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	<title>Magrathea &#187; Serie TV</title>
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
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		<title>Magrathea &#187; Serie TV</title>
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		<title>Teaser Trailer per la seconda stagione di Game of Thrones</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
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		<description><![CDATA[Teaser trailer per la seconda stagione di Game of Thrones. In onda su HBO dal primo di aprile 2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tocca aspettare il primo di aprile.<br />
Di tutti i giorni possibili, dico io&#8230;</p>
<p><object width="512" height="288"><param name="movie" value="http://www.hbo.com/bin/hboPlayerV2.swf?vid=1234943"></param><param name="FlashVars" value="domain=http://www.hbo.com&#038;videoTitle=Season 2: Preview - You Win or You Die&#038;copyShareURL=http://www.hbo.com/video/video.html/?autoplay=true%26vid=1234943%26filter=game-of-thrones%26view=null"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.hbo.com/bin/hboPlayerV2.swf?vid=1234943" FlashVars="domain=http://www.hbo.com&#038;videoTitle=Season 2: Preview - You Win or You Die&#038;copyShareURL=http://www.hbo.com/video/video.html/?autoplay=true%26vid=1234943%26filter=game-of-thrones%26view=null" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"  width="512" height="288"></embed></object>
<div><a title="Season 2: Preview - You Win or You Die" href="http://www.hbo.com/video/video.html?view=grid&#038;vid=1234943&#038;autoplay=true">Season 2: Preview &#8211; You Win or You Die</a></div>
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		<title>Star Wars: Underworld. La serie TV live su Guerre Stellari</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[guerre stellari]]></category>
		<category><![CDATA[star wars]]></category>

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		<description><![CDATA[Star Wars: Underworld. E' questo il titolo (provvisorio) della serie tv live action di Guerre Stellari di cui si parla da tempo. Quando la vedremo? Mistero!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2012/01/BobaFettMain2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1914" style="margin: 2px;" title="BobaFettMain2" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2012/01/BobaFettMain2.jpg" alt="" width="162" height="236" /></a>Star Wars: Underworld. E&#8217; questo il titolo (provvisorio) della serie tv live action di Guerre Stellari di cui si <a href="http://www.empireonline.com/news/story.asp?NID=32836">parla da tempo</a>.</p>
<p>La serie sarà ambientata nel periodo tra La Vendetta dei Sith e Una Nuova Speranza, gli episodi 3 e 4 della saga. Un periodo turbolento durante il quale l&#8217;Impero afferma il suo controllo sulla Galassia.</p>
<p>La serie si terrà però lontana da questi eventi e si concentrerà sull&#8217;underworld, il sottobosco di criminali, contrabbandieri, gangster, cacciatori di taglie che popolano l&#8217;universo di Guerre Stellari.</p>
<p>Niente epiche battaglie spaziali, quindi, ma storie che potrebbero avere per protagonisti personaggi come Jabba, Boba Fett, Han Solo, Greedo e uno dei tanti avventori della Cantina di Mos Eisley. Se quello è il tipo di personaggio, non aspettatevi, secondo il produttore Rick McCallum, di vedere nessuna delle facce note della Trilogia Originale o dei Prequel. La serie si concentrerà su nuovi personaggi e si terrà lontana dalla famiglia Skywalker e dalle sue vicende.</p>
<p>Quando potremo vederla? Mistero.</p>
<p>Al momento ci sono sceneggiature per 50 episodi di un&#8217;ora pronte e, a detta di McCallum &#8211; chiaramente non la più obiettiva delle fonti &#8211; ognuna più grande e incredibile di ciascuno dei Prequel (inserite qui il vostro commento sarcastico preferito). Il problema è che al momento il costo per girare gli episodi è proibitivo, poiché l&#8217;intenzione di Lucas è usare lo stesso tipo di effetti speciali e tecnologie utilizzate nei prequel. Bisogna quindi aspettare un breakthrough tecnologico che abbassi questi costi. Finché non arriva, le sceneggiature rimarranno a prendere polvere negli hard disk dello Skywalker Ranch.</p>
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		<title>Neil Gaiman sui fan di Firefly: difensori della libertà di parola che non volete far arrabbiare</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 14:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[firefly]]></category>
		<category><![CDATA[neil gaiman]]></category>

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		<description><![CDATA[Un professore universitario americano si è scontrato col consiglio di facoltà sul diritto di appendere un poster di Firefly nel suo ufficio. Neil Gaiman e i fan dello show sono accorsi in suo aiuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/12/you-dont-know-me-son-so-let-me-explain-this-to-you-once.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1888" style="margin: 2px;" title="you-dont-know-me-son-so-let-me-explain-this-to-you-once" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/12/you-dont-know-me-son-so-let-me-explain-this-to-you-once-173x300.jpg" alt="" width="173" height="300" /></a><a href="http://reason.com/blog/2011/09/26/the-clear-and-present-danger-p">Un giorno</a>, il professor Jim Miller dell&#8217;Università del Wisconsin ha appeso alla parete del suo ufficio il poster che vedete qui accanto.</p>
<p>Il consiglio di facoltà lo ha costretto a rimuoverlo perché, secondo loro, incitava alla violenza.</p>
<p>Miller si è rivolto alla Foundation for Individual Rights in Education per difendere il proprio diritto alla libertà di espressione e si è lamentato su Twitter della vicenda. Neil Gaiman ha rilanciato la sua protesta, la nerdrage è esplosa.</p>
<p>E&#8217; lo stesso Neil Gaiman a raccontare come è finita in questo video.<br />
Vi traduco una delle parti salienti:</p>
<blockquote><p>Ci sono persone in questo mondo che non volete far arrabbiare. E tra i principali gruppi di persone che non volte far arrabbiare  ovviamente ci sono quelli delusi dalla politica, che sentono di non avere nulla da perdere. E quelli che sentono che è giunto il tempo per una rivoluzione. E poi, là sui margini di questi gruppi, ci sono i fan del fantasy e della fantascienza il cui show preferito è stato cancellato prematuramente.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/4iAOtkpFGhc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Terra Nova</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi nel tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel ventiduesimo secolo la Terra è al limite del collasso ecologico: l&#8217;inquinamento ha fatto svanire la Luna dal cielo e l&#8217;aria è divenuta quasi irrespirabile. L&#8217;unica speranza che rimane all&#8217;Umanità è la fuga dal pianeta da lei stessa condannato attraverso una frattura dimensionale che conduce ottantacinque milioni di anni nel passato, in un flusso temporale alternativo. I &#8220;pellegrinaggi&#8221; attraverso la frattura, possibili solo una volta l&#8217;anno, vengono organizzati dal governo e gli umani iniziano il loro graduale esodo.  Al decimo pellegrinaggio partecipa raccambolescamente la famiglia Shannon composta da padre poliziotto, incarcerato per aggressione a pubblico ufficiale ed evaso dalla prigione, madre medico e tre figli. Giunti sulla verde &#8220;Terra Nova&#8221; gli Shannon dovranno ricostruire i loro legami famigliari e prepararsi ad affrontare un mondo irto di pericoli. E&#8217; arrivata infine il 26 Settembre su Fox la prima puntata dell&#8217;attesa serie creata da Craig Silverstein e Kelly Marcel e prodotta da Spielberg, anticipata da un intenso battage pubblicitario. Saltando a piè pari l&#8217;inevitabile, comprensibile e giustificata similitudine con Jurassic Park, le citazioni e gli omaggi (al limite del plagio) verso la serie Outcasts e fermandoci a riflettere a mente fredda su questa premiere tanto i lati negativi quanto quelli positivi emergono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Nel ventiduesimo<a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Terra-Nova.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1716" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Terra-Nova-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> secolo la Terra<strong> è al limite del collasso ecologico:</strong> l&#8217;inquinamento ha fatto svanire la Luna dal cielo e l&#8217;aria è divenuta quasi irrespirabile.</div>
<div>L&#8217;unica speranza che rimane all&#8217;Umanità è la fuga dal pianeta da lei stessa condannato attraverso una frattura dimensionale che conduce ottantacinque milioni di anni nel passato,<strong> in un flusso temporale alternativo</strong>.</div>
<div>I &#8220;pellegrinaggi&#8221; attraverso la frattura, possibili solo una volta l&#8217;anno, vengono organizzati dal governo e gli umani iniziano il loro graduale esodo.  Al decimo pellegrinaggio partecipa raccambolescamente la famiglia Shannon composta da padre poliziotto, incarcerato per aggressione a pubblico ufficiale ed evaso dalla prigione, madre medico e tre figli.</div>
<div>Giunti sulla verde &#8220;Terra Nova&#8221; gli Shannon dovranno ricostruire i loro legami famigliari e prepararsi ad affrontare <strong>un mondo irto di pericoli.</strong></div>
<div><strong></strong>E&#8217; arrivata infine il 26 Settembre su Fox la prima puntata dell&#8217;attesa serie creata da Craig Silverstein e Kelly Marcel e prodotta da Spielberg, anticipata da un intenso battage pubblicitario.</div>
<div>Saltando a piè pari l&#8217;inevitabile, comprensibile e giustificata similitudine con<strong> Jurassic Park</strong>, le citazioni e gli omaggi (al limite del plagio) verso la serie<strong> Outcasts</strong> e fermandoci a riflettere a mente fredda su questa premiere tanto i lati negativi quanto quelli positivi emergono vigorosamente<strong>: l&#8217;architettura e l&#8217;impostazione stilistica del futuro distopico unita alla propaganda martellante sul &#8220;nuovo mondo&#8221; (un misto tra l&#8217;estetica di Blade Runner e quella del suo tardo derivato Priest) non sono originali ma ugualmente risultano evocative</strong>. La CG dei dinosauri non è eclatante nonostante il budget di venti milioni di dollari ma é comunque accettabile e la struttura abitativa di Terra Nova appare (ma questo riceverà conferma più avanti) <strong>realistica nelle sue funzioni sebbene le case dei coloni risultino improbabilmente sfarzose</strong>. Come impatto visivo iniziale la serie risulta piacevole ma non sconvolgente.</div>
<div><strong>Il problema sorge im</strong><strong>mediatamente quando vengono rivelati i rapporti interni alla famiglia Shannon, che risultano tanto stereotipati da essere imbarazzanti</strong>, e le azioni dei suoi membri appaiono così improbabili (vedi la bigiata dalla lezione di orientamento del figlio maschio appena arrivati su Terra Nova che si trasforma nella prima situazione di emergenza) da essere fastidiose, doppiamente fastidiose se si prova a giustificare le assurdamente ingenue azioni dei protagonisti con il fatto che &#8220;i figli sono adolescenti ed il padre é</div>
<div>stato via per due anni in galera&#8221;. Il fastidio poi diviene vera irritazione quando si considera il delirante comportamento dei giovani cresciuti su Terra Nova che,<strong> senza armi od equipaggiamenti, compiono periodicamente &#8220;scampagnate clandestine&#8221; oltre il recinto di sicurezza, nelle zone di caccia dei mortali dinosauri noti come &#8220;Slasher&#8221;.</strong></div>
<div>L&#8217;azione esplode immediatamente con verve commerciale,<strong> e sin qui la si può accettare con il senso di rimarcare le personalità dei protagonisti</strong>, e furbescamente nella seconda metà dell&#8217;episodio pilota con un escamotage narrativo<strong> che non mi sento di considerare onesto</strong><strong></strong>. Lascia perplessi inoltre l&#8217;assoluta libertà dei nuovi arrivati<em></em>, improbabilmente impreparati al nuovo ambiente, nel <em>compound</em> umano: se questa può essere la scelta più semplice degli sceneggiatori per introdurre gli spettatori al nuovo mondo attraverso occhi altrettanto inesperti dal punto di vista logico vi sono <strong>pesantissime ed ingiustificabili falle</strong>.</div>
<div><strong>Come la moda post-Lost prescrive</strong> non mancano accenni di enigmi, i primi misteri, le fazioni con i propri imperscutabili scopi e le cospirazioni, purtroppo sparati come palle di cannone piuttosto che sussurrati nell&#8217;orecchio, sebbene riescano a far sorgere qualche sincero interrogativo nello spettatore <strong>la loro presentazione è troppo didascalica per essere di reale effetto</strong>.</div>
<div>Non tutto è da buttare:<strong> Stephen Lang</strong>, già visto in Avatar in un ruolo tanto simile da farci immaginare il sorriso sornione di Spielberg, qui indossa il ruolo dell&#8217;apparentemente severo-ma-benigno comandante della base le cui reali intenzioni sono avvolte nel mistero mentre la bella <strong>Christine Adams</strong>, capo dei &#8220;<em>sixers</em>&#8220;, possiede il seme di un certo fascino ferino.</div>
<div>Possiamo concedere che Terra Nova per ora non sembra <strong>soporifero quanto Visitors o dolorosamente fallace quanto Flashforward</strong> ma altresì non risulta di certo un progetto innovativo o coraggioso: <strong>scorre sui binari ben definiti del &#8220;già visto, già sentito&#8221; con concessioni al &#8220;forse intuibile&#8221;</strong>: gettandosi su un (letteralmente) <strong>estemporaneo dramma famigliare anni &#8217;90 sulla falsariga di The Walking Dead o peggio di Falling Skies</strong> la Fox, nota per l&#8217;abitudine di cancellare le serie di fantascienza, ha deciso di rischiare eccessivamente puntando su una stagione di tredici episodi <strong>come dimostrano gli impietosi indici di ascolto della premiere </strong>(tre punti, con una audience media di nove milioni di spettatori).</div>
<div>Probabilmente se si fosse deciso di usare come protagonisti un gruppo di sconosciuti dal passato travagliato uniti dalle circostanze piuttosto che l&#8217;ennesima versione della famiglia Robinson <strong>il prodotto ne avrebbe giovato</strong>.</div>
<div>Il teaser della serie in italiano:</div>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.magrathea.it/2011/09/terra-nova/"><img src="http://img.youtube.com/vi/GhqJSr-9jdg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Falling Skies. Steven Spielberg, che stai combinando?</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/08/falling-skies-steven-spielberg-che-stai-combinando-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 13:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Falling Skies è una serie tv di fantscienza prodotta da Steven Spielberg. Gli alieni invadono il pianeta e noi seguiamo le vicende di un gruppo di combattenti della resistenza. La serie è un mezzo disastro. Solo l'uso di convenzioni di sceneggiatura,  applicate in maniera automatica e senza fantasia, evita il disastro completo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/falling-skies.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1602" style="margin: 2px;" title="falling skies" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/falling-skies-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Dice Marge Simpson, citando sua madre che a sua volta cita la saggezza popolare: &#8220;Se non puoi parlare bene di una persona, non parlarne affatto.&#8221;</p>
<p>Purtroppo <strong><a href="http://www.foxtv.it/falling-skies">Falling Skies</a></strong>, la serie TV di fantascienza prodotta da <strong>Steven Spielberg</strong> in cui un gruppo di umani resiste a un&#8217;invasione aliena, non rientra né nella categoria &#8220;così buona che se ne deve parlare&#8221; né in quella &#8220;meglio lasciar perdere&#8221;.</p>
<p>Quindi, tocca parlarne ed esaminarne le contraddizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se avete una certa età, ricorderete un telefilm intitolato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_famiglia_Bradford">La Famiglia Bradford</a>. Era un family drama, la storia di una famiglia americana con le sue piccole e grandi storie, crisi, conflitti, riappacificazioni che avvenivano tra fratelli, tra figli e genitori, tra marito e moglie. <strong>Falling Skies secondo me è la Famiglia Bradford con gli alieni</strong>. E questo è uno dei problemi di questa serie. Perché la Famiglia Bradford andava in onda negli anni &#8217;70 e &#8217;80 e nel 2011 un telefilm con temi, ritmi, regia, sceneggiatura anni &#8217;70 non è tollerabile.<br />
Ma le scene d&#8217;azione di Falling Skies hanno sempre una regia ottima. E qualche volta qualche regista, che ha prestato più attenzione degli altri alle lezioni di Spielberg, tira fuori splendidi piani sequenza e movimenti di camera anche nelle scene di dialogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Falling Skies i membri della Seconda Massachusetts meritano di perdere, venire spazzati via dagli alieni e sparire dalla faccia della terra. Non per colpa loro, ma per colpa di sceneggiatori che non hanno capito che la Famiglia Bradford in guerra non funziona. Perché? Perché se le piccole incomprensioni, i segreti, le cose non dette sono l&#8217;anima dei family drama, <strong>tenere segreti e non dirsi cose di rilevante importanza strategica per difendersi dal nemico che sta annientando la tua specie è semplicemente stupido</strong>.</p>
<p>Potreste obiettare che la maggior parte dei protagonisti del telefilm sono civili in condizioni disperate. Possono fare degli errori. Ed è vero. Anzi, i personaggi che commettono errori sono quelli che ci appassionano di più, sono quelli il cui errore ci fa gridare allo schermo &#8220;no, non farlo&#8221;, perché ci teniamo a loro. Ma quando fanno sciocchezze no, non ottengono altro da noi che un&#8217;alzata di occhi al cielo. E gli sceneggiatori gliene fanno fare tante di sciocchezze.</p>
<p>Prendiamo Rick, il ragazzo impiantato. Più o meno tutti capiscono subito che ha qualcosa che non va. Nessuno pensa di sorvegliarlo. Rick vuole tornare tra gli alieni, che sono brave persone, non si uccidono tra loro, amano i bambini impiantati. E per questo tradisce gli umani. Salvo poi scoprire che gli alieni cattivi non lo rivogliono con loro. Povero Rick, è tutta una menzogna.<br />
Se non fosse che noi sappiamo che gli alieni amano veramente i bambini: ne vediamo uno che accarezza affettuosamente i bambini che ha in custodia nella puntata in cui viene liberato Ben, il secondo figlio di Tom Mason (il protagonista della serie interpretato da Noah Wyle).<br />
Se non fosse che noi sappiamo che gli alieni sono cattivi: ne vediamo uno ordinare a un mech di fucilare i bambini che ha in custodia come monito per Hal, liberatene uno, uccidiamo gli altri.<br />
Se non fosse che&#8230;<br />
Se non fosse che evidentemente gli sceneggiatori non si parlano e non creano una storia coerente.<br />
Ah, Rick tradisce gli umani rivela la posizione della scuola in cui si nascondono, svela i dettagli del piano d&#8217;attacco causando la morte di decine di soldati, ma è ok. Perché si fa un piantino insieme a Mason e quindi tutto torna a posto. Come nella Famiglia Bradford. Il dubbio che Rick possa essere stato lasciato indietro per continuare a fornire informazioni? Come già capitato due volte nell&#8217;arco di dieci puntate? Ma no: è un bambino che ha fatto un piantino, quindi per Mason è tutto ok.</p>
<p>Complimenti a Robert Rodat, creatore della serie, e ai suoi sceneggiatori.<strong> Nessuno pretende realismo da una serie di fantascienza. Ma credibilità sì</strong>. E qui non ce n&#8217;è, annientata dalla mancanza di coerenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vogliamo parlare del penultimo episodio? In cui il Capitano Weaver dà segni di cedimento dopo 7 puntate passate a ritrovare il suo lato umano e torna a essere il militare paranoico e ossessionato dalla battaglia dei primi episodi? Con l&#8217;aiuto di un personaggio mai visto prima e sparito subito dopo? La posso immaginare la riunione in sala sceneggiatori.</p>
<p><em>- L&#8217;abbiamo fatta la puntata del conflitto tra civili e militari come in Battlestar Galactica?</em></p>
<p><em>- No.</em></p>
<p><em>- Oh cavolo. Quanti episodi mancano alla fine?</em></p>
<p><em>- Due.</em></p>
<p><em>- Oh cavolo! Allora facciamo che c&#8217;è Mick che&#8230;</em></p>
<p><em>- Mick è morto nell&#8217;episodio 7.</em></p>
<p><em>- Oh. Cavolo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi invito a guardare la crisi tra militari e civili della prima stagione di BSG. E&#8217; negli ultimi episodi. Sì, parte del finale di stagione, non una cosa nata e morta in un episodio annacquato.</p>
<p>Per tacere dell&#8217;episodio precedente in cui Weaver passa da voglio-combattere a mi-arrendo a sono-più-motivato-che-mai senza un perché, senza una ragione valida se non quella calata dall&#8217;alto dagli scrittori, per esigenze di storia e non di personaggio.</p>
<p>Che altro? Tom Mason. Professore di storia diventato guerrigliero. L&#8217;idea alla base del personaggio è molto interessante, salvo poi scoprire che Mason parla di storia, ma non la usa. In uno dei primi episodi spiega, traendo insegnamento dalla storia, quale sarebbe il modo migliore per attaccare la struttura aliena su Boston. Quando poi il piano si concretizza, nella versione più semplice e diretta, lui non muove alcuna obiezione. Lui, o meglio, gli sceneggiatori, si sono scordati di quello che era successo otto episodi prima.</p>
<p>Peggio ancora: per convincere suo figlio Matt a lasciare la scuola in cui si sono rifugiati per recarsi in un posto &#8211; apparentemente &#8211; più sicuro gli ricorda che gli abitanti di Londra sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale fecero la stessa cosa, spedirono i figli in campagna. Peccato che si dimentichi dell&#8217;altro elemento fondamentale di quella storia: inoltre gli abitanti di Londra, come di qualunque altra città sottoposta a bombardamenti, oscuravano le finestre per non far filtrare la luce all&#8217;esterno e diventare bersagli. Fateci caso: le finestre dalla scuola sono oscurate? No, non lo sono: di notte la luce delle candele è visibile all&#8217;esterno. Bravo, signor professore.</p>
<p>Per fortuna anche gli alieni hanno la memoria corta e si dimenticano di avere dei velivoli con cui potrebbero effettuare ricognizioni dall&#8217;alto. E si dimenticano di andare a controllare l&#8217;area da cui non hanno fatto ritorno due esploratori. Gli sceneggiatori si premurano di far ripetere più volte ai personaggi, a nostro beneficio, che gli invasori, appena si renderanno conto che uno dei Mech e degli Skitter inviati in esplorazione non sono rientrati, andranno a vedere che è successo nella zona che dovevano pattugliare. Ma niente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi faccio notare una cosa. Noah Wyle è bravo: nell&#8217;arco delle 10 puntate si lascia crescere la barba. Logico no? Acqua razionata, Tom Mason non può sprecarla per fare toeletta. Ma suo figlio Hal ha sempre il capello impomatato perfetto. Mentre il capitano Weaver ha sempre la barba tipo Bruce Willis dopo una giornata dura. Questo è cercare il pelo nell&#8217;uovo, lo ammetto, ma il fatto che mi sia concentrato anche su questa imprecisione mostra chiaramente che non avevo proprio altro a cui badare. La serie è noiosa e costruita su una serie di situazioni e personaggi tipo sviluppati senza particolare fantasia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Disastro completo allora? Quasi.</p>
<p>La recitazione è buona, gli attori ci credono e fanno quel che possono col materiale che hanno a disposizione. I personaggi sono validi, crescono e cambiano nel corso della serie e viene voglia di sapere che destino avranno.</p>
<p>Come detto, le scene d&#8217;azione sono di alto livello.</p>
<p>Anche se gli sceneggiatori non si ricordano cosa è successo nelle puntate precedenti, sono comunque scrittori preparati. Applicano alla lettera quello che hanno imparato alla scuola di sceneggiatura, scrivono seguendo lo schema tipico del tv show drammatico made in USA. Non ci mettono fantasia, ma quei meccanismi di base che ti fanno interessare ai personaggi e ti fanno venir voglia di vedere che succede nella prossima puntata ci sono. Il problema è che non è quella voglia spasmodica e urgente alla devo-vedere-il-prossimo-episodio-adesso-ora-subito! della prima stagione di Heroes (in lingua originale, non l&#8217;orrore di doppiaggio e adattamento visto da noi) e delle prime stagioni di Battlestar Galactica. E&#8217; più un ok-sì-quando-ho-tempo-lo-vedo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La serie è stata rinnovata per altri dieci episodi che andranno in onda la prossima estate. Segnale controverso. Da un lato il network crede nella serie, altrimenti non avrebbe ordinato una seconda stagione. Dall&#8217;altro non ci crede abbastanza da ordinare una stagione completa e mandarla in onda in autunno e inverno, quando la concorrenza è più feroce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche se un po&#8217; i film di invasione aliena hanno un po&#8217; scocciato, c&#8217;è sempre speranza in un&#8217;opera firmata Spielberg. Speriamo che smetta per cinque minuti di giocare coi dinosauri di Terranova e rimetta in carreggiata Falling Skies.</p>
<p>Ecco il trailer di Falling Skies.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VvWwcnFvkyM?rel=0" frameborder="0" width="560" height="345"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Falling Skies, fantascienza targata Spielberg in TV</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 09:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia oggi Falling Skies, serie TV di fantascienza prodotta da Steven Spielberg. Sei mesi dopo un'invasione aliena, un gruppo di sopravvissuti cerca di resistere e contrattaccare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/06/alg_fallen_skies_wyle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1538" style="margin: 2px;" title="*Jun 14 - 00:10*" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/06/alg_fallen_skies_wyle-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Stasera va in onda il primo episodio di <strong><a href="http://www.tnt.tv/series/fallingskies/">Falling Skies</a></strong>, serie TV di fantascienza prodotta da <strong>Steven Spielberg</strong>.</p>
<p>La terra viene invasa da alieni, la popolazione apparentemente sterminata. <strong>La storia inizia sei mesi dopo l&#8217;attacco</strong> e segue le vicende di un gruppo di sopravvissuti, civili e militari, riuniti nel  &#8220;2nd Massachusetts&#8221;. Il loro leader morale e protagonista della storia è Tom Mason, professore di storia e secondo in comando del reggimento. Gli dà il volto il veterano di un altra serie TV prodotta da Spielberg: Noah Wyle, alias il Dottor Carter di E.R. Mason è diviso tra la necessità di combattere, l&#8217;urgenza di sopravvivere e il desiderio di dare una vita quanto più possibile normale ai suoi due figli superstiti (il secondogenito è stato catturato dagli alieni).</p>
<p>Accanto a Wyle troviamo il figlio maggiore Hal, mosso da un maggior deisderio di combattere del padre e desideroso di salvare il fratello minore, l&#8217;infermiera Anne Glass, una Moon Bloodgood in un ruolo meno d&#8217;azione rispetto a quanto visto in Terminator Salvation, e un ampio cast di comprimari.</p>
<p><strong>I temi della serie saranno la sopravvivenza in un mondo post apocalittico, le dinamiche interne al gruppo di sopravvissuti, la tensione tra civili e militari.</strong></p>
<p>Tutti temi già visti in Battlestar Galactica, ma la serie promette di essere meno cupa e disperata. Purtroppo, stando alle recensioni arrivate in anteprima, Falling Skies non è neppure all&#8217;altezza di Galactica. Anche se a essere franchi bisogna dire che è difficile raggiungere le vette toccate dall&#8217;opera di Ron Moore.</p>
<p>La serie è stata preceduta da un webcomic che potete leggere <a href="http://www.tnt.tv/series/fallingskies/webcomic/?oid=74248">qui</a>.</p>
<p>Falling Skies arriverà da noi il <strong>5 luglio su Fox</strong>. Basterà a colmare la pausa estiva e ingannare il tempo in attesa della seconda stagione di Games of Thrones?</p>
<p>Intanto ecco il trailer italiano:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/nuJ3Mb7ad10" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E questo è il trailer ufficiale.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/SjroVVhe8G0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>﻿My Boss My Hero</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 10:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[My Boss My Hero è un dorama, una miniserie tv giapponese, del 2006 che ha accumulato una base di fan entusiasti nel corso degli anni. E' un misto di commedia studentesca, azione e dramma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/03/my-boss-my-hero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1346" style="margin: 2px;" title="my-boss-my-hero" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/03/my-boss-my-hero-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il ventisettenne Sakai Makio (Tomoya Nagase del gruppo musicale “Tokio”) detto “Tornado Makio” è il primogenito del padrino della famiglia Yakuza delle Zanne Affilate del Kanto. Makio con le sue doti di combattente è l&#8217;elemento portante della banda ma è anche ignorantissimo (riesce con difficoltà a scrivere il suo nome e non sa far di conto) e poco brillante, il che manda a monte alcuni lucrosi affari del padre.</p>
<p>L&#8217;esasperato Oyabun Kiichi (Ichimura Masachika) impone all&#8217;asinino Makio una scelta: riuscire a diplomarsi entro l&#8217;anno al liceo privato Saint Agnes o lasciare il ruolo di erede delle Zanne Affilate al fratello minore, il malaticcio e geniale Mikio (Kikawada Masaya) che tuttavia pare, almeno inizialmente, non troppo interessato agli affari di famiglia.</p>
<p>Costretto a fingersi diciassettenne e a nascondere la sua vera identità, Makio gradualmente imparerà ad apprezzare i preziosi e fugaci momenti della giovinezza, divenendo il beniamino della classe per il suo cuor d&#8217;oro e la sua goffa determinazione e investendo tutte le sue forze nello studio anche grazie all&#8217;amicizia del delicato Sakurakoji “Sakuraqualcosa” Jun (Tegoshi Yuya), all&#8217;impegno della splendida professoressa Hagiwara Saki (Murakawa Eri), al supporto morale del protettivo e vessato sottoposto Manabe “Kazu” Kazuya (Tanaka Koki) e all&#8217;attrazione verso la dolce Umemura Hikari (Aragaki Yui).</p>
<p>Ispirato al  film coreano Doosabu Ilchae (2001) con l&#8217;interprete di film d&#8217;azione Jung Joon Ho, <strong><a href="http://www.imdb.it/title/tt0880249/">My Boss My Hero</a></strong> è un “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dorama">dorama</a>” di dieci episodi trasmesso nel 2006 che lungo gli anni ha raggiunto un certa base di fan grazie alla sua combinazione di slapstick comedy e Yakuza story.</p>
<p>My Boss My Hero è semplicemente divertente in modo fresco e frizzante, una commedia solo apparentemente leggera che stimola incontrollabili sorrisi e sogghigni nello spettatore, mentre il povero Makio si ritrova invischiato in sfide alquanto improbabili per un temuto membro della Yakuza: dalla gara di corsa per ottenere di uno dei pochissimi, squisiti budini della mensa alla Sfida di Coraggio notturna nel cimitero. Ancor più esilarante è la dicotomia improbabile di studente e mafioso del protagonista, che appare quanto mai evidente quando si rivolge in modo cafonesco e tirannico verso i suoi sottoposti e in forma keigo (“onorifica”) verso i suoi compagni e professori. Il tutto è ovviamente condito come ogni commedia scolastica di triangoli sentimentali, incomprensioni e sentimenti non espressi.</p>
<p>Anima della serie è di certo la mimica plastica di Nagase (che ricorda non poco quelle dei personaggi cartacei di Hirohiko Araki), spassosa nelle espressioni aggressive “a bocca di polipo” e assolutamente fuori luogo ed irresistibile in quelle stupite e basite. Nagase è comunque un attore a tutto tondo ed anche le sue dimostrazioni fisiche di agonia inquietano lo spettatore tanto più sono distanti dalla maschera giocosa alla quale ci ha abituato.</p>
<p>Verso il finale la serie muta di tono e la commedia scanzonata lascia gradualmente spazio alla sottile malinconia mentre Makio si rende conto di dover compiere delle scelte sul suo futuro che lo separeranno per sempre dai suoi amici: il combattimento sotto la pioggia contro una banda rivale nell&#8217;ultima puntata è carico di pathos epico, tipico delle produzioni asiatiche, e tocca punte commoventi quando il sacrificio di Makio, sotto lo sguardo dei suoi attoniti ed increduli compagni, inevitabilmente si compie..</p>
<p>Una serie scanzonata che, data anche la sua brevità ed incisività del messaggio intrinseco, merita di essere seguita. E&#8217; possible trovarla in lingua originale o in inglese, con i sottotitoli in italiano.</p>
<p>Ed ecco la famosa corsa per il budino.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/ZGru1FShPzc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Spartacus: sangue e sabbia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 14:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Spartacus Sangue e Arena. Prendete il primo tempo del Gladiatore, giratelo con l'impatto visivo di 300, il tutto prodotto da Sam Raimi. Ecco il biglietto da visita di questa serie TV.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/02/Spartacus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1264" style="margin: 2px" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/02/Spartacus-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>«Quanti uomini uccideresti per rivedere ancora tua moglie?»<br />
</em><em>«Li ucciderei tutti».</em></p>
<p>Negli ultimi anni il mercato delle serie televisive americane ci ha offerto, con diversi risultati, infiniti generi e derivazioni: reboot delle serie degli anni &#8217;80 talvolta di qualità notevole (<strong>Battlestar Galactica</strong>) e talvolta infima (<strong>Visitors</strong>), investigativi scientifici (<strong>NCSI</strong>) e cospirazioni parascientifiche dalla logica dolorosamente fallace (<strong>Fringe</strong>) e che tuttavia mantengono un pubblico fedele, esperimenti di eclatante successo (<strong>Lost</strong>) e di ingiusto insuccesso (<strong><a href="http://www.magrathea.it/2009/09/dollhouse-su-fox-italia-riflettiamo-sulla-fantascienza/">Dollhouse</a></strong> e <strong>Serenity</strong>).</p>
<p>Poi abbiamo <strong><a href="http://www.starz.com/originals/Spartacus">Spartacus: Blood and Sand</a></strong> che si pone, semplicemente, a parte.</p>
<p>Il primo episodio della prima stagione composta da tredici puntate è stato trasmesso il 22 Gennaio 2011: un mese prima della messa in onda la Starz dichiarò che una seconda stagione era già in cantiere. I dati della premiere confermarono l&#8217;ottimismo con 1,285,000 spettatori.</p>
<p>Sin dal primo episodio la serie <strong>trae pesantemente dalle fonti del periodo rimescolandone gli elementi discordanti o parziali per ottenere il massimo effetto hollywoodiano</strong>: un prode guerriero Trace di cui ignoriamo il nome (Andy Whitfield) è costretto a disobbedire agli ordini dell&#8217;odioso legato romano Gaius Claudius Glaber (Craig Parker) per salvare la moglie Sura (Erin Cummings) dall&#8217;attacco di una tribù nemica. Separato dalla bella consorte e condannato dai suoi ex alleati a morire nell&#8217;arena, il Trace riesce a sconfiggere ii primi avversari e quindi, osannato dalla folla, si ritrova reclutato con il nome di Spartacus in una scuola gladiatoria di Capua dove è costretto ad un patto con il Dominus del ludus per salavare la moglie.</p>
<p>L&#8217;archetipico eroe virile quindi, in cerca di giusta vendetta contro un repellente traditore. Assolutamente nulla di nuovo sotto il sole.</p>
<p>Ma <strong>la linearità della narrazione si incrina già dalla seconda puntata e viene distrutta nella terza</strong> mentre si introduce rapidamente una pletora di personaggi intriganti e la politica di provincia, riflesso di quella senatoriale, si fa crudele e bizantina.</p>
<p>Ed è qui il reale fascino di Spartacus: Sangue e Sabbia, il suo vero e incontestabile punto di forza: <strong>ogni personaggio anche solo vagamente rilevante viene delineato con cura ed inserito nel mosaico intrecciato di relazioni dove nessun protagonista ha una visione globale degli eventi</strong>, un mosaico di cui lo stesso Spartacus rappresenta solo una parte, e alla fine neanche la più interessante. Re e pedine danzano sul palco di Capua, inconsapevoli che le loro azioni porteranno a uno sconvolgimento epocale nel rapporto tra sottoposti e padroni: Batiatus, (un magnifico John Hannah dalla trilogia de <strong>La Mummia</strong> e da <strong>Sliding Doors</strong>) vera anima della prima stagione, sanguigno e ambizioso erede di un ludus in crisi che nonostante le umili origini aspira a elevarsi politicamente; Lucretia (una più matura e interessante Lucy Lawless, nota ai fan nel ruolo di <strong>Xena</strong>), devota, orgogliosa e infedele moglie di Batiatus; “il buon” Solonius (Craig Walsh-Wrightson) lanista rivale di Batiatus che aspira alle grazie di sua moglie; Varro (Jay Courtney), un libero cittadino vendutosi gladiatore per pagare i debiti di gioco e che diverrà il migliore e unico amico di Spartacus; il taurino Crixus (Manu Benett da <strong>30 Days of Night</strong>), spietato Gallo che anela solo a mantenere il suo ruolo di Campione di Capua; Ashur (Nick Tarabay da <strong>NCSI Miami</strong>), volpesco siriano che persa la sua occasione di gloria a causa di Crixus riesce a sfruttare per i suoi scopi l&#8217;ambizione del dominus; il severo Doctore (Peter Mensah, già visto nel breve ruolo di ambasciatore di Serse in <strong>300</strong>), onorevole addestratore votato a far recuperare al ludus di Batiatus la gloria dei suoi fondatori; Barca (Antonio Te Maioha) detto la Bestia di Cartagine, tanto feroce con i novizi quanto delicato con il suo giovane amante Petros, e diversi altri.</p>
<p>E&#8217; il <strong>grigiore morale</strong> che ricopre come una patina tutti i presenti sul palco a rendere stimolanti, comprensibili ma spesso imprevedibili gli sviluppi. Non vi sono veri eroi e non vi sono malvagi assoluti a parte forse Glaber: &#8220;l&#8217;eroico&#8221; Spartacus è disposto a rischiare la vita di tutti gli schiavi del ludus per vendicarsi di Batiatius; il bullesco Crixus che detesta Spartacus per il suo ruolo di outsider è nondimeno disposto a rischiare la vita per il Trace in quanto entrambi sono membri della “fratellanza” dei gladiatori; persino il simpatico “bamboccione” Varro nel suo passato si esaltava innanzi ai combattimenti senza regole nelle Fosse delle viscere di Capua.</p>
<p>Le stesse personalità <strong>mutano, evolvono e si adattano</strong> agli accadimenti: l&#8217;inimicizia rancorosa tra Spartacus, che aspira solo alla libertà e al ricongiungimento con la moglie e Crixus, che anela inizialmente solo alla gloria dell&#8217;arena, si trasforma gradualmente nella comprensione prima (il Trace impara a gustare il giubilo della folla e Crixus incontra per la prima volta l&#8217;amore) e poi in quello che potrebbe essere interpretato come un legame fraterno; lo stesso Spartacus da ribelle immaturo, istintivo ed egoista si fa freddamente astuto, arrivando a progettare la distruzione di un intero sistema che costringe gli amici a uccidersi per il divertimento delle folle.</p>
<p>La violenza grafica rappresentata, volutamente eccessiva al punto di essere quasi surreale o da videogioco, è una delle critiche maggiori mosse alla serie e che per alcuni ne dovrebbe inficiare la qualità. E di certo di violenza da exploitation ve ne è in abbondanza e varietà con mutilazioni, decapitazioni, crocifissioni, flagellazioni, impalamenti e sgozzamenti in una combinazione slow motion/fast motion/normal motion qui portata a nuove vette: il sangue viene versato, letteralmente, a decalitri con onde di emoglobina in CG (in opposizione ai geyser scarlatti tarantiniani) che si infrangono sullo schermo evaporando a mezz&#8217;aria, con una brutalità cinetica che attacca i sensi dello spettatore impreparato.</p>
<p>Di certo l&#8217;effetto gore è massiccio ed autocompiaciuto ma non solo, sorprendentemente, fine a se stesso. Probabilmente l&#8217;adolescente e l&#8217;immaturo andranno ad esaltarsi per lo squartamento e lo sventramento al pari delle esecuzioni a freddo e a caldo di un Romanzo Criminale, ma le morti cruente che vengono mostrate hanno anche lo scopo, lievemente più sottile, di far comprendere quanto la vita degli schiavi e, in seguito alla ribellione, persino dei nobili romani, sia a buon mercato. Neanche i personaggi principali e per i quali si prova simpatia vengono risparmiati da una fine trucida e dolorosa.</p>
<p>Altro elemento per alcuni troppo pruriginoso è, ovviamente, l&#8217;abbondante dose sesso, sia etero che omo, che viene mostrato in ogni sua forma: violenza carnale di gruppo, masturbazione, orge, adulterio eccetera. Ma anche il sesso può essere interpretato come il rapporto che pone la semplice, rozza passione dei gladiatori e degli schiavi in opposizione alla decadenza romana.</p>
<p>Il seguito della prima stagione ha avuto un esito travagliato: dopo essere stata posticipata a causa di un linfoma diagnosticato a Whitfield, la Starz ha trasformato il previsto episodio prequel in una miniserie di riempimento di sei puntate intitolata Spartacus: Gods of Arena.</p>
<p>In seguito al ritorno del linfoma, Whitfield è stato sostituito da Liam McIntyre e l&#8217;inizio della seconda stagione è stato spostato ai primi mesi del 2012.</p>
<p>Spartacus: Gods of Arena è ambientato alcuni anni prima dell&#8217;arrivo del Trace a Capua: Batiatus è solo l&#8217;iroso delegato della volontà del severo padre, Lucretia è ciecamente fedele al marito, Solonius è sorprendentemente amico e alleato di Batiatus, gli inesperti Crixus e Ashur non hanno ricevuto il marchio della Fratellanza e sono quindi crudelmente vessati dai gladiatori veterani, mentre il futuro Doctore, impreparato al suo manto, è desideroso di tornare nell&#8217;arena dopo un anno di convalescenza. Campione del ludus è il tanto buffonesco quanto mortale Celta Gannicus che incontrerà a breve il suo fato.</p>
<p>Il prequel funziona bene in quanto non risulta fine a se stesso, ma offre nuove relazioni e personaggi già accennati (il padre di Batiatus, la moglie del Doctore) e altri completamente nuovi, sebbene risulti a tratti troppo veloce nel tentativo di ripetere gli elementi introduttivi della prima stagione: la miniserie si muove sui robusti binari di come muteranno i rapporti tra alcuni protagonisti e persino le loro stesse attitudini alla vita.</p>
<p>Di certo è difficile classificare la qualità artistica di Spartacus, con la sua violenza e il suo sesso probabilmente troppo commerciali, nonché la presenza di palestratissimi attori, che sembrano usciti da una riunione della World Wrestling Federation, senza considerare l&#8217;uso di una CG/green screen per i fondali che non sempre si fa apprezzare, specialmente nel primo episodio.</p>
<p>Anche trovare similitudini con la serie Rome è errato in quanto Spartacus: Sangue e Sabbia non cerca di essere fedelmente storico e gli errori per quanto limitati di importanza sono comunque numerosi e non sempre necessari per lo svolgimento degli eventi. Più probabilmente la ricerca di vera arte è alla fin fine inutile ed i continui paragoni dei denigratori con il film degli anni &#8217;60 pretestuosi. Spartacus: Sangue e Arena è semplicemente intrattenimento dinamico, un fumettone con elementi splatter e soft porno a suo modo intelligente, che basa il suo successo sulla sincera empatia degli spettatori per questi umani, sin troppo umani, morituri.</p>
<p>Caldamente consigliato.</p>
<p>UPDATE</p>
<p>Il 12 Settembre 2011 Andy Whitfield muore a 39 anni di linfoma non-Hodkin dopo diciotto mesi passati a combattere contro la malattia.</p>
<p>Ecco il trailer di Spartacus: Sangue e Sabbia</p>
<p style="text-align: center"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.magrathea.it/2011/02/spartacus-sangue-e-sabbia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/yHxn8mTpAJU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Highschool of the Dead &amp; The Walking Dead: zombie a fumetti e in TV</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[zombie]]></category>

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		<description><![CDATA[Differenze e punti di contatto tra due serie a fumetti trasformati in serial TV di successo: il manga giapponese Highschool of Dead, apprezzata serie di anime e il fumetto americano The Walking Dead, serie TV in onda anche in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/01/high-school-of-the-dead.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1238" style="margin: 2px;" title="high-school-of-the-dead" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/01/high-school-of-the-dead-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Un giorno, improvvisamente, &#8220;loro&#8221;, i &#8220;camminatori&#8221;, appaiono.</p>
<p>Senza alcun avvertimento e senza alcuna origine nota o comprensibile una mostruosa pandemia esplode in tutto il mondo, una malattia virulenta che trasforma chiunque ne sia contagiato in un morto vivente affamato di carne umana.</p>
<p>Il filone cinematografico e letterario «<strong>zombie</strong>», definirla moda sarebbe oltremodo limitante, innescato da Romero nel 1968 non si è mai sopito del tutto e attraverso i decenni ha subito interpretazioni sociali e politiche, saltuariamente di un certo spessore e persino di qualità, sino ai giorni nostri.</p>
<p>E&#8217; la figura dello zombi «moderno», identico a se stesso ma visto attraverso lenti quasi sempre diverse, che spinto commercialmente dalla figura dell&#8217;altro nonmorto, quello romantico sino al punto di essere involontaria parodia di se stesso, emerge translando dal mondo delle immagini statiche dove si è rifugiato trovando nuova dignità, verso il piccolo schermo e quindi nuovamente verso il vasto pubblico non settoriale.  Ed ecco a noi due rami di questo decomposto albero, sviluppatisi nello stesso periodo e con un processo similare ma ad un oceano ed a una cultura di distanza: <strong><a href="http://www.fujimishobo.co.jp/sp/201002hotd/">High school of the Dead</a></strong> e <strong><a href="http://www.hiddenrobot.com/WALKINGDEAD/">The Walking Dead</a></strong>.</p>
<p><strong>High school of the Dead</strong> (titolo originale Gakuen Mokushiroku, &#8220;Scuola Apocalisse&#8221;) è una serie <strong><a href="http://www.geneonuniversal.jp/rondorobe/anime/hotd/">anime</a></strong> dello studio MADHOUSE, tratta dall&#8217;omonimo <strong>manga</strong> di successo a opera dei fratelli Daisuke Sato, scrittore e Shoji Sato, disegnatore. La prima stagione, trasmessa nell&#8217;Estate del 2010, è composta da 12 episodi. L&#8217;uscita dell&#8217;OAV &#8216;Drifters of the Dead&#8217; è prevista per l&#8217;Aprile del 2011.</p>
<p>Mentre il mondo cade nel caos un gruppo di studenti del liceo Fujimi riesce a fuggire dall&#8217;assedio dei loro ex compagni e insegnanti, divenuti orribili morti viventi: Takashi Komuro, tipico protagonista belloccio che assurgerà rapidamente a capo del gruppo; Hirano Kohta, otaku delle armi da tiro e dei veicoli militari che lungi dall&#8217;essere per il suo aspetto grassoccio solo il momento comico si dimostrerà rapidamente un elemento fondamentale della squadra grazie alla sua conoscenza specifica; l&#8217;occhialuta Saya Takagi, dotata di una notevole intelligenza abbinata ad un complesso di inferiorità nei confronti dei genitori che la rendono saccente ed arrogante; Shizuka Marikawa, la procace infermiera della scuola e unica adulta protagonista ma lungi dall&#8217;essere la più assennata; Saeko Busujima, letale presidentessa del club di kendo che, apparentemente calma e riflessiva, nasconde un lato sadico che le genera un segreto desiderio di autodistruzione; Rei Miyamoto, figlia di un poliziotto e amica di infanzia di Komuro del quale è da sempre segretamente innamorata. Durante la ricerca di sopravvissuti al gruppo si uniranno il cagnolino Zeke e la giovanissima Alice, salvati in extremis da un impavido Komuro.</p>
<p>HOTD si potrebbe collocare perfettamente in un qualsiasi &#8220;&#8230;of the Dead&#8221; di <strong>Romero</strong> o dei molti epigoni con minime variazioni sul tema (qui gli zombi, del tipo &#8220;movimento lento&#8221; e &#8216;infezione rapida&#8217;, sono ciechi e cacciano solo grazie all&#8217;udito) il che lo rende, ironicamente, piuttosto innovativo per un manga d&#8217;azione: privi di villain ed henchmen tipici degli anime i protagonisti devono affrontare torme di nonmorti anonimi rendendo la <strong>contrapposizione emotiva o ideologica</strong> tra eroi e spesso affascinanti avversari quindi inesistente (la figura che più si avvicina al nemico principale è il &#8220;santone&#8221; professor Shido che comunque, almeno all&#8217;inizio, risulata un personaggio piuttosto secondario per la trama) permettendo agli autori di concentrarsi sul <strong>rapporto tra i protagonisti e gli occasionali sopravvissuti</strong> (magnifico il granitico padre di Takagi che incarna con poche pennellate la possanza dell&#8217;etica del bushido) che vengono incontrati durante il viaggio.</p>
<p>Sebbene le vicissitudini dei protagonisti dominano ogni episodio, non vengono dimenticati gli sconvolgimenti sociopolitici della pandemia a livello mondiale (Daisuke è uno scrittore specializzato in racconti di storia alternativa a sfondo bellico) che pur non essendo studiati e sviluppati con il dettaglio certosino dei libri di Max Brooks toccano i personaggi da vicino con le loro conseguenze.</p>
<p>In alcuni punti HOTD è crudelmente brillante, specialmente quando ci viene mostrata la vita precedente all&#8217;infezione di alcuni sopravvissuti che all&#8217;inizio ci appaiono rivoltanti nelle loro turpi azioni: il senso, chiarissimo, è che la situazione estrema muta completamente l&#8217;individuo e persino gli eroi, pur non avvicinandosi all&#8217;ambiguità morale di alcuni protagonisti di <strong>The Walking Dead</strong>, sfiorano un rapido punto di crisi prima di decidere di vivere (inevitabilmente e prevedibilmente per un anime privo di veri antieroi) con la dignità da esseri umani anche a costo di cadere provando. Altrettanto prevedibilmente i personaggi nell&#8217;arco delle loro peripezie formeranno legami reciproci, storie d&#8217;amore sbocceranno e amicizie più salde dell&#8217;acciaio verranno forgiate nei fuochi dell&#8217;inferno. Nulla di più viene chiesto, nulla più viene dato.</p>
<p>Le motivazioni del successo della serie probabilmente non sono da ricercarsi in qualche sfumatura psicologica raffinata o lettura sociologica colta bensì nella possibilità di<strong> soddisfazioni più basilari</strong>: il fan service abbonda in maniera copiosa e dettagliata in ogni scena possibile e non c&#8217;è da stupirsi considerando che Shoji Sato è anche un apprezzabile autore ecchii. Le ragazze sono plasticamente formose e gli autori si dilettano nel farle apparire discinte nelle loro decorate mutandine e ornati reggiseni e guepiere, completamente nude nelle onsen o fornite di feticistici abbigliamenti &#8220;da guerra&#8221; o &#8220;alla marinaretta&#8221; che lasciano poco spazio alla fantasia. La passione di Daisuke per la cultura bellica in generale trova completo sfogo attraverso Kohta-Cicerone e la sua ossessione malsana nella vita normale che diviene indispensabile risorsa per la sopravvivenza: Guns and Babies, connubio perfetto per accalappiare il target maschile non solo under 18.</p>
<p>Di certo HOTD non sfrutta un tema originale e comunque non lo sfrutta con originalità ma incanala i topoi tipici del survival zombie horror nello stile narrativo degli shonen anime in un sincretismo che, sino ad ora, non era stato mai tentato prima. Se non possiede  le basi per divenire un classico è sicuramente meritevole di un&#8217;occhiata e probabilmente di più.</p>
<p>La serie TV <strong><a href="http://www.amctv.com/originals/The-Walking-Dead/">The Walking Dead</a></strong> è un insperato successo (4 milioni di spettatori dai 18 ai 49 anni) della AMC distribuito da FOX che in un periodo di serie cancellate a raffica, colpevoli tanto di vuoto squallore quanto di indubbia qualità innanzi ad un pubblico apatico, può permettersi già dalla seconda puntata di far scommettere i produttori su una ulteriore stagione di tredici episodi. Basato su di un fumetto in b/n della Image iniziato nel 2003 di Robert Kirkman, scrittore, e Tony Moore e Charlie Adlard, disegnatori.</p>
<p>A partire dal cast di protagonisti si comprende che il target è mirato verso &#8220;giovani&#8221; adulti piuttosto che verso i teenager: il protagonista principale è Rick Grimes (Andrew Lincoln), determinato agente di polizia di provincia e padre di famiglia che dopo essere stato ferito in uno scontro a fuoco si risveglia dal coma tempo dopo scoprendo sua città infestata da «camminatori», in un incipit copiato con la carta carbone da 28 Giorni Dopo: un escamotage narrativo comunque utile per iniziare in media res.</p>
<p>Votato a ritrovare la moglie Lori (Sarah Wayne Callies) ed il figlio Carl (Chandler Riggs) Rick si muove alla volta di Atlanta dove deboli e vaghe speranze lo conducono. All&#8217;insaputa di Grimes sua moglie e suo figlio sono effettivamente sopravvissuti e fanno parte di un gruppo capitanato da Shane Walsh (Jon Bernthal), ex partner dello stesso Rick divenuto nel frattempo amante di sua moglie. Quando Rick si ricongiunge con i suoi famigliari la situazione si complica a causa dei sentimenti di Shane per Lori e Carl e per il ruolo di leader che Rick rapidamente ottiene anche a costo di dividere i sopravvissuti.</p>
<p>Zombi quindi, in due ambientazioni tanto simili che, a parte alcune minuzie, potrebbero essere persino complementari. Ma <strong>superata l&#8217;apparenza le differenze sono di un certo rilievo</strong>.</p>
<p>Per iniziare gli «zombi» (generalmente non vengono chiamati così, ed a ragione) di HOTD sono volutamente inquietanti mentre quelli di WD sono essenzialmente disgustosi: i primi sono spesso ancora fisicamente interi ed anonimi mentre i secondi sono decomposti e mutilati, per la gioia degli esperti di trucco. Sebbene questo possa sembrare un dettaglio minuscolo in realtà si rivela già parte della differente matrice culturale: gli zombi giapponesi non devono offendere la sacralità dell&#8217;integrità del corpo anche se questo è sottoposto ad un empio stato di tetra nonvita mentre lo shock visivo della granguignolesca mutilazione di quelli americani è ciò che viene ricercato dal pubblico occidentale.</p>
<p>In HOTD sebbene la situazione sia tragicamente disperata la squadra rimane compatta, non vi è un conflitto per la leadership (sebbene vi possano essere discussioni per una linea di azione rischiosa) con ciascuno dei suoi membri che accetta la sua «funzione» ed anzi lotta per mantenersi utile all&#8217;interno del suo ruolo: anche le relazioni sentimentali che si sviluppano, persino laddove i triangoli spinosi sono sul punto di essere formati, non rischiano lontanamente di minare la coesione: il pericolo umano proviene da un membro esterno, il sensei Shido, che sin dall&#8217;inizio cerca di ottenere il ruolo di guida con il fascino e l&#8217;astuzia e che quindi, immediatamente, porta all&#8217;allontanamento dei protagonisti dagli altri studenti e alla formazione di un culto edonistico guidato da Shido stesso.</p>
<p>In TWD i rapporti umani non sono solo il punto di forza ma anche il pericolo maggiore per la compatezza del gruppo: l&#8217;invidia di Shane che quasi lo spinge ad assassinare alle spalle Rick, lo stretto rapporto tra le sorelle che conduce la sopravvissuta quasi al suicidio, il rapporto abusivo tra moglie e marito che conduce ad esiti quasi catastrofici: persino il bifolco razzista Merle Dixon, la cui minaccia di vendetta è un&#8217;ombra incombente sin dal quarto episodio ha un vincolo con il fratello. Il pericolo reale viene sempre dall&#8217;interno.</p>
<p>E di conseguenza questo dovrebbe far riflettere anche sul rapporto tra protagonisti e antagonisti: in HOTD Shido è l&#8217;avversario intimamente corrotto, perversamente infido e fascinoso, il villain che amiamo odiare in quanto rappresenta un lato acculturato ed perversamente edonista, che temiamo di apprezzare, mentre Dixon in TWD rappresenta il volgare e repellente razzista che facilmente disprezziamo, forse astuto ma lungi dall&#8217;essere colto e quindi incapace di offrire una visione della realtà anche soltanto lontanamente alternativa a quella dei personaggi protagonisti.</p>
<p>E&#8217; importante notare per l&#8217;esame delle serie due altre elementi: l&#8217;intercambiabilità dei membri del gruppo e la loro &#8220;sacrificabilità&#8221;. In HOTD i protagonisti sono tutti egualmente importanti per lo svolgimento della storia : l&#8217;eventuale morte di uno di loro causerebbe uno scossone epocale per la narrazione perciò la dipartita dei personaggi rilevanti viene confinata a membri esterni ed eventuali incontri occasionali, limitando l&#8217;impatto psicologico della loro spesso truculenta dipartita.  TWD fa sua la brutale letalità degli archetipici film di zombi dove anche i protagonisti, ad eccezione in questo caso di quello portante, possono incontrare il loro fato in modo orribile, in qualunque momento e senza preavviso: questo ovviamente rende difficoltoso per lo spettatore ad affezionarsi veramente alle loro peculiarità e idiosincrasie.</p>
<p>I combattimenti sono ovviamente numerosi in entrambe le serie, ma laddove quelli di TWD sono scontri luridi, rapidi e disperati della scuola di Fulci mentre quelli di HOTD spesso includono qualche forma di arma bianca, carichi di pathos che pur non toccando gli eccessi di un Saint Seyia mostrano tutta la loro eredità di un genere giovanile-eroico.</p>
<p>Nonostante le differenze palesi di struttura narrativa tra le due serie un trait d&#8217;union le congiunge: la disponibilità dei protagonisti (Rick da una parte e tutti gli studenti dall&#8217;altra) nei confronti degli altri superstiti, una attitudine che si concretizza nei rischi che corrono per salvare gli innocenti, e persino, nel caso di Rick, i membri nocivi del gruppo: in entrambe le visioni l&#8217;altruismo dell&#8217;eroe è un pilastro irrinunciabile.</p>
<p>E ora, opening track di Highschool of the Dead.</p>
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		<title>Misfits: supereroi, inglesi, fuori controllo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 16:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[supereroi]]></category>

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		<description><![CDATA[Misfits è il serial tv inglese che è già diventato un cult. Dopo appena due stagioni le avventure degli adolescenti spostati coi superpoteri ha conquistato la critica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/01/misfits-tv-show.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1216" style="margin: 2px;" title="misfits-tv-show" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/01/misfits-tv-show-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Cinque ragazzi inglesi vengono condannati dal tribunale, per crimini diversi, ad un periodo di riabilitazione nei servizi sociali: Simon, silenzioso e con serie difficoltà a comunicare con gli altri; il volgare e buffonesco Nathan; Kelly, che perde talvolta il controllo quando arrabbiata; la mancata stella olimpionica Curtis, e l&#8217;egocentrica Alisha dalle abitudini sessuali disordinate.</p>
<p>Nella <strong>prima stagione</strong> di <a href="http://www.e4.com/misfits/"><strong>Misfits</strong></a>, il serial TV inglese che è già diventato un cult, i cinque giovani criminali e il loro assistente sociale vengono colpiti da un fulmine durante una misteriosa tempesta: ben presto si renderanno conto che, come altri in città, sono ora dotati di poteri collegati alle loro personalità ed ai loro desideri. Costretti ad uccidere il loro sorvegliante impazzito ed a nasconderne il corpo i cinque delinquenti dovranno affrontare le conseguenze del loro atto, combattendo nel frattempo altri individui dotati dalla tempesta di incredibili capacità, mentre un personaggio mascherato, che sembra conoscere ogni loro azione, li osserva in segreto.</p>
<p>Nella <strong>seconda stagione</strong> i protagonisti si ritrovano coinvolti in una &#8220;spirale temporale&#8221; (un elemento rischioso da introdurre come <a href="http://www.magrathea.it/2008/06/heroes-e-il-salto-dello-squalo/">Heroes</a> dimostra), mentre il loro periodo di servizio sociale si conclude, storie romantiche nel gruppo finiscono e nuove iniziano: la scelta di cosa fare &#8220;da grandi&#8221; si avvicina.</p>
<p>Misfits ha vinto nel 2010 il BAFTA Television Award for Best Drama Series.</p>
<p>Prima di tutto <strong>Misfits non è una serie di supereroi o di supervillain</strong>s ma di <strong>persone normali con superpoteri</strong>, e questa importante differenza è da sottolineare: in effetti è un <strong>ibrido</strong> ben riuscito di drama, teen e black comedy e sci-fi che sin dal primo episodio, dai primi minuti, mostra quello che è, senza veli e senza pretenziosità e questo può renderlo antipatico per chi si aspetta un fumettone con maschere e mantelli.</p>
<p>Il linguaggio è gioiosamente scurrile e allegramente volgare e la serie è generosa nel regalare scene di sesso o pesanti riferimenti ad esso (dall&#8217;inconsapevole granny sex e zoofilia a varie sfumature di masturbazione sino alla simulazione di una lunga fellatio con una bottiglia di plastica), ben oltre quello che viene mostrato nei comics della Marvel e della DC (ad eccezione forse delle linee Vertigo e Marvel Max) sottoposti al Comics Code of Authority o nelle serie TV sui &#8220;supereroi&#8221; attuali con ben altro target e altro budget: un vago paragone potrebbe essere fatto con No Heroics, altra brillante serie non a caso sempre inglese.</p>
<p>Gli &#8220;Spostati&#8221; non desiderano (almeno inizialmente) portare giustizia, reclamare vendetta, far del bene all&#8217;Umanità o conquistare il mondo, non possiedono divise in spandex (genialmente sono le loro uniformi da lavoro a poter essere considerati i costumi): pur possedendo capacità eccezionali i protagonisti sono sempre giovani normali, seppur problematici, che passano il loro tempo tra discoteche, cazzeggio, droghe leggere, storie di amore, tradimenti, e scalmanato sesso adolescenziale in attesa che il loro periodo di servizio sia scontato mentre la aumenta la coesione, resa difficile dai loro caratteri spesso opposti, di questo improbabile gruppo. E&#8217; appunto l&#8217;amicizia, mai dichiarata, che li spinge a sacrificarsi vicendevolmente in più di una occasione anche a costo della vita. O a uccidere, sempre per il bene del gruppo, persino gli &#8220;innocenti&#8221;.</p>
<p>La <strong>struttura</strong> delle prime due stagioni è pesantemente <strong>episodica</strong>: mentre le sottotrame perdurano per tutto l&#8217;arco narrativo, personaggi rilevanti (siano essi parenti perduti, rapidi love affair o villains) appaiono e scompaiono (o sin troppo spesso muoiono) nell&#8217;arco di quarantacinque minuti senza lasciare eccessive tracce emotive o riferimenti negli episodi successivi.</p>
<p><strong>Sia la recitazione che lo script funzionano</strong>, e funzionano bene: nonostante le personalità eccessive, estreme sino al punto di essere asociali ed irritanti si finisce rapidamente per tenere alla squadra ed alle sue idiosincrasie, dal pesante accento della tamarra Kelly (i suoi &#8220;fook ya&#8221; e &#8220;what&#8221; seguito da uno sguardo di sfida sono esilaranti) all&#8217;attitudine di Nathan allo sberleffo continuo e politicamente scorretto.</p>
<p>Di certo alcune situazioni potevano essere gestite meglio: l&#8217;atto di sangue iniziale e le conseguenze che porta, elemento cardine della prima parte della prima stagione, non viene sempre gestito in modo adeguatamente realistico e certe situazioni eccessivamente ridicole (come lo scontro con il tatuatore) paragonati ad altri episodi &#8220;drammatici&#8221; abbassano la qualità globale della serie. Anche il passaggio tra le due stagioni è a dir poco raffazzonato, con un personaggio principale creduto letteralmente morto e sepolto che torna alla sua vita normale senza più di qualche improbabile frase di spiegazione. Ma di realismo Misfits volutamente latita, con eclatanti buchi di logica che vogliono essere orgogliosamente tali (dai paradossi temporali alla mancanza di investigazioni sulle continue morti o sparizioni attorno a loro, dalla mancanza totale della presenza di quasi tutti i genitori dei protagonisti all&#8217;assenza di curiosità delle origini dei poteri).</p>
<p>Misfits è lungi dall&#8217;essere perfetto ma è meravigliosamente irriverente e ferocemente sarcastico, acqua fresca per un palinsesto televisivo stantio a base di belle facce hollywoodiane. <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/B003PJ6W64?ie=UTF8&#038;tag=magratheait-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=1634&#038;creative=19450&#038;creativeASIN=B003PJ6W64">Da provare</a><img src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&#038;l=as2&#038;o=2&#038;a=B003PJ6W64" width="1" height="1" border="0" alt="" style="border:none !important; margin:0px !important;" />.</p>
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