Frankenstein’s Army
Cinema , Recensioni film / 30 luglio 2013

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale una eterogenea pattuglia di soldati sovietici penetra le linee nemiche: lo scopo è quello di girare un film di propaganda per il regime comunista testimoniando la disfatta dei nazisti. Quando la pattuglia, tagliata fuori dalle proprie forze, riceve una misteriosa richesta di aiuto da parte di truppe alleate asserragliate in un villaggio tedesco il suo comandate decide di muoversi iniziando un percorso che spalancherà le porte di un inferno generato dalla mente umana.  Un anno fa, quando vidi il teaser trailer di FA, provai un vago interesse: non vi era nulla di realmente innovativo nel sincretismo tra nonmorti e nazisti (vedi Dead Snow, Secrets of the Third Reich ed il nostrano Sine Requie) ma l’idea aveva delle potenzialità ancora da sfruttare. Quando successivamente mi ritrovai innanzi agli occhi il Red Band Trailer ne rimasi turbato ed intrigato. Lobotomie senza anestesia, vivisezioni, inquietanti e grottesche creature che un tempo erano state uomini fusi con avanzi industriali ed un gruppo di soldati sovietici terrorizzati che sarebbero stati massacrati (i più fortunati, probabilmente); tutti elementi che se ben dosati potevano gettare le basi di un classico del genere. Nelle settimane successive visionai il trailer ripetutamente, lessi le…