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	<title>Magrathea &#187; Libri</title>
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
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		<title>Magrathea &#187; Libri</title>
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		<title>Star Wars &#8211; The Old Republic: Alleanza Fatale</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 21:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tremilacinquecento anni prima dell&#8217;ascesa di Darth Vader e trecento dopo gli eventi di Knights of the Old Republic l&#8217;Impero Sith e la Repubblica hanno stabilito una forzata pace in seguito alle devastazioni della Grande Guerra Galattica: gli Jedi, ritenuti corresponsabili del conflitto, sono stati costretti a trasferirsi da Coruscant a Tython, culla dell&#8217;ordine, mentre i Sith, influenti in seno all&#8217;Impero, hanno fatto loro Korriban. Logorati dalla prolungata guerra fredda sia l&#8217;Impero che la Repubblica sono alla ricerca di nuovi mondi vergine da sfruttare: quando gli Hutt organizzano un&#8217;asta per fornire informazioni sulla locazione di uno di questi preziosi pianeti le forze in campo si muovono per scoprire quanto i dati siano affidabili. Ciò che andranno a rivelare costringerà Sith, Jedi e Mandaloriani ad unire le forze per evitare la distruzione totale. Prequel del nuovo MMORPG della BioWare assieme ai fumetti della Dark Horse Star Wars: The Old Republic – Threat of Peace e Star Wars: The Old Republic – Blood of the Empire Fatal Alliance getta le basi sociopolitiche e militari dell&#8217;universo dove si muoveranno i personaggi dei giocatori. Pubblicata in lingua originale nel Luglio 2010, scalando immediatamente i primi posti nella classifica delle vendite del New York Times, Fatal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/Alleanza-fatale_thumb21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1817" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/Alleanza-fatale_thumb21.jpg" alt="" width="169" height="242" /></a>Tremilacinquecento anni prima dell&#8217;ascesa di Darth Vader e trecento dopo gli eventi di Knights of the Old Republic</strong> l&#8217;Impero Sith e la Repubblica hanno stabilito una forzata pace in seguito alle devastazioni della Grande Guerra Galattica: <strong>gli Jedi, ritenuti corresponsabili del conflitto, sono stati costretti a trasferirsi da Coruscant a Tython</strong>, culla dell&#8217;ordine, <strong>mentre i Sith, influenti in seno all&#8217;Impero, hanno fatto loro Korriban.</strong></p>
<p>Logorati dalla prolungata guerra fredda sia l&#8217;Impero che la Repubblica sono alla ricerca <strong>di nuovi mondi vergine da sfruttare</strong>: quando gli Hutt organizzano un&#8217;asta per fornire informazioni sulla locazione di uno di questi preziosi pianeti le forze in campo si muovono per scoprire quanto i dati siano affidabili. Ciò che andranno a rivelare costringerà Sith, Jedi e Mandaloriani<strong> ad unire le forze per evitare la distruzione totale.</strong></p>
<p>Prequel del nuovo MMORPG della BioWare assieme ai fumetti della Dark Horse <strong>Star Wars: The Old Republic – Threat of Peace e Star Wars: The Old Republic – Blood of the Empire</strong> Fatal Alliance getta le basi sociopolitiche e militari dell&#8217;universo dove si muoveranno i personaggi dei giocatori.<strong> Pubblicata in lingua originale nel Luglio 2010, scalando immediatamente i primi posti nella classifica delle vendite del New York Times</strong>, Fatal Alliance vede la sua versione italiana a cura della Multiplayer.it Edizioni ad undici mesi di distanza.</p>
<p>Con tutta la sincerità non sono un amante dell&#8217;<strong>Expanded Universe</strong>: mentre posso apprezzare le singole opere (sono rimasto letteralmente ipnotizzato da<strong> Dark Force Rising</strong> nella mia giovinezza) trovo che spesso e volentieri l&#8217;interpretazione degli autori tenda a violare (o peggio, violentare) lo spirito originale della saga <strong>con punti di rara bassezza qualitativa come l&#8217;involontariamente ridicolo matrimonio tra Luke e Mara Jade o certi episodi della Clone Wars in CG che meritano unicamente la damnatio memoriae</strong>. Mi si dirà che Lucas stesso ha distorto ripetutamente quello spirito spesso per fini squisitamente commerciali <strong>e non posso controbattere</strong>.</p>
<p>Sin dalle primissime pagine del romanzo veniamo accolti dagli stessi alieni di sempre: <strong>Sullustan(i), Rodiani, Ithoriani, Twi&#8217;lek, Gamorreani, Zabrak, Hutt, Kal Dor, citazioni di Geonosis e di Tatooine</strong> (ma non dovrebbe essere un mondo virtualmente sconosciuto?),<strong> del Sole Nero, del Sarlacc e dei Rancor </strong>(possibile che non vi siano altri animali di rilevo?)&#8230;gli ingredienti di sempre, i soliti vecchi volti che ci offrono un senso di confortante, forse eccessiva, familiarità. Ma ciò, dato lo scopo introduttivo, sembra inevitabile.</p>
<p>Rullo di tamburi: il cast. <strong>Un Padawan ancora troppo poco equilibrato per divenire uno Jedi a pieno titolo nonostante le sue riconosciute capacità. Segnato. Un membro delle forze d&#8217;elite repubblicane cacciata per aver fatto una delazione, Segnato. Un vecchio e crudele maestro Sith. Segnato. Un pirata spaziale con un suo codice etico. Segnato. Una adepta Sith dal passato misterioso. Segnato. Una spia imperiale. Segnato.</strong><strong> L&#8217;ennesimo, tostissimo, Mandaloriano dagli scopi oscuri.</strong> Ci siamo tutti. Seguiamo binari consolidati, non si vuole rischiare di sconvolgere troppo il senso dell&#8217;ambientazione. Ci sta bene, siamo pronti.</p>
<p>La trama parte come una spy-story <strong>dalle palesi ingenuità</strong>: l&#8217;incontro casuale tra il Padawan e l&#8217;ex commando repubblicano si sviluppa in una alleanza duratura in modo a dir poco improbabile nonostante la spiegazione finale mentre molti personaggi appaiono <strong>immaturi, bizzarramente insicuri delle proprie capacità nonostante i delicatissimi incarichi che ricoprono od hanno ricoperto</strong>. Purtroppo a peggiorare la cosa in un paio di occasioni gli utilizzi della Forza appaiono troppo supereroistici: i protagonisti <strong>creano scudi di Forza per sopravvivere nel vuoto o generano campi per riscaldare metalli sino al punto di fusione. </strong></p>
<p>Se il rapporto di sibilante ostilità tra il Sith e la sua apprendista non offre<strong> nulla di nuovo sotto il sole</strong> le idee politiche della idealista spia imperiale (<strong>che vede l&#8217;Impero come forza civilizzante e i Sith come un male necessario</strong>) ci offrono un punto di vista alternativo rispetto al solito.</p>
<p>Non vincolato dai limiti di una <em>novelization</em> l&#8217;australiano <strong>Sean Llewellyn Williams</strong>, già autore de <strong>Il Potere della Forza e Il Potere della Forza 2</strong>, riesce a gestire meglio il <em>pacing</em> della storia senza costringere il lettore ad infiniti e continui combattimenti dalla descrizione superficiale e <strong>preferendo concentrare tutta l&#8217;azione, dettagliata e (troppo) prolungata, in tre momenti intervallati da esplorazione ed investigazione</strong>.</p>
<p><strong></strong>La parte finale del libro risulta la più interessante, dispersiva, ingarbugliata e caotica quando, uniti dal pericolo comune, i vari protagonisti pur mettendo da parte gli interessi personali, <strong>si vanno a scontrare sulle ideologie dei rispettivi sistemi di governo e sulle rispettive filosofie. </strong>Possiamo apprezzare che il tentativo di far passare al Lato Oscuro il Padawan da parte del maestro Sith sia subdolo e persino ben argomentato<strong> ma rimane il dubbio che l&#8217;autore voglia porre una patina di grigiore morale sul manicheismo dell&#8217;ambientazione.</strong></p>
<p><strong>Alleanza Fatale</strong> non è un prodotto narrativamente eccezionale, non imbastisce una trama originale o particolarmente ispirata.<strong> E&#8217; di certo però un romanzo onesto e senza fronzoli e quindi, nella sua nicchia, apprezzabile.</strong></p>
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		<title>Sine Requie &#8211; Sopravvissuti</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo alla fine di un ucronico 1956: la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa imprevedibilmente quando nel 1944 i Morti si sono inspiegabilmente animati, divorando indistintamente i soldati Alleati e dell&#8217;Asse. Dopo dodici anni di inesprimibile orrore l&#8217;Europa Occidentale è ridotta ad un deserto spoglio di vita dove pochi umani si aggirano tra le macerie di un mondo devastato. Quattro sopravvissuti calcano le &#8220;Terre Perdute&#8221;, quattro anime scampate ad una fine indicibile: Santiago, Florentine, il Teschio e l&#8217;anonimo cronista della loro storia. Sine Requie nasce nel 2003 come ambientazione amatoriale per GDR: il suo inaspettato successo ed il suo fedele seguito di appassionati permettono una seconda incarnazione &#8220;professionale&#8221; grazie alla Asterion Press e vede una distribuzione capillare anche nelle librerie non specializzate. Nell&#8217;Ottobre 2010 la Asengard pubblica il primo romanzo di Sine Requie  ad opera di Cortini e Moretti, autori anche del gioco. Se il setting del &#8220;Sine&#8221; (come è affezionatamente chiamato dai fan) nonostante gli scivoloni (il crescente abuso del sovrannaturale, l&#8217;improbabile biotecnologia diesel-punk di Z.A.R. e le arcologie dei Soviet sviluppate in una manciata di anni, la visione non originale del Sanctum Imperium la cui gerarchia è composta da fanatici, corrotti e dove troviamo gli inevitabili Templari) ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/immagine9-221x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1801" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/10/immagine9-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" /></a>Siamo alla fine di un ucronico 1956:<strong> la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa imprevedibilmente quando nel 1944 i Morti si sono inspiegabilmente animati, divorando indistintamente i soldati Alleati e dell&#8217;Asse.</strong> Dopo dodici anni di inesprimibile orrore l&#8217;Europa Occidentale è ridotta ad un deserto spoglio di vita dove pochi umani si aggirano tra le macerie di un mondo devastato. Quattro sopravvissuti calcano le &#8220;Terre Perdute&#8221;, quattro anime scampate ad una fine indicibile: <strong>Santiago, Florentine, il Teschio e l&#8217;anonimo cronista della loro storia.</strong></p>
<p>Sine Requie nasce nel 2003 come ambientazione amatoriale per GDR: il suo inaspettato successo ed il suo fedele seguito di appassionati permettono una seconda incarnazione &#8220;professionale&#8221; grazie alla <strong>Asterion Press e vede una distribuzione capillare anche nelle librerie non specializzate</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;Ottobre 2010 la <strong>Asengard</strong> pubblica il primo romanzo di Sine Requie  ad opera di Cortini e Moretti, autori anche del gioco.</p>
<p>Se il setting del &#8220;Sine&#8221; (come è affezionatamente chiamato dai fan) nonostante gli scivoloni <strong>(il crescente abuso del sovrannaturale, l&#8217;improbabile biotecnologia diesel-punk di Z.A.R. e le arcologie dei Soviet sviluppate in una manciata di anni, la visione non originale del Sanctum Imperium la cui gerarchia è composta da fanatici, corrotti e dove troviamo gli inevitabili Templari</strong>) ha il suo indubbio e riconosciuto valore ludico Sopravvissuti merita ovviamente un discorso ed una analisi a parte (<strong>cosa che buona parte dei recensori sembra non aver colto limitandosi a valutare l&#8217;ambientazione più che il romanzo stesso</strong>); quando due autori di giochi di ruolo passano alla narrativa pura <strong>vi è il rischio tangibile di portare gli schemi degli uni nell&#8217;altra</strong> ed il risultato può essere qualcosa come questo:<strong> non un romanzo quanto piuttosto una introduzione di capitolo di GDR lunga duecento e rotte pagine che ricorda pericolosamente in forma e sostanza una fan fiction.</strong></p>
<p>Nella prima parte del libro, che inizia in media res, i protagonisti si muovono senza altro scopo che sopravvivere un giorno in più tra inedia, stanchezza e pericoli naturali: <strong>mentre questo può essere funzionale alla prima descrizione del setting</strong> la totale mancanza di obiettivi a lunga scadenza e la serie di incontri semicasuali con Morti, banditi e altri superstiti<strong> alla fin fine risultano stancanti come The Road dimostra appieno.</strong></p>
<p>Immediatamente ci rendiamo conto che lo stile di scrittura è fluido ed immediato<strong> ma i dialoghi sono letteralmente tagliati con l&#8217;accetta: palesemente artificiosi, forzati, &#8220;troppo moderni&#8221;</strong> che con il loro abbondante uso di improperi cercano di essere in qualche modo &#8220;hollywoodiani&#8221; (o forse persino &#8220;tarantiniani?&#8221;) senza riuscire in altro intento che apparire superficiali. <strong>Probabilmente lo studio del linguaggio dell&#8217;epoca avrebbe aiutato ad offrire perlomeno un pò di profondità ai personaggi.</strong></p>
<p>Ad un certo punto capiamo che gli autori, orgogliosi del loro pur apprezzabile world-building, si sono dimenticati (o non sono stati in grado di descrivere)<strong> il mondo oltre la loro visione del gioco: i luoghi visitati sono &#8220;generici&#8221;, non vi sono peculiarità storico-geografiche, i piccoli particolari che li distinguano e li rendano &#8220;reali&#8221;. </strong>Una descrizione casuale degli oggetti di uso comune, dei cartelli stradali, dei dischi in vinile, delle pubblicità, dei quadri da parete di un 1944 trascinatosi nel 1956 avrebbe giovato ma questa attenzione nella ricerca storica è dedicata persino in modo eccessivo, da perfetti otaku,<strong> solo ad armi e veicoli militari</strong>.</p>
<p>E&#8217; come se si ponesse un adesivo sul vetro di una finestra che va a sovrapporsi al panorama: <strong>la percezione della falsità dell&#8217;immagine è ovvia.  </strong></p>
<p>Verso la metà della storia i nostri trovano tracce di un possibile rifugio sicuro<strong> ma piuttosto che imbastire parte della trama sul suo raggiungimento graduale, magari seguendo tracce o indizi, i personaggi si ritrovano quasi immediatamente e senza troppa difficoltà nel loro transitorio &#8220;paradiso&#8221;</strong>. Seguono gli sviluppi dei rapporti con il nuovo gruppo di sopravvissuti, la cui personalità è delineata purtroppo in modo approssimativo:<strong> il Templare Remy che appare verso la fine del romanzo risulta poi dolorosamente stereotipato</strong>, una figura di cartapesta che esiste solo per dare informazioni didascaliche sulla situazione tra il Sanctum Imperium ed il Quarto Reich, ripetere senza offrire sfumature caratteriali quanto il Papato sia luogo di salvezza e mostrare, ovviamente, <strong>una copia del Sine Requie </strong>(assolutamente inutile ai fini della storia)<strong> e il suo decorato Requiem che altro non è che una evoluzione/plagio/clone/omaggio dell&#8217;Eviscerator di Necromunda ma della quale &#8220;creazione&#8221; gli autori sembrano sin troppo orgogliosi.</strong></p>
<p>Il finale,<strong> troppo rapido e anticlimatico</strong>, stimola vero e proprio fastidio nel lettore mediamente esigente con i banditi noti come &#8220;Diavoli Blu&#8221; che malamente delineano <strong>attraverso frasi da cattivi da basso cliché</strong> la loro personalità crudele mentre fanno continuo, e per il lettore estenuante, riferimento <strong>ad un &#8220;Druido&#8221; e ad una &#8220;maledizione del sonno&#8221; che non trova alcuna spiegazione nel romanzo</strong> che risulta così privo di onesta ed esauriente conclusione: <strong>non il modo più elegante, o serio</strong>, <strong>per indicare che Sopravvissuti è il tassello di una storia più ampia.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; pacifico che da romanzi tratti da videogiochi e giochi di ruolo non si richieda una raffinatezza stilistica</strong> degna di un Hemingway o di un Eco: altresì si poteva sperare che uno dei rari romanzi italiani del genere potesse sollevarsi dalla<strong> più piatta mediocrità</strong>.</p>
<p>Come <strong>lettura non impegnata per non appassionati dell&#8217;ambientazione Sopravvissuti è fondamentalmente accettabile</strong> ma gli amanti delle zombie-stories che desiderano non solo un mondo originale possono cercare nei libri (in lingua inglese, mi raccomando) di Max Brooks prodotti letterari certamente<strong> ben più solidi</strong>.</p>
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		<title>25 anni di Future Shock: Michele Nigro intervista Antonio Scacco</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 10:35:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
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		<description><![CDATA[25 anni di Future Shock: le domande che compongono l’intervista traggono ispirazione dalla lettura di Fantascienza Umanistica, raccolta di saggi firmati dal prof. Antonio Scacco e che rappresenta, per certi versi, un’antologia-manifesto da cui trae origine la ‘mission’ culturale del quadrimestrale di saggistica e narrativa di fantascienza Future Shock. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Fantascienza-Umanistica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1693" style="margin: 2px;" title="Fantascienza Umanistica" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Fantascienza-Umanistica.jpg" alt="" width="247" height="349" /></a>Le domande che compongono l’intervista traggono ispirazione dalla lettura di <em>Fantascienza Umanistica</em>, raccolta di saggi firmati dal prof. Antonio Scacco e che rappresenta, per certi versi, un’antologia-manifesto da cui trae origine la ‘mission’ culturale del <strong>quadrimestrale di saggistica e narrativa di fantascienza</strong> <a href="http://www.futureshock-online.info/index.html">Future Shock</a>. <strong></strong></p>
<p><strong>Michele Nigro</strong>, giornalista partecipativo, blogger, bibliotecario. Ha diretto dal 2003 al 2009 la rivista letteraria “Nugae”. Lettore onnivoro e appassionato di letteratura fantascientifica, ha pubblicato racconti e articoli su riviste e antologie. Cura il blog personale denominato “Nigricante”: <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://michelenigro.wordpress.com/">http://michelenigro.wordpress.com/</a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">1) MN. Lei afferma in </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica </em></span><span style="font-size: medium;">che la funzione principale della </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction</em></span><span style="font-size: medium;"> è o dovrebbe essere quella di ricucire lo strappo tra la cultura umanistica e quella scientifica. Non crede che questo compito debba essere assunto principalmente dalle istituzioni accademiche, dai governi, dai legislatori che spesso assecondano le esigenze economiche delle varie ‘lobby’ senza preoccuparsi della formazione dei cittadini?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS.</span><span style="font-size: medium;"><em> L&#8217;uomo è un essere di cultura, intesa essenzialmente in senso umanistico. La sua formazione avviene, perciò, attraverso quegli strumenti idonei ad accrescere la sua umanità, quali la filosofia, la pedagogia, l&#8217;arte e,</em></span><span style="font-size: medium;"> in primis</span><span style="font-size: medium;"><em>, la religione. Oggi, il processo di umanizzazione è messo in crisi dal conflitto tra il sapere umanistico e quello scientifico. La </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em>, poiché getta un ponte tra le due culture, si pone come valido strumento di umanizzazione.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">2) MN. In qualità di intellettuale cattolico ed esperto di letteratura fantascientifica, come valuta l’attuale scenario socio-politico e culturale italiano? Viviamo, come molti credono, in un’epoca dominata da una sorta di ‘dittatura bianca’ coadiuvata da un sorridente potere videocratico travestito da ‘partito dell’amore’? Può la </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction</em></span><span style="font-size: medium;"> risvegliare le coscienze e contribuire a contrastare lo ‘stato soporifero’ in cui versa una parte dell’umanità, svelando illusionismi e trucchi propagandistici? </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Oggi, la scienza, nella sua degenerazione scientista, ha reso molti italiani pragmatici: gli ideali, le utopie e, con essi, la morale sono stati messi in soffitta. Fortunatamente, c&#8217;è una buona fetta della popolazione che crede ancora nella morale tradizionale e nei valori non negoziabili. La fantascienza, poiché stimola la fantasia creatrice, è in grado di sottrarre l&#8217;uomo al sonno della ragione.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">3) MN. Lei afferma in </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;"> che la religione può svolgere un’importante funzione di mediazione tra scienza e umanesimo, e che la </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction </em></span><span style="font-size: medium;">attribuisce alla religione un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo moderno. Quale è l’impegno della Chiesa nei confronti di tale mediazione? Le è mai capitato di conoscere, durante questi anni dedicati allo studio della fantascienza, membri del clero o religiosi appassionati di </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction</em></span><span style="font-size: medium;">?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>La scienza ha radici cristiane. E&#8217; del tutto destituita di fondamento l&#8217;accusa che la Chiesa sia nemica della scienza. Il concetto di umanesimo sapienziale-scientifico da cui trae ispirazione il mio libro, non è frutto di pensiero laicista, ma è stato elaborato da un gesuita: il filosofo e scienziato atomico </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>p. Enrico Cantore</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>. Per i gravosi impegni pastorali che, oggi, li attendono &#8211; attualmente, la Chiesa è attaccata non solo dall&#8217;esterno ma anche dall&#8217;interno &#8211; non si può pretendere che i preti si occupino anche di fantascienza. Tuttavia, l&#8217;attenzione per essa è desumibile indirettamente dal dibattito di alcuni teologi su argomenti tipicamente fantascientifici: la macchina del tempo e l&#8217;esistenza degli extraterrestri.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Future-shock-n.58.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-1694" style="border: 2px solid black; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" title="Future shock n.58" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Future-shock-n.58-692x1024.jpg" alt="" width="346" height="511" /></a>4) MN. Interessante, anche se ovvio per chi si occupa di sci-fi, il rimedio di </span><span style="font-size: medium;"><em>invertire lo specchio del tempo</em></span><span style="font-size: medium;"> proposto da </span><span style="font-size: medium;"><strong>Alvin Toffler</strong></span><span style="font-size: medium;"> nel saggio intitolato </span><span style="font-size: medium;"><em>Future Shock</em></span><span style="font-size: medium;"> (da cui Lei ha mutuato il nome del suo quadrimestrale): ‘studiare’ il futuro per capire il presente. Quali sono, secondo Lei, gli argomenti riguardanti il futuro non sufficientemente trattati dalla moderna sci-fi, valutando lo scenario narrativo e saggistico offerto in questo primo decennio d’inizio secolo?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Secondo me, un argomento riguardante il futuro poco trattato dagli scrittori di fantascienza, tanto da avere l&#8217;impressione che su di esso pesi un interdetto, è la crescita esponenziale della popolazione musulmana. In uno studio pubblicato nel mese di gennaio 2011 dal </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Pew Research Center&#8217;s Forum on Religion and Public Life</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, si prevede che il totale di questa popolazione passerà, nel 2030, dagli attuali 1,6 miliardi a 2,2 miliardi. Se si tiene conto che, nella concezione originaria di Maometto (ultimo Profeta inviato da Dio), l&#8217;Islam è uno Stato, il cui fine ultimo è l&#8217;affermazione a livello mondiale del Corano, è facile immaginare lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale (che, per la verità, è già latente e poco evidente con il fenomeno dell&#8217;immigrazionismo), per sottomettere definitivamente i popoli della Casa della Tregua (Dār al-Hudna).</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">5) MN. Nel capitolo di </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica </em></span><span style="font-size: medium;">intitolato </span><span style="font-size: medium;"><em>L’infanzia maltrattata e la fantascienza</em></span><span style="font-size: medium;"> non si accenna in alcun modo allo scandalo della pedofilia nella Chiesa. In qualità di intellettuale cattolico, quale è il suo pensiero in proposito? Dal momento che la dimensione religiosa, legata imprescindibilmente alla componente umana formante la Chiesa, svolge secondo Lei un ruolo fondamentale nella </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction</em></span><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Non voglio nascondermi dietro un dito e negare l&#8217;esistenza del caso dei preti pedofili nella Chiesa. Se non ne ho parlato, è perché la pubblicazione del mio libro è avvenuta qualche anno prima che scoppiasse lo scandalo. Ma non bisogna fare di ogni erba un fascio e permettere che questi crimini gettino nel dimenticatoio le centinaia di migliaia di uomini e donne, sacerdoti, religiosi e religiose, la stragrande maggioranza, che donano giorno per giorno la propria vita a Dio e ai fratelli in tanti ospedali, scuole, parrocchie, missioni&#8230;</em></span><span style="font-size: medium;"><em>Penso che all&#8217;origine del fenomeno ci siano certi teologi che vanno propugnando tesi anticattoliche quali: il matrimonio dei preti, il sacerdozio alle donne, l&#8217;eucaristia ai divorziati e risposati, ecc. Il Cristianesimo diventa, per loro, sinonimo di buonismo, tanto da arrivare a sostenere la vecchia tesi di </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Origène</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, quella dell&#8217;</em></span><span style="font-size: medium;">apocatàstasis tòn pantòn</span><span style="font-size: medium;"><em>, secondo cui l&#8217;inferno non esisterebbe. </em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">6) MN. Nel capitolo di </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica </em></span><span style="font-size: medium;">intitolato </span><span style="font-size: medium;"><em>La fantascienza in difesa del libro</em></span><span style="font-size: medium;">, nell’elenco delle ‘cattive letture’ che determinano la crisi del libro di narrativa, Lei include anche il ‘fumetto’: si riferiva anche ai fumetti tratti da opere di narrativa fantascientifica e che indirettamente, con la loro vendita, sostengono l’editoria di genere?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Storicamente, è la fantascienza scritta che ha alimentato il fumetto e non viceversa. Si pensi al capostipite di tutti gli eroi fantascientifici con la nuvoletta in bocca, </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Buck Rogers</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, nato dalla fantasia dello scrittore </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Philip Francis Nowlan</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>. Più in generale, l&#8217;ininfluenza dell&#8217;apparato iconico sulla </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em> è dimostrata dal fatto che le copertine sgargianti e le ricche illustrazioni interne non impedirono ai </em></span><span style="font-size: medium;">pulp magazines</span><span style="font-size: medium;"><em> di scomparire. In particolare, il boom della fantascienza scritta si ebbe non con i pulp, quando cioè era predominante l&#8217;elemento grafico-visuale, ma, al contrario, quando, con l&#8217;avvento del </em></span><span style="font-size: medium;">pocket book</span><span style="font-size: medium;"><em>, l&#8217;apparato iconografico venne completamente eliminato.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">7) MN. Durante il trascorso primo decennio d’inizio secolo, ha personalmente registrato un aumento o una diminuzione dei pregiudizi contro la fantascienza (problema a cui Lei dedica un’intera sezione di </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;">)?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>È di vecchia data il disprezzo per la fantascienza delle </em></span><span style="font-size: medium;">élites</span><span style="font-size: medium;"><em> culturali. Ricordo la notizia, apparsa su un numero di gennaio 1985 de </em></span><span style="font-size: medium;">Il Corriere dell&#8217;UNESCO</span><span style="font-size: medium;"><em>, dove si riferiva che i membri della </em></span><span style="font-size: medium;">Science Fiction Research Association</span><span style="font-size: medium;"><em> trovarono, un giorno, trasecolando, sui loro tavoli nella sala delle riunioni, dei volantini con su scritte queste parole: “Smettiamola di dedicare studi e convegni alla fantascienza, e lasciamola tor­nare nell&#8217;anonimato: questo è il suo posto”. E adesso? I pregiudizi contro la </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em> non sono certo diminuiti. Un esempio? Il libro da cui traggono ispirazione le sue domande per l&#8217;intervista. Ebbene, molti editori si rifiutarono di pubblicarlo. Alla fine, dovetti attingere ai miei magri risparmi di maestro elementare in pensione.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">8 ) MN. Crede nella possibilità che si avveri in futuro il fenomeno cosiddetto della ‘singolarità tecnologica’? La </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction</em></span><span style="font-size: medium;"> deve limitarsi a descrivere i possibili scenari causati da questo potenziale evento o può svolgere un ruolo attivo ‘preventivo’?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Il problema centrale del fenomeno della </em></span><span style="font-size: medium;">singolarità tecnologica</span><span style="font-size: medium;"><em> è, a mio parere, non tanto il suo avvento in un futuro più o meno prossimo, quanto il suo impatto sul processo di umanizzazione dell&#8217;uomo. In altri termini, la realizzazione di un&#8217;intelligenza superumana, preconizzata anche dallo scrittore di science fiction </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Vernor Vinge</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, sarà in grado di attualizzare le potenzialità tipiche della dignità umana: emotive, intellettive e pratiche? La costruzione di macchine più intelligenti dell&#8217;uomo sarà un successo se raggiungerà gli obbiettivi su accennati, altrimenti sarà un fallimento completo. Il compito della fantascienza? Non limitarsi a creare scenari futuribili da incubo, a cui ci hanno assuefatti certi film come </em></span><span style="font-size: medium;">Terminator</span><span style="font-size: medium;"><em>, ma innescare una riflessione filosofica ed etica come in certi romanzi di </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Stanislaw Lem</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, ad esempio </em></span><span style="font-size: medium;">Pianeta Eden</span><span style="font-size: medium;"><em> (Eden, 1959).</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">9) MN. Fantascienza e scuola; fantascienza e università: da anni Lei si batte per l’istituzione in Italia di cattedre universitarie di fantascienza. Con l’introduzione della cosiddetta ‘riforma Gelmini’, quale sarà il destino della sua meritoria e interessante iniziativa?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Che io sappia, l&#8217;istituzione di una cattedra universitaria non è una decisione presa dall&#8217;alto, ma da una commissione di cattedratici. L&#8217;on. ministro </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Gelmini</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> e la sua riforma, dunque, non c&#8217;entrano. C&#8217;entra, invece, il parere dei critici accademici, per i quali la </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em> non fa parte della letteratura propriamente detta, ma di quel ghetto letterario, pittorescamente definito: para o infraletteratura, Kitsch, Midcult, Masscult… denominazioni che, nella loro molteplicità, tradiscono l&#8217;incertezza regnante tra gli stessi studiosi di “alta letteratura”. Ci sono, dunque, poche </em></span><span style="font-size: medium;">chances</span><span style="font-size: medium;"><em> per l&#8217;istituzione, in Italia, di una cattedra universitaria di fantascienza, anche perché gli stessi appassionati si sono dimostrati, finora, poco interessati alla mia iniziativa: il mio appello, infatti, ha raccolto sono qualche centinaio di firme. Ma, come si dice, </em></span><span style="font-size: medium;">spes ultima dea</span><span style="font-size: medium;"><em>.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">10) MN. Si punta spesso il dito contro la rivoluzione scientifica e industriale quali cause dell’eccessivo dinamismo scellerato che caratterizza la società moderna. Le scelte controcorrente del singolo individuo, la sua cultura, la sua storia personale non hanno valore? Tutto dipende solo ed esclusivamente da chi sta ai vertici e decide per noi?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>La principale caratteristica della nostra civiltà, nata dalla rivoluzione scientifica galileiana e da quella industriale, è la velocità esponenziale dei cambiamenti, di fronte ai quali il nostro mondo mentale è spesso impreparato. L</em></span><span style="font-size: medium;">&#8216;homo tecnologicus</span><span style="font-size: medium;"><em>, infatti, al contatto con i mutamenti così rapidi e radicali prodotti dalla scienza, vive in uno stato di smarrimento e di angoscia ed è preda della malattia del nostro tempo, che il sociologo americano Alvin Toffler indicò con il termine di </em></span><span style="font-size: medium;">future shock</span><span style="font-size: medium;"><em>. La conseguenza più eclatante e allarmante è l&#8217;abbandono, da parte dell&#8217;uomo d&#8217;oggi, della visione umanistica del mondo e l&#8217;accettazione supina del materialismo, del relativismo e del nichilismo. La scienza ha qualche colpa in ciò? Nessuna! L&#8217;unica sua colpa è di rivelare l&#8217;uomo a sé stesso, ma questi ha poi paura di autoaffrontarsi e di intraprendere lo sforzo necessario per accrescere la sua responsabilità morale e la sua umanità. Al contrario, tende a feticizzare lo strumento tecnologico, a farsene un dio &#8211; il dio delle </em></span><span style="font-size: medium;">technicae artes</span><span style="font-size: medium;"><em>, come lo definisce il Concilio Vaticano II nel suo documento fondamentale </em></span><span style="font-size: medium;">Gaudium et Spes</span><span style="font-size: medium;"><em> &#8211; diventandone schiavo, anziché padrone.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">11) MN. E’ rivelatrice e per certi versi sconfortante l’affermazione di </span><span style="font-size: medium;"><strong>Ursula Le Guin</strong></span><span style="font-size: medium;">, riferendosi all’immaginazione e da Lei citata in </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;">: “…l’uomo […] è […] costretto a definire la propria virilità attraverso il rifiuto di certi tratti […] che la nostra cultura definisce “femminei” o “infantili”…” Quali consigli sente di poter dare a chi coltiva certe passioni ‘infantili’, come la letteratura sci-fi, ed è costretto a scontrarsi quotidianamente con pregiudizi sociali alimentati da substrati culturali arretrati?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Il pregiudizio secondo cui la fantascienza non sarebbe che un cumulo di sciocchezze, l&#8217;ho sperimentato personalmente. Dopo una conferenza in una scuola secondaria di una cittadina pugliese, nel corso della quale avevo spiegato, in lungo e in largo, che cosa si doveva intendere per </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em>, un professore intervenne rimproverandomi per il fatto che io, un settantenne, continuassi ad occuparmi di fantascienza. Roba da non crederci! Ma che consigli dare agli appassionati, se, come scriveva il poeta </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Schiller</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, “contro la stupidità anche gli dei lottano invano”? Potrei suggerire loro di tenere testa ai pregiudizi con questi tre ‘fattori di sopravvivenza’: 1- esiste un </em></span><span style="font-size: medium;">corpus</span><span style="font-size: medium;"><em> narrativo e critico fantascientifico di ragguardevole spessore; 2 &#8211; si possono dibattere, con la fantascienza, i problemi suscitati dall&#8217;idolo del nostro tempo: la scienza; 3 &#8211; la fantascienza è una terapia d&#8217;urto contro il </em></span><span style="font-size: medium;">future shock</span><span style="font-size: medium;"><em>, causato dal dinamismo inarrestabile impresso alla nostra società dall&#8217;avvento della scienza. Questi tre capisaldi mi sono stati utili per venticinque anni. Perché non dovrebbero essere utili anche a loro?</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Racconti-del-venticinquennale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1695" style="margin: 2px;" title="Racconti del venticinquennale" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Racconti-del-venticinquennale.jpg" alt="" width="250" height="350" /></a>12) MN. Nel paragrafo intitolato </span><span style="font-size: medium;"><em>La macchina può avere l’anima?</em></span><span style="font-size: medium;">, in </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;">, Lei esclude la possibilità che vi sia un’</span><span style="font-size: medium;"><em>essenza spirituale</em></span><span style="font-size: medium;"> al di fuori dell’uomo tradizionalmente inteso, creato a immagine di Dio. Eppure alcune teorie scientifiche (e soprattutto fantascientifiche) considerano la possibilità di ‘conservare’ la coscienza di un individuo indipendentemente dal ‘substrato’ portante (organico o sintetico): gli esseri umani del futuro, al di là dei propri corpi mortali, forse avranno la possibilità di ‘archiviare’ il pensiero, le esperienze, i ricordi e tutto ciò che appartiene al mondo interiore di un essere senziente e pensante, per poi ‘ricaricare’ queste informazioni su un nuovo ‘supporto’ e ricominciare in un certo qual modo a vivere! Lei pensa che in futuro la dottrina della Chiesa dovrà adeguarsi anche nei confronti di questa tematica, come già è successo in passato per altre questioni scientifiche, e considerare ‘a immagine di Dio’ anche altre forme di umanità?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>In un romanzo di </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Arthur C. Clarke</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, </em></span><span style="font-size: medium;">La città e le stelle</span><span style="font-size: medium;"><em> (The City and the Stars, 1956), gli ultimi uomini della Terra possono vivere infinite reincarnazioni grazie alla registrazione su computer dei loro dati fisici e psichici. L&#8217;autore parte dal presupposto materialistico e darwiniano secondo cui con c&#8217;è sostanziale differenza tra la realtà organica e quella sintetica, essendo entrambe materia aggregata casualmente. Qui, non c&#8217;è bisogno di tirare in ballo la dottrina della Chiesa sull&#8217;immortalità dell&#8217;anima, verità riconosciuta anche dalla filosofia greca, o sull&#8217;uomo, creato a immagine di Dio. Basta la scienza, la quale ci dice che dall&#8217;inanimato non può venire l&#8217;animato, che da un sasso non può nascere la vita. Sulla Luna, su Marte, sul Sole, non c&#8217;è neppure un filo d&#8217;erba. Il Big Bang biologico sulla Terra è un mistero che tutte le ipotesi evoluzionistiche non riescono a spiegare, meno che mai a replicare nei laboratori di bioingegneria. </em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">13) MN. Lei afferma in </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;"> che il filone sci-fi denominato ‘cyberpunk’ addirittura ostacolerebbe l’incontro tra scienza e umanesimo. Non potrebbe essere, invece, che il cyberpunk, proprio perché capace di descrivere certi aspetti tecnici e certe atmosfere appartenenti alla vita dell’uomo moderno, rappresenti un valido strumento per realizzare questo incontro? Cosa ne pensa di quei religiosi (sacerdoti, suore…), ormai numerosi, che utilizzano il ‘cyberspazio’ per avvicinare e assistere i fedeli?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Nella sua storia più che bimillenaria, la Chiesa, come ricordava il grande papa </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Giovanni Paolo II</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> nel suo messaggio per la 36</em></span><sup><span style="font-size: medium;"><em>a</em></span></sup><span style="font-size: medium;"><em> Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ha dovuto “varcare numerose soglie culturali” per annunciare il Vangelo a tutte le nazioni. Una di queste soglie, oggi, è rappresentata dal nuovo mondo del ciberspazio, </em></span><span style="font-size: medium;">Internet</span><span style="font-size: medium;"><em>, dove, accanto a tante potenzialità positive, ci sono anche tanti rischi e pericoli. Il flusso, ad esempio, quasi infinito di informazioni che circola nel Web, può dare la falsa convinzione che i fatti valgono più dei valori. In un contesto dove niente è duraturo, potendo essere cancellato ogni </em></span><span style="font-size: medium;">file</span><span style="font-size: medium;"><em> con un semplice click, viene a mancare lo stimolo a un pensiero e a una riflessione più profonde. Se non c&#8217;è un&#8217;adeguata preparazione, Internet favorisce &#8211; afferma papa Wojtyla – “un modo di pensare relativistico e, a volte, alimenta la fuga dalla responsabilità e dall&#8217;impegno personali”. Una simile interpretazione del ciberspazio è tipica del filone fantascientifico denominato </em></span><span style="font-size: medium;">cyberpunk</span><span style="font-size: medium;"><em>. Nel romanzo che ne costituisce il modello esemplare, </em></span><span style="font-size: medium;">Neuromante</span><span style="font-size: medium;"><em> (Neuromancer, 1984) di </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>William Gibson</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, il protagonista Case non ha grandi idealità, se non quella di collegare il proprio cervello direttamente alla rete e di rubare le informazioni per poi rivenderle. È il tipico esempio dell&#8217;uomo schiavo e non padrone delle </em></span><span style="font-size: medium;">tecnichae artes</span><span style="font-size: medium;"><em> e, dunque, non è in grado di realizzare l&#8217;incontro tra scienza e umanesimo.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">14) MN. Fantascienza e crisi lavorativa. In </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica </em></span><span style="font-size: medium;">Lei individua nell’automazione e nell’informatica le cause della cosiddetta </span><span style="font-size: medium;"><em>disoccupazione tecnologica</em></span><span style="font-size: medium;">, descritta in alcuni romanzi sci-fi. In concreto cosa proporrebbe quindi di fare per risolvere il problema della disoccupazione: di rispolverare il </span><span style="font-size: medium;"><strong>Luddismo</strong></span><span style="font-size: medium;">, ritornando tutti a una sana vita agricola pre-industriale, oppure di cercare un realistico compromesso tra il progresso e un nuovo ruolo dell’uomo nella produzione?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Il paradosso del nostro tempo è che la scienza ci offre gli strumenti necessari per realizzare un&#8217;era di pace e di prosperità in ogni angolo del nostro pianeta, ma ciò non avviene. Perché? Credo che la causa principale sia da ricercarsi nell&#8217;eccessiva frammentazione del tessuto sociale, causato dall&#8217;abnorme individualismo da cui è afflitto l&#8217;</em></span><span style="font-size: medium;">homo tecnologicus</span><span style="font-size: medium;"><em>. Si pensa soltanto al proprio tornaconto personale, ai vantaggi corporativi, alla soluzione provvisoria e abborracciata di problemi di vitale importanza, tra cui il lavoro. Io non sono né un sindacalista, né un economista, né un politico. Penso, però, che il problema della disoccupazione tecnologica si possa risolvere con una maggiore unità d&#8217;intenti, con un obiettivo comune da raggiungere, con un&#8217;iniezione di fiducia nel futuro. Ciò sarà possibile dando spazio alla fantasia creatrice, al &#8220;mondo oltre le colline&#8221; (</em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Alexei Panshin</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>), agli ideali, all&#8217;utopia e, soprattutto, al messaggio universalistico e al dinamismo soprannaturale del Cristianesimo, in cui l&#8217;attuale contesto di civiltà affonda le sue radici.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">15) MN. Nel capitolo </span><span style="font-size: medium;"><em>Decattolicizzazione, scienza e fantascienza</em></span><span style="font-size: medium;"> di </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;">, Lei afferma che in futuro la religione conoscerà gravi crisi ma non scomparirà. Dal momento che l’umanità, molto prima dell’avvento di </span><span style="font-size: medium;"><strong>Gesù Cristo</strong></span><span style="font-size: medium;">, ha dimostrato di possedere una propria sapienza e una propria spiritualità, non si potrebbe ipotizzare il ritorno a una religiosità ‘arcaica’, non mediata da ‘personaggi storici’ di origine divina? </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Indubbiamente, prima di Gesù Cristo, l&#8217;umanità aveva una sua spiritualità e una sua sapienza. Nel mondo greco-romano, accanto ad una religiosità idolatrica intrisa di superstizioni, di sacrifici di animali e di prostituzione sacra, c&#8217;era una religiosità più elevata, di cui troviamo tracce nel filosofo </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Platone</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> e nel poeta </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Virgilio Marone</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>. E, allora, perché molti pagani abbracciarono il Vangelo di Gesù? Forse perché, secondo l&#8217;accusa di </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Plinio il Giovane</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, erano afflitti da </em></span><span style="font-size: medium;">inflexibilis obstinatio</span><span style="font-size: medium;"><em> o forse perché, come ironizzava il filosofo-imperatore </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Marco Aurelio</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, erano presi da puro spirito di opposizione (</em></span><span style="font-size: medium;">psilé paràtaxis</span><span style="font-size: medium;"><em>)? In realtà, il mondo pagano e la religiosità che ne scaturiva, non erano del tutto soddisfacenti. La violenza dominava l&#8217;uomo, la famiglia e la società. I bambini malformati venivano gettati giù dal monte Taigeto, si praticava la legge del taglione e i vinti diventavano schiavi dei vincitori: </em></span><span style="font-size: medium;">vae victis</span><span style="font-size: medium;"><em>! C&#8217;è una frase del filosofo </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Seneca</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, il maestro di Nerone, che è rivelatrice della mentalità pagana e, nel contempo, dell&#8217;insoddisfazione che l&#8217;attanagliava. Parlando degli schiavi, egli affermava: </em></span><span style="font-size: medium;">servi sunt sed homines</span><span style="font-size: medium;"><em>! Credo che l&#8217;umanità non ne trarrebbe nessun vantaggio nel ritornare ad una religiosità pre-cristiana. Già i frutti negativi di un simile tentativo, si vedono al presente: droga, pornografia, aborto, divorzio, ubriachezza, stupri, ecc. Mancano solo i giochi gladiatorii!</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">16) MN. Nel capitolo </span><span style="font-size: medium;"><em>La fantascienza sta morendo?</em></span><span style="font-size: medium;"> di </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica</em></span><span style="font-size: medium;">, Lei espone quelli che dal suo punto di vista rappresenterebbero dei ‘segnali inquietanti’ e tra questi include la ‘contaminazione’ tra generi letterari. Non sarebbe ipotizzabile semplicemente un’evoluzione della </span><span style="font-size: medium;"><em>science fiction</em></span><span style="font-size: medium;">, anziché paventare una sua ‘morte per diluizione’?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Nella storia della fantascienza, c&#8217;è stato sempre qualche scrittore che, non conoscendo forse bene le origini scientifiche del genere, ha cercato di cambiarle il codice di identificazione: </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>James Ballard</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> con la </em></span><span style="font-size: medium;">new wave</span><span style="font-size: medium;"><em>, William Gibson con il </em></span><span style="font-size: medium;">cyberpunk</span><span style="font-size: medium;"><em>, </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Jacques Sternberg</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> con il </em></span><span style="font-size: medium;">surrealismo</span><span style="font-size: medium;"><em>, ecc. Ma sono stati tentativi conclusisi tutti con un fallimento. Il motivo? La fantascienza non ha una genesi letteraria, come il Classicismo, il Barocco, l&#8217;Arcadia, il Romanticismo, il Verismo, ecc., ma nasce e si sviluppa con l&#8217;avvento della scienza moderna. Il primo romanzo di fantascienza, </em></span><span style="font-size: medium;">Frankenstein</span><span style="font-size: medium;"><em> (Frankenstein, or the Modern Prometheus, 1818), nasce dall&#8217;ipotesi darwiniana che Dio è “assente dalla creazione: perciò l&#8217;uomo è libero di creare una propria sub-vita” (</em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Brian W. Aldiss</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, </em></span><span style="font-size: medium;">Un miliardo di anni</span><span style="font-size: medium;"><em>). Ecco perché </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Isaac Asimov</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> raccomandava caldamente ai giovani scrittori di leggere testi di divulgazione scientifica. Ma, poi, chiediamoci: se la </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em> viene mescolata con gli altri generi narrativi, come potrà svolgere efficacemente la sua funzione di ponte tra i due saperi?</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">17) MN. Come e perché è nata l’idea di pubblicare un’antologia di racconti per celebrare i 25 anni del quadrimestrale </span><span style="font-size: medium;"><em>Future Shock</em></span><span style="font-size: medium;"> da Lei diretto?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS.</span><span style="font-size: medium;"><em> Quando, per ragioni di lavoro, per esigenze familiari o per motivi di salute, siamo costretti a lasciare il nostro ambiente e a trasferirci altrove, è esperienza comune che in noi si verifichino dei cambiamenti nel modo di pensare, di esprimerci, di comportarci, ecc. È esattamente quello che è capitato a me. La mia formazione è stata eminentemente classica e i miei maestri sono stati i grandi della filosofia e della letteratura: </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Platone, Aristotele, sant&#8217;Agostino, san Tommaso, Dante Alighieri, Shakespeare, Foscolo, Byron,</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> ecc. Per una serie di circostanze, ho dovuto occuparmi di fantascienza. All&#8217;inizio, mi sembrava una tappa marginale del mio iter verso il traguardo dell&#8217;insegnamento nelle scuole secondarie. Ma, man mano che approfondivo i miei studi e le mie ricerche sulla </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em>, cominciai a capire che mi trovavo di fronte alla punta di un iceberg di notevole spessore e grandezza. Così, l&#8217;episodio contingente si trasformò in nucleo centrale del mio impegno culturale e professionale. Non solo, ma dovetti cambiare anche mentalità e modificare il mio approccio alla cultura e alla letteratura. In sintesi, il motivo che mi ha spinto a pubblicare l&#8217;antologia </em></span><span style="font-size: medium;">Racconti del venticinquennale</span><span style="font-size: medium;"><em>, è stato il desiderio di guardarmi indietro e riflettere sul cammino percorso.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">18) MN. Può fornirci qualche anticipazione sulle novità, le idee, i progetti che caratterizzeranno i prossimi numeri di </span><span style="font-size: medium;"><em>Future Shock</em></span><span style="font-size: medium;">?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>In un romanzo breve di </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Robert A. Heinlein</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, </em></span><span style="font-size: medium;">Alla deriva nell&#8217;infinito</span><span style="font-size: medium;"><em> (Universe, 1941), gli occupanti di una gigantesca astronave generazionale dimenticano, ad un certo punto, non solo lo scopo della loro missione, ma scambiano anche lo spazio artificiale in cui vivono, per l&#8217;intero universo. È questa, secondo me, la condizione dell&#8217;umanità d&#8217;oggi: ha dimenticato non solo lo scopo per cui esiste, ma ha anche scambiato per definitivo il luogo provvisorio in cui vive. Perciò, la linea editoriale che intendo seguire per i prossimi numeri è di smuovere le acque, di mettere in luce le radici cristiane della nostra civiltà, di far capire perché il Cristianesimo ha, come scrive </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Rodney Stark</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> in </em></span><span style="font-size: medium;">La vittoria della ragione</span><span style="font-size: medium;"><em>, un “legame così stretto con l&#8217;ascesa della civiltà occidentale”. E &#8211; aggiungo io &#8211; con il sorgere della fantascienza!</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">19) MN. Cosa le ha insegnato questa avventura durata un quarto di secolo? Cosa vorrebbe migliorare e cosa invece non cambierebbe mai della sua rivista?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Nell&#8217;arco di venticinque anni, ho spesso incontrato persone di ogni ceto sociale e di ogni formazione culturale, che mi dichiaravano, a volte in modo roboante, la loro passione per la fantascienza, ma, dopo un po&#8217;, sparivano all&#8217;improvviso, senza più dar notizie di sé e dimostrando così che il loro amore per la </em></span><span style="font-size: medium;">science fiction</span><span style="font-size: medium;"><em> era solo un fuoco di paglia. Istruzioni per l&#8217;uso: la fantascienza ha, sì, bisogno di persone appassionate, ma la passione non basta. Occorre anche la costanza e, soprattutto, l&#8217;attenta riflessione critica. Non è facile, tuttavia, incontrare appassionati che si occupino a tempo pieno di fantascienza. A motivo di ciò, mi trovo a svolgere da solo il lavoro redazione, che non è semplice: elaborare graficamente i testi, stamparli, assemblare le pagine, cercare il tipografo d&#8217;animo buono che dia una rifilatina alle poche centinaia di copie della mia rivista. A volte, mi mancano le recensioni, a cui sono costretto a provvedere io stesso, immergendomi nella lettura di tre/quattro romanzi o nella visione di qualche DVD. Lavorare in solitudine è defatigante, ma ha anche i suoi vantaggi: si evita di impelagarsi in inutili polemiche e di beccarsi come i polli di manzoniana memoria.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">20) MN. Le rivolgo la stessa domanda che Lei lascia in sospeso a pag. 69 di </span><span style="font-size: medium;"><em>Fantascienza Umanistica </em></span><span style="font-size: medium;">(edizione 2009): “Chi risolleverà, nel terzo millennio, le sorti della fantascienza italiana?”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">AS. </span><span style="font-size: medium;"><em>Comunemente, si ritiene che la fantascienza italiana non decolli perché afflitta da un complesso di inferiorità verso la letteratura alta o </em></span><span style="font-size: medium;">mainstream</span><span style="font-size: medium;"><em>. La verità è che non riesce ad esprimere autori non dico del livello di un </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Aldous Huxley</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> o di un </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>George Orwell</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, ma neanche di un </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Gregory Benford</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> o di un </em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>David Brin</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>, perché troppo impegnata a fare politica, a difendere a spada tratta questa o quella fazione, ad essere usata come corpo contundente contro questo o quel personaggio. È, insomma, un elemento più di divisione sociale che di unione. Perché la fantascienza italiana possa risorgere dalle sue ceneri, è necessario che si liberi dall&#8217;ipoteca politica e da quella letteraria. Lo scrittore dev&#8217;essere più un divulgatore della scienza che un ideologo, più un narratore che un abile manipolatore della forma e del linguaggio.</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Edizioni Scudo &#8211; pronto &#8220;ROBOT ITA 0.1&#8243; e altre novità</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 08:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Le inarrestabili Edizioni Scudo offrono altri libri in formato ebook o prin on demand. Questo mese alla fantascienza si aggiunge il thriller!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/robot-front.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1673" style="margin: 2px;" title="robot front" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/robot-front-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a></strong></div>
<div>E con la fantasia tipica del lunedì mattina, ecco un copia &amp; incolla dell&#8217;ultima newsletter di <a href="http://www.edizioniscudo.it">Edizioni Scudo</a> (gente che invece la fantasia ce l&#8217;ha sempre accesa e a pieno regime!).</div>
<div>Siccome è un copia &amp; incolla, tutte le volte che nel testo leggete &#8220;noi&#8221;, dovete intendere &#8220;loro di Edizioni Scudo&#8221;.</div>
<div><strong>ROBOT ITA 0.1 &#8211; Cento storie italiane di robot</strong></div>
<div>Come promesso, ecco le cento storie di robot italiani scritte da cento autori italiani (rigorosamente pubblicati in ordine di arrivo) per omaggiare il tema forse più caro agli appassionati di fantascienza di tutti i tempi. Ma come sono i robot narrati dagli italiani?</div>
<div>Ovviamente i nostri autori non si sono fatti mancare nulla: ci sono le macchine senzienti e quelle più brutalmente esecutive, le approssimazioni della meccanica e le più sofisticate riproduzioni dell’essere umano, i robottoni da combattimento e i giocattoli da compagnia. L’intero parco delle meraviglie per esplorare tutti i temi di questo doppio meccanico della vita umana. Ma c’è anche c’è un automa che potrebbe essere forse concepito e costruito solo nel nostro paese: il robot pelandrone!</div>
<div>Godetevi questo libro ma restate in attesa, perché il secondo volume è già in lavorazione!</div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;">Copertina a colori di Luca Oleastri. 40 illustrazioni tematiche in bianco e nero di Luca Oleastri e Paolo Macallini, 282 pagine, dimensione 15.2 x 22.9 cm Rilegatura termica, disponibile sia stampato che in formato elettronico (PDF).</span></em></div>
<div>- LIBRO STAMPATO €17.90 -</div>
<div>- LIBRO VERSIONE PDF €7.00 -</div>
<div><strong>Erotic Thriller di Marco Rossi Lecce &#8211; Collana Adventures Stories</strong></div>
<div>La carne è debole, questo sembra essere il motto dei protagonisti dei tre brevi romanzi raccolti in questa antologia, ambientati all’incirca negli anni ottanta. L’autore, presta se stesso, il suo fascino, parte della sua biografia, e la sua propensione verso le belle donne, agli antieroi di tre vicende che hanno un comun denominatore: cedere alla passione conduce in un mare di guai. Guai che, per certi aspetti, sono più psicologici che reali. Marco Rossi Lecce forse più di ogni altro sa descrivere i più sfumati dettagli della sensualità maschile e per certi versi questa lettura potrebbe essere illuminante per le donne. Astenersi puritani.</div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;">104 pagine, 15,24 cm x 22,86 cm, rilegatura termica brossurata, interno carta crema (60 g peso), stampa B/N, copertina in quadricromia lucida (100 g peso). Copertina di Flavia Busatta &#8211; illustrazioni interne in B/N di Giorgio Sangiorgi.Disponibile sia stampato che in formato elettronico (PDF).</span></em></div>
<div>- LIBRO STAMPATO €11.90</div>
<div>- LIBRO VERSIONE PDF €5.50 -</div>
<div><strong>Il precario Ugo sfida la privilegiata casta di Domenico Cirasole e Raffaella Landriscina &#8211; Collana Earth&#8217;s Tales</strong></div>
<div>Un libro nato da due autori col cuore grande, sempre impegnati in cause umane e civili. In un racconto di sottile ironia, si narrano i sogni, le speranze, ma soprattutto le delusioni e le ire di un precario a vita, testimone di un fenomeno che sta segnando una generazione. Il protagonista Ugo assiste, con sgomento, ai tanti passi delle istituzioni per allontanare la risoluzione del problema dei lavoratori precari, pagando di persona per queste scelte politiche. Allo scoramento iniziale, segue la decisione di fare qualcosa e inizia a viaggiare per l&#8217;italia partecipando a manifestazioni e promuovendo iniziative. Per quanto la situazione sembri senza speranza, Ugo decide di non arrendersi.</div>
<div><em><strong>Lo scopo, dichiarato, di questo libro, oltre alla protesta e alla denuncia sociale, è anche essere di aiuto a &#8220;Federide&#8221; una associazione benefica a<span style="text-decoration: underline;"> sostegno della ricerca sulle cure per il linfoma di Hodki</span>n. All&#8217;interno del volume tutte le informazioni per effettuare cospicue donazioni all&#8217;associazione.</strong></em></div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;">60 pagine, 15,24 cm x 22,86 cm, rilegatura termica brossurata, interno carta crema (60 g peso), stampa B/N, copertina in quadricromia lucida (100 g peso). Copertina e illustrazioni interne in B/N di Giorgio Sangiorgi</span></em></div>
<div><strong>IL LIBRO E&#8217; DISPONIBILE GRATUITAMENTE COME EBOOK IN FORMATO PDF SUL NOSTRO SITO, MA PER CHI LO DESIDERASSE ANCHE IN VERSIONE  STAMPATA ALLA MODICA CIFRA DI €10</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Anteprima &#8220;STEAMPUNK! VAPORE ITALICO &#8211; VOLUME 2&#8243;</strong></div>
<div>Finalmente troviamo il tempo per programmare per i prossimi mesi (entro l&#8217;anno) il secondo volume di STEAMPUNK! VAPORE ITALICO. Per vari motivi il nostro calendario di uscite si era sballato, ma finalmente mettiamo mano all&#8217;opera.</div>
<div>Nel frattempo pregustatevi qui in anteprima la copertina ufficiale del secondo volume.</div>
<div>Intanto il &#8220;STEAMPUNK! VAPORE ITALICO &#8211; VOLUME 1&#8243; già da qualche tempo in distribuzione sull&#8217;Apple Store come App per iPad (vedi <a href="http://itunes.apple.com/it/app/steampunk-vapore-italico-volume/id441099304?mt=8" target="_blank">http://itunes.apple.com/it/<wbr>app/steampunk-vapore-italico-<wbr>volume/id441099304?mt=8</wbr></wbr></a>)<span style="text-decoration: underline;"> è tra i libri &#8220;App&#8221; più venduti per la tavoletta di Apple</span>.</div>
<div><strong>Come acquistare i nostri libri?</strong></div>
<div>L&#8217;opere sono raggiungibili tramite il nostro sito (<a href="http://www.edizioniscudo.it/" target="_blank">http://www.edizioniscudo.it</a>) nelle pagina delle varie collane.<br />
Cliccando sulla copertina del libri si arriva direttamente alla pagina dello shop-on line di lulu nella quale si può anche sfogliare una anteprima del volume in visone.</div>
<div>Poi basta seguire le semplici istruzioni per l&#8217;acquisto. E&#8217; possibile pagare con le carte di credito Visa o MasterCard, con PayPal oppure con Postepay.</div>
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		<title>I 100 migliori libri Fantasy e di Fantascienza per la NPR</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/08/i-100-migliori-libri-fantasy-e-di-fantascienza-per-la-npr/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 15:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa classifica dei 100 migliori libri fantasy e di fantascienza è il risultato di una votazione tra gli ascoltatori della NPR. I risultati sono interessanti e permettono di fare alcune considerazioni su cosa determina il successo di un'opera e su come cambiano i gusti dei lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/sci-fi-summer_wide.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1660" style="margin: 2px;" title="sci-fi-summer" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/sci-fi-summer_wide-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>La <a href="http://www.npr.org/">NPR</a>, la radio pubblica degli USA, qualche settimana fa ha chiesto ai suoi ascoltatori quali fossero secondo loro<strong> i 100 migliori libri fantasy e di fantascienza</strong>. Sono giunte 5.000 segnalazioni e 60.000 voti. Una valida base statistica.</p>
<p>La <strong>Top100</strong> risultante è decisamente interessante. Un mix di classici (potete tutti indovinare chi c&#8217;è al primo posto) e di romanzi relativamente recenti. Dall&#8217;elenco iniziale di opere che potevano essere votate sono stati <strong>esclusi i titoli horror e gli young adult</strong>: la NPR attende le prossime estati per dedicare classifiche specifiche a questi due generi, per questo mancano serie famose come Harry Potter e Twilight e autori storici come Lovecraft.</p>
<p>Trovate la classifica completa con breve descrizione delle opere <a href="http://www.npr.org/2011/08/11/139085843/your-picks-top-100-science-fiction-fantasy-books">qui</a>.</p>
<p>Tanto per iniziare a discutere, ecco <strong>le prime 20 posizioni</strong> (figuratevi se mi metto a tradurre i titoli dall&#8217;inglese).</p>
<p>1. The Lord Of The Rings Trilogy, di J.R.R. Tolkien</p>
<p>2. The Hitchhiker&#8217;s Guide To The Galaxy, di Douglas Adams</p>
<p>3. Ender&#8217;s Game, di Orson Scott Card</p>
<p>4. The Dune Chronicles, di Frank Herbert</p>
<p>5. A Song Of Ice And Fire Series, di George R. R. Martin</p>
<p>6. 1984, di George Orwell</p>
<p>7. Fahrenheit 451, di Ray Bradbury</p>
<p>8. The Foundation Trilogy, di Isaac Asimov</p>
<p>9. Brave New World, di Aldous Huxley</p>
<p>10. American Gods, di Neil Gaiman</p>
<p>11. The Princess Bride, di William Goldman</p>
<p>12. The Wheel Of Time Series, di Robert Jordan</p>
<p>13. Animal Farm, di George Orwell</p>
<p>14. Neuromancer, di William Gibson</p>
<p>15. Watchmen, di Alan Moore</p>
<p>16. I, Robot, di Isaac Asimov</p>
<p>17. Stranger In A Strange Land, di Robert Heinlein</p>
<p>18. The Kingkiller Chronicles, di Patrick Rothfuss</p>
<p>19. Slaughterhouse-Five, di Kurt Vonnegut</p>
<p>20. Frankenstein, di Mary Shelley</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(per chi sta strillando perché non c&#8217;è Dick: è al 21° posto).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un po&#8217; di considerazioni.</p>
<p>I libri sono 100, gli autori 74. Questo vuol dire che alcuni autori compaiono in classifica con più libri.</p>
<p>Ecco gli autori presenti almeno due volte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Neal Stephenson 4</p>
<p>Neil Gaiman 4</p>
<p>Ray Bradbury 4</p>
<p>Arthur C. Clarke 3</p>
<p>Isaac Asimov 3</p>
<p>Robert Heinlein 3</p>
<p>Brandon Sanderson 2</p>
<p>George Orwell 2</p>
<p>H.G. Wells 2</p>
<p>J.R.R. Tolkien 2</p>
<p>Jules Verne 2</p>
<p>Kurt Vonnegut 2</p>
<p>Larry Niven 3 (di cui 2 con Jerry Pournelle)</p>
<p>Jerry Pournelle 2 (insieme a Larry Niven)</p>
<p>Stephen King 2</p>
<p>Terry Pratchett 2</p>
<p>Ursula K. LeGuin 2</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Neil Gaiman</strong> e <strong>Neal Stephenson</strong> appaiono 4 volte, insieme a <strong>Ray Bradbury</strong>. Due autori contemporanei insieme a un maestro del genere. Preziosa informazione su come stanno cambiando i gusti dei lettori. Ma nonostante questo, <strong>romanzi presenti da decenni sugli scaffali delle librerie hanno ottenuto, nel complesso, più voti rispetto a storie più recenti.</strong></p>
<p><strong>Tutte le opere nelle prime 5 posizioni hanno avuto una o più trasposizioni cinematografiche, televisive, fumettistiche, radiofoniche</strong>. Tranne Ender&#8217;s Game, per il quale è comunque in produzione un film ed è stata realizzata una serie a fumetti. Questo spinge a pensare che se Do Androids Dream of Electric Sheep? fosse stato presentato con un (Blade Runner) accanto al titolo, forse avrebbe preso più voti. Ed è probabile che l&#8217;undicesima posizione de La Storia Fantastica sia anche influenzata dal film.</p>
<p><strong>Schiacciante maggioranza di autori maschi</strong>. Sono convinto che se fossero stati inclusi anche i romanzi young adult avremmo visto molte più scrittrici in classifica. E in posizioni molto alte. Pensate solo alla Rowling con Harry Potter, a Suzanne Collins con Hunger Games, alla Meyer con Twilight.</p>
<p>I libri in realtà sono più di 100, perché spesso un ciclo di storie viene considerato come una sola opera. Mi pare una considerazione corretta, anche se non è stata usata sempre: basti vedere la seconda posizione, in cui appare il singolo libro de La Guida Galattica per Autostoppisti e non l&#8217;intero ciclo.</p>
<p>Guardando solo alla top 20: American Gods al decimo posto? A me il libro piace molto e sono un grande fan di Gaiman. Ma veramente al decimo posto? Ma sopratutto, The Princess Bride all&#8217;undicesimo posto? Io adoro La Storia Fantastica, ma veramente all&#8217;undicesimo posto? Con Heinlein che fa la prima apparizione solo al diciassettesimo? Bizzarro. Forse il film ha veramente influenzato la votazione.</p>
<p>Due fumetti nelle prime 30 posizioni: al quindicesimo posto troviamo Watchmen, al ventinovesimo la serie di Sandman. Bella vittoria per il fumetto, ma si vede che i votanti sono per la maggior parte inglesi e statunitensi, altrimenti apparirebbero, come minimo, anche i lavori di Moebius e l&#8217;Eternauta.</p>
<p>Non c&#8217;è neppure un libro di Fritz Leiber. Neppure. Un. Libro. Di. Fritz. Leiber. Non commento questa assurdità.</p>
<p>Questa è una riflessione importante, ripresa dal blog di NPR: <strong>la maggior parte dei libri fantasy entrati nella top 100 presentano una chiara situazione di buoni contro cattivi</strong>. Anche se i personaggi dalla moralità ambigua di Martin gli fanno ottenere la quinta posizione, quello che piace ai lettori fantasy sembra essere la divisione classica tra &#8220;noi&#8221; e &#8220;loro&#8221; di Tolkien, Brooks e Howard (Conan non può essere definito un &#8220;buono&#8221;, ma nei romanzi non c&#8217;è mai una situazione di compromesso morale: &#8220;loro&#8221; hanno torto).</p>
<p><strong>Nella fantascienza, invece, quello che paga è affrontare un tema avvertito, chiaramente o nel profondo del subconscio, dai lettori contemporanei</strong>. Se il tema è forte e il libro è ben scritto, il successo rimane anche se il tema non è più attuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se volete divertirvi con i dati, vi allego un <a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/NPR-Top-100-Science-Fiction-Fantasy.xls">file excel con la lista dei romanzi e degli autori</a>.</p>
<p>Aspetto i vostri commenti.</p>
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		<title>Novità estive da Edizioni Scudo in ebook e su carta</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 16:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Novità estive dalle Edizioni Scudo, che stanno diventando uno dei punti di riferimento per la pubblicazione di materiale fantastico ein ebook e su carta in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/risate_fantastiche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1588" style="margin: 2px;" title="risate_fantastiche" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/risate_fantastiche-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Ed ecco le novità estive targate <a href="http://www.edizioniscudo.it/">Edizioni Scudo</a>:</div>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>Risate fantastiche di AAVV a cura di Giorgio Sangiorgi</strong></div>
<div>Questo piccolo libretto vuole essere un omaggio a quegli artigiani della risata, spesso sconosciuti e forse anche un po’ maltrattati, che popolano di vignette i giornali di enigmistica. Gli editori sono faticosamente risaliti a reperti anche di un  decennio fa, alla ricerca di vignette che riguardino la fantascienza o più genericamente il fantastico. Una ricerca non facile, perché le vignette sono per lo più il terreno del quotidiano e della commedia alla francese, storie di cani che inseguono postini e di elettrodomestici che non funzionano. Gli eventi meravigliosi appaiono anche nelle vignette, quando addirittura le gag inventate dai loro autori non sono così filosofiche e paradossali da sconfinare inconsapevolmente nei temi che più ci appassionano.</div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;">21 pagine  a colori, copertina di Giorgio Sangiorgi</span></em></div>
<div><strong><em>- EBOOK GRATUITO -</em></strong></div>
<div><strong>Tempio di Giorgio Sangiorgi </strong></div>
<div>Un edificio dalle caratteristiche che sfidano tutte le leggi della fisica, una visita a sorpresa e un misterioso involto sono gli ingredienti di avvio di un romanzo dedicato all’evoluzione umana. La drammatica battaglia, condotta sul filo dei minuti, tra ciò che vuole evolvere in una forma superiore di vita e ciò che vuole restare esattamente com’è.</div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;">Copertina di Luca Oleastri, 7 illustrazioni interne di Giorgio Sangiorgi, 110 pagine, dimensione 15.2 x 22.9 cm &#8211; rilegatura termica, disponibile sia stampato che in formato elettronico (PDF).</span></em></div>
<div><strong><em>- FORMATO LIBRO STAMPATO €11.90</em></strong></div>
<div><strong><em>- FORMATO LIBRO STAMPATO PDF €5.50</em></strong></div>
<div><strong>Novità librarie Edizioni Scudo per iPad</strong></div>
<div>Proseguono le uscite dei volumi in formato App per iPad in collaborazione con MeLeto Software.</div>
<div>Questo mese:</div>
<div><em>* Mahayavan, Racconti delle Terre Divise &#8211; Volume 1 &#8211; Antologia &#8211; A.A. V.V.</em></div>
<div><em>* Mahayavan, Racconti delle Terre Divise &#8211; Volume 2 &#8211; Antologia &#8211; A.A. V.V.</em></div>
<div><em>* Leggende della Cripta di Cthulhu di Simone Ceccano e Luca Nisi &#8211; Antologia</em></div>
<div><em>* SHIPS &#8211; Spaceships and People from Another Galaxy di Luca Oleastri (libro di illustrazioni)</em></div>
<div>Sul sito nella pagina &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Libri per iPad &#8211; App</span>&#8221; cliccate sull&#8217;icona del libro per vedere un&#8217;anteprima su iTunes oppure cercate direttamente con l&#8217;iPad il titolo del libro sull&#8217;App Store</div>
<div><strong>CARATTERISTICHE DEI LIBRI APP DELLE EDIZIONI SCUDO</strong></div>
<div>- Splendida interfaccia grafica</div>
<div>- Nuova innovativa modalità di lettura con il dispositivo in orizzontale</div>
<div>- Supporto completo a tutte le gesture per iPad, zoom con due dita o doppio tap, swipe per sfogliare naturalmente le pagine</div>
<div>- Supporto al multitasking</div>
<div>- Interfaccia grafica a scomparsa per gustarsi il libro senza distrazioni (con un semplice tap sullo schermo riappare ma funziona anche se non è visibile!!)</div>
<div>- Segnalibro intelligente, ricorda l&#8217;ultima pagina letta al successivo avvio dell&#8217;App</div>
<div>- Pratico menù con miniature delle pagine per saltare alla pagina desiderata</div>
<div>- Indice e diverse altre pagine interattive</div>
<div><strong>Chiude il concorso Robot Ita 0.1</strong></div>
<div>E&#8217; scaduto il bando per l&#8217;antologia ROBOT ITA 0.1.</div>
<div>L&#8217;esperienza, così come è stato per Mahayavan, è stata coinvolgente ed entusiasmante. I partecipanti sono oltre 150.</div>
<div>Coloro che invieranno racconti in questi giorni non potranno entrare nella prima antologia dei 100 racconti.</div>
<div>Niente paura, tutti i racconti arrivati successivamente al 100, unitamente ad altri più corposi racconti sui robot pervenuti in questi anni nella redazione di Edizioni scudo, andranno a formare ROBOT ITA 2 e forse chissa anche il 3.</div>
<div>Il primo volume di ROBOT ITA conterrà oltre a disegni di Luca Oleastri, anche illustrazioni di Paolo Macalini.</div>
<div><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></div>
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		<title>Riflessioni su ebook (che ho) e figli (che non ho)</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/06/riflessioni-su-ebook-che-ho-e-figli-che-non-ho/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le riflessioni sul rapporto tra ebook, libri di carta, oggetti, ricordi e il futuro della lettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa ho scritto alcune <a href="http://www.magrathea.it/2010/11/libri-ebook-vs-carta-con-linconsapevole-partecipazione-di-terry-pratchett/">riflessioni su libri in formato elettronico e cartaceo</a>. Ci torno sopra perché la situazione si è evoluta. Devo fare un trasloco, sto pensando al mio futuro e, ovviamente, i libri sono parte fondamentale in entrambe le questioni.</p>
<p><strong>Il libro di carta è un oggetto fisico</strong> formato da pagine incollate, sui cui sono stampate a inchiostro delle parole. Queste parole formano la storia. Il libro contiene la storia e fino a qualche tempo fa, per i lettori <strong>il libro era la storia</strong>. Dire “<em>Il Signore degli Anelli è un bel libro</em>” se ci pensate non ha molto senso, a meno che non stiamo dando un giudizio estetico sull&#8217;aspetto del tomo di carta.</p>
<p>Se volessimo dare un giudizio sintetico sulla storia, sulla vicenda che narra e come è scritta dovremmo dire “<em>La storia del Signore degli Anelli è bella.</em>” Oppure “<em>La storia raccontata nel libro Il Signore degli Anelli è bella</em>.” Ma il libro era la storia, quindi siamo abituati a dire “<em>Il Signore degli Anelli è un bel libro.</em>”</p>
<p>Però non è così. Non lo è da tempo per gli studiosi, inizia a essere chiaro anche per i lettori, ora che gli ebook diventano cosa comune. Il libro è l&#8217;oggetto di carta, colla e inchiostro. <strong>La storia che contiene è un&#8217;altra cosa</strong>. E possono essere separate. Come lo erano prima della scrittura e la storia era nella voce che la raccontava, ma non era la voce del narratore.</p>
<p>Siccome le parole che raccontano la storia sono le stesse, leggerle su carta, schermo di un computer o schermo di un lettore ebook è la stessa cosa: la storia è la stessa, ci provocherà le stesse emozioni.</p>
<p>Un libro, l&#8217;oggetto di carta e colla e inchiostro, <strong>non è però solo un contenitore</strong>. E non lo è <strong>proprio perché è un oggetto</strong>. Quindi può essere un ricordo: di un momento particolare, di una persona, di un emozione. Può essere un oggetto da collezionismo. Può essere un simbolo. Può, insomma, avere un valore che va al di là del valore della storia in esso contenuta. Potremmo buttare e ricomprare mille volte il nostro libro preferito senza problemi, ma potremmo non voler separarci mai da un libro, nel senso dell&#8217;oggetto, che ha per noi un qualche significato.</p>
<p><strong>La scelta tra ebook e carta, per me, è una scelta personale e non ha niente a che fare con la lettura, ma riguarda il nostro rapporto con gli oggetti.</strong> Per questo, non ha senso chiedersi se è meglio un tipo di supporto o l&#8217;altro.</p>
<p>Al termine delle riflessioni avevo preso una decisione. Scegliere la carta per i libri che per me sono significativi in quanto oggetti. Digitalizzare tutto il resto.</p>
<p>Ecco l&#8217;evoluzione.</p>
<p>Devo fare un trasloco, i libri vanno inscatolati. Quale occasione migliore per <strong>liberarmi dei libri-oggetto non significativi, dopo essermeli procurati in ebook</strong>.</p>
<p>E qui apro una parentesi per spiegare che il fatto che non siano significativi come oggetti non ha nulla a che vedere col fatto che la storia mi sia piaciuta o meno. Non ho problemi a disfarmi di libri belli di carta, mi basta averli come ebook: sono legato alla storia, non al contenitore.</p>
<p>Insomma, libri significativi, trasloco, scatole.</p>
<p>Dopo una rapida cernita, ho visto che i libri-oggetto significativi (io continuo a scrivere libri-oggetto per chiarire la differenza tra contenuto e contenitore, ma ormai dovrebbe essere chiaro che i libri sono oggetti) che possiedo in realtà sono pochi. Molto pochi. Diciamo che se volessi essere rigoroso, il tempo di inscatolamento passerebbe da <em>oh-mio-dio-non-finirò-mai</em> a venti minuti. Con pausa caffè.</p>
<p>(Se non che ci sono i fumetti da inscatolare, e anche quelli portano via un&#8217;eternità. E i fumetti rimangono di carta finché non arriverà una valida alternativa digitale.) (Sì, ho visto i fumetti su iPad, no, i tablet non sono una valida alternativa digitale.) (Cioè, non per i fumetti esistenti, i tablet vanno bene per un nuovo modo di fare fumetto.)</p>
<p>Per cui la morale della favola dovrebbe suonare più o meno come “<em>Ehy, libri gratis! Venite a prendere quello che volete!</em>” Vittoria totale: io faccio meno fatica, voi recuperate dei vecchi Urania.</p>
<p>E però&#8230;</p>
<p>Ho 39 anni, vivo una relazione stabile. Ho dei nipoti, potrei avere dei figli. E un dubbio si è fatto strada in me. Come fa un figlio a sviluppare un amore per i libri, se non vede libri intorno a sé? (Quel piccolo cialtrone farà bene a sviluppare un enorme amore per i libri, altrimenti gli renderò la vita ancora più dura di quanto stia già pianificando).</p>
<p>Siccome non ci facciamo mai mancare nulla, mentre facevo queste riflessioni è arrivata pure una botta di apofenia sotto forma di <a href="http://berglondon.com/blog/2011/06/16/superpowers/">un post sul blog di Berg</a>:</p>
<p><img src="http://media.tumblr.com/tumblr_lmxw28sFvO1qcpl6s.jpg" alt="" /></p>
<p>Posso mettere il libro giusto in mano a un bambino, ma <strong>come fa a saltare di libro in libro, se non ci sono libri su cui saltare?</strong> O meglio, se ci sono solo quelli che io, per motivi miei, ho deciso di tenere sugli scaffali? Come fa a crearsi il suo percorso? Non rischia di ripercorrere il mio, seguendo le tracce che io ho lasciato sugli scaffali?</p>
<p><strong>Questa riflessione è del tutto irrazionale</strong>. Un mio figlio sarà un nativo digitale di terza o quarta generazione. <strong>Vai a sapere come consumerà i libri</strong>. Magari svilupperà un grande amore per la lettura non perché si troverà una casa piena di libri, ma un Kindle pieno di libri (e genitori che leggono, perché se i genitori non leggono il figlio lo puoi anche seppellire di libri, non leggerà senza un buon esempio). Magari ci sarà un nuovo modo di fruire la lettura. Magari verrà abbattuta la barriera tra libro, film, fumetto, cartone animato. Magari odierà leggere (Brutto errore, figlio mio, brutto errore.)</p>
<p>Magari non lo so. Ma <strong>so che mio figlio vivrà nel futuro. E quindi non ha molto senso che io pretenda di imporre una tecnologia (con le sue conseguenze) a chi vivrà nel futuro</strong>.</p>
<p>Io sono ciò che sono perché ho avuto l&#8217;opportunità di allungare una mano e prendere un libro. Poi un altro. Poi un altro. Vorrei che mio figlio avesse la stessa opportunità. Ma <strong>non è detto che sia necessario lo stesso gesto fisico: prendere un oggetto, sfogliarlo</strong>.</p>
<p>Parte del fascino dei libri è il momento in cui si legge. Appallottolati sul divano. Arrampicati su un albero. Nascosti sotto le coperte con una torica elettrica. Immersi nella vasca da bagno. Di nuovo, qualcosa che non ha a che fare solo con la storia, ma con l&#8217;oggetto che la contiene e come ci rapportiamo a esso, come costruiamo la nostra esperienza di lettura.</p>
<p>Sono certo che ciascuno di voi che mi sta leggendo conserva il ricordo di un momento magico di lettura e pensa: “<em>con un lettore ebook non sarebbe stata la stessa cosa</em>.”</p>
<p>Probabilmente è vero, ci sono esperienze di lettura che sono possibili con un tipo di oggetto (il libro di carta) e non con un altro (il lettore ebook). Probabilmente sarà vero il contrario e mio figlio grazie all&#8217;ebook potrà vivere momenti di lettura impossibili con un libro di carta.</p>
<p>Non credo che questo sia un bene o un male. Semplicemente è.</p>
<p>Le cose cambiano, come sempre.</p>
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		<title>Libri di Terry Pratchett in italiano. Leggeteli!</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/05/libri-di-terry-pratchett-in-italiano-leggeteli/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 09:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>

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		<description><![CDATA[Escono per Salani Il Tristo Mietitore e Tartarughe Divine, due dei libri più interessanti della saga del Mondo Disco di Terry Pratchett.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/05/stemma-araldico-pratchett.jpg"><img src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/05/stemma-araldico-pratchett.jpg" alt="" align="left" title="stemma araldico pratchett" width="230" height="329" class="size-full wp-image-1493" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.terrypratchett.co.uk/">Terry Pratchett</a></strong> è uno degli autori fantasy più importanti del mondo.</p>
<p>Non firma opere epiche composte da almeno una trilogia. Scrive fantasy comica e parodistica, libri autoconclusivi che condividono un’ambientazione e una timeline, ma non sono strettamente collegati l’uno all’altro. Ci sono libri singoli e libri con personaggi ricorrenti, come i cicli dei Maghi, delle Guardie, delle Streghe. Ma potete iniziare a leggere le varie storie che compongono la saga del Mondo Disco più o meno dal punto che preferite. Forse è per questo che molti lettori non pensano a lui come una delle figure più importanti della letteratura (non solo fantasy) contemporanea.</p>
<p>Eppure Sir (perché è stato nominato baronetto per i suoi meriti letterari) Pratchett è stato l’autore britannico più venduto negli anni ‘90, ora è il secondo autore più letto in Gran Bretagna. La BBC nel 2003 ha la <a href="http://www.bbc.co.uk/arts/bigread/">Big Read</a>, un elenco delle opere letterarie più amate dai lettori inglesi. Pratchett è Dickens sono gli autori più presenti nella <a href="http://www.bbc.co.uk/arts/bigread/top100.shtml">Top 100</a>, con 5 libri ciascuno. Pratchett domina la <a href="http://www.bbc.co.uk/arts/bigread/top200.shtml">Top 200</a> con 15 titoli. Le sue opere sono state adattate per la radio, teatro, televisione, fumetti. Esistono giochi di ruolo e videogiochi tratti dai suoi romanzi.</p>
<p>E’ uno dei miei autori preferiti, <a title="Libri: ebook vs. carta. Con l’inconsapevole partecipazione di Terry Pratchett" href="http://www.magrathea.it/2010/11/libri-ebook-vs-carta-con-linconsapevole-partecipazione-di-terry-pratchett/">come forse avrete capito</a>.</p>
<p>Pratchett è un umanista. I suoi personaggi non vivono per sempre felici e contenti. Alla fine della storia trovano il modo per vivere bene, per trovare un equilibrio. Due dei romanzi che meglio rappresentano il suo approccio alla vita sono <strong>Small Gods</strong>, in cui si parla di religione e filosofia, e <strong>Reaper Man</strong>, in cui si parla della morte. Sono quel tipo di libri che dopo averli letti, capisci come vivere meglio. Sono libri importanti. E mi hanno fatto ridere tantissimo ogni volta che li ho ripresi in mano.</p>
<p>Ho nominato questi due libri perché, anche se non conoscete l’inglese così bene da potervi godere la scrittura inventiva e fantasiosa di Pratchett in lingua originale ora ci sono delle valide possibilità in italiano, grazie a <strong>Salani</strong>. Date un’occhiata i siti dedicati a <a href="http://www.terrypratchett.salani.it/">Tartarughe divine</a> e <a href="http://www.terrypratchett.salani.it/TristoMietitore/index.html">Il Tristo Mietitore</a>, ne vale la pena. Ci sono book trailer da vedere e prime pagine dei romanzi da leggere.</p>
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		<title>Intervista con La Piccola Volante</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 08:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[La Piccola Volante è tante cose. E' il nome di una nave che solca gli oceani di internet, è un sito che pubblica racconti, è una libreria online, è una giovane casa editrice appena affacciata sul mondo dell'editoria elettronica, con idee chiare e progetti che vale la pena seguire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/05/lapiccolavolante.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1473" style="margin: 2px;" title="lapiccolavolante" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/05/lapiccolavolante-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Piccola Volante</strong> è tante cose. E&#8217; il nome di una nave che solca gli oceani di internet, è <a href="http://www.lapiccolavolante.com/">un sito che pubblica racconti</a>, è <a href="http://lapiccolavolante.net/">una libreria online</a>, è una giovane <strong>casa editrice</strong> appena affacciata sul mondo dell&#8217;editoria elettronica, con idee chiare e progetti che vale la pena seguire.</p>
<p>In questo secondo podcast di Magrathea facciamo quattro chiacchiere con l&#8217;equipaggio della Piccola Volante, scopriamo come è nata e, soprattutto, dove sta andando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sito principale è <a href="http://www.lapiccolavolante.com/">http://www.lapiccolavolante.com/</a></p>
<p>La libreria online si trova a <a href="http://lapiccolavolante.net/">http://lapiccolavolante.net/</a></p>
<p>Colonna sonora: <a href="http://www.jamendo.com/it/album/70768">Feeries 2010</a></p>
<p>Buon ascolto!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>La Piccola Volante è tante cose. E&#039; il nome di una nave che solca gli oceani di internet, è un sito che pubblica racconti, è una libreria online, è una giovane casa editrice appena affacciata sul mondo dell&#039;editoria elettronica,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>La Piccola Volante è tante cose. E&#039; il nome di una nave che solca gli oceani di internet, è un sito che pubblica racconti, è una libreria online, è una giovane casa editrice appena affacciata sul mondo dell&#039;editoria elettronica, con idee chiare e progetti che vale la pena seguire.</itunes:summary>
		<itunes:author>Magrathea</itunes:author>
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	</item>
		<item>
		<title>Antologia steampunk Vapore Italico e un concorso per racconti dedicati ai robot</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/04/antologia-steampunk-vapore-italico-e-un-concorso-per-racconti-dedicati-ai-robot/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 10:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[steampunk]]></category>

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		<description><![CDATA[Edizioni Scudo presenta l'antologia steampunk "Vapore Italico" e lancia il concorso per racconti a tema robotico "Robot Ita 0.1", che daranno vita a una nuova antologia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/04/steam_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1451" style="margin: 2px;" title="steam_big" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/04/steam_big-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a><a href="http://www.edizioniscudo.it/">Edizioni Scudo</a> chiude un progetto e ne apre un altro.</p>
<p><a title="Bando per l’antologia di racconti “Steampunk! Vapore Italico”" href="http://www.magrathea.it/2010/10/bando-per-lantologia-di-racconti-steampunk-vapore-italico/">Vapore Italico</a> è nato come <strong>concorso letterario</strong> dedicato allo <strong>steampunk</strong> con l’intenzione di realizzare un’antologia. Il risultato è stato così positivo che quello presentato recentemente è diventato il primo volume di una nuova collana.</p>
<p>Eccome come Edizioni Scudo presenta il libro:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sembra passato un giorno da quando ci rendemmo conto che gli appassionati dello Steampunk, in Italia e nel mondo, sono un vero esercito. Un fenomeno però non riconosciuto abbastanza dall’editoria e dalla cultura.</p>
<p>Così decidemmo di avviare una delle nostre speciali iniziative e invitare gli autori del nostro paese a cercare le vie dello Steampunk italiano, nella speranza di realizzare quella che sarebbe diventata la prima antologia dedicata, nel nostro paese, a questo genere letterario fantastico.</p>
<p>Come sempre gli italiani hanno risposto talmente numerosi da offrirci abbastanza materiale da realizzare non una, ma più antologie di questa serie, che abbiamo voluto chiamare: Vapore Italico.</p>
<p>Gli italiani però non stanno quasi mai al gioco degli anglosassoni in modo rigido e prono, e hanno fornito le loro speciali declinazioni del tema proposto.</p>
<p>Questo perché il nostro giovane paese è anche molto vecchio e carico di storia e di cultura, di influenze multi-etniche come forse nessun altro al mondo. In Italia anche i sassi hanno un background.</p>
<p>Quindi ci sono storie (la maggior parte delle quali ambientate in Italia) tipiche del genere, con tutto il loro carico d’avventura, e altre più riflessive, sociologiche, meditate.</p>
<p>Non poteva ovviamente mancare l’ottocento, anche perché è un po’ il periodo storico di elezione della maggior parte dei racconti Steampunk, un vago sapore risorgimentale che diventa anche il nostro modo di festeggiare i centocinquant’anni dell’unità di Italia.</p>
<p>Un’unità che, come vedremo, nel nostro fantastico mondo Steampunk è stata raggiunta superando infinite sfide e insidie, o combattendo esseri dalle oscure volontà e tecnologie che non avrebbero dovuto arrivare tanto presto.</p>
<p>Perché anche questo è lo Steampunk: la sorpresa di riscoprire totalmente ciò che credevamo arci-noto.</p>
<p>Con racconti di: Giorgio Sangiorgi, Lorenzo Davia, Bruno Lazzari, Polissena Cerolini, Davide Giannicolo, Diego Bortolozzo, Alexia Bianchini, Andrea Viscusi, Giuseppe Pasquali, Claudio Cordella, Massimiliano Di Loreto, Vittorio Zuccotto, Marco Filipazzi, Roberto Guarnieri e una breve introduzione di Frederick Von Guss (al secolo Federico Gusso, leader del movimento Steampunk italiano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il volume uno di &#8220;STEAMPUNK! vapore Italico&#8221; è disponibile nei seguenti formati:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/steampunk-vapore-italico---volume-uno/15325504">FORMATO PICCOLO (dimensione 15.2 x 22.9 cm) ILLUSTRAZIONI INTERNE IN BIANCO E NERO</a></p>
<p>Copertina a colori e decine di illustrazioni interne in b/n di Luca Oleastri appositamente realizzate per il volume</p>
<p>272 pagine, Rilegatura termica, disponibile sia stampato che in formato elettronico (PDF).</p>
<p>- LIBRO STAMPATO &#8211; € 18.50 -</p>
<p>- VERSIONE PDF &#8211; €7.50 -</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href=" http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/steampunk-vapore-italico---volume-uno---edizione-a-colori/15325698">FORMATO GRANDE (dimensione 21.59 x 27.94 cm) ILLUSTRAZIONI INTERNE A COLORI</a></p>
<p>Copertina e decine di illustrazioni interne a colori di Luca Oleastri appositamente realizzate per il volume</p>
<p>126 pagine, Rilegatura termica, disponibile esclusivamente stampato.</p>
<p>- LIBRO STAMPATO &#8211; €29.55 -&#8221;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/04/robot_bando.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1452" style="margin: 2px;" title="robot_bando" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/04/robot_bando-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>E intanto, ecco il <strong>nuovo progetto</strong>, un bando per un concorso con racconti ispirati ai robot e all&#8217;Italia. Anch’esso darà vita a un’antologia.</p>
<blockquote><p>&#8220;Edizioni Scudo lancia un nuovo appello, una nuova chiamata alle armi dei valorosi scrittori italiani di fantascienza.</p>
<p>Una antologia di racconti brevi, anzi brevissimi, (due cartelle) con a tema i robot.</p>
<p>Ma quali robot?</p>
<p>Da guerra o da esplorazione, compassati robot maggiordomo o cromati androidi di piacere, rugginosi robot da fatica o super-robot che controllano il mondo, giganteschi robot dei cartoni animati giapponesi, o microscopici robot a forma di insetto, robot reali o virtuali, umoristici o letali, asimoviani o dal comportamento incontrollabile, robot di qualsiasi forma, colore e materiale e per qualsiasi uso e scopo, costruiti dai terrestri o da una civiltà aliena od anche divini &#8211; insomma tutti i robot che vi vengono in mente!</p>
<p>L’UNICO COMUN DENOMINATORE DELLE VOSTRE STORIE A BASE DI ROBOT È CHE SI DOVRANNO SVOLGERE IN ITALIA O AVERE EVIDENTI RIFERIMENTI CON IL NOSTRO PAESE</p>
<p>altrimenti perché l’antologia dovrebbe chiamarsi “ROBOT ITA 0.1 &#8211; Cento storie italiane di robot”?</p>
<p>Se i racconti supereranno i cento &#8211; arrivando a duecento &#8211; li pubblicheremo un secondo volume (che ovviamente si intitolerà ROBOT ITA 0.2), se saranno pochi vi faremo sapere in corso d’opera una nuova data di consegna per il primo volume.</p>
<p>DATA ULTIMA DI CONSEGNA DELLE OPERE</p>
<p>31 luglio 2011</p>
<p>- Uscita stimata del volume settembre 2011 -</p>
<p>Sul nostro sito, <a href="http://www.innovari.it/robot.htm">alla pagina del concorso</a>, è possibile scaricare il PDF del bando di ROBOT ITA 0.1 (documento da leggere attentamente), contenete tutti i particolari per partecipare con le vostre opere all&#8217;antologia.</p>
<p>Come sempre la partecipazione al concorso è totalmente gratuita ed aperta a tutti.&#8221;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui il <a href="http://www.innovari.it/robot_ita_01.zip">bando di concorso</a>.</p>
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