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	<title>Magrathea &#187; Libri</title>
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
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		<title>Il Drago di Sua Maestà di Naomi Novik</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto Il Drago di Sua Maestà, di Naomi Novik. Primo romanzo del ciclo di Temeraire. E' un flintlock fantasy in cui le guerre napoleoniche vengono combattute usando i draghi come aviazione. Una lettura leggera, perfetta per l'estate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/9788834712443g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-827" style="margin: 2px;" title="9788834712443g" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/9788834712443g.jpg" alt="9788834712443g" width="200" height="302" /></a>Ho letto <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788834712443/novik-naomi/drago-di-sua-maest-agrave.html">Il Drago di Sua Maestà</a></strong>, primo del <strong>ciclo di Temeraire</strong> di <a href="http://www.temeraire.org/">Naomi Novik</a>, un po’ per caso.</p>
<p>Ho scaricato Kindle per Android, il programma di lettura ebook che porta le funzionalità del <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B0015T963C?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=390957&amp;creativeASIN=B0015T963C">Kindle di Amazon</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=magratheait-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=B0015T963C" border="0" alt="" width="1" height="1" /> sui cellulari con sistema operativo Android. Mi sono collegato al Kindle shop per provarlo subito, sono andato nella sezione fantascienza, ho ordinato l’elenco dei libri per prezzo crescente e ho iniziato a scorrere i titoli. Volendo solo fare una prova, ho guardato solo i titoli a costo zero. Tolti quelli che avevo già letto, come varie opere di Mary Shelley, e i libri di analisi storica erroneamente catalogati come science fiction, questo <strong>His Majesty’s Dragon</strong> in promozione sembrava l’unico titolo appetibile. Quindi l’ho scaricato e me lo sono letto.</p>
<p>Letto è sbagliato, l’ho divorato. Ammetto che l’ho divorato più per la possibilità di leggere comodamente, senza sforzo in ogni momento libero, che per i meriti del romanzo in sé. Grazie a Kindle ho potuto leggere mentre cucinavo, annaffiando il giardino, durante gli spostamenti tra un cliente e l’altro, ritrovandomi sempre sull’ultima pagina letta ogni volta che riprendevo in mano il libro. Non ho sfruttato la possibilità di sincronizzare la lettura tra telefono e computer, perché leggere sullo schermo del telefono si è rivelato molto più confortevole che sul monitor da 24 pollici. Il monitor è rigido, mentre il cellulare ha la maneggevolezza di un libro. Lo schermo è chiaro, la possibilità di regolare l&#8217;illuminazione permette di non affaticare la vista, i caratteri sono ben leggibili, l&#8217;interfaccia è scarnaì, ma funzionale. Unico appunto: è difficile capire quanto manca alla fine del capitolo, per decidere se sospendere o meno la lettura.</p>
<p>Comunque, se il libro non fosse stato per lo meno interessante, Kindle o non Kindle non gli avrei dedicato del tempo.</p>
<p>Il Drago di Sua Maestà è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Horatio_Hornblower">Hornblower</a> coi draghi</strong>. Forse avrete visto il film con Gregory Peck, o la serie TV con Ioan Gruffud. Hornblower è un ciclo di romanzi scritti da Cecil Scott Forester che racconta le avventure dell’ufficiale della reale marina inglese Horatio Hornblower durante le guerre napoleoniche. Ecco, prendete un esemplare capitano della marina di Sua Maestà, aggiungete una spruzzata di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_d%27Inghilterra">Battaglia d’Inghilterra</a>, condite tutto con tanti draghi usati per combattere battaglie aeree e missioni di bombardamento e avrete un’idea del mondo creato da Naomi Novik.</p>
<p>I draghi, nel mondo di Temeraire, esistono e convivono con gli umani da sempre. Sono intelligenti, in grado di parlare e collaborare con gli uomini e di venire addestrati. Quando un uovo si schiude, se ci sono umani intorno, il drago potrebbe scegliere uno di loro come compagno e permettergli di dargli un nome. Una volta che il nome viene dato, si forma un vincolo indissolubile tra umano e drago: l’animale vede l’umano a cui si è legato come un amico e sviluppa una forma di affetto e di fedeltà assoluta per il suo padrone. I draghi vengono utilizzati per scopi militari e, per quanto riguarda gli inglesi, diventare il padrone di un drago significa dover rinunciare alla propria vita ed entrare in aviazione, per dedicarsi anima e corpo ad accudire il proprio drago e alla difesa dell’Inghilterra.</p>
<p>E’ quello che accade al capitano Will Laurence, comandante di una nave da guerra inglese. Durante una missione di pattuglia intercetta e cattura una nave francese che trasporta un uovo di drago. Al momento della schiusa, il drago sceglie proprio Laurence come suo custode. Laurence battezza il drago Temeraire. Da Bravo ufficiale di Sua Maestà, Laurence conosce il proprio dovere: abbandonare la carriera in marina, rinunciare a comandare una nave, abbandonare la vita condotta fino a quel momento e tutti i progetti fututi e unirsi ai corpi aerei. Tanto è rigida, formale, disciplinata e organizzata la vita in marina, tanto è informale e anarchica la vita nei corpi aerei. Laurence avrà quindi difficoltà ad adattarsi alla sua nuova situazione. E d’altra parte, Temeraire è un raro esemplare di drago cinese e anche lui avrà difficoltà a integrarsi con gli altri draghi del suo squadrone. La maggior parte del romanzo racconta l’addestramento di Laurence e Temeraire e il loro percorso per farsi accettare tra gli aviatori.</p>
<p>Il romanzo è ben scritto, la Novik ha fatto un notevole sforzo di ricerca per descrivere con precisione il periodo storico: dal linguaggio agli eventi, dai comportamenti alle opinioni la ricostruzione è credibile. La storia si svolge nell’arco di un anno, quasi tutto dedicato all’addestramento di drago e comandante, e si conclude subito dopo la Battaglia di Trafalgar, con elementi che richiamano la Battaglia d’Inghilterra e la situazione della RAF durante la Seconda Guerra Mondiale: pochi mezzi, pochi uomini, ottimo addestramento, grande organizzazione.</p>
<p>Se la storia è ben scritta, non sempre è coinvolgente. Laurence è un perfetto capitano di marina inglese ottocentesco. Il che vuol dire che spesso è rigido, arroccato sulla difesa del suo onore e lento ad adattarsi alla nuova situazione. Ovvero, spesso è antipatico. Il rapporto con Temeraire, ma in generale dei draghi coi loro padroni, è bizzarro. Sono mossi dalla stessa cieca fedeltà tipica del bravo cane. Però sono creature di intelligenza variabile, ma sicuramente superiore a quella di un cane. E parlano. L’effetto dell’intelligentissimo Temeraire che parla un inglese forbito e lo usa per ottenere l’equivalente verbale dello scodinzolare e rotolarsi ai piedi del padrone è decisamente strano. Come è strano vedere Temerarire che passa fasi di insicurezza adolescenziale, ma non ha problemi a spiegare a Laurence i passi più difficili dei testi di fisica, matematica e filosofia che il suo capitano gli legge. I draghi di questo mondo hanno un qualche grado di originalità: presentano le caratteristiche tipiche di questa razza di animali fantastici, compreso il gusto del possesso dei tesori, associate a una personalità più umana. Da adolescente umano, per quanto visto fino a ora. Non sempre essere originali significa essere convincenti. Soprattutto quando si spinge molto sul lato adolescente umano.</p>
<p>Attorno ai due protagonisti ruota un cast abbastanza corposo, composto dai membri dell&#8217;equipaggio di Laurence, altri capitani, draghi e ufficiali dell&#8217;aviazione. Nessuno è caratterizzato in maniera profonda ma, aiutandosi con parecchi luoghi comuni, la scrittrice riesce a dare a ciascuno una sua personalità.</p>
<p>La storia è molto telefonata. Potrei mettere un&#8217;<strong>allerta spoiler</strong> qui, ma non ce n’è bisogno: tutti i colpi di scena sono prevedibili. Appena un certo personaggio fa la sua comparsa, tutti voi penserete “ecco la spia francese”. Sul finire del libro, lo squadrone di Laurence e Temeraire riceve la notizia della vittoria ottenuta da Nelson nella battaglia navale e aerea di Trafalgar. Mentre i personaggi festeggiano, voi guarderete il numero di pagine che ancora rimangono da leggere e vi renderete conto di due cose: che ne mancano tante e che Laurence e Temeraire non hanno ancora avuto modo di partecipare a una vera battaglia. Manca insomma la Grande Scena d’Azione. E quale può essere una Grande Scena d’Azione in un romanzo che racconta le guerre napoleoniche combattute coi draghi? Ovviamente un tentativo di invasione aerea della Gran Bretagna che ricorda da vicino la Battaglia d’Inghilterra. Invasione respinta grazie alla scoperta all’ultimo secondo, un vero e proprio deus ex machina, che non solo Temeraire è in grado di soffiare – cosa rara tra i draghi – ma il suo soffio è il più raro e potente che esista, meglio del fuoco o dell’acido. Anche questa rivelazione è scontatissima: fin dalla prima volta in cui Temeraire chiede se sarà mai in grado di soffiare, per noi lettori è chiaro che oh, sì, soffierai e sarà fichissimo. E quando i draghi inglesi iniziano a trovarsi in difficoltà contro gli invasori sapremo che ecco, è il momento del soffio misterioso!</p>
<p>La Novik ha dei problemi con le descrizioni. I draghi sono di varie dimensioni. Temeraire è un drago di quelli grossi. Pesa svariate tonnellate e trasporta un piccolo equipaggio: il capitano Laurence, vari sottufficiali, fucilieri, almeno un medico, un conciatore per riparare le imbracature che assicurano bagagli e uomini al corpo del drago. Però, quando la scrittrice descrive le scene di intimità tra il drago e il suo capitano, quando i due si appartano per leggere, meditare sulla loro condizione di estranei nel corpo degli aviatori, o semplicemente chiacchierare, il drago sembra molto più piccolo. Viene sempre descritto come un animale imponente, Laurence si accoccola tra le sue zampe per leggere o dormire, ma non sembra mai grande e ingombrante quanto un piccolo camion.</p>
<p>Ci sono problemi con le scene d’azione: è chiaro che la Novik ha in mente delle scene di volo e combattimento aereo spettacolari, ma non riesce a mettere su carta quello che vede nella sua testa e molta della potenza di queste scene viene annacquata. Purtroppo il caso più eclatante è proprio quello della tentata invasione francese. Enormi trasporti pieni di soldati, ciascuno trasportato da quattro enormi draghi (non sono un po’ pochi per tutto quel peso? D’accordo che è un fantasy, però&#8230;) e scortati da nuvole di altri draghi. Nella mia immaginazione, le immagini e la battaglia sono molto più vivide e appassionanti di quanto scritto nel libro. E sicuramente meno edulcorate di quanto descritto. Immaginate un film d’azione adatto anche per bambini, come i Pirati dei Caraibi: battaglie e morti, ma senza una goccia di sangue. Anche i pasti dei draghi sono edulcorati: vengono descritti come faccende feroci: bestiame divorato vivo, sangue e interiora che schizzano ovunque, ma non c’è mai qualcosa di veramente disgustoso. Come il pasto dei dinosauri in Jurassic Park.</p>
<p>La storia è un po’ monotona. Anche se il linguaggio è avvincente, la trama alla fine dei conti non è altro che un lungo periodo di addestramento e ambientazione, intramezzato da poche scene di tensione. E durante le une e le altre la Novik non perde occasione per ricordare quanto è bello Temeraire, quanto è forte Temeraire, quanto è elegante Temeraire, quanto è intelligente Temeraire, quanto è raro come esemplare di drago Temeraire, è l’unico drago conosciuto in grado di rimanere in volo sul posto Temeraire e quanto sono bravi Laurence e Temeraire che in appena un anno raggiungono e superano il livello di preparazione di aviatori in servizio da quando avevano dieci anni. A Temeraire manca solo di essere un vampiro di Twilight, poi il quadro sarebbe completo.</p>
<p>Nonostante questi problemi il libro si lascia leggere. L’ambientazione è più interessante e fantasiosa di quanto sia descritto nel testo: l’immaginazione di Naomi Novik in questa sua prima opera è migliore della sua capacità di descriverla. Questo è un mondo in cui si entra volentieri. Il libro è una lettura leggera e perfetta per l’estate.</p>
<p>Con Il Drago di Sua Maestà la Novik ha vinto il <strong>Compton Crook Award</strong>, il <strong>premio John Wood Campbell</strong> come migliore esordiente ed è stata candidata all’<strong>Hugo</strong> come migliore romanzo. Peter Jackson ha opzionato i diritti del libro per trarne un film. Non è detto che si farà, ma non mi dispiacerebbe vedere un flintlock fantasy al cinema.</p>
<p>Il Drago di Sua Maestà è il primo libro del <strong>ciclo di Temeraire</strong>, che continua con Il Trono di Giada, La Guerra dei Draghi, L’Impero d’Avorio, tradotti in italiano, e Victory of the Eagles, ancora da tradurre. E’ previsto un altro romanzo, per ora intitolato Tongues of the Serpents e sul <a href="http://www.temeraire.org/">sito di Naomi Novik</a> vi sono anche dei racconti. Non mi dispiacerebbe tornare nell’Europa alternativa di Temeraire, ma i giudizi su Amazon per questi seguiti sono abbastanza scoraggianti. Se anche questi titoli verranno messi in offerta a zero dollari per Kindle, potrei leggerli. Altrimenti, no.</p>
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		<title>La Mummiona e altre storie: le avventure della gatta Panino Panino</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un mercato sempre più dominato dalla narrativa per adolescenti, faccio una passo indietro e leggo La Mummiona e altre storie, un libro di favole di Nicoletta Santini, edito da Prospettiva Editrice.
E sono proprio favole e fiabe i tre racconti che costituiscono il libro. Fiabe moderne in cui appaiono mummie, vampiri e zombie (gatti – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/public-recensioni-immagini-309_la-mummiona.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-823" title="public-recensioni-immagini-309_la mummiona" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/public-recensioni-immagini-309_la-mummiona.jpg" alt="public-recensioni-immagini-309_la mummiona" width="200" height="287" /></a>In un mercato sempre più dominato dalla narrativa per adolescenti, faccio una passo indietro e leggo La Mummiona e altre storie, un libro di favole di Nicoletta Santini, edito da Prospettiva Editrice.</p>
<p>E sono proprio favole e fiabe i tre racconti che costituiscono il libro. Fiabe moderne in cui appaiono mummie, vampiri e zombie (gatti – zombie, per la precisione), ma con un taglio godibile, perfetto per dei bambini e con una notevole inventiva che permette ai racconti della Santini di creare storie avvincenti, ma non spaventose, per il pubblico a cui si rivolge. Storie interpretate da una comitiva di animali e scheletri parlanti, capitanati dalla gatta Panino Panino (vegetariana e lesta di lingua), che non hanno problemi a comunicare tra loro e a rompere la quarta parete per parlare della scrittrice che sta narrando le loro avventure.</p>
<p>Il volumetto è impreziosito dalle illustrazioni dell’autrice e da citazioni e rimandi letterari effettuati con intelligenza: se è naturale che i bambini cui è destinato il libro non possano conoscere opere come I Promessi Sposi, l’autrice cita passaggi noti e popolari, che possono essere riconosciuti come provenienti da un altro testo. Molti degli episodi richiamano episodi resi familiari ai bambini dalla televisione, e soprattutto dalla pubblicità, come è il caso per le miracolose diete dimagranti al centro di una delle favole. Oppure vengono chiamati in causa direttamente o per assonanza cicli famosi come quello di Rambo o di Harry Potter.</p>
<p>La scrittura è semplice e pensata per un pubblico di bambini: il testo è quasi tutto formato da dialogo diretto tra i personaggi, con battute continue e litigi tra i personaggi, intramezzati da frequenti eventi che catturano l’attenzione dei bambini, proni alla distrazione. Ogni personaggio ha un suo modo di parlare tipico, che lo rende facilmente riconoscibile.</p>
<p>Il ritmo è serrato come quello di un cartone animato, ma non travolgente al punto da far perdere il filo ad un giovane lettore, o a un giovanissimo a cui il libro viene letto. La Santini riesce a mettere nelle sue pagine i ritmi giusti a cui sono abituati i bambini, esposti a programmi televisivi e cartoni per l’infanzia. Ma riesce anche a usare una lingua italiana semplice, ma corretta e raffinata, concedendosi a volte giochi di parole intelligenti che dovrebbero suscitare nei lettori il gusto e l’amore per la lettura.</p>
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		<title>Intervista con Marco Menozzi, autore de Il Re Nero</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Marco Menozzi, autore de Il Re Nero, romanzo fantasy con un protagonista originale. Al romanzo è legato un concorso, in palio pass per Lucca Comics.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/re-nero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-731" style="margin: 2px;" title="re nero" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/re-nero-202x300.jpg" alt="re nero" width="202" height="300" /></a>Continuiamo il ciclo di interviste con autori esordienti. Stavolta è il turno di <strong>Marco Menozzi</strong>, autore dell&#8217;originale <strong>Il Re Nero</strong>, edito da Fazi editore. Il Re Nero è un libro particolare: è uno dei pochi romanzi fantasy che ha un protagonista di colore. Le risposte di Marco sono particolarmente interessanti: come vedrete il libro nasce da un ciclo di partite di gioco di ruolo. Non è il primo romanzo ad avere un&#8217;origine simile: le barriere tra le varie forme di narrazione, compresa la narrazione partecipativa dei giochi di ruolo, sono sempre più permeabili.</p>
<p>Prima di lasciarvi all&#8217;intervista con Marco Menozzi, vi segnalo un&#8217;iniziativa di Fazi per promuovere Il Re Nero. Si tratta di un <strong>concorso che mette in palio ogni settimana un abbonamento per il prossimo Lucca Comics &amp; Games</strong>. Per partecipare è sufficiente riempire il form che si trova sul <a href="http://www.fazieditore.it/RENERO/Question.asp">sito di Fazi Editore</a>.</p>
<p>Ed ecco l&#8217;intervista:</p>
<p><strong>La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure questa è la prima volta che scrivi?</strong></p>
<p>Questa è la mia prima esperienza nel campo della scrittura. Fin da bambino sono stato un lettore appassionato, e quindi per me scrivere è un&#8217;esperienza davvero emozionante.</p>
<p><strong>Come ti è venuta l’idea di scrivere Il Re Nero?</strong></p>
<p>Per anni io ho giocato di ruolo insieme ad un gruppo di amici, ritrovandoci una o più volte la settimana. Uno di questi ragazzi, <a href="http://www.edizpiemme.it/autori/pierdomenico-baccalario">Pierdomenico Baccalario</a>,è diventato uno scrittore affermato, e a distanza di anni mi ha proposto di scrivere le avventure che narravo. Mi ha convinto, e così è nato il Re Nero.</p>
<p><strong>Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama?</strong></p>
<p>La scintilla da cui è nato Valdar, il mondo che io ho creato, mi venne quasi venti anni fa leggendo il Silmarillion di Tolkien. Egli era riuscito a creare un mondo del tutto nuovo, dotandolo di leggende, miti, eroi nati dalla sua fantasia, e perfettamente coerenti. Mi resi conto che volevo provare a fare qualcosa di anche vagamente simile, e così iniziai a lavorare su Valdar.</p>
<p><strong>Si vede che hai fatto un grande sforzo per costruire un mondo originale. Che lavoro c’è dietro? Hai effettuato delle ricerche? Se sì, di che tipo?</strong></p>
<p>Sono sempre stato un grande appassionato di mitologia ed epica di ogni tipo. I miti e leggende dei popoli antichi sono una grandissima fonte di ispirazione, che ho cercato di modellare sulle caratteristiche di Valdar. Spero di essere riuscito a creare una cosmogonia interessante e con qualche elemento originale, un lavoro difficile, e che ancora ora porto avanti.</p>
<p><strong>Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?</strong></p>
<p>I personaggi del Re Nero nascono dalle partite di Gioco di ruolo. Molti dei personaggi che si possono leggere erano quelli che usavano i miei amici. Creati seguendo gli spunti da me dati, e modellati dalla loro fantasia. A loro tutti devo un eterno ringraziamento. Senza la loro passione e amore per le storie e le ambientazione da me create Valdar non sarebbe quello che è oggi.</p>
<p><strong>C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?</strong></p>
<p>Sinceramente mi sono affezionato un po&#8217; a tutti!  Sirasa comunque è quello che ha il carattere più simile al mio, brontolone e burbero, sempre con qualcosa da protestare. Maugis e Jagred sono quelli che più mi sono divertito a scrivere.</p>
<p><strong>La scelta di avere un protagonista di colore è originale. Come nasce questa decisione?</strong></p>
<p>La razza dei Warantu, di cui Manatasi è parte, la creai ispirandomi alle storie e alle leggende africane. Quella del Re Nero era una storia che partiva da queste ispirazioni. Fu Pierdomenico a rendersi conto della particolarità di avere un protagonista di colore, una cosa che, stranamente, non ha praticamente precedenti nel fantasy.</p>
<p><strong>Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?</strong></p>
<p>Tolkien, Gemmel e Martin. Veri maestri del fantasy, che tramite le loro storie mi hanno spinto a creare Valdar.</p>
<p><strong>Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?</strong></p>
<p>Ho voluto seguire le varie vicende dei personaggi, seguendo di volta in volta il punto di vista personale di molti di loro. Ho potuto così seguire la vicenda da diverse angolazioni, dando maggiore completezza.</p>
<p><strong>Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?</strong></p>
<p>Il Re Nero era una storia che feci giocare ai miei amici quattordici anni fa. Naturalmente per scriverla ho dovuto adattarla, ma avevo tutto ben chiaro in mente.</p>
<p><strong>Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p>Una sola.</p>
<p><strong>Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?</strong></p>
<p>In origine il Re Nero avrebbe dovuto di essere di 280 pagine circa. Come si può vedere mi è un po&#8217; sfuggito di mano! Se avessi dovuto seguire il mio istinto sarebbe stato ben più lungo, ma ho dovuto eliminare qualcosa. Ho tagliato alcuni capitoli e personaggi.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?</strong></p>
<p>Circa quattro mesi.</p>
<p><strong>C’è qualche aneddoto legato alla scrittura de Il Re Nero che vorresti raccontare?</strong></p>
<p>Nella prima settimana mi si sono bruciati due computer! Mi dissi: “Meglio non scriverlo questo libro, oppure mi brucia la casa!” Per fortuna casa mia non è ancora bruciata e il libro è già uscito.</p>
<p><strong>Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?</strong></p>
<p>Tutto merito di Pierdomenico. Lui mi ha proposto di scrivere il Re Nero e mi è stato vicinissimo in questi difficili passi. E&#8217; stato lui a proporre il progetto. E qui colgo l&#8217;occasione di ringraziarlo ancora una volta.</p>
<p><strong>Intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure con altre ambientazioni?</strong></p>
<p>Valdar ha davvero molte storie da narrare, e mi piacerebbe farne conoscere il più possibili.</p>
<p><strong>Stai già scrivendo un altro libro? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?</strong></p>
<p>Dico solo che il Re Nero lascia aperto qualche spunto, e più di un personaggio (Audatia ed Amon, tanto per citarne due) ha interrogativi rimasti senza risposta. Sto lavorando ad un seguito.</p>
<p><strong>Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti&#8230;)?</strong></p>
<p>Sono un  grande appassionato di fumetti, ma visto come disegno faccio un favore al mondo e li leggo e basta! A parte gli scherzi devo ancora imparare a scrivere prima di pensare ad altro.</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?</strong></p>
<p>Dico solo che se una storia è bella prima o poi si farà strada. Bisogna solo saper essere pazienti.</p>
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		<title>Intervista a Paolo Bruni, autore di Dreamwalker</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 14:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Paolo Bruni, autore del romanzo fantasy-horror di ambientazione onirica The Dreamwalker.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/n224683793415_5506.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-790" style="margin: 2px;" title="n224683793415_5506" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/n224683793415_5506.jpg" alt="n224683793415_5506" width="200" height="280" /></a><a href="http://it-it.facebook.com/people/Paolo-Sefyro-Bruni/1266429601">Paolo Bruni</a> è il giovane autore di <a href="http://www.facebook.com/pages/The-Dreamwalker/224683793415">The Dreamwalker</a>, un romanzo onirico a cavallo tra horror e fantasy.</p>
<p>Gli ho fatto qualche domanda, ecco le sue risposte:</p>
<p><strong>La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure The Dreamwalker è è la tua prima opera?</strong></p>
<p>Ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Fin da piccolo mi divertivo a scrivere brevi racconti di cavalieri e draghi, alimentati da favole e romanzetti per bambini. Poi ho scoperto Dungeons &amp; Dragons e lì la fantasia ha preso piede, permettendomi di far divertire anche i miei amici oltre che solo me stesso. Dopo un lungo periodo di pausa ho ripreso a scrivere cinque o sei anni fa, sono partito da racconti, per lo più horror, fino ad arrivare all&#8217;idea di mettermi alla prova scrivendo un romanzo&#8230; The Dreamwalker ne è il risultato.</p>
<p><strong>Come ti è venuta l’idea di scrivere The Dreamwalker?</strong></p>
<p>Beh quale modo migliore se non un sogno?</p>
<p><strong>Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama? Che lavoro e ricerche hai svolto per costruirli?</strong></p>
<p>L&#8217;ispirazione, come detto sopra, è partita da un sogno, tra l&#8217;altro uno dei pochi che mi sia mai ricordato una volta sveglio, da	questo sogno ho ricavato buona parte della trama. Invece ho svolto qualche ricerca soprattutto per quanto riguarda i combattimenti, le tecniche di guerra medioevale, la struttura di alcuni edifici&#8230;</p>
<p><strong>Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?</strong></p>
<p>Ho cercato di pensare a come quei personaggi si sarebbero comportati realmente. Quindi, e questo è un errore che fanno in molti (io per primo a volte), il problema principale stava nel farli pensare con una loro testa e non con la mia, cercando di tenere a mente tutti gli eventi che li avevano portati fin lì, il loro background in definitiva.</p>
<p><strong>C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?</strong></p>
<p>Sicuramente Damien, ma non aggiungo altro&#8230; potrei rovinare la lettura a qualcuno!</p>
<p><strong>Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?</strong></p>
<p>Solo un autore: Howard Philips Lovecraft. Va bene, so che il mio libro non ha nulla a che vedere con l&#8217;horror del grande maestro americano, ma la lettura del suo romanzo breve  “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” è stata alla base di quel sogno che ha ispirato il mio libro. Strana come cosa se ci si pensa&#8230; un libro sui sogni che genera un sogno che da vita ad un altro libro sui sogni&#8230; da non dormirci la notte! (ok, scusate il gioco di parole)</p>
<p><strong>Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?</strong></p>
<p>Costanza. Essenzialmente si tratta di quello. Ho cercato di mantenermi sempre legato al mio lavoro, ma senza forzare le tappe. Ovvio che se un&#8217;idea non arriva non ci si può fare un granché, ma allo stesso tempo ho sempre evitato di abbandonare la scrittura per periodi troppo lunghi.</p>
<p><strong>Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?</strong></p>
<p>Ho cominciato a scrivere il romanzo pensando, stupidamente, di non aver bisogno di scalette&#8230; mi sono ricreduto ben presto! Infatti durante la prima rilettura i capitoli iniziali hanno avuto bisogno di serie modifiche prima di arrivare a una versione definitiva.  Una volta buttata giù la scaletta (ero arrivato circa al quarto capitolo nel frattempo) mi era già chiaro come avrebbe dovuto proseguire la storia e quale sarebbe stato il finale. Più o meno.</p>
<p><strong>Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p>Ho ripreso in mano parti del libro un paio di volte. Più che altro i primi per quanto spiegato sopra. Il resto, grazie ad un&#8217;accurata scaletta, è stato più veloce da sistemare&#8230; piccoli errori qua e là, frasi da sistemare&#8230; le solite cose insomma.</p>
<p><strong>Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?</strong></p>
<p>Quello che ha richiesto maggior tempo e impegno è stato la riscrittura del terzo e del quarto capitolo. Le versioni originali erano realmente pessime! Devo dire però che alla fine il libro ha rispecchiato abbastanza fedelmente l&#8217;idea di partenza.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?</strong></p>
<p>La prima stesura ha richiesto quasi un anno di tempo, poi riletture varie, modifiche e tagli hanno richiesto altrettanto tempo. Tirando le somme, quasi due anni di lavoro.</p>
<p><strong>Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?</strong></p>
<p>Ho perso il conto di quante copie ho spedito alle varie case editrici. È veramente dura riuscire ad arrivare alla pubblicazione. Il modus operandi delle case editrici resta per me un mistero.</p>
<p><strong>Intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure vuoi provare altre ambientazioni?</strong></p>
<p>L&#8217;idea originale si basava su quattro libri ognuno composto da una storia auto-conclusiva che avesse Caleb e il Mondo dei Sogni come protagonisti, ma le cose stanno un po&#8217; cambiando nella mia testa. Attualmente sto progettando l&#8217;ambientazione  per una saga fantasy più matura a sfondo medioevale.</p>
<p><strong>Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti&#8230;)?</strong></p>
<p>Sto pensando di ricavare una graphic novel dal mio racconto L&#8217;Appeso (online sul sito fantastorie) e se le cose andassero bene avrei già in mente altri piccoli lavori per quell&#8217;ambientazione. Per la sceneggiatura ci sto lavorando, ma mi servirebbe un disegnatore&#8230; Anzi facciamo che lancio un appello qui per trovarne uno!</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?</strong></p>
<p>Non posso permettermi di dare consiglio. Sono io stesso, in un certo senso, un aspirante scrittore. L&#8217;unica cosa che mi sento di dire è che per scrivere bisogna innanzitutto leggere!  Sembra ovvio, ma conosco “scrittori” che rimarrebbero stupiti nel leggere queste mie ultime parole.</p>
<p>Se volete conoscere Paolo di persona, parteciperà al prossimo <a href="http://www.parmafantasy.com/2010/index.php">Parma Fantasy</a>. Ci sarà anche <a href="http://charizaworld.splinder.com/">Francesca Angelinelli</a>.</p>
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		<title>Intervista ad Antonio Renna, autore di L&#8217;anima tra le Aquile</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LiLi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Antonio Renna, autore di L'anima tra le Aquile. L'autore presenterà il suo libro a Roma il prossimo 28 maggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/l-anima-tra-le-aquile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-785" style="margin: 2px;" title="l-anima-tra-le-aquile" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/l-anima-tra-le-aquile-220x300.jpg" alt="l-anima-tra-le-aquile" width="220" height="300" /></a>Ho avuto occasione di intervistare Antonio Renna, autore del romano <strong>L&#8217;Anima tra le Aquile</strong>.</p>
<p>Antonio presenterrà il suo libro (qui il <a href="http://www.ilfiloonline.it/shop/file/capitolo1.pdf">primo capitolo in PDF</a>)  il prossimo 28 maggio a Roma, presso la libreria Il Filo in via Basento 52/e alle ore 17.  Se siete intenzionati a partecipar ealla presentazione, con questa intervista avrete modo di sapere qualcosa di più sullo scrittore che incontrerete.</p>
<p><strong>La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure questa è la prima volta che scrivi?</strong></p>
<p>Più che la scrittura la &#8220;creazione di mondi e personaggi&#8221; è una passione che coltivo da tempo, fin da quando ero bambino. Questa è la prima volta che scrivo un romanzo ed è stata un’esperienza formativa straordinaria: penso che dedicherò la mia vita alla scrittura.</p>
<p><strong>Come ti è venuta l’idea di scrivere L&#8217;anima tra le aquile?</strong></p>
<p>Inizialmente &#8211; circa cinque anni fa &#8211; ebbi il desiderio di scrivere un romanzo fantasy, di dare un contributo al genere. Per fortuna l&#8217;idea mi passò in fretta (sorride). Dico questo perché quel primo racconto, che fu la traccia generica de “L&#8217;anima tra le aquile”, non era un granché.</p>
<p><strong>Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama?</strong></p>
<p>Per i personaggi mi sono ispirato al mondo della cavalleria e della nobiltà medievali, nello specifico all’Ordine dei Cavalieri Templari. Ambientazione e trama meritano un discorso a parte. Gli eventi narrati si svolgono in un Medioevo lievemente riveduto, in un mondo più piccolo del nostro dove gli uomini hanno conquistato da un pezzo la pacificazione sociale e stabilito un’alleanza tra i popoli per mantenerla. Questo ha permesso loro di sviluppare la spiritualità e le scienze in maniera simbiotica, traendone grande vantaggio. Circa la trama credo, anzi, “spero” (sorride), di non aver copiato nessun’altra storia, ma so che è quasi impossibile:  inconsciamente siamo sempre influenzati da ciò che ci piace, il punto è riuscire a riformulare il tutto in maniera originale.</p>
<p><strong>Si vede che hai fatto un grande sforzo per costruire un mondo originale. Che lavoro c’è dietro? Hai effettuato delle ricerche? Se sì, di che tipo?</strong></p>
<p>Per dare verosimiglianza al narrato ho studiato un po’ di storia medievale, armi, arti marziali, miti, leggende, meditazione e, non per ultima, la lingua italiana. Dovrò studiare ancora molto (sono appena agli inizi) per portare avanti la saga: quello che ho fatto finora è solo un assaggio di ciò che ho in mente.</p>
<p><strong>Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?</strong></p>
<p>Oltre alle fonti di ispirazione già citate, ho cercato di immaginare come degli individui si sarebbero comportati nella realtà; in alcuni casi ho preso spunto da persone che ho conosciuto o di cui ho letto qualcosa.</p>
<p><strong>C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?</strong></p>
<p>Me lo chiedi?! Helcolai, naturalmente! In realtà un po’ a tutti: ognuno di loro porta con sé qualcosa che mi appartiene (Dramante, Ulien e Eniari).</p>
<p><strong>Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?</strong></p>
<p>Il primo che mi viene in mente è Alexandre Dumas ma in realtà ce ne saranno molti altri (sempre per quel discorso dell’inconscio).</p>
<p><strong>Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?</strong></p>
<p>Inizialmente ho scritto i primi capitoli della storia. Questi sono stati letti da alcune persone che li hanno trovati convincenti; decisi dunque di proseguire.</p>
<p><strong>Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?</strong></p>
<p>Avevo due punti fermi: come doveva iniziare questo primo capitolo e come doveva finire la saga. Durante i mesi di scrittura appuntavo delle idee e me ne venivano in mente altre man mano che sviluppavo la storia. Adesso ho un’agenda piena zeppa di eventi e colpi di scena che tratterò nei libri successivi.</p>
<p><strong>Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p>Tante, non ricordo.</p>
<p><strong>Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?</strong></p>
<p>Ho esteso molti capitoli (anche all’ultimo momento) e l’idea complessiva del primo romanzo; non ho eliminato nulla.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?</strong></p>
<p>Circa dieci o dodici mesi, le correzioni prendono molto tempo. Una delle tante difficoltà fu un disturbo del sonno che rovinò cinque anni della mia vita. Adesso però sono guarito.</p>
<p><strong>C’è qualche aneddoto legato alla scrittura di L’Anima tra le aquile che vorresti raccontare?</strong></p>
<p>Ti racconto quello che più mi ha colpito. Nel Quadrato Pentamero, dopo aver disposto le parole, è “magicamente” (o forse dovrei dire “divinamente”) spuntata l’espressione “ONORO JOVRD”. Queste due parole sono disposte a croce, centralmente.</p>
<p><strong>Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?</strong></p>
<p>Pubblicare è stato un calvario: ho spedito molte copie, diversi editori non risposero nemmeno. A volte non vedo nessuna logica nella scelta dei testi da parte di questi ultimi.</p>
<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi capitoli della saga?</strong></p>
<p>Ancora più emozioni: la storia è appena iniziata.</p>
<p><strong>Oltre a proseguire la saga, intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure con altre ambientazioni?</strong></p>
<p>Finita questa saga vorrei dedicarmi ai racconti del terrore.</p>
<p><strong>Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti&#8230;)?</strong></p>
<p>Certo che sì. Per l’animazione la vedo dura: servono molte persone per fare qualcosa di professionale e di esteso (il mio book trailer l’ho realizzato completamente da solo ma non arriva al minuto di durata). Guardo il mondo del cinema con rinnovato interesse: non mi dispiacerebbe contribuire ad una trasposizione del mio romanzo, magari con Zack Snyder come regista (potrebbe ripetere il miracolo di “300”).</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?</strong></p>
<p>Per scrivere qualcosa di valido bisogna studiare, per maturare nella scrittura servono libri e molto tempo; per me è un tirocinio perpetuo, non c’è un punto d’arrivo.</p>
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		<title>Ed ecco Short Stories 7</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 09:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce in formato ebook il numero 7 della rivista antologica Short Stories. Questo numero è dedicato all'horror in tutte le sue chiavi: fantasy, fantascientifico, contemporaneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/Short-Stories-7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-778" style="margin: 2px;" title="Short Stories 7" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/Short-Stories-7-203x300.jpg" alt="Short Stories 7" width="203" height="300" /></a>Il titolo del numero 7 della rivista antologica Short Stories è <strong>&#8220;Specchiarsi nell’incubo&#8221;</strong>, un tributo alla letteratura horror. Un numero che viene dopo le diverse interessanti pubblicazioni di questo genere già edite dalle <a href="http://www.innovari.it/scudo.htm">Edizioni Scudo</a>: a partire da un horror psicologico, “Rusalka” di Massimo Tommolillo, e arrivare al recente “La forma del delirio” di Emiliano Maramonte, che narra di una malefica sfera che tenta di spalancare le porte della follia, e poi “Progenie”, antologia dedicata a Lovecraft da un gruppo di suoi appassionati lettori, che fa il paio con “Leggende dalla cripta di Chtulhu”, di Simone Ceccano e Luca Nisi, anch’essi amanti del Solitario di Providence, che però hanno onorato trovando un proprio efficacissimo ritmo narrativo.</p>
<p>Gli incubi di Short Stories 7 sono vari.</p>
<p>Oltre alla presenza di giganti della fantascienza come Carmine Villani e Fabio Calabrese, troviamo racconti di ambientazione demoniaca, come quelli di Francesco Coppola, Raffaele Olivieri e Claudio Foti, ci sono storie sulla degenerazione portata dalla follia, come quelli di Frac’O’brain e Alessandro Oliviero, o resoconti vampireschi, come quelli di Margherita Lasso e Alessio Facciolo. Oppure ci sono quei racconti spaventosi che però hanno un po’ l’andamento del noir o del thriller come quelli di Claudio Tanari ed Edi Guselli.</p>
<p>Non mancano, come sempre, anche spunti di altra natura, non per questo meno raccapriccianti, come un travaso di dolore allestito dalla ormai nota Federica Ramponi, un’orribile malattia diffusa da Andrea Pirondini, i paradossi e le visioni allucinate di Nicola Cudemo, Emanuele Cassani, Daniele Manfredi, Županoviæ Milenko e Giuseppe Picciariello, l’ucronia innescata da Luca Micieli, le catastrofi scatenate da Claudio Cillemi o i paradossi religiosi, come il racconto di Luca Cerretti che sembra sfuggito al precedente numero sull’argomento.</p>
<p>Il numero sette di Short Stories è di 180 pagine, contiene 24 racconti ed altrettante tavole in bianco e nero a tutta pagina, appositamente realizzate per illustrarli. Short Stories è disponibile per l&#8217;acquisto sia come libro, dimensione 15.2 x 22.9 cm &#8211; copertina a colori, rilegatura termica, sia in formato elettronico (PDF)</p>
<p>Stampa su carta: €16.80</p>
<p>PDF: €7.00</p>
<p>Come acquistare SHORT STORIES 7?</p>
<p>E&#8217; raggiungibile tramite il sito delle <a href="http://www.innovari.it/scudo.htm">Edizioni Scudo</a> nella pagina della collana Short Stories oppure si può andare direttamente alla pagina dello <a href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/short-stories---maggio-2010/10989331">shop-on line di lulu</a> (in italiano).</p>
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		</item>
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		<title>Huxley legge se stesso: l&#8217;audiolibro de Il Mondo Nuovo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 17:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[audiolibro]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mondo Nuovo (Brave New World) di Aldous Huxley è un classico della fantascienza distopica come 1984 di Orwell. E' disponibile un audiolibro letto dall'autore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/photos_uncategorized_brave_new_world_cover_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-775" style="margin: 2px;" title="_photos_uncategorized_brave_new_world_cover_1" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/photos_uncategorized_brave_new_world_cover_1-300x293.jpg" alt="_photos_uncategorized_brave_new_world_cover_1" width="300" height="293" /></a>Il libro classico della fantascienza distopica è <strong>1984</strong> di <strong>Orwell</strong>. Non sono qui per discutere questa tesi.</p>
<p>Sono qui per parlarvi dell’altro classico della fantascienza distopica: <strong>Il Mondo Nuovo</strong>, Brave New World, di <strong>Aldous Huxley</strong>. Il libro di Huxley è una lettura fondamentale secondo me, al pari del testo di Orwell.</p>
<p>Huxley è stato accusato di aver plagiato altre opere, Brave New World è stato bandito da numerose librerie e scuole nel corso del tempo. Sì, è un romanzo controverso.</p>
<p>Huxley, come Orwell, descrive un futuro in cui le cose vanno male per l’umanità. Ma a differenza di Orwell, il male è più sottile. <strong>Le persone, nel futuro di Huxley, sono felici e spensierate. E questo è il problema</strong>.</p>
<p>Le persone sono felici, vivono in un mondo pieno di piacere edonistici e desideri appagati. E per questo sono facili da controllare.<br />
L’informazione è libera e abbondante. Tanto libera e abbondante che la verità viene affogata in un mare di informazioni inutili e irrilevanti, è facile annacquarla o distrarre le persone con qualcosa di più divertente.<br />
La società del futuro è una società del triviale, impegnata ad appagare desideri effimeri.</p>
<p>La grande frustrazione di chi lotta per i diritti civili è che le persone che vorrebbero liberare hanno un insaziabile appetito per le distrazioni. <em>Panem et circensem</em>.</p>
<p><strong>Se per Orwell quello che temiamo ci avrebbe incatenati, per Huxley è quello che desideriamo che ci condurrà alla rovina.</strong></p>
<p>Di cosa dobbiamo avere paura, oggi? Quale delle due predizioni si è rivelata più accurata? Un misto delle due, secondo me.</p>
<p>Do per scontato che abbiate tutti uno smartphone o un lettore MP3. Usatelo per una buona causa: <strong>Ascoltate</strong> il <strong>radiodramma</strong> tratto da Brave New World, letto dallo stesso Aldous Huxley. <strong>Scaricate</strong> la <a href="http://recordbrother.typepad.com/imagesilike/files/brave_new_world_side_1.mp3">prima parte</a> e la <a href="http://recordbrother.typepad.com/imagesilike/files/brave_new_world_side_2.mp3">seconda parte</a>.</p>
<p>E’ in inglese. Qualcuno di voi potrebbe obiettare che non conosce l’inglese. Io gli risponderei che “<em>la conoscenza vi renderà liberi</em>” e lo lascerei a trarre le sue conclusioni.</p>
<p><em>Questo articolo è stato pubblicato anche su <a href="http://apofenia.net/huxley-legge-se-stesso-laudiolibro-di-brave-n">apofenia</a></em>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Novità di aprile dalle Edizioni Scudo</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2010/04/novita-di-aprile-dalle-edizioni-scudo/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 12:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Edizioni Scudo pubblica pregevoli ebook gratuiti. Le novità di aprile sono opere di Stefano di Marino, Alessia e Michela Orlandi Nicoletti e Glauco Silvestri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/orchidea_promo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-750" style="margin: 2px;" title="orchidea_promo" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/orchidea_promo-214x300.jpg" alt="orchidea_promo" width="214" height="300" /></a>Le <a href="http://www.innovari.it/scudo.htm">Edizioni Scudo</a> continuano a sfornare pregevoli <strong>ebook gratuiti</strong>. Anche ad aprile non mancano le novità.<br />
<strong>Amori e crudeltà dell&#8217;Orchidea Rossa (versione promo) di Stefano  Di Marino</strong><br />
<em>- Collana Adventures Stories</em><br />
Fuggito  dall’Italia in seguito a sanguinosi avvenimenti  durante i moti del  1848, il contrabbandiere che si fa chiamare ‘la Pistola’ arriva in  Oriente. Macao sembra la città perfetta per dimenticare e farsi  dimenticare. Crocevia di navigatori europei, mercanti cinesi, cantanti  di fado, massaggiatrici ceche, fuorilegge, cortigiane e mercanti. Ma c’è  un uomo terribile che insegue il protagonista. Un sicario che lo bracca  dal cuore dell’impero asburgico. Da una lotta all’ultimo sangue nasce  un debito d’onore tra il giovane avventuriero e l’amico cinese che gli  salva la vita. Un debito che si può ripagare solo con un altro viaggio  verso una città ancora più misteriosa, malacca. Qui la terribile  vendetta della regina dei pirati incombe su mercanti, soldati e  missionari. L’Orchidea Rossa, leggendario personaggio realmente  esistito, è l’immagine stessa dell’Asia affascinante  e pericolosa da  cui il giovane non sa più staccarsi.<br />
Un grande romanzo di avventura (più di 300 pagine, del quale qui  presentiamo i primi tre capitoli) nella tradizione di Emilio Salgari,  scritto con uno spirito moderno e la passione di chi ha visitato e amato  l’Estremo Oriente e lì ha ricostruito come era alla metà del  diciannovesimo secolo. La vera storia di&#8230; Stephen Gunn.<br />
<em>Copertina di Luca Oleastri, 20 pagine, illustrazioni allestite da  Stefano Di Marino</em><br />
<strong>-DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE COME LIBRO  STAMPATO DALLE EDIZIONI SCUDO-</strong></p>
<p><strong>Senza macchie di Alessia e  Michela Orlandi Nicoletti</strong><br />
<em>- Collana Long Stories</em><br />
Due vulcaniche gemelle propongono la  loro prima collaborazione con Edizioni Scudo dimostrandosi scrittrici  talentuose. Un racconto di fantascienza visionaria che offre una  personale interpretazione delle moderne paure millenariste legate alle  profezie del 2012. Scenari di preparazione ad un’apocalisse benigna,  fotografati tra Los Angeles e Laurino, ridente località salentina dove  le nostre scrittrici hanno le loro radici e dove recentemente hanno  fondato un circolo con l’intento di promuovere la cultura locale ma  anche di far conoscere nella propria regione le opere divulgate da  Edizioni Scudo. Un iniziativa lodevole che invitiamo tutti ad imitare.<br />
<em>Copertina di Luca Oleastri, 52 pagine, 6 illustrazioni realizzate da  Giorgio Sangiorgi</em></p>
<p><strong>Alla deriva di Glauco Silvestri</strong><br />
<em>-  Collana Adventures Stories</em><br />
Lo shuttle è al suo ultimo volo che  prevede il randezvous con un modello della classe che dovrà sostituirla,  la classe Orion. Poi all’improvviso, la tragedia.<br />
Silvestri si mostra in questo romanzo notevole conoscitore  dell’aeronautica e dell’avventura spaziale e ne approfitta quindi per  rivelarci molti dettagli tecnici dei viaggi spaziali che non conosciamo.  Ma, in verità, tutto ciò è un mero pretesto. Mentre l’avventura si  dipana, una sapiente regia di flashback ci conduce a conoscere la vita  degli eroi che stanno rischiando la loro vita nello spazio e la  complessa geometria dei loro sentimenti. Silvestri, quindi, di se stesso  dimostra che sotto alla fredda apparenza del tecnico, pulsa un cuore  romantico.<br />
<em>Copertina di Luca Oleastri, 67 pagine A4, 6 illustrazioni a colori di  Giorgio Sangiorgi</em></p>
<p>Le opere, in formato PDF, sono  scaricabili gratuitamente dal <a href="http://www.innovari.it/scudo.htm">sito delle Edizioni Scudo</a>.</p>
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		<title>Metro 2033 di Dmitry Glukhovsky: fantascienza russa nel solco di Lukyanenko</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 13:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza apocalittica]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce Metro 2033, un romanzo di fantascienza post apocalittica scritto dal russo Dmitry Glukhovsky. Dopo Lukyanenko, si riparla di narrativa fantastica russa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/metro_book_3d.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-736" title="metro_book_3d" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/metro_book_3d-249x300.png" alt="metro_book_3d" width="249" height="300" /></a>Dopo aver parlato del ciclo fantasy dei <a href="http://www.magrathea.it/2008/06/sergey-lukianenko-con-i-guardiani-della-notte-allassalto-del-fantasy-occidentale/">Guardiani della Notte</a>, ho un po&#8217; perso di vista la scena fantastica russa.</p>
<p>Mi ha fatto quindi piacere ricevere la press release che annuncia l&#8217;uscita italiana di un nuovo <strong>romanzo fantastico russo</strong>. Si tratta di <strong>Metro 2033</strong>, un romanzo di <strong>fantascienza post-apocalittica</strong> pubblicato in Russia nel 2005 e scritto da <strong>Dmitry Glukhovsky</strong>.</p>
<p>Ecco la sinossi del romanzo: &#8220;Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L&#8217;umanità è vicina all&#8217;estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni dovute agli attacchi nucleari. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell&#8217;umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. Un’intera generazione vive o meglio sopravvive nelle profondità della metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. La struttura sociale si è riassemblata attorno alle fermate della Metro, cercando di creare una quotidianità deformata, senza luce né cielo.</p>
<p>Questa è la cornice per le avventure di Artyom, il giovane protagonista il quale lascerà la propria stazione d&#8217;origine per proteggere la Metropolitana da un&#8217;oscura minaccia. Il suo sarà un viaggio fantastico, attraverso l&#8217;immenso dedalo di cunicoli della metro, pieno di insidie ma che varrà probabilmente la salvezza dell&#8217;intera umanità. Perchè gli ultimi uomini non sono soli là sotto&#8230;&#8221;</p>
<p>Nella sinossi c&#8217;è qualcosa che mi ricorda <strong>Fallout</strong>, qualcosa che mi ricorda <strong>Ember &#8211; Il mistero della citta&#8217; di luce</strong>.</p>
<p>Nel 2007 Glukhovsky ha vinto con Metro 2033 il premio Encouragement Award dell’European Science Fiction Society nella prestigiosa cornice dell’EUROCON di Copenaghen, nella categoria nuove promesse, e libro e autore sono stati lodati anche da Lukyanenko. Quindi, direi che possiamo fidarci.</p>
<p>Glukhovsky sarà presente al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino.</p>
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		<title>Esce Il Re Nero di Marco Menozzi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce per Fazi Il Re Nero, di Marco Menozzi. Un fantasy dalle atmosfere classiche che ha per protagonista un personaggio originale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/re-nero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-731" style="margin: 2px;" title="re nero" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/re-nero-202x300.jpg" alt="re nero" width="202" height="300" /></a>Fazi continua a far uscire libri fantasy interessanti. La segnalazione che mi hanno inviato questa volta, <a href="http://www.ibs.it/code/9788876250750/menozzi-mark/king-il-re-nero.html">Il Re Nero di Marco Menozzi</a>, è particolarmente degna di nota.</p>
<p>Partiamo dalla sinossi del libro:</p>
<p>&#8220;Nello sterminato mondo di Valdar, Manatasi è un giovane sovrano Warantu, cresciuto ai margini della civiltà. Venuto a conoscenza dell&#8217;imminente inaugurazione di un&#8217;enorme città, attorno alle cui mura si stanno radunando genti e carovane dell&#8217;intero continente, il giovane principe inizia il suo viaggio di scoperta, uscendo dalle giungle insieme a Sirasa, il suo giovanissimo e fidato sciamano. Sulla strada che conduce alla città, dovrà difendere una madre e la sua bambina da quella che sembra una semplice aggressione di briganti; stringerà alleanza con un tormentato incantatore che vuole riscattare il suo popolo indossando il Bracciale della Colpa; conoscerà gli algidi Sacerdoti che leggono la Ruota del Fato e combatterà contro un nemico mortale, Sanguescuro, il sicario che non ha mai avuto sentimenti, per combatterlo nel suo tentativo di destare un Dio Addormentato il cui sonno inquieto fa vibrare le montagne. Guidato da un feroce ardore di conoscenza e da un&#8217;eroica ingenuità, Manatasi dovrà decidere qual è il prezzo che è disposto a pagare per essere ricordato tra gli eroi che possono cambiare il Fato.&#8221;</p>
<p>Ok, sembra un fantasy abbastanza classico,  solo la lettura potrà dire se è orignale o derivativo (tema molto caro a Gabe Chouinard, vi rimando alla lettura del suo <a href="http://www.magrathea.it/2008/07/dove-ha-sbagliato-il-fantasy-epico-di-gabe-chouinard/">articolo sul fantasy epico</a>).</p>
<p>L&#8217;elemento interessante del libro di Menozzi è il protagonista. Non dovrebbe essere un dato significativo, in effetti, ma purtroppo lo è: <strong>il protagonista è di colore</strong>. Una <strong>scelta coraggiosa</strong> che si vede solo in pochi classici, come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mago_di_Earthsea">ciclo di Earthsea</a>.</p>
<p>Di solito, il personaggio di colore è rilegato a ruoli magari importanti, ma al massimo da coprotagonista. Nella trasposizione di opere famose in film o serie tv, spesso i protagonisti di colore vengono interpretati da attori bianchi, scatenando le polemiche degli appassionati. E&#8217; successo proprio coi due adattamenti di Earthsea, una miniserie di Sci Fi Channel e il film animato realizzato da Gorō Miyazaki (figlio del ben più famoso Hayao), e con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27ultimo_dominatore_dell%27aria">Avatar The Last Airbender</a>, nuovo film di M. Night Shyamalan tratto da una serie animata americana.</p>
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