou della scorsa edizione è stata la presentazione in anteprima mondiale gli effetti di Cloud Atlas, Cory Doctorow è stato ospite nell’edizione 2011. Capite il livello dell’evento.

La prossima edizione si terrà come di consueto a Torino, dal 15 al 18 ottobre. Come appuntamento collaterale, di non minore importanza, ci sarà negli stessi giorni il VIEW Fest 2013, il festival del cinema digitale.

In questa occasione di Conference e Fest ci sarà la premiazione del VIEW Awards 2013. Seguite il link per scaricare i vari bandi di concorso e accedere al form per partecipare.

Intanto, vi copio dal sito categorie e premio.

Categorie del VIEW AWARD 2013:

 

Miglior Cortometraggio

Dedicato al miglior cortometraggio realizzato con animazione 2D o 3D o filmati live con l’integrazione di effetti visivi digitali. Motion capture data possono essere occasionalmente usati per l’animazione. I lavori verranno giudicati in base a criteri di eccellenza tecnica, originalità, creatività, design, ed estetica. La durata non deve superare i 30 minuti.

Miglior Design di un Ambiente

Dedicato al miglior ambiente (esterno o interno) creato con tecniche digitali: può essere interamente in 2D o 3D oppure una mescolanza di grafiche 2D/3D e tecniche di matte painting digitale. La modellazione 3D, il rendering, e il painting digitale possono venire realizzati con qualsivoglia software. Le realizzazioni verranno giudicate sulla base di criteri di eccellenza tecnica, originalità, creatività, e sulla base del valore estetico e architettonico.

Miglior Personaggio

Dedicato al miglior personaggio digitale realizzato per un cortometraggio o per un videogioco. Il personaggio può essere crato con qualsivoglia software di grafica 2D o 3D. Le realizzazioni saranno giudicate sulla base della qualità dell’immagine, del livello tecnico, dell’originalità, della creatività e della personalità del personaggio.

Migliori Effetti Visivi

Dedicato alla miglior sequenza di effetti visivi digitali usati in un’animazione di computer grafica o in un cortometraggio live-action. I VFX possono essere realizzati con qualunque software di grafica 3D e compositing. Le opere verranno giudicate sulla base di criteri di eccellenza tecnica, originalità, creatività, e coerenza con la struttura narrativa del cortometraggio.

 

Premi:

VIEW Award 2013:

Primo premio: 2.000,00 €

La competizione è aperta a studenti e professionisti. Buona fortuna!

Annunciata la VIEW Conference 2012

La VIEW Conference è un evento annuale di portata internazionale incentrato sulla computer grafica, le tecniche interattive, il cinema digitale, l’animazione 2D/3D, i videogiochi, gli effetti visivi.

All’edizione dello scorso anno ha partecipato Cory Doctorow con un interessante intervento su come l’arte e il business possono coesistere pacificamente sul web.

Questo è il comunicato per l’edizione 2012.

Quattro ospiti internazionali e cinque Awards: sono le prime informazioni ufficiali che riguardano la VIEW Conference 2012, la più importante conferenza europea dedicata ai media digitali, in programma a Torino nel prossimo mese di ottobre.


Iniziamo dagli ospiti, tutti come di consueto di caratura internazionale. Sarà a Torino GARY RYDSTROM, sound designer dello Skywalker Sound e vincitore di ben 7 Academy Awards (su un totale di 16 nomination), al lavoro anche sul prossimo film Pixar, “Brave – Ribelle”.

Dopo un’importante esperienza come tecnico del suono per “Indiana Jones e il tempio maledetto”,  Rydstrom inizia a lavorare come sound designer con la commedia “Balle spaziali”.

Nel 2006 Rydstrom ha debuttato alla regia con un corto animato Pixar, “Lifted”, per il quale ha ricevuto la sua quattordicesima nomination agli Oscar e che è stato incluso anche nell’Animation Show of Shows. Sempre per i Pixar Studios ha diretto e scritto la sceneggiatura del corto d’animazione “Hawaiian Vacation” (2011).


ERIC DARNELL è il secondo ospite annunciato da VIEW 2012, regista della trilogia di “Madagascar”, che presenterà a VIEW il suo ultimo “MADAGASCAR 3: RICERCATI IN EUROPA”.

Dopo essersi laureato in giornalismo televisivo e in Animazione Sperimentale al California  Institute of the Arts, Darnell nel 1998 fa il suo debutto alla regia con il film “Z la formica” della PDI/Dreamworks. Con la PDI lavora inoltre nel settore ricerca e sviluppo per la realizzazione de “Il Principe d’Egitto”, e lavora inoltre come story artist al film “Shrek” (2001), per il quale scrive anche la canzone “Welcome to Duloc”. 


Sarà a Torino anche DAN ATTIAS, vincitore del Directors Guild of America Award, regista di molte delle più famose serie tv americane tra i cui “I Soprano”, “The Wire”, “Deadwood,” “Lost”, “Six Feet Under”, “Dr. House”, “Alias”, “True Blood” e “The Killing”.

Dan Attias ha ricevuto numerose candidature agli Emmy Awards e parlerà al pubblico di View Conference del suo approccio alla storia che viene raccontata nel film, sia nella fase iniziale di preparazione del progetto cinematografico sia durante la sua effettiva realizzazione.   


Ultimo ospite annunciato per il momento è JOSH HOLMES, direttore creativo di HALO, che presenterà in anteprima HALO 4.

Josh Holmes è un disegnatore e produttore di videogiochi, conosciuto soprattutto per il suo lavoro come Produttore Esecutivo e poi Direttore Creativo del videogame campione d’incassi, e attualmente Direttore Creativo di 343 Industries, la casa di produzione di giochi Microsoft.

La sua carriera nell’industria dei videogame è iniziata nel 1995, all’Electronic Arts’ campus di Burnaby. Lì ha creato la serie di giochi di combattimento Def Jam e la serie NBA Street. Nel 2005 è stato il co-fondatore di Propaganda Games, presto acquisita dalla Disney Interactive. Dal 2009 è alla 343 Industries.
http://viewconference.it/fantastici-ospiti-view-2012

 

Concorsi & date ufficiali 2012

VIEW SOCIAL CONTEST/un film, un corto, un video musicale o una pubblicità realizzati mediante animazione 2D/3D e/o VFX che si focalizzino su temi sociali/ Scadenza:15 Settembre 2012 / Primo premio: 1500 €

VIEW AWARD/ cortometraggi animati realizzati mediante animazione 2d/3D e/o VFX / videogiochi/ Scadenza: 15 Settembre 2012 / Primo Premio: 2000€

ITALIANMIX/ opere realizzate da autori italiani o stranieri ma che abbiano come argomento l’Italia o soggetti Italiani / Scadenza: 15 Seettembre 2012

GRIMM ANIMATED/ cortometraggi animati della durata massima di 5 minuti che esplorino i classici dei fratelli Grimm in maniera innovativa/ Scadenza: 24 Agosto 2012 / Primo Premio: 1500 €

Proposte per talk o workshop/ Scadenza: 31 Luglio 2012

http://viewconference.it/view-awards-2012

 

Framestore @ VIEW 2012!

Framestore sarà presente a VIEW 2012 per un tour alla ricerca di creativi e tecnici da arruolare nelle sue fila. Preparate i portfolio!

www.viewconference.it/ FB: VIEW Conference/ info@viewconference.it

 

Bonus per voi: il video dell’intervento di Doctorow.

Frammenti di Lucca Comics & Games 2011 (II)

I miei occhi si aprono su di un soffitto sconosciuto.

Provo a verificare se la notte è stata di conforto ma dolorosi impulsi nervosi mi ricordano dell’esistenza di muscoli che avevo dimenticato. Cerco le forze necessarie per alzarmi con scatto felino dal letto del B&B e ricordo di aver mancato il giorno prima almeno tre live serali, un concerto di tamburi taiko ed una rassegna di autori di un qualche interesse. Peccato. Ma non è possibile toccare tutti gli eventi della fiera lucchese se non si possiede il dono dell’ubiquità od una riserva di energia fisica inusuale.

In piedi, marine.

Striscio poco atleticamente in bagno e mentre l’acqua tiepida bacia pelle e barba mi rendo conto che lo stress quotidiano che normalmente mi accompagna, amalgama di mille piccoli problemi e preoccupazioni, si è messo momentaneamente da parte e so con certezza che questo vale anche per la maggior parte degli altri frequentatori della fiera. E’ un pensiero rinvigorente.

La colazione è soddisfacente e nell’arco di mezz’ora vengo scaricato dai miei amici di fronte alla biglietteria di Porta San Pietro: in pochi secondi il mio polso viene stretto da un nuovo braccialetto di carta colorata. L’aria è frizzante senza essere fredda, la striscia di erba innanzi alle mura cittadine è ancora semivuota ed i pochi coraggiosi già in movimento sono sorridenti, ciarlieri e affannati. Si ricomincia.

Lucca Comics & Games è un luogo di incontri casuali, appuntamenti, riunioni. Amici che non si vedono di persona da mesi, forse anni, perchè troppo distanti o perchè, come spesso capita, si è troppo occupati si reincontrano sotto le arcate dei palazzi antichi. Gruppi di MMORPG, di chat, di forum approfittano dell’occasione per mangiate collettive, ricordare azioni gloriose contro i boss di fine livello, scambiarsi informazioni faccia a faccia e discutere degli ultimi avvenimenti sociali.

Forte di un cellulare funzionante riesco a placcare Izhim-ur-Baal, una delle vecchie guardie mia pari di Vampiri la Masquerade e setting connesso prima dell’avvento di Justin Achilli e della nuova edizione. Ci sediamo all’esterno di un caffè del corso principale e mentre leggo lo scontrino mi rendo conto che il vestito da membro della Banda Bassotti del cameriere probabilmente non è un cosplay.

La folla rumorosa ci sfiora a pochi centimetri  mentre parliamo amabilmente del passaggio graduale dei giochi White Wolf verso il powerplay degli anni ’90 e della nascita della Camarilla ufficiale, della “modularizzazione” di Requiem che probabilmente ne decretò infine il fato e della nostra passata collaborazione con la 25th Edition (mio il lavoro sul setting italiano di Vampiri ne Le Ultime Notti, suo doveva essere un quinto scenario, purtroppo mai pubblicato, di Gehenna ispirato a “Il Nome della Rosa”). Siamo l’equivalente geek dei due vecchietti che discutono dei “bei tempi andati”.

Mentre ci accomiatiamo vengo intercettato per caso da Ciro, “Due” e Cristiano, come me veterani dell’eternamente comatoso Cainiti.it: mi informano rapidamente su come è andata la prevista reimpatriata tra i decani del sito vampirico di due sere prima dopoichè svaniscono tra i padiglioni alla ricerca di fumetti di difficile reperimento.

Se l’elemento commerciale è la forza motrice indubbia della fiera sono i cosplay ad essere divenuti gradualmente e inesorabilmente il suo richiamo più vistoso. Estremamente elaborati o ingenuamente rozzi, assemblati all’ultimo momento in maniera furbesca o lavoro principale dei loro creatori nell’ultimo anno i costumi esplodono nella loro varietà, riempiendo le arterie principali e viuzze secondarie della cittadina.

Supero dozzine di decadenti vampiri vittoriani reduci dai live serali e tonnellate di putridi zombi e macchina fotografica in mano scatto a raffica cercando di catturare il numero maggiore di cosplayer con riguardo verso quelli più inusuali, meno comuni.

In genere non considero particolarmente interessanti i membri del cast di Dragonball, Naruto, Death Note, Full Metal Alchemist e Bleach: in alcuni casi i loro trucchi, le loro armi e le loro maschere sono veramente apprezzabili per l’impegno profuso e di certo visibile ma la mia superba preferenza va a serie lievemente più di nicchia, ai grandi classici rielaborati e reinterpretati o, ancor meglio verso cyberdollz e altri personaggi inventati con gusto per l’occasione.

Eccomi quindi a trasformare in .jpg un Phemt in tuta di lattice dai lucidi riflessi a pochi metri da un Guts ricoperto dall’armatura logora del Berserk, una Bia con tanto di ombrello che tradisce un sorriso di orgoglio, un perfetto Actarus in posizione plastica, una Seras Victoria da Hellsing che riesce a mantenere in precario equilibrio un cannone Halconnen più alto di lei, una squadra cremisi e crema di ZAFT da Gundam SEED che si muove compatta, una unità di marines di Halo che si schiera in formazione. Dettagli e visione di insieme, questo è il trucco per attirare lo sguardo vorace delle masse.

Non esistono momenti di pausa, riposo e persino di intimità per i cosplayer e questi lo sanno, accettando le regole non scritte di Lucca: anche mentre Siegfried di SoulCalibur si concede un panino stroncato dal peso della sua corazza o il cast intero del Mago di Oz si siede in un caffè i fotografi non smettono di riprenderli, mai. E ne hanno ben donde: basta un attimo di distrazione ed un cosplay unico si perde inghiottito nella folla, scomparendo nel nulla. Catturare l’immagine, subito, prima che sia troppo tardi.

Se sono le ladre in tuta aderentissima e le sexy infermiere con calze a rete ad attirare maggiormente gli obiettivi professionali la parte più stimolante del gioco per me è nel riconoscere il personaggio, meglio se secondario, meglio se non appartenenete non a manga o anime o videogame quanto a serie TV (NCIS, Lost, CSI), a film di culto e/o trash (Delirio e Paura a Las Vegas, Borat, Sucker Punch, Italian Spiderman), a GdR che entrano così in un altro reame per intero: mi fermo di fronte al seguito dell’Inquisitore di Sine Requie, la sua Doppia Corona Spinarum in legno è un lavoro ammirevole e sebbene già viste e riviste le armature dei Guerrieri votati a Khorne, Slaanesh e Tzeench mi lasciano stupito per i particolari incisi su di esse, plasmati da amorevoli mani.

Si ferma la folla attorno alle scenette progettate ad hoc o create sul momento: Pikachu affronta all’ultimo colpo Ryu di Street Fighter, il grottesco Testa di Piramide e le inquietanti infermiere di Silent Hill cercano di afferrare i passanti, l’Imperatore e la sua scorta di Stormtrooper della 501esima Legione che si fanno strada tra la folla, le forze speciali Umbrella che trasportano in gabbia un letale Licker attraversando la folla estasiata, l’equipaggio della Perla Nera che anticipa il suo arrivo sulle note di violino, Altair di Assassin’s Creed viene immortalato mentre si arrampica sulle colonne delle porte cittadine.

Sia seta, cotone, polistirolo, lamiera o gommapiuma il genio del cosplay non si ferma all’abito, ai gadget, alle armi: la macchina dei Flintstones inclusiva Fred, Wilma, Betty e Barney sfreccia a fianco della Doppio Zero delle Whacky Races e ad una Yamato necessariamente superdeformata. Shinigami enormi poggiano sulle spalle dei loro ospiti legati fermamente con cinghie di cuoio mentre un realistico (almeno frontalmente) Trono di Spade si sposta assieme ai belligeranti Stark.

Non sfuggono alla febbre del cosplay bambini e cani, con risultati alterni.

Non è una esperienza che si conclude con la semplice prima vista quella del cosplay lucchese: la si avverte sulla pelle, con la vibrazione della sinergia tra modelli, fotografi e osservatori. Tutte le mie mille e quarantasette foto non possono replicare la ricchezza dell’attimo e penso quanto sia risibile il tentativo di rinchiudere questo mondo in testi sociologici senza anima o senza reale immersione.

Nonostante frequenti la fiera da più di un decennio la planimetria medioevale della città riesce sempre a confondermi e allontanatomi dalla via principale sono costretto a muovermi usando solo la percezione dei flussi dei costumi più “mangosi”. La mia tattica funziona e raggiungo infine il Japan Palace mentre cala il sole. Mostro per l’ennesima volta biglietto e bracciale al personale ed entro.

Non sono preparato.

Superate le antiche porte i miei occhi vengono aggrediti violentemente: negli stand centinaia, migliaia, decine di migliaia di peluche, gashapon, action figures, borse, portafogli, diari, magliette, poster, cappellini, collane, penne, maschere, fasce, anelli, man-ga originali, bambole tradizionali, salvadanai ed altri oggetti la cui funzione esula dalla mia comprensione ma sono certo che qualcuno comprerà. L’animalista convinto che è in me osserva con non poco fastidio il kingyo sukui, il tentativo di catturare pesci rossi con il fragilissimo retino di carta.

Mi muovo cercando di cogliere il maggior numero di dettagli, figure, composizioni ma il loro mero numero mi soverchia. Le trattative in corso sono rumorose, degne talvolta di un suq arabo, ma la concorrenza agguerrita impone sconti maggiori del solito: comprendo ora che spostare parte delle attività nel Padiglione Carducci è per un negozio di gadget una scelta più che razionale.

Distributori automatici di giapponeseria varia dividono lo spazio con bacheche che espongono i modelli di una discreta varietà di Real Robot e Super Robot dagli anni ’80 ad oggi. Un poster pubblicizza tutte le opzioni del costoso Black Jeeg in edizione limitata. Poco distante vi è un prototipo del Big Shooter che verrà commercializzato solo tra qualche mese. Schiere su schiere di snodabili Santi di Bronzo e Oro, classiche e moderne maho e majokko fornite di variegate bacchette, puccettosi gatti e pinguini: tutto pressato sui banconi oltre il credibile. La quintessenza della cultura anime più commerciale in Italia è racchiusa in pochi metri quadri. Sono ipnotizzato, in più di un senso.

Gradualmente mi rendo conto che sono le statuette femminili ad ottenere, comprensibilmente, maggiore attenzione da parte del pubblico: dal kawaii all’ecchii attraverso ogni sfumatura che divide il sottile erotismo dalla dichiarata pornografia e la timida innocenza dalla palese lascivia si stagliano in ordine sparso dietro vetrine di Ikea pudiche cameriere ottocentesche, studentesse in minigonna armate di katana e di gigantesche falci, prosperose manager d’assalto, lolite anoressiche in tute di pelle e latex, elfe seminude ed ogni possibile permutazione e variazione di Rei Ayanami e Asuka Sonryu Langley che risvegliano gli ormoni di maturi otaku e attendono con pazienza i futuri proprietari. Noto perplesso che questa sfilata di mutandine, calze, reggiseni e precisi dettagli di anatomia femminile priva di veli in alcuni punti è precisamente ad altezza bambino.

Gundam, più che mai forte grazie alla serie originale venduta e rivenduta in edicola, si staglia minaccioso sugli avventori intrappolati da alte pile di Perfect Grade, Master Grade, High Grade e Real Grade di Seed, Seed Destiny e 00: da purista dell’Universal Century sfioro i Mobile Suit della One Year War e dei Titans scala 1/144 che mancano alla mia selezionata collezione: ma quello non è un introvabile Neue Ziel? E questo Z’Gock non è praticamente regalato? Perchè non iniziare con i nuovissimi MS di Unicorn? Mentre sto per muovermi alla volta della cassa il ricordo dei miei modelli dipinti a metà se non addirittura ancora da montare mi spinge a malincuore a posare le confezioni. Riesco a soffocare parzialmente quell’impulso di acquisto da me deriso durante la lettura di “I Love Shopping” comprando un economicissimo Scopedog Red Shoulder Custom della serie Armored Trooper VOTOMS, piccolo e nel nostro paese semisconosciuto gioiello degli anni ’80 e mi ritengo quasi appagato. Dopo pochi minuti ne compro altri quattro. Dannazione.

L’offerta al secondo piano del Palace è a tuttotondo: da lezioni di lingua a viaggi organizzati verso il Sol Levante a corsi di disegno e di giochi tradizionali. Seguono mostre e rassegne con gli autori, primo tra tutti l’apprezzato Jiro Taniguchi.  Non manca ovviamente il punto di ristoro a tema che propone sakè, katsudon e onigiri.

Il NKGC Contest ha conquistato un locale all’interno del Palace, forse troppo piccolo per il numero e dimensioni dei pezzi esposti. Rispetto al Trofeo Grog questi modelli sono in genere assai più imponenti -una gigantesca Yamato riempie come un piccolo sarcofago egizio una intera teca-  e riproducono prevalentemente ma non esclusivamente mezzi meccanici: Mortar Headd di Five Star Stories, caccia di Star Wars e Galactica, Frog Suits da Schnabelgun, fanciulle con moto hi-tech di matrice shirowiana. Naturalmente sono le varie interpretazione del Mobile Suit bianco a fare da padrone tra costose UC Hardgraph, torsi di mecha e stupefacenti diorami interamente scratchbuilt: la materia verde lascia lo spazio al plasticard ed il pennello all’aerografo ma l’ammirazione per la cura certosina del dettaglio rimane.

Mentre la giornata si va a concludere le Catwoman e le Harley Quinn, stremate e sfatte, fanno gradualmente posto a più generici ma non meno sinceri streghette e mostriciattoli: probabilmente anche per la presenza della fiera durante il periodo Halloween qui è molto sentito ed i bimbi corrono di portone in portone richiedendo con imbarazzate risatine “dolcetto o scherzetto”.

Preferisco festeggiare a modo mio, con un piatto di tortelli alla zucca e patate al forno, in ristretta compagnia.

Frammenti di Lucca Comics & Games 2011 (I)

Posso farcela.
Posso…farcela.
Cerco di ribellarmi ma sento che il Lato Oscuro mi afferra con stretta d’acciaio. E’ seducente. Rapido. Quasi cedo alle sue insincere lusinghe.
Le parole del Maestro risuonano nella mia mente annebbiata. La palpebra calante porta all’abbiocco. L’abbiocco porta alla ronfata oltre tempo massimo. La ronfata porta a mancare il treno. Non me lo posso permettere.

Non stavolta.

Utilizzo gli ultimi sprazzi di volontà e mi alzo, annaspando alla cieca nel buio e afferrando il cellulare che continua a ricordarmi con il suo trillo irritante che ore sono. Le sei meno un quarto. Ma esistono le sei meno un quarto la domenica mattina?

Devo muovermi.

Il piacevole silenzio della strada è interrotto solo dalle poche auto e dalle ruote del trolley. Il mio passo è rapido ma come sempre in questa occasione arrivo in stazione per il rotto della cuffia, fiatone e mano tremante inclusi nel prezzo. Il treno parte in orario pochi minuti dopo che ho preso posto, tagliando le strade della città e mentre le ultime case mi abbandonano lasciando spazio alla campagna il sole fa brevemente capolino prima di essere divorato dalla fitta nebbia.

Dopo aver sistemato il bagaglio, distendendomi sul sedile mi rendo conto, per l’ennesima volta, che i mesi di attesa e le settimane di preparazione quest’anno sono scivolati via. Posso gustarmi la sottile sofferenza degli ultimi minuti di attesa.

La prima tratta del viaggio la trascorro tra l’ennesima rielaborazione della cortissima lista della spese certe, quasi tutte commissioni per gli amici, quella assai più stimolante delle auspicate e lo studio del programma della fiera o ciò che ne rimarrà al mio arrivo: cerco di creare nella mia mente uno schema ordinato di percorsi precisi ed essenziali tra strade, corridoi e padiglioni con lo scopo ultimo di ottimizzare tempi e preziosa energia.

Buone intenzioni che svaniranno dopo i primi minuti di calca, distrazioni e tentazioni come l’esperienza mi insegna e dopotutto è la semicasualità ad affascinarmi maggiormente della fiera: la speranza di trovare qualcosa ma non esattamente quel qualcosa che potrei cercare coscientemente, immergendomi in un bailamme di seredipidity.

Cambio a Firenze. Non è necessario chiedere al capostazione quale sia il locale da prendere: il fiume in piena di parrucche policrome, samurai dall’accento toscano e giovanissimi spacciatori di Yu-Gi-Oh è un buon indizio. Osservo questi Freddy Kruger al femminile, Darth Vader raffazzonati, Ryoga con il costume di carta velina e studenti di Hogwarts riempire stazione dopo stazione i vagoni sino a che non vi è quasi più spazio e, forte del mio posto seduto, mi lascio sfuggire un sorriso nostalgico venato di sufficienza: quando avevo la loro età la geekiness di massa intesa come modus vivendi più che come moda doveva non solo esplodere con vigore ma persino affermare timidamente la sua esistenza. Non dovranno raschiare informazioni sulle ultime uscite dal Giappone da fanzine ciclostilate o essere sottomessi ai capricci delle più scalcinate reti televisive locali. Uno schiocco delle dita e possono scaricare in una giornata più anime di quanti ne guarderanno in sei mesi. Questo è il loro tempo.

Altopascio e poi, infine, Lucca. La massa chiassosa si riversa nella stazione mentre mi lascio brevemente trascinare da quella piacevole sensazione di vago disorientamento che so bene diverrà nell’arco delle prossime ore stordimento mescolato a stanchezza. La giornata è limpida, gradevolmente teporosa ed il clima rimarrà mite nei due giorni a seguire. Una vera fortuna.

Incontro il mio amico Stefano di fronte alla biglietteria di Porta San Pietro, come concordato, abbonamento in mano. Gliene sono oltremodo grato: pur sforzandomi nel comprendere la meccanica astrusa dei biglietti e allegati braccialetti è impossibile non considerare la scomodità di una spesso chilometrica doppia fila. Ma quest’anno, anche nei giorni seguenti muovendomi di primo mattino, eviterò la folla.

Mi dirigo immediatamente verso il Padiglione Carducci, all’esterno delle mura cittadine: le corteggia, le accarezza ma non ne è parte così come il mondo dei giocatori è spesso sovrapposto ma comunque distinto da quello degli altri geeks, otaku e nerd vari. Mi muovo da solo: preferisco seguire i miei precisi ritmi e le mie pause senza deviazioni dettate da volontà altrui. Un mio piccolo vezzo da fiera.

Mi metto in caccia, senza esitazione, cominciando dai confini del padiglione: fuori, tra i bagni ed i venditori di noodles (la dieta ufficiale di Lucca per molti visitatori, obbligatoria anche per i prezzi delle vivande locali che nel centro storico diventano rara dimostrazione dell’arte della rapina legalizzata) che faranno affari d’oro come sempre, si staglia la lingua di terra dei “clandestini”, dei “contrabbandieri”: fanno loro questi preziosi metri quadrati sotto la recinzione e sotto i cartelli che impedirebbero, tassativamente, di vendere alcunché mentre spacciano senza vergogna carte di Magic, DVD e CD piratati, fumetti d’occasione, giocattoli d’epoca, vestiti goth, giochi di ruolo, miniature di D&D e Warhammer. Talvolta i loro prezzi sono irresistibili, talvolta necessitano di un mutuo apposito. Li adoro, letteralmente: rappresentano un lato unico dell’anima di Lucca Games.

Supero con un dovuto ghigno di scherno la chilometrica fila dei fan della Troisi che attendono trepidanti e al limite dell’adorazione un autografo ed entro nel padiglione vero e proprio dove vengo accolto da membri della Guardia Imperiale, dell’Adeptus Astartes, dell’Inquisizione e dell’Adeptus Mechanicus nonchè da qualche Orko di passaggio: è lapalissiano che il setting di Warhammer 40.000 abbia incontrato più o meno felicemente LARP e cosplay. Un inizio indicativo.

Orfani della Nexus in attesa della neonata Ares (che prenderà in carico Wings of War/Wings of Glory e la seconda edizione de La Guerra dell’Anello) circondano la Giochi Uniti che espone orgogliosa i suoi ultimissimi boadgame. Mentre osservo rapidamente i tavoli dimostrativi il mio occhio viene catturato dal gioco di Lupin III e alle mie spalle arriva un vociare insistente sull’alta giocabilità delle Case della Follia, versione italiana a cura della immortale Stratelibri della Mansions of Madness della Fantasy Flight Games: Stefano, amante di Arkham Horror, si è impadronito di una copia e già mi propone di provarlo non appena ne avrà compreso le regole.

Sfioro lo stand della Chessex e cerco di restare indifferente alle migliaia di dadi opachi e lucidi, vengo solleticato da dozzine di sensuali elfe, fatine e draghi in resina doverosamente made in China, supero tavoli stracolmi di ferrei prussiani, aggiro quelli che mostrano il funzionamento di sistemi di combattimento tra mostri giganti giapponesi (o “kaijū“, per i seguaci di Honda-sensei) e scontri tra pirati e scivolo negli gli stand dei negozi di giochi veri e propri. Le offerte speciali a cercarle spuntano fuori e mi appaiono come testamento ultimo della morte (o del rinnovo sotto altra forma) di linee di giochi: booster pack e uniche di Mechwarrior, boardgames stagionali, vecchi moduli di Star Wars, di Cyberpunk 2020, di Secoli Bui, di Stormbringer e de Il Richiamo di Cthulhu che vengono dati via per pochi spiccioli. Mi fa pensare. Poi faccio spallucce e mi dirigo alla cassa con il bottino.

Mi ci vuole poco per notare che le novità GdR sono quasi esclusivamente in mano alle case indipendenti come la Coyote Press e rare eccezioni come l’Unico Anello della Sophisticated Games (un prodotto che cerca di essere mainstream pur facendo sue alcune meccaniche di gioco tipicamente “indie”). Sembra che ci sia fretta di sbarazzarsi degli avanzi, quasi sgraditi, di D&D 4.0 con sconti anche massicci. Di Requiem, un tempo visto come nuovo avvento della ora dolorante White Wolf, non vi sono che poche tracce e di Masquerade non vi è neanche l’ombra, con somma disperazione dei pochi veterani che speravano di accaparrarsi una copia della massiccia e costosa edizione del ventennale. Hanno maggior fortuna Dark Heresy e Deathwatch che sembrano cavalcare l’onda nonostante i prezzi non economici dei cartonati: il resto, a parte poche eccezioni, viene inscatolato tra i vintage d’annata e venduto come tale.

Le miniature, mia croce e delizia, offrono stavolta poche vere soddisfazioni: mentre la Mirliton con i suoi classici, ristampati, degli anni ’80-primi anni ’90 continua ad avere estimatori di una certa età si nota la mancanza quest’anno di un corner esclusivo della Mantic che con i suoi prezzi concorrenziali all’estero ha in qualche modo smosso il mercato. Alcuni stand offrono prodotti complementari all’hobby come la Castle’s Arts ed  i suoi edifici, alberi e materiale vario per basette mentre la serie Avatars of War, dal dettaglio notevolissimo (finalmente posso toccare con mano il box dei bellissimi Berserker nanici modulari in plastica, di qualità superiore agli ormai obsoleti Sventratori in metallo) si mescola alle miniature Citadel.
Pare che con la scomparsa (definitiva?) della francese Rackham la presenza della Games Workshop si sia fatta ancora più dominante cancellando di fatto quasi ogni alternativa. I pesanti sconti sui blister GW rimasti confermano il fuggi-fuggi generale dei negozi indipendenti dal White Metal in favore dei modelli Finecast in resina, più dettagliati ma di certo non meno costosi.

Superando gli stand che vendono romanzi fantasy-adolescenziali (da quello che posso vedere un’altra moda del momento) noto che l’area videogames si è ampliata aggressivamente nel regno dei giochi convenzionali così come gli stand di gadget giapponesi, cappelli, magliette, gashapon e modellini di varia misura: solo un piccolissimo antipasto del Japan Palace come scoprirò in seguito ma questa compenetrazione di generi e spazi è emblematica e ben viene rappresentata da “Tanto Cuore“, un gioco giapponese di carte non collezionabili che fa completamente suo il fetish delle anime-maid che in questi anni pare cresciuto esponenzialmente. Ammetto di essere prevenuto ancor prima di averne visionato le meccaniche.

Resistendo all’impulso di sbranare seduta stante genitori dallo sguardo bovino e diabolici bambini che ostruiscono i corridoi fermandosi innanzi ai negozi monoMagic raggiungo la Raven Distribution che, nonostante la ristrutturazione interna della società, marca il suo territorio con ben due stand: Munchkin Zombies, Munchkin Conan, Munchkin Pirati dei Caraibi e la nuova edizione di C’era una Volta formano delle pile di scatole e scatolette che devono essere continuamente ripristinate. Chiedo informazioni al sempre impegnato “Pet” riguardo alla situazione delle traduzioni ed edizioni italiane dei suoi giochi di ruolo di punta e pur confermandomi che il momento  non è di certo roseo per i GdR italiani (e quando mai lo è realmente stato?) mi rendo conto che si può perlomeno aspirare ad una momentanea stabilità.

I ragazzi di Elish – sfioro Renato, Gabriele, Federico, Federicone e Vania– come al solito fanno loro i tavoli dell’area ludica in maniera follemente coinvolgente mentre la stremata Erika trucca i volti senza sosta. L’inesauribile Vincenzo pubblicizza il suo nuovo romanzo di fantascienza, Cedimento Strutturale, e lo fa a modo suo con un quiz sul cyberpunk. Riesco a rispondere a sette domande su quindici cadendo miserevolmente su un quesito relativo a Nathan Never. Mi porto a casa il romanzo con un piccolo sconto.

Come sempre (o quasi, ammetto di aver provato inutilmente a ottenere l’autografo di Moorcock) non inseguo gli ospiti dell’anno: incrocio per caso la mole di Sandy Petersen, creatore della prima versione di Call of Cthulhu della Chaosium e approfittando dell’attimo riesco a stringere la mano ad un invecchiato ma pur sempre carismatico Dirk Benedict. Se lo avesse immaginato l’assai più giovane me degli anni ’80!

Asterion Press, piccolo orgoglio italico: non solo ha vinto il Best of Show per il miglior gioco di carte con 7 Wonders e quello per il boadgame per esperti Twilight Struggle ma fa bella mostra di se, tra stampe, magliette e mug a tema, l’ultimo supplemento di Sine Requie, la revisione a lungo attesa di Terre Perdute. Mi inserisco nel muro di giovani e meno giovani fan e soddisfatto leggo che il folle biomante greco, idea che mi venne scippata anni fa, è ancora al suo posto. Scambio quattro chiacchiere con gli autori, impegnati nella firma delle copie in esposizione, che mi confermano la vendita continua anche dei manuali base del setting. Una evoluzione notevole per quel giochino prodotto amatorialmente che vendetti, per primo, a Roma tanti anni fa su consiglio e pressione della mia ex. Sono quasi tentato di rimettermi in pari con le revisioni di Soviet e Quarto Reich nonostante la parziale delusione che ho provato con Sanctum Imperium ma il mio portafoglio ha altre priorità. Forse l’anno prossimo.

Impiego bene dieci minuti della mia vita suggendo dalla vetrina del Trofeo Grog i dettagli dei pezzi rimanenti dopo la premiazione: come è prevedibile molti dei modelli sono GW oppure autocostruiti in materia verde e ispirati all’ambientazione di Warhammer (si stagliano su tutti un paio di gigantesche mostruosità carnivore appartenenti all’esercito degli Uominibestia che non sono mai state scolpite dalla GW) e la mia mandibola si disloca innanzi ad un mirabolante gruppo comando di Space Marines del Caos. Il mio occhio non riesce a carpire per intero gli intricatissimi ghirigori, le sfumature, le ombreggiature e le lumeggiature dei modelli in gara che di certo non stonerebbero tra i finalisti del Golden Demon britannico.

Complice l’entrata dell’ora solare e la stanchezza che sopraggiunge la mia percezione del tempo comincia ad alterarsi. Sembra che ci sia così tanto da vedere e tanto da fare che mi dimentico di pranzare. Decido di prendermi una pausa dal padiglione e faccio quattro passi all’esterno, solo per essere avvolto da un numero apparentemente infinito di cosplayers. Mentre li attraverso controcorrente mi rendo conto che il cellulare ha qualcosa che non va: scoprirò in seguito che la Protezione Civile ha deciso di limitare la funzione dei nostri operatori telefonici. In serata il mio rozzo comunicatore si riempirà di sms arrivati in ritardo e notifiche di chiamate che non ho ricevuto. I miei appuntamenti dovranno essere posticipati.

The Citadel, padiglione a ingresso libero, si pone in maniera strategica sopra Porta San Pietro ed a pochi metri dal Padiglione Carducci, incrocio perfetto del massicio viavai di visitatori in borghese e mascherati.

Volti noti, gente del quale non ricordo il nome e gente del quale non mi interessa ricordarlo mi sfiorano e mi salutano. Ex clienti, qualche carissimo amico di un tempo passato a conoscenza e qualche ex giocatore di una delle mie precedenti cronache. In nessun luogo come a Lucca Comics e Games il passato per un brizzolato post-geek riemerge con tanto vigore.
Ci sono quasi tutti, come è normale che sia e sarebbe grave altrimenti: associazioni ludiche, negozi di equipaggiamenti per live e ogni sfumatura possibile tra i due. Armi di ogni foggia e materiale, elmi, armature e abiti d’epoca condividono gli spazi con gli stand di Camarilla Italia e di GRV Italia: le Rune offre prezzi scontatissimi su una infinità di gadget LARP, Massimiliano e David non hanno un attimo di riposo nel loro stand di lenti per gli occhi e materiale di Naruto mentre innanzi a loro Stefano presso Crepundia Coffin mostra ai clienti il raffinato dettaglio di splendidi corsetti pseudo-ottocenteschi e maschere similveneziane. Mi informeranno poi che nonostante il notevole passaggio di visitatori nella Cittadella non tutti gli stand di vendita rinnoveranno per l’anno prossimo la loro presenza: il concetto di produzione italiana, artigianale e quindi costosa, dei materiali live è andata inevitabilmente a scontrarsi con la produzione pakistana di massa della Mytholon che si è impadronita di una notevole fetta di mercato.

Sotto il caos gioioso del momento percepisco, tra ricordo e istinto, che non è scomparsa la complessa e morbosamente affascinante rete cicatriziale di antipatie, simpatie, alleanze transitorie, tradimenti, abusi di potere, secessioni, aggregazioni, colpi di mano ai vertici, conflitti di interessi e vecchi rancori se non vere e proprie inimicizie che dal gioco sfociano nella realtà e che formano quello strano mondo ludo-associativo. Sento nostalgia della passione smodata di quei tempi, se non delle sue motivazioni.

Esco all’aria aperta mentre il sole inizia a calare dietro le antiche case. I piedi sono doloranti e la giacca a vento con mia sorpresa è matida di sudore. Spendo le ultime forze con la macchina fotografica in mano e cerco da ultimo dei dilettanti di carpire i preziosi attimi di gloria transitoria e breve vita dei cosplayer.

Infine, esaurendo quasi in contemporanea batterie e memoria della card mi considero vinto ed esausto. Salterò i bagordi, i festeggiamenti e i live serali che si protrarranno sino a notte fonda: il letto mi aspetta.

E’ stata una  buona giornata.

Lucca Comics & Games 2011: è l’anno di Salgari

Ed ecco che in mezzo al caos del lunedì mattina vi do notizia, grazie ai prodigi del copia & incolla da cartella stampa, della Fiera di Lucca 2011.

Lucca Comics & Games, il Festival Internazionale del fumetto e del gioco intelligente, forte degli oltre 135mila visitatori dell’edizione passata, incarna quest’anno l’immaginario salgariano sguinzagliando per le vie del centro di Lucca un esercito di artisti, appuntamenti, eventi e arte allo stato puro.

Da quest’anno sarà introdotta la possibilità per i visitatori di comunicare il giorno o i giorni nei quali intendono partecipare all’evento, in modo da spedire loro tutti i documenti d’ingresso, senza bisogno di ritirare alle casse i ticket e il braccialetto e passando direttamente all’ingresso della manifestazione.

Fulcro dell’edizione di quest’anno è un doveroso omaggio al più grande scrittore italiano di romanzi avventurosi: Emilio Salgari, di cui ricorre quest’anno il centenario della morte e l’anno venturo il centocinquantenario della nascita. Il Capitano è stato, inoltre, uno degli artefici dell’Unità d’Italia dal punto di vista linguistico, perché, con la sua scrittura immediata ma non banale, ha tenuto inchiodati alle sue pagine milioni di lettori dell’età post-unitaria, dalle Alpi alla Sicilia. Sandokan, il Corsaro Nero e tanti altri indimenticabili personaggi rivivranno attraverso una grande mostra dedicata alle trasposizioni a fumetti dei suoi libri e alle illustrazioni che hanno corredato i volumi originali e corredano le nuove uscite, in quanto l’interesse per lo scrittore veronese non tramonta mai. L’esposizione è arricchita dal making of del poster 2011 (schizzi preparatori, filmato, etc) e dal prezioso originale di Don Maitz. Ma tutta la manifestazione sarà pervasa da eventi, incontri e concorsi ispirati sia all’opera di Salgari che agli aspetti avventurosi presenti in ciascun settore.

Lucca Comics

Oltre alla mostra Emilio Salgari: dalla Letteratura al Fumetto, Lucca Comics propone una serie di incontri mirati sul tema dell’avventura: si spazierà da Pratt (che in questo ambito resta il maestro indiscusso) all’avventura bonelliana, da Salgari e i suoi pirati all’avventura spaziale.

Lucca Games

Le quattro macro aree del settore dedicato al Gioco e al Videogioco tracceranno un unico percorso basato sul concetto che il “gioco è avventura e l’avventura si fa gioco in tutte le sue forme”. Spazio quindi alla narrativa e all’arte di Luk for Fantasy, al gioco di ruolo dal vivo di The Citadel, alle battaglie in miniatura di Historical Island, e agli autori di Indipendence Bay.

Lucca Junior

In occasione dell’anniversario salgariano anche Lucca Junior ha deciso di rendere omaggio al grande scrittore scegliendo l’Avventura come tema dell’edizione 2011. Dopo aver celebrato nelle precedenti edizioni la Musica di Mozart e Puccini, la Storia con Garibaldi, l’Astronomia con Galileo e lo Sport, saranno infatti dedicati a Emilio Salgari, ai suoi libri e ai suoi personaggi la maggior parte degli incontri, laboratori, mostre e presentazioni dell’area Junior. Tra le attività in programma: percorsi a tema dedicati alle scuole primarie e secondarie di 1° grado, presentazioni di novità editoriali, laboratori manuali, letture, mostre, spettacoli teatrali a tema.

Lucca Comics – Il ritorno di Holly e Benji

Fra gli eventi speciali di Lucca Comics, un posto particolare spetta all’esordio italiano della squadra di calcio più amata dei cartoni animati, quella New Team che, tramite il cartoon Holly e Benji ha segnato diverse generazioni di adolescenti (e ormai ex adolescenti) italiani. Alla storica partita parteciperà l’autore del fumetto originale, Yoichi Takahashi, che alla fine del match autograferà tutte le magliette che saranno poi messe all’asta, con il ricavato devoluto agli sforzi di ricostruzione del Giappone dopo il devastante terremoto che lo ha colpito. L’evento è organizzato con il supporto e la collaborazione dell’Ambasciata Giapponese in Italia, che ha scelto Lucca Comics & Games come partner privilegiato per iniziative a tutto campo.

Lucca Games – Web-serious… not very serious.

Lucca Games, l’anima della manifestazione che nasce cross-mediale per vocazione propone l’ultima declinazione del gioco di ruolo. Un fenomeno di costume prima, uno strumento culturale poi… serie TV formato web adesso. Con auto-ironia e sarcasmo giovani autori hanno messo a nudo le schizzofrenie e i paradossi dei giocatori di ruolo con due video-racconti:

 

Brothers Barbarian, di Tim Gooch, Ken Whitman, narra le storie due adolescenti che vengono teletrasportati in un modo fantasy dominato da una strega cattiva, la celeberrima scrittrice Margaret Weis. I due adolescenti diventati due stolidi e grossi barbari saranno aiutati nella loro missione ovviamente da un vecchio mago dai capelli binachi… Larry Elmore. Due icone del fantasy mondiale si mettono in gioco con i fan in una serie di dis-avventure che giocheranno su tutte le grandi e piccole manie dei guerrieri del “tavolo da cucina”!

 

Gold, the webseries that does double damage. GOLD è una serie comedy che parla di giocatori di RPG professionisti, è stata scritta e prodotta per il web, dove ha debuttato nel novembre 2008. Mancano poche settimane al campionato mondiale di Goblins & Gold. Il team americano, perenne secondo

 

Music & Comics – Gli Insospettabili Artisti: Vince Tempera, autore di diverse sigle di cartoni animati (Goldrake, Ape Maia, Capitan Harlock, Daitarn 3, Ufo Robot – quest’ultima insieme a Luigi Arbertelli e Ares Tavolazzi), è stato più volte direttore d’orchestra del Festival di Sanremo nonchè, sin dalla fine degli anni settanta, è collaboratore di Francesco Guccini per cui suona tastiere e pianoforte. Tempera vanta inoltre un omaggio da parte di Quentin Tarantino: il popolare regista americano ha infatti inserito, in Kill Bill vol. 1, la musica della colonna sonora scritta dal compositore per il film Sette note in nero.

 

Teatro Comics – L’evento salgariano, declinato a tutto tondo nei vari settori della manifestazione, troverà il suo spazio anche attraverso la collaborazione con il Teatro del Giglio. Al Teatro di San Girolamo, infatti, si terrà lo spettacolo Sandokan, o la fine dell’avventura, una divertente rivisitazione del mito salariano presentato dalla compagnia I Sacchi di Sabbia, ispirata a Le Tigri di Mompracem.

Una serata con Emilio Salgari di Ugo Gregoretti (1974): una storica e magistrale lezione di televisione d’autore, dal titolo con Gigi Proietti nel ruolo di Sandokan. Con l’audacia e l’originalità che lo distinguono, Gregoretti pensò di mettere accanto alla prosa salgariana, la cronaca più spicciola, quella di tutti i giorni, tratta dalle notizie riportate dal quotidiano “La Nuova Arena” di Verona, sul quale il feuilleton venne pubblicato a puntate nel 1883. Risultato: una trasmissione educativa ed esilarante, che diede all’epoca un forte impulso alla ripresa d’interesse per l’opera salgariana. Al momento è previsto anche un incontro con il celebre regista (occorrerà verificare il suo stato di salute) ed una proiezione dell’opera.

 

La nuova area tematica inaugurata la scorsa edizione si è rivelata una scelta estremamente apprezzata dal pubblico e dagli editori italiani.

Da quest’anno vedremo le grandi case editrici muoversi con tutte le loro prime lineee: Mondadori, Giunti, De Agostini, Baldini Castoldi Dalai, il Gruppo Editoriale Armenia, e i

nuovi dinamici editori come Lantana, La Corte, Delosbook, Casini fino alla Turner che com Cartoon Network presenta la franchise di Hero 108 un prodotto di eccellenza cross-­-mediale, i giocattoli dal cartone animato ai giocattoli di Giochi Preziosi ai volumi editi da PIEMME.

 

Oltre 1.500 mq dedicati all’immaginario Fantastico, sia scritto e illustrato. Dai grandi scrittori internazionali come Herbie Brennan e Andrea Cremer, agli italiani capeggiati da Licia Troisi, Francesco Dimitri, Francesco Falconi e Pierdomenico Baccalario.

 

L’area dedicata al fantastico sarà animata da un ricco programma di incontri col pubblico, sessioni di autografi, performance dal vivo degli artisti, seminari e workshop tenuti

da scrittori che illustratori e autori di giochi. Decine di eventi al giorno per incontrare i propri autori preferiti, farsi autografare libri, come carte dei più celebri Trading Card Game: come Wayne Reynolds e i mitici Tre Moschettieri del Fantasy, Dany Orizio, Lucio Parrillo e Luca Zontini. Luca e Lucio presenteranno inoltre il loro nuovo sketchbook.

 

Come nella scorsa edizione il cuore di Luk for Fantasy si identifica nell’Area Performance e nella sua Artist Alley arricchita dalla presenza di Don Maitz e Janny Wurts (The Wars of Light and Shadow) scrittrice e illustratrice dei suoi volumi e Paolo Barbieri che presenterà il suo ultimo volume Favole degli Dei.

 

L’immaginario fantastico attraversa tutto il padiglione games, e si declina in giochi, videogiochi e romanzi, tutto questo risulta evidente nelle nuove grandi presenze di Luk for Fantasy. Mondadori presenterà il nuovo mondo di Licia Troisi, Casini Editore, la casa che dal grande successo della AmonSaga ha creato un progetto cross-­-mediale con il gioco di carte Amon War ed il videogioco The River North, e De Agostini con con Andrea Cremer presenterà i volumi Nightshade e Wolfsbane.

 

Continua l’impegno di Lucca Games per scoprire e formare nuovi talenti!

Dal rodatissimo concorso Miglior Gioco Inedito (giunto alla ventiquattresima edizione!) alla seconda edizione della Content Factory, il progetto creato con Atlantyca Ent. per dare l’opportunità a tutti gli aspiranti scrittori di incontrare gli editor della casa milanese e proporre loro progetti propri, o magari candidarsi per essere i nuovi autori di Geronimo Stilton!

 

Nuova chiamata inoltre per tutti gli aspiranti scrittori di Fantasy, Avventura e Fantascienza! Entro metà ottobre potranno candidarsi per un esclusi incontro con gli editor, ma ci sarà tempo fino al mese di dicembre per candidarsi per una settimana di full immersion con autori, editor e professionisti dell’editoria.

 

La collaborazione con Atlantyca non si limita a questa opportunità per gli autori, ma prosegue con un ricco calendario di Workshop: gli EduFactory, 4 esperti in scrittura per i nuovi media terranno lezioni ad un pubblico di 15 studenti selezionati da Lucca Comics and Games.

 

Gli Edufactory sono un programma inserito nel calendario degli Educational di Lucca Games, il format di grande successo che il Festival ha lanciato quattro anni fa. Gli ospiti di Lucca Games, gli editor delle major presenti al festival si mettono a disposizione gratuitamente per seminari e workshop per i visitatori di Lucca Comics and Games!

 

Tra i relatori di quest’anno troviamo scrittori del calibro di Herbie Brennan e Andrea Cremer, autori di giochi come i coniugi Baker, Robert Bohl ed il creatore del GdR Il richiamo di Chtulhu Sandy Petersen! Spazio all’arte con Wayne Reynolds e Paolo Barbieri e alla scrittura collettiva con Francesco Dimitri (l’autore del romanzo steampunk Alice nel Paese della Vaporità).

 

Inoltre gli Educational 2011 sviluppano un approfondimento sull’eterno Tolkien: con la collaborazione dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani verranno organizzati 3 seminari per esplorare il mondo e la tecnica del più grande autore fantasy.

 

I cinque giorni del Festival hanno permesso, non solo di ampliare il calendario degli Educational, ma anche di implementare notevolmente l’altra grande iniziativa di talent scouting di Lucca Games, il Prototype Review Corner: 7 autori, editori e professionisti del settore ludico saranno a disposizione per testare e valutare i prototipi di giochi dei visitatori. Una grande opportunità come il testare il proprio gioco con Sandy Petersen (l’autore sia del GdR del Richiamo di Chtulhu che level designer dei grandi classici del videogame come Age of Empire, Doom etc..), o con Roberto Di Meglio.

 

Anche se i comunicati stampa fin qui ricevuti non ne parlano, non mancherà, ovviamente, il cosplay. Interessanti anche i programmi per gli appassionati di fantascienza, il cui culmine sarà l’incontro con Dirk Benedict, lo Sberla della serie TV A-Team, ma soprattutto lo Scorpio della serie originale di Battlestar Galactica.

Romics 2011: dal 29 settembre al 2 ottobre a Roma

Torna Romics, la fiera romana del fumetto, animazione, gioco e cinema. Si terrà dal 29 settembre al 3 ottobre presso la Nuova Fiera di Roma.

Tornano tutti gli appuntamenti che caratterizzano questa fiera: il premio Romics d’Oro ai migiori fumettisti, I 7 Re di Romics, l’incontro con sette esponenti del fumetto italiano che raccontano le loro esperienze (quest’anno tocca a Francesco Artibani, Lorenzo Bartoli, Giacomo Bevilacqua, Stefano Caselli, Renato Polese, Vauro, Silvia Ziche), il Cosplay Romics Award, il Gran Galà del Doppiaggio e l’Università del Fumetto.

Novità di questa edizione è l’Area Pro per i Nuovi Talenti, un’area in cui sarà possibile incontrare talent scout internaizonali e sottoporre loro i prori lavori. A visionare le proposte ci saranno, tra gli altri, C.B. Cebulski – Vice Presidente Senior del dipartimento Creativo e Sviluppo Contenuti della Marvel Entertainment; Jean-Luc Istin – della casa editrice francese Le Soleil; Gauthier Van Meerbeeck – della casa editrice Le Lombard..

Per i pochi che non lo sanno, il Cosplay Romics Award non è una semplice gara tra cosplayers. Viene organizzata in collaborazione con la TV giapponese Aichi Television di Nagoya, che organizza il World Cosplay Summit. Nel corso del Contest di Romics vengono selezionati i rappresentati italiani per questa manifestazione, che si tiene ogni anno a Nagoya ed è la grande gara mondiale del Cosplay. Nelle scorse edizioni del WCS, il cosplay italiano ha sempre avuto un enorme successo, vincendo per ben due volte il titolo mondiale e piazzandosi spesso ai primissimi posti. Romics è gemellata inoltre con l’Eurocosplay di Londra, organizzato dall’MCM, il cugino londinese di Romics. A Romics viene selezionato il rappresentante italiano dell’Eurocosplay. Tra i giurati ci sarà anche Takamasa Sakurai, che parteciperà anche come relatore dell’Università del Fumetto di Romics 2011. Nel suo workshop indagherà come Anime e Manga possono influenzare la nostra vita quotidiana e parteciperà inoltre alla maxi-conferenza dal titolo Il presente e il futuro del fumetto popolare che si terrà nel pomeriggio di giovedì 29 settembre
A portare un tocco di Giappone a Roma sarà anche il ritorno a Romics della cantante giapponese Yu Kimura, che sarà protagonista di una performance dal vivo sul palco di Romics. Regina della moda Kawaii, modella famosissima in Giappone (tantissime le sue presenze sulle riviste Alice à la Mode, Gothic Lolita e così via), è anche una splendida cantante.

Romics non è solo Giappone. Per festeggiare il decimo compleanno della 501st Italica Garrison, la guarnigione italiana del piu’ grande club di Star Wars Imperial Costuming al mondo, troverete ad attendervi l’imponente AT-ST, il minaccioso camminatore bipede, riprodotto nella sua esatta scala: sei metri di altezza e tutta la sua Forza Imperiale pronta a scatenarsi. Inoltre, nella giornata di venerdi’, la LucasFilm e 20th Century Fox Home Entertainment presenteranno il nuovissimo cofanetto Blu-Ray dell’Esalogia di Guerre Stellari.

Non mancheranno, ovviamente, numerosi stand di espositori di fumetti, libri, giochi, gadget e l’area dedicata ai giochi: videogiochi, giochi di ruolo, live e boardgame.

Vincenzo dovrebbe essere presente almeno un giorno. Aspettatevi foto e un report della fiera.

Cory Doctorow a Torino, alla VIEW Conference 2011

Cory Doctorow, scrittore di fantascienza, editor di Boing Boing, paladino dell’open source e della licenza Creative Common, immortalato da XKCD… insomma, Cory Doctorow, diamine!

Sarà alla VIEW Conference 2011, la conferenza internazionale sulla computergraphics che si terrà a Torino dal 25 al 28 ottobre. Sentir parlare Cory è sempre fonte di ispirazione. Chi può vada, chi non può si organizzi e vada.

Ecco il comunicato stampa.

Cory Doctorow, scrittore di fantascienza, blogger e “attivista” tecnologico @ VIEW Conference 2011: “Distensione: come le arti e Internet possono tranquillamente coesistere, e perché devono farlo”.

Doctorow è collaboratore di The Guardian, The New York Times, Publishers Weekly e Wired, nonché co-editor del popolare blog Boing Boing. In precedenza è stato direttore degli affari europei per l’Electronic Frontier Foundation, un’organizzazione no-profit che si occupa della difesa della libertà nel diritto tecnologico, di politica, principi e trattati.

E’ attualmente professore in Inghilterra alla Open University, e prima ha avuto una cattedra Fulbright presso il Centro Annenberg per la Diplomazia Pubblica all’Università della Southern California.

Nel 2008 il romanzo di Doctorow, “Little Brother”, è stato un best seller nella classifica del New York Times. La Tachyon Books ha pubblicato una raccolta dei suoi saggi chiamata “Content: saggi selezionati su tecnologia, creatività, copyrigt, e il ”, e IDW una raccolta di fumetti ispirati dai suoi racconti intitolata “I racconti futuristici di Cory Doctorow del Qui e dell’Ora”. Le ultime opere di Doctorow sono un romanzo per adulti, “Maker”, pubblicato da Tor Books/HarperCollins UK; “Per la vittoria”, un libro su videogiochi, politica del lavoro ed economia; e una raccolta di racconti dal titolo “Overclocked: Storie del Presente-Futuro”.

Doctorow ha vinto il Locus and Sunburst Awards, ed è stato candidato ai premi Hugo, Nebula e British Science Fiction Awards. E’ il co-fondatore di OpenCola, società di programmi open source per il peer-to-peer, venduta poi nel 2003 alla OpenText. Doctorow fa parte dei consigli di amministrazione di Participatory Culture Foundation, della Fondazione MetaBrainz, della Technorati, dell’Organizzazione per le Opere Trasformative, di Areae, del Centro Annenberg per lo Studio delle Comunità Online, e di Onion Networks.

Cory Doctorow è stato keynote a SIGGRAPH 2011, la conferenza annual sulla grafica digitale.

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VIEW Conference 2011 ospiterà altri imperdibili ospiti internazionali: Sharon Calahan, Opening Keynote Speaker, Director of Lighting / Photography @ Pixar; Tom Wujec, il <<visual thinking guru>> e innovatore premio Oscar, Autodesk; Glenn Entis, vincitore dell’Academy Award, Co-fondatore e General Partner, Vanedge Capital; Scott Farrar, Academy Award Winner e VFX Supervisor di Transformers 3, @ ILM; Roger Guyett, VFX Supervisor di Cowboys & Aliens, @ ILM; Lucia Modesto, Character Technical Director Supervisor per Kung Fu Panda 2, PDI/Dreamworks Animation; Peter Nofz, CG Supervisor di Green Lantern, @ Sony Imageworks; Erminio Pinque, Artistic Director del BIG NAZO LAB; Roger Gould, Creative Director, Pixar’s Theme Park Group; Kris Piotrowski Creative Director di Superbrothers e Co-Founder di CAPY; Joshua Grow, il Direttore del SIGGRAPH 2011 Computer Animation Festival e 3D Stereo Coordinator di Ghost Rider: Spirit of Vengeance; David Revoy, Digital Painter e Art Director.