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	<title>Magrathea &#187; Cinema</title>
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
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		<title>Magrathea &#187; Cinema</title>
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		<title>Reboot di Spider-Man: ecco il trailer</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il trailer di The Amazing Spider-Man, il reboot della saga dell'Uomo Ragno firmato da Marc Webb. Andrew Garfield sarà Peter Parker, Emma Stone dà il volto a Gwen Stacy.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questa sarà un&#8217;estate di supereroi. I Vendicatori, la conclusione della saga di Batman firmata da Christopher Nolan e il reboot dell&#8217;Uomo Ragno: <strong>The Amazing Spider-Man</strong>.</p>
<p>Il regista <strong>Marc Webb</strong> ricomincia da zero con la storia di <strong>Peter Parker</strong>, interpretato stavolta da <strong>Andrew Garfield</strong>. Rivedremo come l&#8217;Arrampicamuri ottiene i suoi poteri, ma con qualche variazione rispetto alla classica storia delle origini dell&#8217;Uomo Ragno. In linea col fumetto, la ragazza che per prima fa girare la testa al giovane Parker è <strong>Gwen Stacy</strong>, che ha il volto di <strong>Emma Stone</strong>. Non c&#8217;è il Goblin, nemico sfruttato a più riprese da Sam Raimi, ma la Oscorp ha comunque un ruolo di primo piano nella storia. L&#8217;avversario dell&#8217;Uomo Ragno sarà il Dottor Connors, <strong>Lizard</strong>.</p>
<p>Ecco il trailer.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ZBCvvLeLtbE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La Minaccia Fantasma in 3D: il trailer che distrugge le speranze</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 10 febbraio esce al cinema "Guerre Stellari - Episodio I: La Minaccia Fantasma" in 3D. Seguiranno gli altri episodi della serie. Ecco il trailer per bambini de La Minaccia Fantasma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voi pensavate che non fosse possibile peggiorare Guerre Stellari &#8211; Episodio I: La Minaccia Fantasma. E invece, ecco il trailer per l&#8217;uscita del film in 3D destinato a un pubblico giovane, accompagnato da una narrazione modello &#8220;nel prossimo episodio di questo cartone animato per bambini di 5 anni&#8230;&#8221;</p>
<p>Esce il 10 febbraio. Non so se io uscirò di casa il 10 febbraio.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/T69ftWNg97U" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato &#8211; il trailer italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie e anticipazioni sul cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Hobbit]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco il trailer italiano de Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, il ritorno alla Terra di Mezzo con Peter Jackson come regista. Il film è la prima di una coppia di pellicole tratte dal romanzo Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il trailer italiano de Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, il ritorno alla Terra di Mezzo con Peter Jackson come regista. Il film è la prima di una coppia di pellicole tratte dal romanzo Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien.</p>
<p>Che effetto mi fa il trailer?</p>
<p>La ricostruzione del mondo immaginato da Tolkien sembra di nuovo perfetta. Secondo me il grande merito di Jackson è stato riuscire a ricreare un&#8217;ambientazione molto simile a quella che era la Terra di Mezzo immaginata dalla maggior parte delle persone che hanno letto i libri, giocato i giochi, visto le illustrazioni.</p>
<p>Come dire, è un luogo familiare in cui mi va di tornare.</p>
<p>Martin Freeman nel ruolo di Bilbo? Adoro Martin Freeman (dovreste vederlo nel ruolo di Watson nel ciclo di film su Sherlock Holmes intitolato, appunto, Sherlock).</p>
<p>I nani uhm. Thorin mi sembra troppo nano-figo. Non dico che da quello che descriveva Tolkien ne Lo Hobbit mi immaginavo i sette nani di Biancaneve coi loro sei cugini, ma insomma quasi. Gli altri nani più o meno rispondono a questa idea. Thorin sembra la versione seria di Gimli (che secondo me nei film del Signore degli Anelli è stato usato spesso, troppo spesso, come intermezzo comico).<br />
Non commento le scene aggiunte per legare meglio Lo Hobbit a Il Signore degli Anelli. Per quello aspetto di vedere il risultato finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A voi il giudizio, ecco il trailer italiano de Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/C3_RqRPF-OY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>I Predatori degli Archivi Perduti: Indiana Jones confrontato con alcuni classici dell&#8217;avventura</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[indiana jones]]></category>
		<category><![CDATA[steven spielberg]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi minuti de I Predatori dell'Arca Perduta confrontati con varie scene di film girati tra il 1919 e il 1973. La cultura progredisce copiando il passato e innovando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo video vengono mostrati i primi 13 minuti de I Predatori dell&#8217;Arca Perduta, appaiati con varie scene di 31 film d&#8217;avventura girati tra il 1919 e il 1973.</p>
<p>Le somiglianze sono impressionanti.</p>
<p>Lucas e Spielberg sono volgari copioni? No, il senso di questo lavoro è dimostrare che, nel cinema come in qualsiasi altra forma d&#8217;arte, ispirarsi e a volte perfino copiare dal passato è normale. E&#8217; come funziona la cultura.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Ns8bG9AbfwM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>I Tre Moschettieri</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 13:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito al fallito furto dei piani di una macchina da guerra inventata da Leonardo da Vinci causato dal tradimento di Milady (Milla Jovovich) i moschettieri Athos (Matthew Macfadyen), Aramis (Luke Evans) e Porthos (Ray Stevenson) sono costretti a dimettersi dal servizio per ordine del Cardinale Richelieu (Christoph Waltz). La loro imposta pausa  si conclude un anno dopo quando il guascone D&#8217;Artagnan (Logan Lermar) giunge a Parigi ispirato dal padre con lo scopo di divenire lui stesso moschettiere. Dopo una colossale rissa con le guardie del Cardinale il gruppo viene reclutato segretamente dalla regina per recuperare dal crudele e viziato Duca di Buckingam (Orlando Bloom) una preziosa collana di diamanti, parte di un intrigo politico che potrebbe determinare le sorti dell&#8217;Europa. Ci rendiamo conto sin dalle primissime scene che si tratta di un film di Paul Anderson: Milla che fa completamente e indebitamente sua l&#8217;azione, improbabili trappole à la Mission Impossible e combattimenti slow-motion. Fortunatamente, con l&#8217;aiuto postumo di Dumas, la trama, per quanto alterata e semplificata  rispetto al romanzo originale, in qualche modo regge o perlomeno non collassa su se stessa al primo soffio di vento. Rispetto ad  Resident Evil Afterlife il passo in avanti  è indubbio. Nonostante i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/48076.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1830" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/48076-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>In seguito al fallito furto dei piani di una macchina da guerra inventata da Leonardo da Vinci causato dal tradimento di <strong>Milady</strong> (Milla Jovovich) i moschettieri<strong> Athos</strong> (Matthew Macfadyen), <strong>Aramis</strong> (Luke Evans) e<strong> Porthos</strong> (Ray Stevenson) sono costretti a dimettersi dal servizio per ordine del <strong>Cardinale Richelieu</strong> (Christoph Waltz). La loro imposta pausa  si conclude un anno dopo quando il guascone <strong>D&#8217;Artagnan</strong> (Logan Lermar) giunge a Parigi ispirato dal padre con lo scopo di divenire lui stesso moschettiere. <strong>Dopo una colossale rissa con le guardie del Cardinale il gruppo viene reclutato segretamente dalla regina</strong> per recuperare dal crudele e viziato<strong> Duca di Buckingam</strong> (Orlando Bloom) una preziosa collana di diamanti, parte di un intrigo politico <strong>che potrebbe determinare le sorti dell&#8217;Europa.</strong></p>
<p>Ci rendiamo conto sin dalle primissime scene che si tratta di un film di Paul Anderson: Milla che fa completamente e indebitamente sua l&#8217;azione, improbabili trappole à la Mission Impossible e combattimenti slow-motion. Fortunatamente, con l&#8217;aiuto postumo di Dumas,<strong> la trama, per quanto alterata e semplificata  rispetto al romanzo originale</strong>, in qualche modo regge o perlomeno non collassa su se stessa al primo soffio di vento. <strong>Rispetto ad  Resident Evil Afterlife il passo in avanti  è indubbio</strong>.</p>
<p>Nonostante i dialoghi legnosi <strong>gli attori fanno il loro mestiere</strong> con dignità sebbene i loro personaggi risultino lievememente estremizzati nelle loro personalità  rispetto alle precedenti versioni cinematografiche, o forse così risulta per il breve tempo loro concesso sullo schermo rispetto a Milady e Buckingam, <strong>che risultano nucleo centrale del film</strong>.</p>
<p><strong>Gli anacronismi proto-steampunk (wind-punk? sail-punk?) abbondano</strong>: le navi aeree (il cui scopo è unicamente prendere parte del pubblico dei <strong>Pirati dei Caraibi</strong> con i loro scontri ad alta quota) e le improbabili tenute da ninja-palombaro che paiono estratte a forza da un capitolo di Assassin&#8217;s Creed si vanno ad integrare stranamente senza fallo con i costumi d&#8217;epoca e con gli splendidi scenari : <strong>se da una parte i puristi ne rimarranno comprensibilmente orripilati il pubblico di settore  potrebbe apprezzare.</strong></p>
<p><strong>La coreografia delle scene d&#8217;azione merita un plauso</strong>: anche non si dimostrino particolarmente originali o innovativi i combattimenti di cappa e spada sono indubbiamente pensati per essere spettacolari. <strong>Purtroppo a parte ciò questo ennesimo remake non offre spunti di rilievo.</strong></p>
<p>I Tre Moschettieri è un film <strong>accettabile per un sabato sera con gli amici </strong>e dimenticabile subito dopo l&#8217;uscita dalla sala.</p>
<p>Il trailer in italiano:</p>
<p><object width="576" height="324"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/62UckaTAH-E?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/62UckaTAH-E?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="576" height="324" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Real Steel &#8211; Cuori d&#8217;Acciaio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 19:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Recensione di Real Steel - Cuori d'Acciaio: nel 2020 la boxe viene combattuta da robot e Hugh Jackman ha il compito di far diventare campione un robot da allenamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/Real-Steel-poster.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1775" style="margin: 2px;" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/Real-Steel-poster-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Nel 2020 i robot da combattimento hanno ormai sostituito gli umani nella nobile arte della boxe.<strong> L&#8217;ex stella nascente del pugilato Charlie Kenton</strong> (Hugh Jackman)<strong> tira avanti alla bell&#8217;è meglio come manager-pilota di seconda categoria negli scontri tra macchine umanoidi, ha pericolosi debiti di gioco, una passione insalubre per l&#8217;alcool e vive un rapporto sentimentale altalenante con la bella meccanica Bailey</strong> (Evangeline Lilly, &#8220;Lentiggini&#8221; da Lost), figlia del mentore di Kenton, che cerca di vedere in lui l&#8217;uomo che dovrebbe essere.</div>
<div>Quando la fidanzata di un tempo muore improvvisamente l&#8217;ex pugile si ritrova a dover gestire per due mesi<strong> il brillante e determinato figlio undicenne Max</strong> (Dakota Goyo, &#8220;il giovane Thor&#8221;) <strong>che non ha mai realmente conosciuto ed assumersi le responsabilità da genitore che non ha mai voluto.</strong> Grazie all&#8217;obsoleto robot Atom, rubato da un deposito di ferrivecchi, <strong>Charlie e Max avranno l&#8217;opportunità inaspettata di scalare le classifiche del Real Steel e affrontare il campione mondiale Zeus, guidato dall&#8217;arrogante Tak Mashido</strong> (Karl Yune).</div>
<div>Prendete la saga di Rocky, aggiungete una spruzzata di Over The Top, placcatelo con il metallo dei Transformers ed avrete qualcosa di <strong>molto, molto vicino a Real Steel.</strong></div>
<div><strong>Basato sul racconto di Richard Mathewson &#8220;Steel&#8221; del 1956</strong> (dal quale è stato tratto anche un episodio di &#8220;Ai Confini della Realtà&#8221; del 1963) <strong>Real Steel ne è una versione in qualche modo alleggerita.</strong></div>
<div>Le citazioni e gli omaggi della saga di Rocky, più o meno sottili, sono copiose: <strong>dai capelli stile mohawk del robot Midas che ricordano quelli di Mr. T al nome di Zeus, riferimento trasversale ad Apollo Creed, sino al feroce combattimento finale, replica fedelissima dell&#8217;incontro con Ivan Drago.</strong></div>
<div>Di certo Jackman non ha avuto esitazioni<strong> nel plasmare il suo corpo per questa parte:</strong> allenato da Sugar Ray Leonard (titolato boxeur del decennio 1980)<strong> l&#8217;attore sembra più dinamico e flessibile del solito senza ricorrere a facili escamotage in CG </strong>ma è il giovanissimo Goyo a rubare spesso la scena: l&#8217;entrata del ragazzino nello stadio a passo di street dance e del robot che lo imita è memorabile.</div>
<div>
<div><strong>Gli avvincenti combattimenti sono ottimamente coreografati usando la motion capture su pugili reali:</strong> limitando gli scontri a dei ring più o meno ampi ed evitando l&#8217;uso di armi il fastidioso effetto di blur da alta velocità tipico dei film di Emmerich qui è fortunatamente assente e si riesce a seguire l&#8217;azione costante.</div>
</div>
<div><strong>La trama di Real Steel è prevedibilissima sin dalle prime battute: le scene sono telefonate con minuti di anticipo, la riscossa del perdente e la redenzione morale del protagonista attraverso il legame che si andrà a forgiare col figlio, rappresentata dalla &#8220;evoluzione&#8221; del robot Atom, è più che scontata</strong> e le uniche sorprese sono il rapporto imprevedibilmente &#8220;soft&#8221; tra Jackman ed i futuri genitori adottivi di Max (la sorella della madre del ragazzo ed il suo ricco marito)<strong> e la mancanza di qualsiasi tentativo di sabotaggio di Atom da parte di allibratori sleali</strong> ma non è alla fin fine importante: il regista canadese Shawn Levy (Una Notte al Museo)<strong> mantiene le due ore di divertimento leggero che promette il trailer e lo mantiene onestamente e senza sbavature.</strong></div>
<div>Il sequel è previsto per il 2014.</div>
<div>Il trailer italiano:</div>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/rU0iMHnix-8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vanishing on the 7th Street</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 10:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante un black out Detroit cade nella tenebra più completa ed i suoi abitanti scompaiono senza lasciar traccia. Solo una manciata di individui (interpretati da Hayden Christensen, Thandie Newton e John Leguizamo), per ragioni ignote, scampano inizialmente al &#8220;rapimento&#8221; ma ben presto i sopravvissuti si rendono conto che la tenebra li anela e li richiama mentre le loro fonti di luce artificiale inesorabilmente vanno a morire. Bloccati in un bar fornito di sistema di alimentazione di emergenza i nostri eroi dovranno trovare un modo per abbandonare la città alla volta di Chicago, dove forse vi sono altri sopravvissuti, prima che anche le loro ultime speranze  si vadano a spegnere. Il sospetto dello scarso valore del film parte con le prime scene e le improbabili reazioni dei sin troppo calmi protagonisti e più il tempo passa e più il dubbio assume i connotati di certezza: vi sono film brillanti che non offrono spiegazioni certe per gli avvenimenti misteriosi offrendo invece vaghi indizi, interpretabili in vari modi dallo spettatore, come Fulci dimostra: questo non è il caso.Vanishing on the 7th Street è un film pretenzioso e di palese inutilità, con uno script approssimativo, buchi di trama visibili ed uno svolgimento annoiato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/MV5BMTQxMTU4NDg5OF5BMl5BanBnXkFtZTcwMzU5OTcxNA@@._V1._SY317_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1739" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/MV5BMTQxMTU4NDg5OF5BMl5BanBnXkFtZTcwMzU5OTcxNA@@._V1._SY317_1-202x300.jpg" alt="VS7" width="202" height="300" /></a>Durante un black out Detroit cade nella tenebra più completa ed i suoi abitanti scompaiono senza lasciar traccia. Solo una manciata di individui (interpretati da<strong> Hayden Christensen, Thandie Newton e John Leguizamo</strong>), per ragioni ignote, scampano inizialmente al &#8220;rapimento&#8221; ma ben presto i sopravvissuti si rendono conto che <strong>la tenebra li anela e li richiama</strong> mentre le loro fonti di luce artificiale inesorabilmente vanno a morire. Bloccati in un bar fornito di sistema di alimentazione di emergenza i nostri eroi dovranno trovare un modo per abbandonare la città alla volta di <strong>Chicago, dove forse vi sono altri sopravvissuti</strong>, prima che anche le loro ultime speranze  si vadano a spegnere.</p>
<p>Il sospetto dello scarso valore del film parte con le prime scene e le improbabili reazioni dei <strong>sin troppo calmi protagonisti</strong> e più il tempo passa e più il dubbio assume i connotati di certezza: vi sono film brillanti che non offrono spiegazioni certe per gli avvenimenti misteriosi offrendo invece vaghi indizi, interpretabili in vari modi dallo spettatore, come Fulci dimostra: questo non è il caso.Vanishing on the 7th Street è un<strong> film pretenzioso e di palese inutilità</strong>, con uno script approssimativo, buchi di trama visibili ed uno svolgimento annoiato e non basta la citazione del mistero di <strong>Ronanoke</strong> per salvarlo.</p>
<p>Se il concept di base<strong> (la tenebra che tutto divora, l&#8217;atavico terrore del buio che qui ha dovuta motivazione, il mistero che non viene risolto neanche alla fine della storia) è affascinante</strong>, sebbene in una forma o nell&#8217;altra già esplorato, qui non viene sviluppato in modo adeguato e <strong>la mancanza totale di qualunque spiegazione</strong> (se non le vaghe teorie di uno dei protagonisti che si riveleranno in qualche vodo veritiere) di certo non aiuta. Peggio ancora <strong>gli avvenimenti sono palesemente strumenti del plot senza coerenza interna</strong>: le fonti energetiche funzionano o meno sotto l&#8217;influenza (sovrannaturale?) della tenebra e le ombre sono rapidissime o lentissime nel ghermire la preda senza motivazione apparente oltre la necessità di trama nel dato momento e la CG, come spesso accade, non aiuta.</p>
<p>Lo sviluppo dei personaggi<strong> è approssimativo</strong>: sappiamo poco di loro ma quel che ci viene mostrato non genera simpatia, empatia o reale interesse: esistono e si lasciano prendere o meno con facilità dalle ombre e con ciò la loro funzione si conclude.</p>
<p>Purtroppo<strong> Brad Anderson</strong>, già regista de L&#8217;Uomo senza Sonno e Session 9, non è riuscito a infondere vita a questo troppo, troppo lungo episodio di &#8220;Ai Confini della Realtà&#8221;, sceneggiato da un sin troppo inesperto<strong> Anthony Jawinski</strong>.</p>
<p>Da evitare.</p>
<p>Il trailer in italiano:</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.magrathea.it/2011/10/vanishing-on-the-7th-street/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Qcley9TOvp0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Perché non comprerò i Blu-Ray di Guerre Stellari</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/08/perche-non-comprero-i-blu-ray-di-guerre-stellari/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 07:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[guerre stellari]]></category>

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		<description><![CDATA[Come rovinare una delle più importanti saghe di fantascienza della storia? Facile, prendete una delle scene topiche di un film e aggiungete audio a sproposito. Ecco una delle modifiche previste per la versione Blu-Ray de Il Ritorno dello Jedi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Blu-Ray di Guerre Stellari vengono promossi promettendo, oltre a un audio perfetto e un video ad alta definizione, anche l&#8217;aggiustamento di qualche pezzo di film qua e là.</p>
<p>George Lucas ha detto che la maggior parte degli interventi sul video sono stati effettuati per sistemare gli effetti speciali: migliorare le spade laser, eliminare le linee che indicano dove sono state sovrapposte due pellicole differenti (soprattutto nelle battaglie nello spazio, quando i modellini dei caccia vengono sovrapposti allo sfondo stellato) e altre cose. In più, ha dichiarato che, per la gioia dei fan, sono stati fatti dei piccoli ritocchi che renderanno la visione dei film una piacevole caccia al tesoro per scoprire cosa è cambiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Piacevole un par di balle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hanno iniziato a circolare voci su ciò che è stato aggiunto o modificato. Hanno iniziato a circolare spezzoni di audio. Un fan ha preso uno degli spezzoni di audio nuovi e lo ha aggiunto alla scena in cui apparirà nella versione Blu-Ray di Guerre Stellari, per mostrare in anteprima al mondo cosa ci aspetta.</p>
<p>Ecco cosa ci aspetta:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/eGaSxSuB2vY?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;<br />
Il mio commento? La stessa cosa che urla Vader.<br />
Stavo pensando di comprare un lettore Blu-Ray usando come scusa l&#8217;uscita di Guerre Stellari. Grazie a questa scena ho deciso che mi tengo stretto il VHS.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La cronologia del futuro, ovvero in che anno sono ambientati i più famosi film di SF</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 21:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa lunga e interessante infografica elenca in che anno sono ambientate le maggiori opere di fantascienza, a partire dal 2012 di I Am Legend fino al 3001988 di Red Dwarf. Sapevate che Avatar è ambientato tra Alien e Aliens - Scontro Finale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/photo-twitpic-login-future-28theyE28099re.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1651" style="margin: 2px;" title="photo-twitpic-login-future-28theyE28099re" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/photo-twitpic-login-future-28theyE28099re-150x1024.jpg" alt="" width="150" height="1024" /></a>Questa lunga e interessante infografica elenca in che anno sono ambientate le maggiori opere di fantascienza, a partire dal 2012 di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0480249/">I Am Legend</a> fino al 3001988 di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0094535/">Red Dwarf</a>. Sapevate che <a title="Ho visto Avatar. E’ un film ok" href="http://www.magrathea.it/2010/08/ho-visto-avatar-e%e2%80%99-un-film-ok/">Avatar</a> è ambientato tra <a href="http://www.imdb.com/title/tt0078748/">Alien</a> e <a href="http://www.imdb.com/title/tt0090605/">Aliens &#8211; Scontro Finale</a>?</p>
<p>Cliccate l&#8217;immagine per ingrandirla.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Endhiran &#8211; Robot</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 20:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Endhiran]]></category>
		<category><![CDATA[indian cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scienziato Vaseegaran (Rajnikanth) ignorando i sentimenti della bella fidanzata Sana (Aishwarya Rai Bachchan) per dieci anni ha lavorato ossessivamente su un sofisticato androide da combattimento con lo scopo di venderlo all&#8217;esercito indiano e andare così a ridurre le perdite umane durante i conflitti. Vaseegaran egocentricamente dona le proprie sembianze alla creatura sintetica (interpretata sempre da Rajnikanth) e gli da il nome di Chitti. Gradualmente Chitti, anelato per la sua avanzatissima intelligenza artificiale dal professor Bohra (Danny Denzongpa), bieco mentore di Vaseegaran, otterrà sentimenti umani ed entrerà in violento conflitto col proprio creatore per ottenere l&#8217;amore di Sana. Dopo Sivaji &#8211; The Boss il regista Shankar Shanmugam e la superstar indiana Rajnikanth sono tornati assieme nel film più costoso mai prodotto in India (&#8220;L&#8217;Avatar indiano&#8221; secondo i poster pubblicitari) e più distribuito. Nonostante le entusiastiche dichiarazioni dei fan indiani (la cui infantile esaltazione nazionalistica per il film può risultare alla lunga irritante) gli effetti speciali (Industrial Light &#38; Magic per gli effetti visuali e Stan Winston Studios per gli animatroni) pur essendo funzionali alla storia sono distanti dai quelli dei blockbuster di Hollywood ma questo non è necessariamente un male: di fronte ad alcuni prodotti luccicanti, pretenziosi e freddi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/endhiran_poster.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1598" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/endhiran_poster-232x300.jpg" alt="" width="232" height="300" /></a>Lo scienziato <strong>Vaseegaran</strong> (Rajnikanth) ignorando i sentimenti della bella fidanzata <strong>Sana</strong> (Aishwarya Rai Bachchan) per dieci anni ha lavorato ossessivamente su un sofisticato androide da combattimento con lo scopo di venderlo all&#8217;esercito indiano e andare così a ridurre le perdite umane durante i conflitti.</p>
<p>Vaseegaran egocentricamente dona le proprie sembianze alla creatura sintetica (interpretata sempre da Rajnikanth) e gli da il nome di <strong>Chitti</strong>. Gradualmente Chitti, anelato per la sua avanzatissima intelligenza artificiale dal<strong> professor Bohra </strong>(Danny Denzongpa), bieco mentore di Vaseegaran, otterrà sentimenti umani ed entrerà in violento conflitto col proprio creatore per ottenere l&#8217;amore di Sana.</p>
<p>Dopo <strong>Sivaji &#8211; The Boss</strong> il regista <strong>Shankar Shanmugam</strong> e la superstar indiana <strong>Rajnikanth</strong> sono tornati assieme nel film più costoso mai prodotto in India (&#8220;L&#8217;Avatar indiano&#8221; secondo i poster pubblicitari) e più distribuito.</p>
<p>Nonostante le entusiastiche dichiarazioni dei fan indiani (la cui infantile esaltazione nazionalistica per il film può risultare alla lunga irritante) gli effetti speciali (<strong>Industrial Light &amp; Magic</strong> per gli effetti visuali e<strong> Stan Winston Studios</strong> per gli animatroni) pur essendo funzionali alla storia sono distanti dai quelli dei blockbuster di Hollywood ma questo non è necessariamente un male: di fronte ad alcuni prodotti luccicanti, pretenziosi e freddi che il cinema statunitense ci ha propinato negli ultimi anni Endhiran con i suoi onesti SFX  è paragonabile ad un bicchiere di acqua fresca.</p>
<p>La trama del compianto sceneggiatore <strong>Sujatha</strong> (morto durante la produzione durata ben due anni) è molto semplice, con vette di favolistica e forse voluta ingenuità ed i personaggi vengono immediatamente delineati sin dalle prime scene (<strong>ma non necessariamete inquadrati nella dicotomia buono/malvagio</strong> come dimostrano i crudeli atti di tardiva gelosia di Vaseegaran): non vi sono colpi di scena sconvolgenti sebbene troviamo<strong> qualche sorpresa</strong> nella seconda metà del film.</p>
<p>L&#8217;apprezzato regista Shankar, considerato da alcuni <strong>la punta massima del cinema Tamil</strong>, gioca con elementi tratti da Io Robot e L&#8217;Uomo Bicentenario scegliendo comunque la strada della leggerezza: se si cerca l&#8217;esplorazione profonda e raffinata di concetti come &#8220;cosa è umano&#8221; qui si troverà una risposta vaga. <strong>Ma Shankar ha una visione personale</strong> del suo prodotto, ed è una visione che penetra specialmente attraverso le scende di azione grazie all&#8217;inestimabile supporto di Yuen Woo Ping (regista di Hong Kong che ha creato gli stunt di<strong> Kill Bill </strong>e<strong> Matrix</strong>).</p>
<p>Gli attori meritano una menzione particolare: la superstar Rajnikanth, amatissimo in India, qui deve destreggiarsi tra ben tre ruoli: <strong>il professor Vasi</strong>, il primo <strong>Chitti ingenuo e romantico</strong> ed in seguito <strong>il Chitti &#8220;stiloso&#8221; e distruttivo</strong>: una sorta di ritorno alle origini in quanto Rajini ha debuttato nel cinema con ruoli negativi. Di certo Rajini è il cuore e l&#8217;anima del film e senza di lui, indipendentemente dagli sforzi profusi, Endhiran sarebbe risultato probabilmente un flop orribilmente costoso.</p>
<p>La splendida Aishwarya Rai, che riesce a nascondere i suoi anni, risulta l&#8217;archetipica<strong> &#8220;damigella in pericolo&#8221;</strong> con vaghissimi sviluppi post-femministi: tollerabile nella recitazione qui ha solo la funzione di dare una spinta energica alle scene di ballo.</p>
<p>E&#8217; difficile inquadrare Endhiran dal punto di vista europeo: <strong>il film è talmente ingranato nello storytelling tipico del subcontinente indiano</strong> che gli elementi inseriti che per noi possono essere considerati semplicistici, eccessivi, ripetitivi o prevedibili per l&#8217;audience locale sono dimostrazione di maestria.<br />
Lo spettatore nostrano dovrà prepararsi a estemporanei balli (orecchiabili le musiche di A. R .Rahman <strong>&#8220;Kadhal Anukkal&#8221;, &#8220;Robo Dance&#8221;, </strong>e<strong> &#8220;Boom Boom&#8221;</strong>) sebbene deliziosamente coreografati in una pellicola che dura, nel bene e nel male, quasi tre ore. Ma probabilmente ne varrà la pena.</p>
<p>Il trailer:</p>
<p><object width="576" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hNXHveyzUvY?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hNXHveyzUvY?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="576" height="349" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
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